domenica 27 gennaio 2008

Insensibilità, distrazione o “qualcosa altro”?

Chi segue il mio blog sa che non sono tenero nei confronti dei commercianti veneziani e questo per motivi legati, più che altro, allo sfruttamento della città e del turismo.
Questa volta, però, si sono dimostrati, al di là di qualche raro caso, insensibili –per non usare altri termini- nei confronti di un dramma che ha colpito la città e non solo. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, aveva indetto il lutto cittadino per ieri 26 gennaio, in occasione dei funerali dei due lavoratori portuali deceduti alcuni giorni fa ed aveva invitato, anche, ad abbassare le serrande, tra le dieci e le unici e mezza, in coincidenza con le esequie. Il risultato di questa richiesta è stato che solo pochissimi hanno aderito mentre la maggioranza ha ignorato la richiesta del sindaco.

«Ma noi, cosa c'entriamo se quei due sono morti a Marghera?».

«Se teniamo chiuso poi andiamo sotto casa di Cacciari per farci dare i soldi dell'affitto».

Queste alcune delle risposte fornite da questi individui.

Non ho parole!

Leggete, di seguito, l’articolo apparso su Il gazzettino di oggi 27.1.
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IN CENTRO STORICO

Negozi quasi tutti aperti «E noi che c'entriamo?»

Venezia - I commercianti veneziani ignorano il lutto cittadino proclamato in memoria di Denis Zanon e Paolo Ferrara, i due operai morti la settimana scorsa in un incidente sul lavoro a Porto Marghera.
Praticamente nessun negozio ha aderito all'invito del sindaco Massimo Cacciari ad abbassare le serrande ieri, tra le dieci e le undici e mezza, in coincidenza con i funerali dei due lavoratori. Bastava una passeggiata in città, nella mattinata di ieri, per constatare che non solo i negozi erano regolarmente aperti, ma non c'era nemmeno alcun segno di lutto sulle vetrine dei negozi. Solo in piazza San Marco diversi negozi hanno tenuto le saracinesche mezze abbassate e le luci spente in vetrina per la durata dei funerali. Per altri, però, tutto è andato avanti come se nulla fosse accaduto. In concomitanza con i funerali, i negozi di dischi hanno continuato a trasmettere allegre musiche di Vivaldi ed è anche rimasta regolarmente attiva la macchina che produce bolle di sapone, utilizzata come richiamo per i clienti da una profumeria di Strada
Nova. E improntate al cinismo sono state le giustificazioni di alcuni esercenti. «Se teniamo chiuso poi andiamo sotto casa di Cacciari per farci dare i soldi dell'affitto» ha detto un commerciante delle Mercerie. Mentre in un negozio di alta moda in Calle Larga XXII Marzo, alla richiesta se avessero venduto qualcosa durante l'ora e mezza dei funerali, e se era assolutamente indispensabile tenere aperto, rispondevano: «Non abbiamo venduto nulla dalle
dieci alle undici e mezzo, e se abbiamo tenuto aperto era per una questione d'immagine verso la clientela e non di incassi». E qualcuno nemmeno sapeva che ci fosse un'ordinanza che proclamava il lutto cittadino. «C'è un lutto cittadino?». chiede un ambulante al mercato di Rio Terà San Leonardo, anch'esso aperto durante i funerali. Eppure l'ordinanza parlava chiaro. Oltre a disporre l'esposizione in tutti gli edifici pubblici delle bandiere a mezz'asta o listate a lutto, la proclamazione del lutto, l'ordinanza tra le altre cose invitava i proprietari di attività commerciali ad abbassare le serrande degli esercizi durante lo svolgimento della cerimonia funebre. «L'invito del sindaco - si giustificano in una tabaccheria di Dorsoduro - non è stato affatto pubblicizzato». Mentre in un negozio vicino la stazione si dicono sorpresi «Ma noi - si chiede il titolare - cosa c'entriamo se quei due sono morti a Marghera?».

Pierluigi Tamburrini


5 commenti:

Moticanus ha detto...

bah...secondo me, in fondo, non gli si può rimproverare questo comportamento, non foss'altro perchè non è certo nei negozi che si cade dalle impalcature! Comincino a farlo gli operai delle fabbriche, comincino a scioperare gli operatore edili. Comincino a far sentire la loro voce tutti coloro che, nell'ambito del loro lavoro, vedono non rispettare le norme sulla sicurezza. Facciano denunce, anche anonime.

Il lutto "consigliato" ai commercianti può certamente avere un ssignificato simbolico, ma non vedo cosa possa risolvere!

Romina ha detto...

Si resta basiti!
D'altra parte l'Italia è anche questa: ogni categoria chiusa a riccio in se stessa, completamente refrattaria a tutto ciò che non la tocca da vicino. Ed è questo individualismo e questo procedere per corporazioni che rende impossibile qualsiasi cambiamento degno di questo nome.
Il valore simbolico di certi atti è importante, a mio avviso. Rispettare la richiesta del sindaco in questo caso significava offrire un simbolico gesto di solidarietà a chi fa un lavoro diverso dal proprio, e mostrarsi meno chiusi nei propri piccoli e gretti interessi di bottega. Fare certe figure, affermando addirittura di voler chiedere i soldi dell'affitto al sindaco, è alquanto deprimente, almeno per chi abbia un minimo di dignità personale.

In certi casi, lo ammetto, non invidio gli amministratori.

Sergio ha detto...

Il lutto era "cittadino" e deliberato dalla giunta comunale.
E' solo questione di sensibilità e si trattava di solo 1 ora e 1/2.

I portuali non si sono fatti pregare per lo sciopero e per tutte le manifestazioni necessarie.

I commercianti veneziani hanno il pelo sul cuore!

Pensano solo a fregare il turista ed il veneziano, salvo rare eccezioni!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Credo che se è vero che i commercianti non sono responsabili delle morti bianche e nessuno accusa i commercianti peraltro, resta il fatto che se era lutto cittadino forse del rispetto per un concittadino avrebbe dovuto esserci...

Sergio ha detto...

@ Daniele: d'accordo! veniva chiesto solo del rispetto!