mercoledì 17 marzo 2010

PRIMEVERE di Arturo Zardini


Ecco il testo di una bellissima canzone friulana, "Primevere", di Arturo Zardini, che vuole essere di sprone a questa primavera che non arriva mai.
 
Primevere benedete
l’è tant timp che ti spietìn:
fâs flori la nestre tiere
di un biel manto verdulin.

Cussì, quant la mê morose
va tal miez dal só zardin,
ancje jê sarà une rose,
mi dirà: ven cà ninìn!

Primavera benedetta
è molto tempo che ti aspettiamo
fai fiorir la nostra terra
di un bel manto verdolino.

Così, quando la mia fidanzata
va nel mezzo del suo giardino,
anche lei sarà una rosa,
mi dirà: vien qua amore.

7 commenti:

Giovanni ha detto...

Ciao, grazie per questo "viaggio" sul Canal Grande. Domanda: di chi è la colonna sonora? A domani.
Ri-ciao da Giovanni Lucio

emilia ha detto...

Buongiorno all'amico Sergio :)
Come va, serenissimo? La primavera a Venezia si fa ancora ad aspettare?

Sergio ha detto...

@Giovanni: hai sbagliato "post""!!! Ci vediamo questa sera e te lo racconto.

@Emilia: la primavera, a Venezia, si sta avvicinando molto lentamente; è proprio il caso di dire, come il canto friulano, "... l'è tant timp che ti spietin".

Grazie per il serenissimo (l'hai scritto in minuscolo, e va bene), ma non lo sono; sono solo veneziano! Serenissimo era il doge e Serenissima la Repubblica; e basta.
Quelli che si richiamano a quei tempi e che si fanno chiamare "serenissimi" (gran parte sono di fuori Venezia, quindi "campagnoli"), sono solo dei pagliacci! Non si torna indietro con la storia e non ci sono popoli o genti migliori degli altri!
E chiudo qui!

emilia ha detto...

ok, venessianissimo e basta
questo lo accetti? :)

emilia ha detto...

ora che ci penso ti andrebbe a penello "leonissimo" :) volevo solo farti sorridere ma ti ho fatto arrabbiato quasi con il superlativo "serenissimo" però ho imparato una nuova parola "campagnoli"

Sergio ha detto...

Scherzi a parte, spiegarti cosa si intende per "campagnoli" non è facile. Subito dopo la caduta della Serenissima e per tutto l'800 ed anche dopo, i veneziani vissero soprattutto di "glorie", non proprie, ma ereditate da chi aveva reso grande la nostra città.
D'altra parte, anche durante la millenaria storia di Venezia, tutto doveva essere al servizio della Città che, per altro, veniva chiamata la "Dominante".
"Città" con la "C" maiuscola. Tutto il resto che non era la Città era "campagna" abitata da "campagnoli". Negli ultimi due secoli molti veneziani, con la puzza sotto il naso, trattarono tutti come campagnoli intendendo cioé gente che non aveva una storia così "nobile" come quella veneziana che resistette come stato autonomo oltre mille anni.
Anche Mario Stefani, scherzando, con il suo detto "Se non ci fosse il ponte, l'Europa sarebbe un'isola" esprime ironicamente questo concetto.
Per me, poi, ritenere "campagnolo" qualcuno vuol dire inquadrarlo in quel movimento di non veneziani, ma veneti, rozzi e razzisti, falsi cristiani ed anche molto ignoranti.
Spero di essere stato chiaro!

stella ha detto...

Ciao caro Sergio.