venerdì 15 giugno 2018

Incontro del 14 giugno al Teatro dei Frari con il sindaco


Ieri sera, per usare un ossimoro, ho assistito ad una "farsa pietosa" dove non sapevi se ridere o piangere.
Innanzitutto avvicinandomi al Teatro dei Frari, fin da Corte Canal, ho trovato carabinieri e poliziotti! Quindi deduco che questo spiegamento di forze dell'ordine (c'erano anche vigili urbani) sia stato senz'altro voluto per paura! Non so però di cosa doveva aver paura. Forse del "Morion"? Ah! ah! ah!
All'ingresso una signora mi ha chiesto "È qui per l'incontro?" A quell'ora una persona ormai di una certa età cosa andava a fare al patronato dei Frari? una partita di calcetto?
Poi il ritardo di 20' per "impegni"! Anche questo era un impegno e non con una singola persona, ma con i cittadini. Quindi, già qui una mancanza di rispetto.
Il "tazebao" de "La Nuova" riassume il nocciolo di questo incontro: "Brugnaro contestato dai residenti" e questo indipendentemente dal numero dei presenti, argomento da lui portato, erroneamente, anche in altre occasioni.
Ha tentato di rispondere ad alcune domande, ma ha subito deviato imbastendo una lezione sul "bilancio consolidato" e su quello che "ha fatto lui"; e qui è esplosa la protesta da parte dei cittadini con conseguenti insulti da parte sua. Siamo tutti "ignoranti" !
Veramente una cosa pietosa!
Uno deve pur preservare la sua salute ed evitare di rovinarsi il fegato o fare un colpo apopletico e, per questo,dopo un'ora di questa "farsa pietosa", incazzato, sono uscito.

lunedì 28 maggio 2018

Se si esce dall'euro ....


Se si esce dall'euro ....
Considerazioni "terra terra" di un "non economista"

Quello che segue penso che non sia molto distante da quello che potrebbe accadere in realtà.

Quando siamo entrati nell'euro il valore di circa 2000 lire è stato relazionato ad un euro. Per questo chi aveva uno stipendio o pensione di circa 3 milioni di lire si è trovato con circa 1.500 euro.
Ora, se si dovesse uscire non credo proprio che il rapporto euro/nuova lira resterebbe lo stesso. La cosa più probabile è invece 1 euro = 1000 lire e quindi lo stipendio fisso degli attuali 1.500 euro sarà di 1.500.000  "nuove lire"!!! 
Attenzione, però, se si vorrà acquistare un euro questo sarà quotato come minimo il doppio.
Ed allora lo stipendio fisso resterà quello, ma i prezzi di tutti i prodotti al consumo si adegueranno al costo europeo.
"Deinde" .... i percettori di redditi fissi impoveriranno sempre di più mentre i commercianti, i produttori, i liberi professionisti, cioè tutti quelli che oggi vengono definiti le ... "povere" partite IVA, arricchiranno sempre di più!
Attenzione, quindi, prima di vagheggiare un'opzione del genere perché vogliamo essere "padroni a casa nostra"!
   

mercoledì 9 maggio 2018

Utilizzo spazi pubblici


Utilizzo spazi pubblici

Sono passati alcuni anni, cinque per la precisione, da quando ho concluso la mia attività di volontariato in collaborazione con la Municipalità di Venezia Murano Burano quale portavoce del Gruppo di Lavoro della Biblioteca di San Tomà presso la Scoléta dei Calegheri.
La saletta a piano terra veniva usata gratuitamente -due tardi pomeriggi alla settimana- dalle  diverse Associazioni che ne facevano domanda, per attività principalmente culturali, ed il Gruppo di Lavoro era designato a ricevere le richieste, ad organizzare, calendarizzare, pubblicizzare le diverse manifestazioni  ed anche aprire e chiudere la Scoléta, e tutta questo non costava nulla all'Ente).
Gli eventi proposti erano conferenze su vari argomenti, presentazione di libri, concerti (solistici per esigenze di spazio) e dibattiti vari, eventi che nel periodo 18 sett.2018 - 18 giu. 2013, sono stati ben 65.
A chi presentava un libro veniva chiesto di lasciare una copia per la biblioteca e, giusto a titolo puramente informativo, nel periodo di cui sopra sono stati introitati 20 libri, tutti consegnati alla Biblioteca.
Tutta questa attività non ha prodotto all'Ente alcun reddito dal punto di vista pecuniario, però ha prodotto una "ricchezza" di tutt'altro tipo.

Ora passo molto spesso per la Biblioteca di San Tomà, ma non mi risulta che vi sia attività e questo mi rattrista.  

E chiudo qui per non polemizzare!   

domenica 6 maggio 2018

500 anni dell'Assunta del Tizano presso la basilica dei Frari a Venezia, dove fu presentata il 18 maggio 1518



«Fratelli carissimi questo che noi vediamo dipinto dal nostro grande concittadino, il devoto Tiziano, è uno dei grandi miracoli del Signore. Con l’assunzione in cielo della sua santa madre noi miriamo qui gli apostoli, uomini grandi, semplici, potenti, scelti da Gesù fra i pescatori. Ed ecco, voi li vedete appena si è mosso il turbine meraviglioso, che sono tutti in piedi, con le braccia levate al cielo e par che gridino: “Oh, Maria, madre nostra, perché ci lasci?” E mentre la Vergine sale in cielo a incontrare il figlio martire, per la redenzione dei nostri peccati, gli apostoli orfani piangono e implorano… ».

Con queste parole Fra Germano da Casale, Padre Guardiano e committente, per conto dell’ordine dei Francescani, presentava al popolo veneziano, il 18 marzo 1518, la pala d’altare dell’ ASSUNTA, che Tiziano Vecellio, appena ventiseienne, dipinse in due anni; era la sua prima importante opera pubblica che, come raccontano le cronache di allora, sconvolse il pubblico veneziano, abituato ad una pittura più statica e fredda.
Questa pala ha indubbiamente decretato il successo di Tiziano a Venezia. Secondo fonti attendibili, alla scopertura della tela avrebbe assistito un emissario dell'imperatore Carlo V, il quale intimò ad un frate di volerlo acquistare nel caso essi non fossero stati soddisfatti dell'opera. Al contrario, l'acclamazione popolare, proprio il giorno dell’inaugurazione, costrinse anche i frati più scettici nei confronti del talento dell'artista, ad ammettere la sua bravura.
Nella sua struttura la pala appare divisa in tre fasce: in basso, come venne evidenziato dal padre Guardiano, il gruppo degli Apostoli meravigliati, tutti protesi verso l'alto in vari atteggiamenti.
San Pietro, colto dal fatto miracoloso, s’inginocchia, ma resta con le mani e la testa rivolti verso l’alto; alla sua destra San Giovanni, con la mano sinistra sul petto, è in contemplazione; Sant’Andrea, vestito di rosso, è proteso verso il cielo, mentre dietro a San Pietro, Paolo rassicura il sempre dubbioso Tommaso e gli addita Maria.
Gli altri, tutti in una contemplazione quasi di meraviglia e di stupore, sembra proprio che dicano “ … prega per noi peccatori”. Al centro la Vergine, con lo sguardo verso l'alto, sale lentamente al cielo e schiere di angeli le vengono incontro suonando e cantando la gloria di Dio.
C'é un grande movimento attorno a lei, che veste i colori dell'iconografia classica: rosso, per indicare la piena umanità e azzurro, per indicare la divinità, il colore dell'infinito, della spiritualità, di ciò che va oltre l'umano.
È il movimento la caratteristica, nuova per allora, che fece apparire l’ ASSUNTA, illuminata dalle torce, in tutto il suo splendore tanto che vi furono esclamazioni del tipo “Magnifico!”, “Gran fatto!”, “Par proprio vero!”.
Non fu un quadro semplice da dipingere, vuoi per le misure (cm.680 x 360), vuoi per l’illuminazione, che veniva, e viene, dal retro, alla quale sarebbe stato esposto.
Si conosce anche il “marangon”, il “barba Fighi”, che preparò la tavola con ben ventuno assi orizzontali, evidentemente di legno buono e ben stagionato, visto che dopo cinquecento anni, pur con i vari restauri, si può ammirare la pala in tutta la sua magnificenza.


sabato 28 aprile 2018

Canzonette francesi alla moda dei canti da battello veneziani

 


Le dodici "canzonette francesi" riunite in questo opuscolo, tratte dalle copie anastatiche di partiture originali raccolte nella voluminosa pubblicazione "Canzoni da battello (1740-1750)", edita dalla Regione del Veneto nella collana "Cultura popolare veneta", sono le uniche in lingua straniera.
I circa cinquecento spartiti di canzoni da battello della predetta raccolta e quelli sparsi nelle numerose raccolte pubbliche e private italiane ed europee -in gran parte "nascoste"-, in dialetto veneziano o, più tardi, in un affettato italiano, dimostrano come, fin dalla prima metà del XVIII secolo, la città di Venezia fosse un'antesignana "capitale della cultura europea", musicale, ma non solo.
Musicisti e letterati -esponenti della cultura "colta"- ([1])  s'interessarono a questo genere di espressione musicale che risuonava nei canali veneziani, soprattutto nelle notti estive.
Evidentemente furono attratti da questo genere musicale "popolare"  anche poeti e musicisti -quasi sempre anonimi- di lingua francese i quali, però, soprattutto all'inizio s'ispirarono (per non dire "copiarono") alle arie e ai testi delle opere liriche di quel periodo.  Musicalmente, i gorgheggi e i virtuosismi delle cantanti hanno caratteristiche non proprio popolari; i testi, poi, risentono molto dei libretti operistici che si rifanno platealmente alla mitologia che fu ripresa, nel '600, in quella forma letteraria denominata "Arcadia" che sosteneva il ritorno al classicismo. Ed ecco allora che i nomi delle e degli amorosi non sono Nina o Nane, ma Cloris, Filli e Aminta.

Clicca qui per opuscolo in PDF                 
                                 Sergio Piovesan
Coro Marmolada di Venezia
 
[1])  Benedetto Marcello, Carlo Goldoni, Giuseppe Tartini, Charles Burney (storiografo britannico), Jean Jacques Rousseau,  Johann Adolf Hasse, John Walsh (editore musicale) e altri.

martedì 30 gennaio 2018

Tassazione attuale e flax tax - Facciamo i cosiddetti "conti della serva"

Una delle promesse di questa campagna elettorale, fatta solo di promesse, è quella di diminuire la tassazione IRPEF portandola per tutti al 23%.  
Cioé, qualsiasi sia il reddito, la percentuale sarebbe uguale abolendo così il principio della progressività delle imposte per cui in presenza di una base imponibile più elevata si paga un'imposta proporzionalmente maggiore.

Questo principio è previsto dalla nostra Costituzione all'art. 53.

Infatti l'articolo 53 della Costituzione, posto nella Sezione I. Diritti e doveri dei cittadini, Titolo IV. Rapporti politici, recita:
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Ed allora, come si fa a promettere qualcosa che poi non si può mantenere perché prima bisognerebbe variare la Carta Costituzionale, cosa un po' più complessa?

Comunque, presupponendo che si arrivi a questo, chi ci guadagnerebbe?

Quelli con i redditi minori, la maggior parte dei cittadini, o coloro con redditi ben superiori alla media? 

Facciamo un po' di conti che definisco i "conti della serva" perché tutti dovrebbero essere in grado di farli. Ma, forse, non è proprio così.
 
Ed allora, senza scendere nei particolari propongo queste due immagini, una con le attuali aliquote e l'altra con un'esemplifacazione di quanto si paga adesso, prendendo come redditi imponibili il massimo di ogni scaglione e quello che si pagherebbe con l'abolizione della progressività, con l'evidenza di chi risparmierebbe.



Meditate elettori quando sarete nella cabina elettorale!!!