venerdì 25 gennaio 2008

Una "superprocura" contro le morti sul lavoro

"Quando i processi durano anni, quando i reati ,anche gravi,per infortuni sul lavoro o malattie professionali vanno in prescrizione, si diffonde l'impunità,l'impressione che si possa fare a meno della prevenzione degli infortuni,perché tanto,anche se ti beccano, prima o poi riesci a farla franca. E di fronte a questo, anche le migliori leggi, come quella italiana, servono a poco".

Quelle che avete letto sono parole del procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello.
(leggi l'articolo completo, di Sandro Della Volpe, cliccando qui).

La sua proposta è quella di creare una "superprocura", come quella antimafia, questa però contro le morti sul lavoro.
E' veramente, a mio giudizio, una bella idea!
La legge italiana, come dice lo stesso procuratore, è una fra le migliori leggi esistenti, però, nell'iter giudiziario il soggetto più debole, il lavoratore, viene vessato da chi può permettersi legali più costosi che si appigliano a tutto ciò che è possibile per ritardare e per far sì che tutto cada in prescrizione.

Senz'altro il nuovo governo, che vedrà il ritorno del signore di Arcore, prenderà in considerazione la proposta del procuratore Guariniello!!!
Se questo post non trattasse un argomento serio, verrebbe voglia di ridere.

Intanto, nel Veneto, in provincia di Treviso si registra un altro decesso sul lavoro. Un operaio è rimasto folgorato mentre manovrava il braccio di una betoniera in un cantiere edile di Santa Maria di Piave.

Ed un altro in provincia di Savona.

Avete letto queste ultime due notizie su qualche giornale???


Aggiornamento delle 17,00
Oggi, a Venezia, nell'area del porto passeggeri, è morto un operaio greco. Clicca qui per la notizia Ansa



2 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

On line su Repubblica e anche ai TG perchè oramai cavalcano la tragicità quotidiana dell'evento almeno per adesso....

Ma il punto è che non basta dare la notizia si deve agire. Servirebbero trasmissioni di approfondimento serie che si domandassero come e se viene applicata la nuova legge inerente le morti sul lavoro e non solo quello...

Sergio ha detto...

@ Daniele:
Sinceramente, su Repubblica "on line" non l'ho trovato.

Certo che sarebbero necessarie azioni più incisive, ma chi le fa?
Questi non sono argomenti che "tirano" ed i giornalisti (ma possiamo chiamarli ancora così?) cercano qualcosa di meno impegnativo e di più leggero. Più si grida e meglio è, tanto gridano tutti, anche per niente!

Scusami lo sfogo!