lunedì 16 giugno 2008

“Grandi firme” o “falsi”?

La lettera sotto riportata, che è anche una testimonianza, è pubblicata sulla rubrica “Italians” di Beppe Severgnini. (per controllare cliccare qui).

Prada e il Vietnam

Caro Severgnini,
nell'ambito dei miei studi in economia e commercio, ho avuto l'opportunita' di accompagnare degli addetti di una ditta di pelletterie in un viaggio di lavoro in Vietnam e Cina e, per quanto sapessi che vari marchi producono esplicitamente in Asia, ho avuto la sorpresa di scoprire che le calzature Prada che avevo appena comprato (ad oltre 200 euro) sono interamente fatte ad Hanoi, in Vietnam, in una fabbrica con personale pagato meno di 100 dollari al mese, condizioni molto dicutibili, pagate alla fabbrica circa 20 euro, e lo stesso addetto (italiano) di Prada al controllo qualita' mi ha spiegato che per esempio in Cina fanno confezionare le borse all'80 %, lasciando solo i tocchi e rifiniture finali e li mandano in Italia come 'semilavorati', marchiandoli poi come 'made in Italy'. Non le pare una presa per i fondelli per chi paga centinaia di euro per una oggetto, in base al prestigio anche del ' made in Italy'?

Gianni Busso, selann84@yahoo.com

Sono sicuro che Prada fornirà tutte le spiegazioni del caso. Vero?

Perché la riporto sul mio “blog”? Semplicemente perché, proprio oggi, a Venezia è scattata la “caccia”, come titolato da un giornale locale, ai borsoni dei “vù cumprà”. Il fatto consiste che questi personaggi non possono viaggiare per la città con i borsoni o con i sacchi riempiti di borse e cinture; se trovati in queste condizioni viene confiscata loro la merce.

Il tutto è stato determinato dalle pressioni dei commercianti veneziani ed anche dalle cosiddette “grandi firme” e da qualche fatto increscioso (persone scaraventate in terra) determinato dalle corse dei “vù cumprà”, con tanto di borsoni, per fuggire alla polizia.

A questo punto viene da chiedersi: se la merce venduta dai “vù cumprà” è “contraffatta” (questi oggetti vengono definiti dei falsi) come si considerano gli “originali” delle “grandi firme” alla luce della lettera/testimonianza di cui sopra?

Mi viene in mente anche un’altra domanda: se queste persone non possono contare sul commercio di borse, cinture e chincaglieria varia, come guadagneranno per potersi mantenere e per aiutare le famiglie rimaste a casa? Ovviamente andranno ad ingrossare l’esercito della manodopera malavitosa! Questo sarà il risultato.

Però Prada & C. non avranno “concorrenti” ed i leghisti saranno contenti.

Sui “vù cumprà” vi segnalo il post di un altro "blogger"

6 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Hai già fatto tutte riflessioni del caso. Non ho altro da aggiungere.

Cesco ha detto...

Spesso l'ipocrisia è una delle migliori armi del mercato. Se poi pensiamo che non solo in Italia le paghiamo cifre astronomiche nonostante i costi ridicoli di produzione e il misero impiego di personale italiano nella produzione, ma pensate ad esempio quanto devono sborsare negli USA e gli altri stati occidentali, dove il carico per l'export supera il 100% del costo nei negozi italiani...

Sergio ha detto...

@Cesco: è vero! Il "made in Italy" all'estero è veramente costoso! Se poi consideriamo che di "made in Italy" c'è poco, pensate agli immensi guadagni delle "grandi firme".
Ecco perché, a Venezia, possono permettersi di affittare negozi in centro (zona Piazza san Marco) dove pagano affitti iperbolici e dove sono in perdita. Se, passando, si guarda dentro non c'è mai un cliente. E' solo questione d'immagine, e che si avventura ad acquistare quei prodotti paga solo l'immagine! Fumo e basta!

stella ha detto...

Tempo fa facevano multe a chi comprava imitazioni.Ora non ne sento più parlare...Perchè?

Sergio ha detto...

@ Stella: le multe per chi acquista merce contraffatta, a Venezia, sussistono ancora.
Proprio oggi leggevo sul giornale che è in corso una campagna d'informazione (distribuiscono il testo dell'ordinanza) sia verso i turisti che verso i "vù cumprà".
Sembra che questa "stretta" sia stata determinata da recenti danni, anche gravi, a persone coinvolte, loro malgrado, nell'itinerario di fuga dei "vù cumprà".

Romina ha detto...

Tutto vero. Questa caccia ai vu cumprà è ipocrita e profondamente ingiusta.