venerdì 29 settembre 2006

A Venezia i prezzi sono maggiorati anche del 60% rispetto a quelli della terraferma!

Su IL GAZZETTINO di oggi 29 settembre appare un servizio sui prezzi a Venezia che sono molto più alti, in tutte le merci, di quelli effettuati nella cosiddetta “terraferma”, cioè a Mestre che fa sempre parte del Comune di Venezia (vedi articoli).
Il tutto nasce da una ricerca dell’”Osservatorio dei prezzi”, studio effettuato dall’Ufficio Statistica dello stesso Comune.
Che nella nostra città i prezzi fossero più alti era cosa risaputa, ma non a questi livelli, o per lo meno era solo percepita; oggi ne abbiamo la conferma statistica in barba al “pianto greco” di numerose categorie di commercianti, imprenditori, artigiani, …. . di “botegheri” insomma!
Si sa che qui incidono maggiormente i costi di trasporto in quanto c’è un passaggio in più: dal camion alla barca e, anche per tratti notevoli, … a mano. Ma da un’incidenza maggiore ad arrivare anche al 60% in più, evidentemente qualcosa non quadra.
Secondo me i maggiori costi dovuti al trasporto sono soltanto una scusa per poter imporre qualsiasi prezzo in una città dove la colpa di tutto è il turismo e coloro che sfruttano la città, i summenzionati “botegheri” ai quali si aggiungono albergatori, affittacamere e simili (quest’ultimi tutti in nero).
Per rendervi conto “linkate” al sito del Comune specifico. (Una volta entrati nel sito, per vedere queste differenze "cliccate" su "Osservatorio prezzi" e quindi su "Comunicato stampa")
Cosa comporta tutto ciò? Un po’ alla volta anche gli ultimi veneziani che non vivono sul turismo e non sono “botegheri”, sempre più impoveriti (o fatti impoverire) dovranno, per forza, lasciare la loro città. Quindi questa diventerà una specie di “Disneyland” dove i turisti, fra qualche anno ne faranno parte anche i cinesi che sono molti, non troveranno più veneziani, ma solo “finti veneziani”, magari in maschera o costume settecentesco, che canteranno nelle gondole un po’ di tutto, gondole che scivoleranno, non più sull’acqua, ma su una melma strana nata dal poco defluire delle acque per le chiusure dei portelloni del MOSE!!!

10 commenti:

maria ha detto...

Che strana Italia! Peccato!!! Ma tu dove abiti? Magari troveremo te...oltre ai signori in maschera! :-(

sergio ha detto...

Ovviamente, e mi considero uno dei fortunati, abito a Venezia.

maria ha detto...

...e fai benissimo!!! ;-)

Gigliana ha detto...

Potrebbe essere un'idea. Magari in futuro mi trasferirò a Venezia, indosserò abiti settecenteschi e canterò a sazietà sopra ad una gondola. In fondo si tratterebbe di un lavoro originale e anche piacevole; di questi tempi, vista la crisi economica, non è un'ipotesi da scartare a priori.
Saluti
Gigliana

Alessandro ha detto...

hai scoperto l'acqua calda?

sergio ha detto...

Ragazzi, non scerziamoci sopra!!!
Lo sapete che con questo andazzo molte famiglie del cosiddetto "ceto medio" (non quello ipotizzato dalla destra e da Mastella) non ce la fanno ad arrivare a fine mese e proprio per i prezzi "veneziani" anche di generi primari?

Gigliana ha detto...

So che è una cosa molto seria, ma non credo che i prezzi si abbasseranno e proprio a causa di questa mia convinzione mi sfogo ironizzando, perchè non posso fare nulla per cambiare questa triste situazione.
Del resto, si tratta di un problema indubbiamente enorme per quanto riguarda Venezia, ma che colpisce molte realtà.
1 kg di pane comune a Modena, che è una delle città più care d 'Italia, costa come minimo 3 euro e 50-70 centesimi, ma in non pochi negozi anche di più. E' troppo, specialmente se confrontato con i prezzi di altre città. E girando nei vari magazzini e ipermercati ci si accorge che non ci sono più le file alle casse, anzi, si fa molto presto a pagare e ad andarsene. C'è persino un forte calo del consumo del latte.
Sono esempi da poco, quasi inutili, potrei proseguire per ore a farne altri. Ma il problema è questo: viviamo in un Paese in cui molti sono allergici alle comuni regole del vivere civile e alle tasse, per cui c'è poco da stare allegri. Troppi gruppi, gruppetti,lobby, interessi meschini, voti di scambio e così via, non si finirebbe più di elencare.
Basti osservare tutto il caos che sta accadendo in queste ore solo perché, almeno stando alle informazioni, il governo ha detto di voler far pagare un 43% di aliquota a chi guadagna più di 70000 euro l'anno (ma chi è che li dichiara?).
Molti giornali, ma anche le televisioni, stanno montando un caso, usando espressioni enfatiche per sottolineare la "cattiveria" di chi fa proposte di questo genere. Dimenticano che nei Paesi civili le tasse si pagano, e chi ha di più paga di più. Qui invece si grida all'esproprio proletario (peraltro inesistente se si vanno a guardare le cifre della finanziaria stessa). Sembra che ci sia Robin Hood impegnato a rubare ai ricchi per dare ai poveri.
Allora, visto che nessuno vuole sentire parlare di regole e di tasse,e che le varie lobby si chiudono a riccio per difendere i propri privilegi di casta, come si fa a sperare che certi commercianti ladri si redimano?
L'argomento è lungo e si presta a molte riflessioni, tanto che non si finirebbe più. Ma ne parleremo ancora in futuro.
Resta il fatto che non sono ottimista.
Saluti

Sabrina ha detto...

Avevo già letto della preoccupante tendenza dei cittadini di Venezia di trasferirsi a Mestre, vendere le case a ricchi stranieri e lasciare che la città muti in una specie di "riserva turistica" invivibile e visitabile a costo ticket.
Mi spiace molto, perché visitando Venezia (tre volte, perlopiù per la divertentissima Biennale) ho imparato a girare per le vie meno frequentate e apprezzare le piazzette dove si riuniscono le persone, trovare le scuole, i parchi dove ancora giocano i bambini.
Immaginarmela in futuro tutta come una gigantesca "Florianne", dove un caffé con pasticcini costa 35 euro, è effettivamente molto triste.

renato b ha detto...

d'accordo quasi su tutto.Però ci sono "botegheri" e "botegheri": gli alimentaristi ed i piccoli artigiani che chiudono bottega sempre più frequentemente, lasciando la città priva di fornitori di generi di sussistenza, non mi pare possano annoverarsi fra gli spregevoli profittatori. Tra le cause dello squilibrio dei prezzi ritengo possano ricomprendersi senza dubbio i costi dei trasporti e soprattutto l'economia ormai solo turistica della città.
Un'ultima osservazione: non mi sembra che il MOSE blocchi il defluire delle acque, posto che i portelloni si chiudono quando l'acqua entra e non quando esce. Saluti

Renato

sergio ha detto...

Io faccio una differenza tra "botegheri" (con una "t" sola) e commercianti. E' vero che alcuni di questi devono chiudere e non sono dei profittatori.
Per quanto riguarda il MOSE, quando sarà in funzione e se arriverà a funzionare, più sarà chiuso e meno ricambio di acque ci sarà. Oltre a quella che esce, ci vuole anche quella che entra!