venerdì 2 gennaio 2009

La Storia, questa sconosciuta

[Historia] Magistra vitae tradotta letteralmente, significa [la storia è] maestra di vita

e la troviamo in Cicerone (De Oratore), secondo il quale la Storia, con gli ammaestramenti del passato, insegna come regolarci per l’avvenire.

E poi vero? Se lo fosse, l’umanità avrebbe progredito in maniera ben diversa e non si sarebbero ripetuti molti errori.


Ma si sa, con i “se” non si fa la storia.


“La storia viene scritta dai vincitori” e questa è una verità. Prendiamo solo l’esempio dei romani e dei galli; Cesare con il suo “De bello gallico”, pieno di “magnis itineribus” ed addirittura di “magnis nocturnis diurnisque itineribus”, fa la cronaca delle sue vittorie e, quindi, scrive la storia delle legioni romane vincitrici. Cosa ci rimane dalla parte dei galli? I fumetti di Obelix?


Ed in America, chi ha scritto la storia? I siuox, gli apaches, i cheeroke e quant’altro delle nazioni indiane? No, la storia è stata scritta dai bianchi che hanno costretto i nativi nelle riserve indiane, lasciandoli alcolizzati e privi di dignità. Quanti sono i film che trattano di indiani buoni e coraggiosi? No, erano sempre cattivi, assetati di sangue e vigliacchi. Sappiamo che non fu così , ma vallo a raccontare agli americani ed a tutti coloro ai quali, con il cinema, è stato fatto il lavaggio del cervello.


Un altro esempio: andiamo nell’America del Sud, negli stati meridionali del Brasile. Qui, nell’ultimo quarto di secolo dell’800, arrivarono dei disperati, in gran parte veneti, letteralmente “morti di fame”, che emigravano dalle loro terre, o meglio dalle terre dei latifondisti, per poter avere una vita dignitosa. Ma dove venivano inviati (a loro i funzionari governativi brasiliani mostravano solo sulla carta il terreno affidato) trovavano foresta (“la mata” viene chiamata in “talian”) e gli abitanti originari di questa terra: gli indios. Questi, da sempre, avevano vissuto di caccia e dei prodotti che forniva la foresta. Quando arrivarono i coloni e iniziarono a deforestare ed a coltivare, gli indios videro sparire il loro ambiente e cercarono di nutrirsi con i prodotti che venivano coltivati; ma i coloni avevano le armi da fuoco, e non le cerbottane, e, trovando chi “rubava” nella “loro” proprietà, sparavano. Come se non bastasse, l’alcool e le nuove malattie importate dall’Europa fecero il resto.

Sono stato in quei posti e di persone con le caratteristiche somatiche degli abitanti originari se ne vedono pochissime.

Ma la storia , quella raccontata dai bianchi (veneti e bavaresi), dice solo che lì il paese prosperò per merito del loro lavoro, del loro duro lavoro. Questa, a dirla brevemente, mi pare proprio una “guerra fra poveri”!

Inoltre, al giorno d’oggi, qui da noi, troviamo chi esalta questa “epopea” paragonando i nostri migranti con quelli che, invece, arrivano e “sono solo capaci di delinquere”. I veneti, invece, solo lavoro e lavoro!


Tutto questo “sproloquio” sulla storia per arrivare ad un’altra affermazione: “Non si torna indietro nella storia”. Come si può proporre modelli antichi di governo con i tempi, specialmente quelli nostri, che cambiano velocemente e quello che andava bene ieri, o l’altro ieri, non può andare bene adesso. E qui mi riferisco a quattro fanatici che pretendono di restaurare la “Serenissima”; hanno formato un ”veneto serenissimo governo” e considerano eroi quelli che nel 1997 “occuparono”, usando un trattore travestito da “tank”, il campanile di San Marco.

Non si tratta neppure di veneziani e neppure di nobili patrizi nostalgici, ma di uomini della terraferma, di quei territori che la Serenissima, per secoli, ha sfruttato a solo beneficio della città di Venezia, chiamata pomposamente la “Dominante”.

Il governo era in mano a poche persone, circa un migliaio –sulla carta- ma, praticamente, a comandare erano in pochi, i più ricchi, che usavano comprare i voti dei nobili decaduti (barnabotti), cosa permessa, per avere la maggioranza. Era un’oligarchia: il popolo e la borghesia non avevano alcun potere effettivo. È pur vero che questo Stato promulgò leggi uguali per tutti e così non ci potevano essere soprusi da parte dei potenti verso i più deboli, usava dei magistrati che venivano votati, anche con sistemi farraginosi che non permettevano imbrogli, e che non restavano per molto in quell’incarico (gratuito), c’erano gli avvocati difensori d’ufficio, ed erano attuate forme di previdenza e di mutualità, non pubbliche, ma incoraggiate e regolamentate dallo Stato. Insomma, era uno Stato che, per allora, era all’avanguardia e che, in giro per il mondo, non ce n’erano di uguali.

Ma fu uno Stato che non seppe leggere i nuovi eventi, che non seppe modernizzarsi e, fatalmente, dopo mille anni, concluse la sua storia.

Riprendere oggi quella storia è assurdo!


8 commenti:

Aliza ha detto...

bentornato Sergio, e cosa diciamo delle rievocazioni storiche...?? non so di tutte ma quella del mio paese è proprio facciamo (noi) la storia..gente (oggi leghisti, con tanto di leone in pietra d'Istria attaccato davanti a casa) gente che 20 anni fa diceva dei veneziani che erano "cagainacqua"...
saluti A

Toni ha detto...

Se glim uomini avessero imparato qualcosa dalla Storia, non arebbero ripetuto gli stessi errori. Io ho insegnato Storia per 36anni. Ma era la Storia delle conquiste umane, quella delle scoperte e delle invenzioni, non la mera cronologia degli eventi bellici con la quale ci hanno riempito la testa i nostri PROFESSORI.

Sergio ha detto...

@Aliza: io non ho parlato di leghisti. I personaggi (quattro) che cito sono tutt'altra cosa. Comunque avere un leone in pietra d'Istria sui muri di casa ... fa tendenza!

@Toni: ... appunto: c'è storia e Storia!

Giovanni Greco ha detto...

La storia in fondo siamo noi che la creiamo ogni giorno.

Sergio ha detto...

@Giovanni Greco: più che essere noi la storia, siamo noi che la interpretiamo.

stella ha detto...

La Storia,maestra di vita ,è diventato un detto,un modo di dire...

Si dice anche che sbagliando si impara...

Quanto sangue versato e se ne versa ancora? Quanto abbiamo imparato?...

Sergio ha detto...

@stella: "quanto abbiamo imparato?"
NIENTE!!!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sai succede che quando si può i potenti riscrivano la Storia.

Perfino Dell'Utri lo voleva fare con la Resistenza....