martedì 19 settembre 2006

“Il canto dei battipali” – Canto popolare veneziano che suscita, in qualcuno, particolari “crisi di attenzione”

Alcuni lettori di questo “blog” sanno già che il sottoscritto fa parte di un coro, altri non lo sapevano e lo sanno ora. Quest’ultimi potranno “linkare” (che brutto modo di dire) sul sito del Coro Marmolada proprio qui di fianco.
Detto questo vorrei raccontare di una situazione sorta proprio ieri sera, durante le prove, relativamente ad un canto del nostro repertorio che stavamo ripassando.
Il canto s’intitola “Il ritmo dei battipali” ed è un canto di lavoro veneziano le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Chi desiderasse maggiori delucidazioni potrà trovarle “cliccando” qui.
Come avrete certamente capito, dopo aver letto le “delucidazioni”, si tratta di un testo le cui strofe erano inventate di volta in volta per dare il ritmo al durissimo lavoro dei “battipali”; è un testo (vedi nota in calce) evidentemente inventato da persone che conoscevano la storia della loro città, storia intrisa, molte volte, di leggenda. Le strofe riportate non sono le uniche, ma una parte di moltissime edizioni nate nel corso dei secoli; sono, però, quelle più conosciute, forse perché le più usate.
La questione di ieri sera è nata dall’intervento di un corista che ha ritenuto di suggerire l’eventualità di modificare il testo, adottando altre strofe, per il particolare momento di tensione in cui stiamo vivendo. A queste affermazioni è nato un piccolo putiferio sedato subito dalla disciplina imposta dal maestro del coro.
Porgere delle attenzioni particolari ad un mondo che non vuol dialogare (per dialogare bisogna essere in due, altrimenti si tratta di monologhi) mi sembra esagerato in questo caso specifico. Il testo è quello che è, lo è stato per secoli, e non vedo l’opportunità di modificarlo. Inoltre viene evidenziato un periodo storico, molto lungo, interessato da guerre fra veneziani e turchi che non erano guerre di religione (guerre sante come si dice oggi) ma guerre per il predominio dei mari al fine di un espansionismo commerciale che arricchiva. Erano anche guerre di difesa da parte dei veneziani, ed europei in genere, perché non possiamo dimenticare che i turchi arrivarono fino alle porte di Vienna e che la città-fortezza di Palmanova fu costruita dai veneziani proprio in difesa dei turchi.
Che dopo le parole siano condite con espressioni del vernacolo veneziano (“turco cane” o “fede … pagana”) questo dà senz’altro una maggiore schiettezza al canto stesso.

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Nota:
O issa eh - E issalo in alto oh
Ma in alto bene eh - Poichè conviene oh
Per 'sto lavoro eh - Che noi l'abbiamo oh
Ma incominciato eh - Ma se Dio vuole oh
Lo feniremo eh - Col santo aiuto oh
Viva San Marco eh - Repubblicano oh
Quello che tiene eh - L'arma alla mano oh
Ma per distruggere eh - El turco cane oh
Fede di Cristo eh - La xé cristiana oh
Quela dei turchi eh - La xé pagana oh

17 commenti:

Toni ha detto...

Anche il Papa ha suscitato un pandemonio con le sue imprudenti dichiarazioni. Il nostro corista ha fatto una pacatissima osservazione, che doveva al massimo iniziare una civile, serena discussione. Così non è stato , perché qualcuno gli ha sgarbatamente risposto : "Non me ne frega un cazzo", dimostrando insofferenza ed arroganza per le opinioni altrui.

sergio ha detto...

x Toni

A parer mio il Papa non ha fatto "imprudenti" dichiarazioni, ma solo un discorso mal interpretato.
Oggi l'ha dichiarato perfino il presidente iraniano!

Sergio

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maria ha detto...

E bravo Sergio! Non sapevo che facessi parte di un coro...anche io ne ho fatto parte in passato, ai tempi dell'università e quasi lo rimpiango! Ero mezzo soprano ;-)
Ciao!!

sergio ha detto...

Ma, cara Maria, come vedi anche nei cori ci sono dei contrasti che, però, vengono sempre superati perchè l'essenziale per noi, quando siamo assieme è ... fare musica, fare coro!

Alessandro L. ha detto...

Caro Sergio, è un vero peccato non poterti ascoltare dal vivo.
Quando verrò da quelle parti, mi ospiterai e farai un concerto solo per me... magari unendoti alla mia signora che in passato ha fatto parte del Coro della Scuola di Testaccio (Mozart e Orff a ripetizione).
Credimi: prima o poi si farà.
Un abbraccio,
Alessandro

Gigliana ha detto...

Modificare le parole di un canto popolare, parole peraltro innocue, per timore di strane reazioni è eccessivo. Naturalmente comprendo la buona fede di chi fa queste proposte, ma, se continuiamo di questo passo, non saremo più neppure autorizzati a respirare. Se ogni sbatter di ciglia può offendere uno straniero, allora tanto vale suicidarsi in massa e rinunciare completamente alla nostra storia e alle nostre tradizioni.

Toni ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Toni ha detto...

Il papa dal suo pulpito può dire e disdire qualsiasi cosa: sono fatti suoi e dei suoi interlocutori.Ma le rispostacce invece creano un cattivo clima nel Coro

InOpera ha detto...

x toni: io credo che il papa, come un presidente di stato et simila, non possono dire quello che gli pare e piace. Ci vuole sempre un po' di buon senso, di ars civis...altrimenti il caos regnerebbe sovrano.

x sergio: i cori mi hanno sempre divertito. Pensa che nella musica classica li hanno sempre usati in maniera centellinata fino a Verdi e poi con Rossini sono diventati un vero e proprio "strumento"...geniale quasi...

saluti a te e saluti al resto della tribù|

maria ha detto...

Ciao Sergio,
come procede il coro?!! Risolti i contrasti... ;-)

sergio ha detto...

Cara Maria,
più che contrasti si tratta di opinioni diverse.
Comunque tutto va bene ed è importante perchè ci stiamo preparando anche per una tournée in Brasile dal 18 nov. al 3 dic.

Saluti

Sergio

maria ha detto...

Wow! Complimenti davvero! Lo vado a dire subito a Fatima....chissà!
ciao ;-)

Alessandro ha detto...

io penso che se il papa ha fatto quella dichiarazione sapeva benissimo dove voleva andare a parare... quesi discorsi sono pensati, scritti , letti ritrati 1000 volte... e poi se ha fatto quella citazione senza aver detto poi se era d'accordo o meno, vuol dire che l'aveva fatta propria. per quanto riguarda l'intervento colorito del corista no comment, ma per quanto riguarda l'opinione del corista che chiedeva di di togliere la strofa non sono assolutamente d'accordo. pensate a quante volte i musulmanici massacrano di parole a nostra insaputa... e cmq noi rispettiamo le opinioni degli altri senza lanciare anatemi o peggio uccidere delle persone come quella povera suora... chissà se il papa ha fatto un'esame di coscienza a riguardo

Giovanni Natoli ha detto...

ciao
ho scoperto questo blog facendo una ricerca sul canto dei battipali; io suono in un progetto musicale dedicato ai canti veneziani come le violote. il gruppo si chiama lagunaria

Sergio ha detto...

Per Giovanni Natoli:

ti anticipo che ho intenzione di completare questo post con il testo ed il cantato registrato da Luigi Nono.

Se t'interessano i canti veneziani, ti informo che venerdì 30 maggio, alle 17,30, presso la sede del Coro Marmolada (Santa Croce, 352/b laterale di Rio terà dei pensieri) ci sarà un incontro durante il quale si parlerà della canzone veneziana, d'autore e popolare, con una serie di brani interpretati dal duo "In Canto a San Marco" formato da Sandra Sofia Perulli e Nadie Lucchesi.

Uibo il folle ha detto...

ciao Sergio,
interessante leggere come una canzone di tanto tempo fa possa suscitare "movimento". Considerando l'origine più popolare della stessa, mi sento di suggerire l'ascolto di una versione appena uscita in un disco cantato in dialetto altovicentino dove si parla in specifico della figura dell'anguana... la tracklist del disco in questione finisce con "il canto dei battipali" in una versione interessante sia per ricerca melodica che nel testo

qui trovi un breve ascolto e info sul disco:
http://www.patrizialaquidara.it/ilcantodellanguana/index.html

e qui una versione live della canzone cantata da Patrizia Laquidara e gli Hotel Rif, interpreti ed autori del disco di cui sopra:

http://www.youtube.com/watch?v=iiZUunL5Cbg

Sergio ha detto...

@Uibo: ho ascoltato l'edizione della Liquidara; certamente è un'edizione ... "moderna" che prende solo ispirazione dal canto antico.
Anche quello che cantiamo noi non è quello che cantavano in antico, per il solo fatto che, allora, non c'era alcuna armonizzazione.
Per quanto riguarda il testo, più omeno è sempre quello e, nel mio post preciso che i testi antichi erano tanti e diversi secondo il periodo in cui nascevano; quelli che si trovano trascritti, pur girando attorno ad un testo base, sono i più vari.
Bella la voce della Liquidara.