mercoledì 24 ottobre 2007

Le attività e le organizzazioni avviate da Padre Giorgio Callegari e le associazioni che le supportano.

Giovedì 18 ottobre, presso la sala della Scoleta dei Calegheri, in Venezia, è avvenuto l’incontro pubblico con il presidente del CEPE, Paulino Caldeira e con il responsabile del "Progetto Quilombos", Celso Consalves.
A presentarli al pubblico veneziano ha provveduto l’Associazione Amici della Colonia Venezia di Peruibe, nella persona della presidente, la signora Anna Maria Maresca.
L’incontro è stato preceduto dalla proiezione di un filmato, risalente al 2002, con un’intervista a “frei Giorgio”, Padre Giorgio Callegari, l’”inventore” di tutte queste organizzazioni che operano a San Paolo del Brasile, nella Colonia Venezia di Peuribe e nel villaggio all’interno, nella foresta, dove vivono i Quilombos.
Cos’è il CEPE? Questa sigla sta ad indicare il “Centro Ecumenico de Publicaçoes e Estudos” che gestisce la Colonia Venezia e la Scuola Agraria di Peruibe, ma anche i centri della Gioventù e Scuola “Esperança” di San Paolo. Viene da chiedersi: "Perché “ecumenico”"? La curiosità è appagata dicendo che qui convergono non solo i cattolici, ma anche altre chiese cristiane.
“Tutto questo” ha detto Paulino Caldera “non potrebbe andare avanti se non ci fosse l’aiuto che proviene dall’Europa e, in particolare, dall’Italia, dalle Associazioni presenti in Venezia, ma anche in altre città.”
In effetti, la società brasiliana non è in grado di provvedere autonomamente a queste forme di assistenza vera e propria ai più poveri perché, in quella realtà, vi sono pochi “troppo ricchi” e molti, anzi moltissimi, poveri, troppo poveri. La cosiddetta “classe media” è molto limitata ed anche il censo di chi la compone è limitato.
I ricchi poi, per natura, non sono prodighi con questa massa di diseredati e, potendoselo permettere, li escludono fisicamente dal loro modello di vita: quindi, non sovvenzionano alcun’organizzazione di questo tipo e neppure si prestano a fare volontariato.
Anche il governo brasiliano è lontano da queste organizzazioni alle quali fa arrivare pochissimo avendo, peraltro, grossi problemi sociali da risolvere.
Se venisse a mancare la contribuzione e l’assistenza da parte di queste associazioni italiane, ma anche svizzere, queste organizzazioni dovrebbero diminuire l’attività e mandare a casa questi bambini e giovani.
L’organizzazione locale, cioè in Brasile, sta, inoltre, provvedendo a sensibilizzare e coinvolgere, in particolar modo a Peruibe, anche i cittadini nonché i familiari dei bambini e/o giovani assistiti. Questo non è facile perché, molto spesso, le famiglie sono formate esclusivamente da una donna, anche molto giovane, e più figli; manca il padre, spesso più padri, ed anche sconosciuti.
È previsto, fra i diversi programmi, anche l’aggiornamento della biblioteca della “Colonia Venezia” in modo che vi siano più libri per bambini e ragazzi.
A Peruibe, all’interno della “Colonia Venezia”, esiste un “museo”, ovvero due stanze dove sono raccolte opere d’arte (quadri, sculture, opere in vetro e altro), in gran parte provenienti dall’Italia, e da Venezia in particolare; questo è stato voluto, ancora anni fa, da “frei Giorgio” perché anche i poveri devono conoscere il “bello” e devono capire che la vita non è solo mangiare, ma che esiste anche altro.
Ovviamente, per continuare nell’esercizio dell’attività svolta e per iniziare nuove attività o migliorare quelli esistenti, il tutto prevede delle spese che, per il 2008 superano il milione di Euro.

Chi, fra i miei “cinque lettori” volesse approfondire, lo invito a cliccare su http://www.amicicoloniavenezia.org/ ed anche su http://www.progettomeninos.it/


Per il “Progetto Quilombos” cliccate su http://www.progettomeninos.it/quilombos.html

Il Coro Marmolada di Venezia, del quale faccio parte, è “testimonial” del “Progetto meniňos Frei Giorgio”.

Su Peruibe e la Colonia Venezia ho gia scritto Riflessioni sul Brasile (2): i meniños
e Riflessioni sul Brasile (5) – La “Colonia Venezia” di Peruibe


Questo post, che resterà in testa al blog per alcuni giorni, a causa della mia assenza dalla rete per un periodo, vuole essere un invito ai miei “cinque lettori” a conoscere le attività delle associazioni che continuano l’opera di padre Giorgio Callegari, domenicano di Venezia, che ha trascorso più di quarant’anni in Brasile, dove ha sempre operato a favore degli ultimi, subendo, per questo, il carcere e la tortura durante la dittatura in quel paese.



AGGIORNAMENTO del 5.11.2007

Link ad un articolo di Luca Ferrari su "Il reporter" (giornale "on line") dal titolo "Frei Giorgio, un sacerdote per i più deboli"

http://www.ilreporter.com/articolo.aspx?LANG=ITA&IDCAT=2&IDART=220&PAGE=1

2 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Nell'attesa del tuo rientro, leggerò con interesse i link che hai postato.

F.to: Uno dei tuoi 5 lettori LOL!

Daniele

Romina ha detto...

Non credo che siano solo 5 i tuoi lettori. ;)
A presto.