mercoledì 2 gennaio 2008

Concerto dell’Epifania presso la Basilica di S.Maria Gloriosa dei Frari, in Venezia

Concerto dell’Epifania
6 gennaio 2008 – ore 16
Venezia
Basilica di S.Maria Gloriosa dei Frari


Coro “Marmolada” di Venezia diretto da Lucio Finco

Programma

Ave Maria sarda -- arm. B.Ruju
O felice o chiara notte -- arm. R.Dionisi
Natu natu Nazzaré -- arm. F.Gervasi
Alla grotta -- arm. F.Fantuzzi
I tre re de l’oriente -- arm. L.Pigarelli
Dormi ptzinnu -- di S.Soddu – G.Garau
Bianco Natale -- di Berlin – arm. G.Malatesta
Piccola canta di Natale -- di C.Geminiani – B. De marzi


Coro “Tre Pini” di Padova diretto da Gianni Malatesta

Programma

Tu scendi dalle stelle -- di Alfonso de’ Liguori
Puer natus -- dal gregoriano
Lieti pastori -- tradizionale natalizia
O Santa Notte -- di A. Adam
In dulci jubilo -- di J.S. Bach
Natale è amore -- di G.Malatesta
Adeste fideles -- tradizionale natalizia
Jingle bells -- tradizionale natalizia

(N.B. Tutti i canti eseguiti dal Coro “Tre Pini” sono elaborazioni e armonizzazioni di Gianni Malatesta).



Ingresso libero

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UN’AVE MARIA CANTATA AI PIEDI DELLA PALA DELL’ASSUNTA DI TIZIANO NELLA BASILICA DEI FRARI IN VENEZIA






“Santa Maria, Madre di Dio … “ ed ecco, in queste poche parole, che iniziano la seconda parte dell’AVE MARIA, la glorificazione e la santificazione della Vergine.
Una preghiera che moltissimi musicisti hanno voluto significare con le note e che può assumere aspetti diversi, vuoi per l’interpretazione del canto, vuoi per il luogo in cui questa preghiera viene cantata.
Ed uno dei luoghi che, senz’altro, avvicina al concetto di glorificazione e santificazione della Vergine, è l’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari in Venezia, dove spicca la magnifica pala dell’ASSUNTA del Tiziano, un’opera che suscita, in chi la osserva, un’intensa commozione.
Trovarsi, poi, a cantare, ma anche solo ad ascoltare, un’AVE MARIA in quel luogo è, ovviamente, ancora più emozionante.
«Fratelli carissimi questo che noi vediamo dipinto dal nostro grande concittadino, il devoto Tiziano, è uno dei grandi miracoli del Signore. Con l’assunzione in cielo della sua santa madre noi miriamo qui gli apostoli, uomini grandi, semplici, potenti, scelti da Gesù fra i pescatori. Ed ecco, voi li vedete appena si è mosso il turbine meraviglioso, che sono tutti in piedi, con le braccia levate al cielo e par che gridino: “Oh, Maria, madre nostra, perché ci lasci?” E mentre la Vergine sale in cielo a incontrare il figlio martire, per la redenzione dei nostri peccati, gli apostoli orfani piangono e implorano… ».
Con queste parole Fra Germano da Casale, Padre Guardiano e committente, per conto dell’ordine dei Francescani, presentava al popolo veneziano, il 18 marzo 1518, la pala d’altare dell’ ASSUNTA, che Tiziano Vecellio, appena ventiseienne, dipinse in due anni; era la sua prima importante opera pubblica che, come raccontano le cronache di allora, sconvolse il pubblico veneziano, abituato ad una pittura più statica e fredda.
Questa pala ha indubbiamente decretato il successo di Tiziano a Venezia. Secondo fonti attendibili, alla scopertura della tela avrebbe assistito un emissario dell'imperatore Carlo V, il quale intimò ad un frate di volerlo acquistare nel caso essi non fossero stati soddisfatti dell'opera. Al contrario, l'acclamazione popolare, proprio il giorno dell’inaugurazione, costrinse anche i frati più scettici nei confronti del talento dell'artista, ad ammettere la sua bravura.
Nella sua struttura la pala appare divisa in tre fasce: in basso, come venne evidenziato dal padre Guardiano, il gruppo degli Apostoli meravigliati, tutti protesi verso l'alto in vari atteggiamenti.
San Pietro, colto dal fatto miracoloso, s’inginocchia, ma resta con le mani e la testa rivolti verso l’alto; alla sua destra San Giovanni, con la mano sinistra sul petto, è in contemplazione; Sant’Andrea, vestito di rosso, è proteso verso il cielo, mentre dietro a San Pietro, Paolo rassicura il sempre dubbioso Tommaso e gli addita Maria.
Gli altri, tutti in una contemplazione quasi di meraviglia e di stupore, sembra proprio che dicano “ … prega per noi peccatori”. Al centro la Vergine, con lo sguardo verso l'alto, sale lentamente al cielo e schiere di angeli le vengono incontro suonando e cantando la gloria di Dio.
C'é un grande movimento attorno a lei, che veste i colori dell'iconografia classica: rosso, per indicare la piena umanità e azzurro, per indicare la divinità, il colore dell'infinito, della spiritualità, di ciò che va oltre l'umano.
È il movimento la caratteristica, nuova per allora, che fece apparire l’ ASSUNTA, illuminata dalle torce, in tutto il suo splendore tanto che vi furono esclamazioni del tipo “Magnifico!”, “Gran fatto!”, “Par proprio vero!”.
Non fu un quadro semplice da dipingere, vuoi per le misure (cm.680 x 360), vuoi per l’illuminazione, che veniva, e viene, dal retro, alla quale sarebbe stato esposto.
Si conosce anche il “marangon”, il “barba Fighi”, che preparò la tavola con ben ventuno assi orizzontali, evidentemente di legno buono e ben stagionato, visto che a quasi cinquecento anni, pur con i vari restauri, si può ammirare la pala in tutta la sua magnificenza.
Domenica 6 gennaio 2008 saremo in concerto proprio ai piedi di questa pala, ed allora sono sicuro che, non solo noi coristi, ma anche il pubblico presente, si emozionerà nell’ascoltare l’AVE MARIA e nel godere contemporaneamente dei segni, delle figure e dei colori dell’ ASSUNTA.

2 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bellissimo post: Ben tornato e Buon Anno Sergio!!!

Sergio ha detto...

Grazie Daniele!
Comunque quello che è bellissimo è il quadro! Direi che si tratta di una delle migliori opere esistenti a Venezia e, quindi, ... nel mondo. (un po' di sano campanilismo!!!)