mercoledì 27 febbraio 2008

Fuori i nomi!!!

Visco: «Dalla Germania elenco di evasori italiani con i conti in Liechtenstein»

Anche l'Italia riceve gli elenchi di chi nascondeva i soldi a Vaduz, comprati dai tedeschi da un bancario della Lgt

Leggi la notizia su Corriere.it

Aggiornamento del 28.2.2008

"Indagine paradossale" la chiama il Corriere.it relativamente a quanto intrapreso dalla procura di Vaduz, la capitale del Lichtenstein


Ulteriore aggiornamento del 28.2.2008

Di Pietro dice: "Fuori i nomi dei politici".

Io dico: "Fuori TUTTI i nomi!!!"




martedì 26 febbraio 2008

Ennesimo giro di "mail" truffaldine

Ho ricevuto la mail che riporto più sotto. 
Di solito cose simili le cestino subito, ma, ogni tanto, mi prende la curiosità di 
vedere fino a che punto arrivano certi lestofanti; per questo motivo sono andato a
visualizzare la sorgente del messaggio e fra le varie voci ho scoperto che l’ora di
spedizione era di nove fusi orari in avanti e, quindi, la spedizione è avvenuta
tramite un “provvider” dall’estremo oriente (Corea, Cina, Taiwin).
_____    
Benvenuto in WPP Group!
Noi siamo lieti che Lei desidera di unirsi con la  nostra squadra! Lei deve
collaborare con noi e occupato come presentante della societa (manager regionale),
ritenere il dovere di partecipare nei operazioni con clienti.
Per Lei sara nacessario rapidamente ricevere pagamenti. Questo ? un modo migliore
per offrire un nuvo servizio finanziario per nostri clienti grazie alla sua
collaborazione. Percio questo lavoro Vi porta via soli 2-3 ore al giorno.
Il lavoro non?e complicato e  tipico. Lei deve realizzare gli pagamenti  
per I nostri clienti. I nostril manager sarano alla vostra disposizione tutto
periodo di prova e spiegare tutto che ? necessario per la collaborazione con noi.
Vi offriremo un stipendio fluttuante: il primo mese Lei gudagna fino a 2000$ e
successivamente tutto dipende da Lei - lavora di piu e guadagno aumenta molto veloce.

Rimasto da fare solo un passo per iniziare una buona.carriera.
Manda un e-mail al indirizzo:  arcandoritaly5@gmail.com
Nella lettera indicare il numero di telefono e un'ora conveniente per chiamata.
Cosi i nostri manager avranno la possibilita di collegarsi telefonicamente con Lei
e rispondere a tutti I vostri domande..
Gregory Thompson
HR Manager
WPP Group
----------- 
A parte il pessimo italiano e tutti gli errori, la frase “Per Lei sara nacessario
rapidamente ricevere pagamenti”
è indicativa del fatto che bisogna essere disposti
a ricevere versamenti sul proprio conto corrente. Ovviamente questi soldi, anche se
non lo dicono, dovranno essere girati a qualcun altro.
E’ chiaro che si tratta di capitali di non limpida provenienza, che verrebbero
risciacquati, non “ … in Arno … “, ma sul vostro c/c. bancario.
Diventereste immediatamente riciclatori di denaro sporco.
Siete avvertiti! Non cascateci!

domenica 24 febbraio 2008

Alla base Usaf di Aviano volevano fare i ... furbi!

Forse speravano che non avesse molta visione la comunicazione apparsa sul settimanale, in lingua inglese, interno alla base Usaf di Aviano, che, nel cercare personale civile precisava che i richiedenti dovevano essere cittadini di stati aderenti alla Nato, esclusi … gli italiani.

Ma non è passata! Ed allora, … apriti cielo! Giustamente.

Già il paese di Aviano, il comune che ospita la base, ed i suoi abitanti sopportano pesanti servitù militari e danni alle strutture civili, all’ambiente ed all’economia, il tutto dovuto, fin dagli anni ’50, alla massiccia presenza di mezzi (aerei) e dei militari americani.

Ci sono degli accordi ben precisi che, questa volta, il comando Usa tentava di by-passare.

Un’ampia documentazione giornalistica de Il Gazzettino –il giornale del nordest- sopperisce al quasi silenzio dei media e del governo nazionali.

Il fatto, anche se il giorno dopo è stata fatta marcia indietro da parte del comando, è grave.

Come dicevo sopra, i danni sono notevoli ed il presupposto del persistere della base in loco, una base nella quale –si dice- vi siano testate nucleari, era, appunto, l’assunzione di personale locale.

Quando gli aerei, soprattutto i grossi aerei da trasporto che giornalmente vanno e vengono dagli USA, decollano o atterrano il rumore è veramente insopportabile e le onde sonore fanno spostare le tegole delle case; anche se le revisioni annuali dei tetti hanno il contributo, i danni alle persone, che forse ancora non si conoscono, non hanno alcun indennizzo e neppure alcuna cura e prevenzione.

Poi non si sa delle testate nucleari e neppure delle conseguenze dei gas di scarico degli aerei (caccia, caccia-bombardieri, ricognitori) che sono sempre in volo e che, quindi, durante tutta la giornata decollano e atterrano. E i radar?

Anche se i militari americani e le loro famiglie, che vivono all’esterno della base, fanno clan, tuttavia la presenza di un certo numero di individui con una disponibilità economica di un certo rilievo, e questo fin dall’inizio (anni ’50), ha fatto sì che il costo della vita, compreso il prezzo degli immobili, aumentasse notevolmente in una zona rurale a basso reddito.

Insomma, non ci sono mai state grosse proteste da parte degli abitanti (queste si sono avute solo da parte di estremisti) e questo per un certo “scambio” con i posti di lavoro.

Quindi, e concludo, cosa vogliono questi americani a casa nostra? Vogliono fare i padroni con solo le loro regole? E’ ora che lo Stato Italiano, per voce del governo, qualsiasi sia il governo, si faccia sentire e affermi, con vigore, che questa è casa nostra e che loro sono solo ospiti! Altrimenti … “go home!”

Qualcuno tenta di far pagare il canone RAI anche ai PC!

Un decreto del 1938, quello che istituisce il canone -allora solo per la radio- nel passaggio che identifica per quale apparecchio si debba pagare detto canone, precisa: "…apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni …".

L’aggettivo adattabile lascia parecchi margini e, allora, c’è chi, all’ente incaricato di questa riscossione (SAT), ha pensato che possa essere richiesto anche ai possessori di PC, che abbiano o meno la scheda TV.

A parte il fatto della discutibilità del canone RAI, che era nato per migliorare i servizi dell’ente radiofonico pubblico, appaiono strane, ed ai limiti della legge, le lettere che la RAI invia a coloro che non pagano precisando che la tassa andrebbe pagata, appunto, anche per i PC.

Per saperne di più clicca qui per leggere l’articolo di Repubblica.it.

Per firmare l’appello contro questa … “anomalia”, clicca qui.


mercoledì 20 febbraio 2008

Nuovo spam: non fatevi fregare!

Nuovo spam e malware!
Attenzione a non farvi fregare!
Non fateci caso se vi arriva una mail con oggetto "Sei indagato" o qualcosa di simile.
Eliminate la mail

Per maggiori precisazioni clicca qui per l'articolo di Corriere.it

Fate girare la notizia.

martedì 19 febbraio 2008

Vi racconto un canto: "Sul ponte di Perati"

“Cammina … cammina” è il titolo dello spettacolo, che, con due voci recitanti e coro, proporrà -in data 14 marzo 2008- il ricordo della ritirata di Russia attraverso le pagine di Giulio Bedeschi e Mario Rigoni Stern.

Sarà un “discorso corale” contro la guerra, contro tutte le guerre. E gli alpini ne sono testimoni anche attraverso i loro canti.

Per questa occasione, il Coro Marmolada, che farà da “controcanto” alla voce recitante, ha rispolverato alcuni canti sul tema fra i quali “Sul ponte di Perati”, un brano che ricorda il sacrificio degli alpini della Julia nella sciagurata campagna di Grecia 1940/1941.

Ma il brano non nasce in quell’occasione in quanto, ancora durante la prima guerra mondiale gli alpini cantavano, sulla stessa melodia e con parole simili, “Sul ponte di Bassano, / bandiera nera, / è il lutto degli Alpini / che va alla guerra.”
Una guerra assurda, come tutte le guerre, e gli alpini lo sapevano bene, tanto che, racconta qualche reduce, i versi spontanei di quei giorni, sui monti della Grecia, erano : "Quelli che l'han voluta non son partiti, quelli che son partiti non son tornati”. Ma questo testo il regime non lo sopportava ed allora fu subito censurato.

Le strofe, nelle numerose edizioni che ho avuto modo di consultare, sono diverse, forse anche aggiunte posteriormente, ed il testo completo è abbastanza lungo.

Riportiamo di seguito il testo nella versione che cantiamo noi del “Marmolada”: “Sul ponte di Perati bandiera nera / l’è il lutto degli Alpini che fan la guerra. Quelli che son partiti non son tornati / sui monti della Grecia sono restati. / Sui monti della Grecia c’è la Vojussa / col sangue degli Alpini s’è fatta rossa.. / Un coro di fantasmi vien giù dai monti / è il coro degli Alpini che sono morti. / Un coro di fantasmi vien giù dai monti / è il coro degli Alpini che sono morti. / Alpini della Julia in alto i cuori / sul ponte di Perati c’è il Tricolore.”

Piccole diversità nel testo, probabilmente dovute a trascrizioni, non negano la validità del canto che è, sempre e comunque, una denuncia sull’inutilità della guerra. Nella prima strofa della nostra versione troviamo “ … l’è il lutto degli Alpini che fan la guerra”, mentre su altre versioni, anche su quella originaria (Sul ponte di Bassano), il testo è: “… l’è il lutto degli Alpini che van la guerra”. I due verbi hanno una notevole differenza di significato nel contesto. Gli Alpini, ma anche tutti i soldati, non andarono in guerra perché volevano farla, e quindi non facevano la guerra, ma la subivano perché dovevano andarci, mandati da chi voleva fare la guerra che poi erano quelli, come detto sopra, che … non partivano!

Il canto, ambientato nelle vicende della campagna di Grecia, nasce quindi nel 1940/41 e divenne subito famoso, non solo fra gli alpini, ma anche fra il resto dell’esercito. Ed è per questo motivo che lo ritroviamo, negli anni successivi, ovviamente trasformato sia nei luoghi che nei nomi delle unità combattenti, fra altre unità dell’esercito italiano(1), fra i partigiani(2) e fra coloro che scelsero la R.S.I.(3).


Note
(1) - I soldati della divisione Acqui, decimati dai tedeschi a Cefalonia trasformarono il titolo in “Banditi della Acqui” il cui testo della prima strofa recita: “Banditi della "Acqui" / in alto il cuore / sui monti di Cefalonia / sta il tricolore.
(2) - Nuto Revelli, ufficiale degli alpini della Tridentina nella tragedia della campagna di Russia, che divenne uno dei primi organizzatori della resistenza armata nel Cuneese,
scrisse “Pietà l’è morta”, ispirandosi, come scrisse lo stesso autore, al “Ponte di Perati”. Palesemente ricalcato sul "Ponte di Perati" è anche il canto composto collettivamente dai componenti della formazione partigiana "Maiella", che operò anche nell'Appennino romagnolo, e che divenne in qualche modo l'inno ufficiale di quel gruppo di partigiani abruzzesi. “Sul ponte fiume Sangro, bandiera nera, / è il lutto della Maiella che va alla guerra”.
(3) - “Sul fronte di Nettuno, / bandiera nera! / È il lutto del San Marco / che fa la guerra. / Lutto del Barbarigo / che fa la guerra: / la meglio gioventù / che va sotto terra!”. Sono questi i versi creati da un reparto con le mostrine del San Marco, che prese il nome di Btg. Barbarigo, alle dipendenze della X Mas, che operò sul fronte di Anzio.

domenica 17 febbraio 2008

Consiglio utile per chi andrà a votare

Ho ricevuto, per e-mail, questa storiellina: mi è piaciuta e la pubblico per il piacere dei miei lettori:

Si racconta che quando Dio creò il mondo, affinché gli uomini prosperassero, decise di concedere loro due virtù.
E così fece.
- Gli svizzeri li fece ordinati e rispettosi delle leggi.
- Gli inglesi perseveranti e studiosi.
- I giapponesi lavoratori e pazienti.
- I francesi colti e raffinati.
- Gli spagnoli allegri e accoglienti.
Quando arrivò agli italiani si rivolse all'angelo che prendeva nota e gli disse:
'Gli italiani saranno intelligenti, onesti e di Forza Italia '.
Quando terminò con la creazione, l'angelo gli disse:
'Signore hai dato a tutti i popoli due virtù ma agli italiani tre'.
'Porca miseria! E' vero!' disse il buon Dio, ed aggiunse:
"Le virtù divine non si possono più togliere, ma nessuno potrà avere più di due virtù insieme."
Fu così che:
L'italiano che è di Forza Italia ed onesto, non può essere intelligente.
Colui che è intelligente e di Forza Italia, non può essere onesto.
E quello che è intelligente e onesto non può essere di Forza Italia.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PERCHE' QUANDO SI ANDRA' DI NUOVO A VOTARE NON SUCCEDA CHE QUALCUNO PERDA L'INTELLIGENZA O L'ONESTA'...

ATTENTO! SE NON LO FAI ENTRO 5 MINUTI, TI SI INSTALLERA' UNA FOTO DI BERLUSCONI COME SFONDO DEL DESKTOP. PER SEMPRE!!!!

giovedì 14 febbraio 2008

Non ci mancava che questa!

Non sono state forse le dittature fasciste e comuniste ad esasperare il culto della personalità?


Veramente, non ci mancava che questa!

martedì 12 febbraio 2008

I produttori di "bollicine" chiedono udienza al Patriarca di Venezia

Non si è fatta attendere la reazione dei produttori di acqua minerale che, addirittura, per paura di vendere meno, in seguito ad un'iniziativa della chiesa veneziana per la quaresima (vedi post precedente), hanno chiesto, tramite il loro presidente, un'udienza al Patriarca di Venezia, Angelo Scola.

Il presidente andrà "umilmente" a spiegare al prelato che l'acqua minerale è diversa dall'acqua di rubinetto, quasi un alimento!
Reazioni esagerate, per ... qualche bollicina in meno!

Clicca qui per leggere una serie di articoli sull'argomento, apparsi su Il Gazzettino di oggi.

lunedì 11 febbraio 2008

Stop alle “bollicine”, almeno in … quaresima!

Non sempre brontolo su quello che accade nella mia città; infatti è sorta, in questi giorni, un’iniziativa che condivido, per limitare l’uso –o meglio l’abuso- dell’acqua minerale preferendo, quindi, l’acqua di rubinetto.

L’iniziativa prende lo spunto da quello che, una volta -molto tempo fa-, la gente di fede cristiana usava fare durante la quaresima e, soprattutto, in alcuni giorni: sacrificarsi mangiando di meno e, in particolare, astenersi dalla carne. Quest’usanza, come si sa, ha perso ai giorni nostri il significato che aveva in passato e, soprattutto, non è che mangiare pesce al posto della carne sia più economico; anzi tutto al contrario!

“Dietro quel gesto c'è un motivo profondo, che ha a che fare con la fede e la vita dei cristiani, chiamati a prendersi cura del Creato, perché – diceva il profeta Isaia – il Signore ci ha affidato la Terra come una sposa, e dobbiamo prendercene cura. Evitare di comprare e consumare acqua in bottiglia è un piccolo gesto che va in questa direzione: significa produrre meno plastica con la quale l'acqua si imbottiglia, significa evitare che i tir percorrano centinaia di chilometri per portare acque famose, “alla moda”, fin sulle nostre tavole; e significa riaffermare un diritto, quello dell'accesso all'acqua per tutti, distribuita attraverso un acquedotto, che è un diritto per il quale si paga il costo del servizio, e non come un “marchio”, un “brand” da comprare al supermercato.”

Così scrive Serena Spinazzi Lucchesi la giornalista di Gvonline (cliccate qui per leggere l’articolo interamente e per approfondire, con altri collegamenti all’interno dell’articolo stesso), e secondo me, per i motivi che si leggono anche nella parte riprodotta sopra, questa astensione dall’acqua con le bollicine, vale anche per chi è non credente.

Si tratta, ovviamente, come in tante altre occasioni, di non lasciarsi lavare il cervello dalla pubblicità e dalla moda.

Come si sa l’acqua di rubinetto, nella quasi totalità degli acquedotti del nostro paese, è acqua buona, anzi ottima, controllata più volte al giorno e, quindi, più sicura delle acque minerali.

E poi, … meno acqua minerale = meno bottiglie di plastica = meno petrolio e meno rifiuti.

Inoltre … meno TIR in giro per le nostre strade! L’acqua minerale non sgorga vicino a casa nostra!

Ed ancora … chi soffre di reflusso esofageo, vulgo acidità di stomaco, lo sa che le “bollicine” non sono propriamente indicate?

Parliamo del costo dell’acqua minerale: lo sapete che pagate soprattutto la pubblicità, ed anche molto cara? Lo sapete che i produttori pagano poco o niente per le concessioni ed in certi luoghi arrivano anche ad abbassare le falde freatiche tanto da mettere in difficoltà gli acquedotti che a queste attingono?

Anche il Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, aderisce all’iniziativa.

(clicca qui per il commento di Corriere.it dell’11.2.2008)

Pensateci un po’!

venerdì 8 febbraio 2008

Quasi come un titolo del post, l’immagine soprastante è molto chiara ed emblematica.

Chi segue questo blog sa che non sono mai stato tenero con chi sfrutta la mia città; ovviamente mi riferisco a tutti coloro che vivono sull’afflusso dei turisti a Venezia, ma che non si limitano al “giusto guadagno”. E, per andare oltre ad una misura giusta di reddito, aumentano i prezzi anche di tutti ciò che viene usato dai residenti.

Ovviamente mi riferisco a commercianti e “liberi imprenditori” di vario genere (albergatori, artigiani, gondolieri, motoscafisti ecc. ecc.)

Ma ci sono anche altri individui: alcuni proprietari immobiliari, in gran parte non residenti, che, trovando un mercato favorevole fra i non veneziani, specialmente fra gli stranieri, hanno fatto lievitare i prezzi delle case, sia in affitto sia in vendita.

Per questo motivo i veneziani che vogliono continuare ad abitare in Venezia centro storico, soprattutto i giovani e le nuove copie, non riescono a sostenere i prezzi delle case; quindi emigrano in terraferma, all’interno dello stesso comune (Mestre, Marghera, Favaro, Chirignago), ma anche all’esterno, nell’immediato retroterra provinciale.

Gli abitanti del centro storico diminuiscono e le attività che “succhiano” dal turismo aumentano. Ed il giro continua: il solito cane che si mangia la coda.

C’è chi prevede una “Veniceland” o, visto che tutto diventerà sempre più caro, un “Venice-Med” (Club Mediterreané).

Ho trattato questi argomenti in altri post, anche di recente (clicca qui).

A documentazione di quanto scritto leggi gli articoli su ilVenezia e su Il Gazzettino di oggi.

Un archivio “storico” a portata di tutti

Un archivio “storico” a portata di tutti perché ricordare è sempre utile, anzi indispensabile.

Una bella occasione per chi desidera documentarsi sugli ultimi sedici anni della vita politica, delle cronache italiane e di tanto altro.

Un’occasione che Corriere.it fornisce a tutti i curiosi, cioè a tutti quelli che desiderano essere informati e/o “rinfrescati” sugli avvenimenti passati, dal 1992 ad oggi; di facile utilizzo, è sufficiente cliccare su http://archiviostorico.corriere.it/archivio/ricercaAvanzata.jsp

Per altre informazioni leggete un articolo di Marco Pratellesi

martedì 5 febbraio 2008

Un libro che NON vi consiglio

“La nuova stagione - Contro tutti i conservatorismi” di Walter Veltroni

Andremo alle urne e, a guidare il Partito Democratico –la formazione numericamente più grande del centrosinistra-, sarà Walter Veltroni del quale, di recente, ho letto il libro “La nuova stagione - Contro tutti i conservatorismi”.

Quando in biblioteca scelsi questo libro, speravo, o meglio mi illudevo, di ritrovarmi in un altro libro letto una quarantina d'anni fa: "La nuova frontiera" di J.F.Kennedy.

Evidentemente mi ero sbagliato: tutta un'altra cosa!

In un linguaggio politichese, che più politichese di così non si può, presenta cose trite e ritrite ed anche ovvie.

Più di qualche volta, anche se il carattere di stampa va bene per gli ipovedenti, mi sono addormentato in poltrona mentre lo leggevo.

Non vale la pena, neppure, spendere altre parole.

sabato 2 febbraio 2008

2 febbraio ... la Candelora

Oggi, 2 febbraio, si celebra la “Presentazione del Signore” detta anche “Purificazione di Maria”, ma, popolarmente, viene chiamata la “Madonna Candelora”.

Ed a Venezia, e nel Veneto, c’è un antico detto che recita:

“A la Madona Candelora

de l’inverno semo fora,

ma se piove o tira vento

de l’inverno semo drento”

Ed oggi, a Venezia … piove!

A Venezia siamo anche in pieno carnevale ed i commercianti, anche perché con la pioggia arriva meno gente, dicono: “Carnevale bagnato, carnevale … sfortunato”.

Ad ognuno il suo proverbio!

mercoledì 30 gennaio 2008

Vi suggerisco un libro ... per non dimenticare

“Sotto Berlusconi – Diario di un’americana a Roma – 2001-2006” di Alice Oxman.

L'autrice, moglie del giornalista Furio Colombo (già direttore de l'Unità), ci propone il suo diario legato agli avvenimenti di un quinquennio: avvenimenti politici, legati ai provvedimenti ed a quanto detto e fatto da Berlusconi e dai suoi sodali, il tutto documentato con datazione e citazione delle fonti.

Il pregio di questo libro è quello di aiutare la memoria e ricordare, quindi, cose che molti hanno già dimenticato, o che non ricordano più molto bene. Si sa, la natura umana facilita la cancellazione delle cose poco liete!

In appendice troviamo l'elenco dei principali provvedimenti "ad personam"; un'appendice molto utile ed interessante.

Consiglio la lettura ... per non dimenticare.

Collegandomi alla suddetta appendice, e sempre per non dimenticare e per documentarsi ancor meglio, ho elencato, di seguito, i più importanti provvedimenti “ad personam” di cui sopra e, di ognuno, ho trovato il collegamento ad una pagina in internet (quasi sempre di un sito governativo) per poter leggere il documento (legge o decreto) originale.

Legge che abroga imposta di successione sulle grandi eredità – 383/2001

Rogatorie internazionali – 367/2001

Legge “obiettivo” - 443/2001

Legge per la depenalizzazione del falso in bilancio 61/2002

Legge Cirami – 248/2002 - Ricusazione del giudice per legittimo sospetto 248/2002

Lodo Schifani – 140/2003 Impunità (divieto di sottoporre a processo) delle cinque più alte cariche dello Stato

Ex Cirielli (“salva Previti) 251/2005

Legge Pecorella – DL 3600/2006

Condono fiscale

Segreto di Stato per Villa Certosa

Legge “Castelli” Riforma dell’ordinamento giudiziario

Conflitto di interessi – 215/2004

Legge Moratti – 53/2003

Legge Gasparri – 112/2004

Lavoro precario 30/2003

Legge elettorale (“porcata”) – 270/2005

Riforma costituzionale (parte seconda della costituzione) – Cancellata dal referendum

Ecco come sono i gondolieri veneziani

Spesso, soprattutto da chi non li vede giornalmente, i gondolieri veneziani appaiono, più che altro, sotto un aspetto folcloristico e quasi romantico, come se tutti fossero come il gondoliere interpretato da Alberto Sordi in un film degli anni ‘50. Ma non è questa la realtà.
E’, sempre di più, una lobby. Un gruppo di poche persone (circa 3-400) con tanti privilegi, fra iquali quello di non emettere scontrini fiscali, un privilegio, quest’ultimo,ottenuto ricattando i politici locali.

Una lobby potente che, quasi sempre paventando minacce, ottiene di tutto. Basta far pensare ad un blocco del Canal Grande e tutti i politici calano le braghe!

Per non parlare del turpiloquio! Una volta i gondolieri non avevano un elevato grado di istruzione e venivano, normalmente, da famiglie che avevano sfornato, sempre e soltanto, gondolieri. Il linguaggio “colorito” era quasi una normalità, ma era solo “colorito”. Oggi, invece, molti gondolieri hanno, almeno sulla carta, un certo grado d'istruzione: conoscono più di una lingua ed alcuni sono perfino laureati. Ma, con il grado di istruzione e cresciuto pure il turpiloquio e la maleducazione.

Di questa categoria hanno sempre fatto parte solo uomini; è una lobby maschilista ed allora, in certi momenti, soprattutto quando vedono una donna al remo a poppa di una gondola, una donna che non fa parte della loro categoria, allora, come potete leggere dall’articolo che segue, pubblicato su Il Gazzettino di oggi, … apriti cielo!

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Insulti, parolacce, pure bestemmie. ...

Insulti, parolacce, pure bestemmie. É bastato che una gondola con degli sposi, condotta da Alexandra Hai, passasse davanti a calle Vallaresso, perché alcuni gondolieri dello stazio si esibissero in una serie di urla da stadio contro la conducente della gondola, che da dieci anni cerca di diventare gondoliere professionista e che ora lavora per conto di un albergo come gondoliere "de casada".

É successo qualche settimana fa, ma solo ora un testimone dello spettacolo lo hareso di pubblico dominio con una lettera aperta dai toni indignati. A scrivere è un colonnello della riserva di Nevegal, Adriano Trevisan. Invitato a Venezia per il matrimonio di un caro amico, ha assistito a «una disgustosa dimostrazione di intolleranza e ottusità da parte di un gruppo di gondolieri maschi nei confronti di una loro collega femmina» per usare le sue parole.
«Costei - prosegue la lettera - con la sua bella ed elegante gondola ha accompagnato gli sposi all'approdo di San Marco, coperta da un coro di ingiurie e sbeffeggiamenti. Di fronte a questa scena incresciosa, io e gli altri invitati, provenienti da varie parti d'Italia, abbiamo provato un forte sdegno.Trovo inqualificabile il comportamento di questi "signori" in considerazione del fatto che le donne godono gli stessi diritti degli uomini e di uguali opportunità, tanto che sono entrate nei corpi militari dello Stato, addirittura nell'amministrazione delle Regole ampezzane, per millenni dominio esclusivo degli uomini. La gondoliera, con la sua gondola perfetta, aldilà degli epiteti ricevuti, lasciava trasparire dal suo volto l'orgoglio e il piacere di svolgere questa professione».

Un episodio di discriminazione femminile, agli occhi di questo testimone "foresto", ma che in realtà nasconde una ben più complessa battaglia che ormai da un decennio contrappone questa signora di origini americane alla categoria dei gondolieri, a tutt'oggi solo al maschile. Più volte bocciata all'esame per diventare gondoliere, ultimamente Alexandra lavora alle dipendenze di un hotel, come "gondoliera de casada". C'è stato anche un ricorso al Tar che ha dato ragione all'albergo: la gondoliera può lavorare tranquillamente, hanno spiegato i
giudici, collocando la sua attività all'interno del "trasporto per conto proprio". Ovviamente, al di là delle implicazioni sessiste, c'è il rischio di incrinare tutto un sistema corporativo a difesa di gondolieri e gondola. Ed ecco che gli interessati danno un'interpretazione diversa della sentenza e comunque confidano in una modifica della legge regionale sul trasporto per conto proprio che tuteli maggiormente la categoria.

Insomma, la battaglia continua. E se Alexandra Hai ieri non ha rilasciato commenti, lo si capisce dai quelli del presidente dei bancali, Roberto Luppi. «Non ero a conoscenza di questo episodio - precisa - ma quando si veste la divisa di gondoliere che rappresenta il Comune e la città di Venezia, non ci si deve comportare in questo modo, anche se si è di fronte a un abusivo. Detto questo, la signora Hai resta un'abusiva. Non ha i requisiti per fare il gondoliere e, a leggere bene la sentenza del Tar, non dovrebbe esercitare. Purtroppo c'è un buco della legge regionale, che contiamo sia chiarito al più presto: per la gondola non deve esserci conto proprio. Qui non c'entra il maschilismo. Se la signora Hai fosse un abusivo maschio, tutte queste polemiche non ci sarebbero. Per questo avrei voluto che all'ultimo esame passasse qualche donna, ma le candidate non erano all'altezza».
Da Ca' Farsetti, però, precisano che Alexandra Hai «non è abusiva - spiega il comandante dei vigili, Marco Agostini -. Non fa un servizio pubblico di gondola, ma di trasporto in conto proprio». «É vero che la legge regionale non è chiarissima - commenta Alfonso Garlisi, responsabile del traffico acqueo - ma se la gondola è dell'albergo e viene condotta nell'orario di lavoro, tutto è in regola».

Roberta Brunetti


lunedì 28 gennaio 2008

Reddito bloccato per le famiglie dei lavoratori dipendenti

“Il reddito delle famiglie con capofamiglia lavoratore dipendente «è rimasto sostanzialmente stabile» (+0,3%) dal 2000 al 2006, considerando l'aumento del costo della vita. Lo sottolinea la Banca d'Italia nell'indagine campionaria sui bilanci delle famiglie italiane nel 2006. Ciò significa che gli eventuali aumenti di stipendio sono stati di fatto «divorati» dall'aumento dell'inflazione.”

Così inizia l’articolo (clicca qui per leggerlo nella sua interezza) su Corriere.it di oggi 28.1.

L’analisi è stata fatta dalla Banca d’Italia, non dai sindacati, e, quindi, non si venga a dire che è di
parte!
Come si può leggere, è evidente che i lavoratori autonomi, in particolare artigiani ed imprenditori, hanno fatto, in questi sei anni presi in esame, la parte del leone.

Si vede che il piangere porta i suoi frutti.

In parole povere un capofamiglia lavoratore dipendente, nonostante gli aumenti salariali, è rimasto fermo, mentre i “piagnoni” hanno incrementato il loro reddito del 13%; che c’entri l’avvento dell’euro?

E se i dipendenti hanno goduto di qualche aumento salariale, cosa dire dei pensionati che questi aumenti non li hanno più?


domenica 27 gennaio 2008

Insensibilità, distrazione o “qualcosa altro”?

Chi segue il mio blog sa che non sono tenero nei confronti dei commercianti veneziani e questo per motivi legati, più che altro, allo sfruttamento della città e del turismo.
Questa volta, però, si sono dimostrati, al di là di qualche raro caso, insensibili –per non usare altri termini- nei confronti di un dramma che ha colpito la città e non solo. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, aveva indetto il lutto cittadino per ieri 26 gennaio, in occasione dei funerali dei due lavoratori portuali deceduti alcuni giorni fa ed aveva invitato, anche, ad abbassare le serrande, tra le dieci e le unici e mezza, in coincidenza con le esequie. Il risultato di questa richiesta è stato che solo pochissimi hanno aderito mentre la maggioranza ha ignorato la richiesta del sindaco.

«Ma noi, cosa c'entriamo se quei due sono morti a Marghera?».

«Se teniamo chiuso poi andiamo sotto casa di Cacciari per farci dare i soldi dell'affitto».

Queste alcune delle risposte fornite da questi individui.

Non ho parole!

Leggete, di seguito, l’articolo apparso su Il gazzettino di oggi 27.1.
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IN CENTRO STORICO

Negozi quasi tutti aperti «E noi che c'entriamo?»

Venezia - I commercianti veneziani ignorano il lutto cittadino proclamato in memoria di Denis Zanon e Paolo Ferrara, i due operai morti la settimana scorsa in un incidente sul lavoro a Porto Marghera.
Praticamente nessun negozio ha aderito all'invito del sindaco Massimo Cacciari ad abbassare le serrande ieri, tra le dieci e le undici e mezza, in coincidenza con i funerali dei due lavoratori. Bastava una passeggiata in città, nella mattinata di ieri, per constatare che non solo i negozi erano regolarmente aperti, ma non c'era nemmeno alcun segno di lutto sulle vetrine dei negozi. Solo in piazza San Marco diversi negozi hanno tenuto le saracinesche mezze abbassate e le luci spente in vetrina per la durata dei funerali. Per altri, però, tutto è andato avanti come se nulla fosse accaduto. In concomitanza con i funerali, i negozi di dischi hanno continuato a trasmettere allegre musiche di Vivaldi ed è anche rimasta regolarmente attiva la macchina che produce bolle di sapone, utilizzata come richiamo per i clienti da una profumeria di Strada
Nova. E improntate al cinismo sono state le giustificazioni di alcuni esercenti. «Se teniamo chiuso poi andiamo sotto casa di Cacciari per farci dare i soldi dell'affitto» ha detto un commerciante delle Mercerie. Mentre in un negozio di alta moda in Calle Larga XXII Marzo, alla richiesta se avessero venduto qualcosa durante l'ora e mezza dei funerali, e se era assolutamente indispensabile tenere aperto, rispondevano: «Non abbiamo venduto nulla dalle
dieci alle undici e mezzo, e se abbiamo tenuto aperto era per una questione d'immagine verso la clientela e non di incassi». E qualcuno nemmeno sapeva che ci fosse un'ordinanza che proclamava il lutto cittadino. «C'è un lutto cittadino?». chiede un ambulante al mercato di Rio Terà San Leonardo, anch'esso aperto durante i funerali. Eppure l'ordinanza parlava chiaro. Oltre a disporre l'esposizione in tutti gli edifici pubblici delle bandiere a mezz'asta o listate a lutto, la proclamazione del lutto, l'ordinanza tra le altre cose invitava i proprietari di attività commerciali ad abbassare le serrande degli esercizi durante lo svolgimento della cerimonia funebre. «L'invito del sindaco - si giustificano in una tabaccheria di Dorsoduro - non è stato affatto pubblicizzato». Mentre in un negozio vicino la stazione si dicono sorpresi «Ma noi - si chiede il titolare - cosa c'entriamo se quei due sono morti a Marghera?».

Pierluigi Tamburrini


D-eci e lode!

"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Questa è la definizione che ne dà il creatore. Io penso che, soprattutto, sia un segno di stima di qualche altro blogger verso il tuo blog.

E chi ha voluto considerarmi degno della sua stima è stata la redattrice di un blog, che si chiama “Intersezioni, che seguo giornalmente e che, giustamente, è già stato segnalato.

La motivazione della mia segnalazione è stata la seguente: “Perché è molto attivo e anche curioso, nel senso che ama informarsi e leggere, e poi perché offre informazioni utili e concrete.”

Ringrazio moltissimo, accetto e, come si usa, cito il regolamento di questo premio.

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Chi riceve questo premio, può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, a chiunque ritenga degno di stima e di apprezzamento, e con qualsiasi motivazione, sempre però che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non abbiano nulla a che vedere con valori negativi come l’istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e simili, dalle quali il “Premio D eci e lode” si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Per partecipare, bisogna osservare queste regole:

1. Esporre il logo del “Premio D eci e lode”, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore

2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento

3. Se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina.

4. Inserire il regolamento

5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione; ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che non si desideri farlo.

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Ed ora tocca a me scegliere chi “premiare”. Prima, però, mi sembrano opportune alcune precisazioni: di norma seguo solo alcuni blog, quelli che si trovano “linkati” a fianco, e di questi, solo alcuni li seguo da più tempo; altri li seguo solo da poco tempo e, per questo motivo ne citerò solo due:

“Oltre il cancello” Questo blog è fra i miei preferiti perché, oltrepassando quel cancello, ci si trova in un ambiente sereno, scevro da polemiche e litigiosità, un ambiente riservato alla bellezza ed al cuore.

“La scuola raccontata ai nostri figli” (Il blog della maestra Maria) per l’impegno profuso verso i suoi alunni con l’innovazione, per risvegliare in loro la gioia di apprendere. Ora la maestra Maria ha dovuto rallentare, per impegni di studio, ma il blog continuerà con l’aiuto degli allievi che lei ha condotto fino all’anno scorso.

Più avanti vedrò di nominarne altri.

27 gennaio - Giornata della memoria

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case;

Voi che trovate tornando la sera

Il cibo caldo e visi amici:


Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce la pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì e per un no


Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno:


Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole:

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,


Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli:

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri cari torcano il viso da voi.


Primo Levi