lunedì 20 ottobre 2008

Evasione fiscale ed evasori

Datate 19 ottobre, sono apparse, sul sito www.contribuenti.it, due notizie riprese dai giornali odierni.

La prima (clicca qui) sulla cattiva abitudine di non rilasciare lo scontrino fiscale da parte dei pubblici esercizi (bar e ristoranti) e la seconda (clicca qui) sui dati di evasione più in generale.

Relativamente alla prima, viene stilata anche una classifica, che vede Venezia al secondo posto, dopo Napoli, con una percentuale del 70% di scontrini non rilasciati.

Chi segue il mio blog sa che non sono tenero con questa categoria e con i commercianti in genere perché li ritengo, in buona parte, oltre che evasori, sfruttatori delle masse turistiche che invadono la città. Nonostante questa mia “antipatia”, mi sembra giusto sottolineare che la percentuale suddetta mi sembra esagerata e questo, mio parere, è supportato dalla percezione nel frequentare, anche se non abitualmente, detti locali. Inoltre questa notizia non spiega come siano arrivati a risultati così eclatanti, né, tanto meno, quali siano stati i metodi usati.

Ovviamente in città è già scoppiata la polemica (vedi articoli su Il Gazzettino riportati in calce) e c’è chi dà altri risultati, anche questi solo “a naso”; qualcuno parla del 20% e qualcun altro del 30%. Probabilmente, visto che vengono dalle categorie interessate e dai commercialisti –che magari tengono le contabilità di questi esercizi-, questi dati sono in difetto quanto quelli di contribuenti.it sono in eccesso.

Comunque anche il 20% - 30% è uno scandalo, un ladrocinio!

Ma se questa può sembrare esagerata, non mi sembra che l’altra notizia lo sia. È in aumento l’evasione fiscale; questo si sapeva ed il merito va anche a chi –“Tessera P2 n.1816”- ha dichiarato che può essere giusto evadere.

Però, anche su questa ricerca, i dati numerici non sono chiari: mi sembra troppo il divario tra gli industriali ed i bancari con i commercianti; e poi, una percentuale così alta fra i dipendenti, una percentuale poco al disotto dei commercianti!

Mi spieghino come fa ad evadere un dipendente!

Industriali e bancari! Ma non sono quelli che il governo vuole aiutare?


IL GAZZETTINO di Venezia - 20 ottobre 2008

Da denunce e segnalazioni di clienti e turisti l’associazione stila una classifica che boccia anche la città di Verona (quarta dopo Milano)

Scontrini evasi, solo Napoli batte Venezia

Un’indagine di Contribuenti.it rileva che sette locali pubblici su dieci non fanno la ricevuta fiscale

Venezia sarebbe seconda soltanto a Napoli nella "classifica" dei bar e ristoranti che non emettono lo scontrino fiscale. Lo ha denunciato ieri Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it, associazione dei contribuenti italiani, in chiusura della manifestazione "Fiscotour", svoltasi a Napoli.

Secondo Carlomagno il 72 per cento dei bar e ristoranti di Napoli non emette lo scontrino fiscale; alle spalle del capoluogo partenopeo si trova Venezia con il 70 per cento di pubblici esercizi che "dimenticano" di rilasciare lo scontrino. Seguono poi Milano con il 69 per cento, Verona con il 67, Genova con il 66, Roma con il 65, Palermo con il 62, Bari con il 61, Torino con il 59 e Potenza con il 55 per cento.

La statistica presentata da Contribuenti.it è stata eleborata nel corso di un mese attraverso "Lo Sportello del Contribuente", raccogliendo le numerose denunce di cittadini e turisti che, all'atto del pagamento, si sono ritrovati tra le mani "scontrini di prova" anziché scontrini fiscali. Nel peggiore dei casi alla richiesta dello scontrino si sono sentiti rispondere: «Basta la parola».

Carlomagno ha spiegato che, nel corso di una manifestazione organizzata in tutta Italia, Contribuenti.it ha anche prestato assistenza gratuita, attraverso gli "Angeli del Fisco" di KRLS Network of Business Ethics (leader in Italia nel volontariato) ad oltre 35 mila contribuenti che non conoscevano le norme fiscali».

Per quanto riguarda Venezia, appena due settimane fa la Guardia di Finanza ha chiuso per evasione fiscale una gelateria-pizzeria al taglio, un negozio di souvenir e una bancarella di specialità veneziane: per ben quattro volte nell'arco in due anni, infatti, sono stati "pizzicati" dalle Fiamme Gialle a vendere la loro merce senza rilasciare lo scontrino fiscale. Le violazioni, accertate tra 2007 e 2008, erano sempre per importi di modesta entità e, ogni volta, era scattata la multa (circa 500 euro). Alla fine, è stata disposta la chiusura per tre giorni.

Un tempo la normativa era più severa: per imporre la chiusura dell'esercizio erano sufficienti tre infrazioni in cinque anni; ora ne servono almeno quattro e non più nello stesso giorno, ed è stato anche abolito l'obbligo di affissione della motivazione della chiusura.

Dall'inizio dell'anno l'attività di controllo della Guardia di Finanza in materia di scontrini e ricevute è stata particolarmente intensa: i militari del comando provinciale hanno già effettuato 3.800 controlli, rilevando oltre 870 infrazioni.

«Elusione al settanta per cento? Impossibile»

In laguna tutti respingono le accuse, a cominciare dai commercialisti: «Più credibile un 20-30\%»

Venezia

Bar e ristoranti veneziani di nuovo nel mirino. Ma stavolta a difenderli scende in campo un'eterogenea pattuglia formata da consumatori, commercialisti, rappresentanti di categoria, amministratori locali e persino qualche finanziere. Già, perché un conto è accusare gli esercenti veneziani di rifilare scontrini più pesanti ai turisti rispetto ai residenti. Un altro è dire che lo scontrino proprio non lo emettono. O almeno, non lo emetterebbe il 70\% dei bar e dei ristoranti veneziani, secondo l'associazione Contribuenti.it. «Mi sembra davvero un dato eccessivo» si lascia sfuggire qualche finanziere, anche se le Fiamme Gialle ufficialmente preferiscono non commentare. Perché il dato è talmente macroscopico da far sorgere sospetti. «Non commento nemmeno dati che non siano certificati e non provengano dall'Istat taglia corto Ernesto Pancin, segretario dei pubblici esercizi (Aepe) mi pare che questi vogliano farsi pubblicità». Sulla stessa lunghezza d'onda il vicesindaco Michele Vianello. «Non so nemmeno chi siano questiConsumatori.it dice e francamente non mi interessa nemmeno saperlo visto che vogliono farsi pubblicità sparandola grossa».

Pare singolare che sul sito Consumatori.it non ci sia alcuna indicazione sulla metodologia utilizzata per stilare la classifica. E non figura nemmeno la stessa classifica delle città dove lo scontrino è meno usuale. Singolare, poi, che in un'altra classifica Consumatori.it ritenga che tra gli evasori solo l'11,9\% sono commercianti, nettamente preceduti da industriali e artigiani.

A soccorrere gli esercizi pubblici arrivano alcune associazioni di consumatori. «Un dato spaventoso se fosse confermato e comunque uno stimolo per chi deve controllare a fare di più secondo Carlo Garofolini, presidente di Adico ma il dato mi sembra troppo elevato. È vero che a Venezia può succedere davvero di tutto e che chi vuole evadere ha gioco facile, data la presenza dei turisti, ma il 70\% mi pare troppo».Garofolini ritiene credibile un dato sul 20\%. «Qualche anno fa gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate si piazzarono per qualche giorno davanti ai bar dello spritz ricorda e gli scontrini emessi da questi esercizi aumentarono del 20\%». Un dato analogo a quello ritenuto credibile dall'ordine dei commercialisti. «Se mi dicessero che viene eluso il venti o anche il trenta per cento degli scontrini ci crederei, ma già se fosse il cinquanta per cento mi sembrerebbe eccessivo spiega Massimo Miani, presidente dei commercialisti veneziani La classifica sembra costruita con cifre altisonanti e città suggestive. Prima Napoli, guarda caso, poi Venezia, la città il cui sindaco definì sulla stampa la capitale del nero. Insomma, conosco questa associazione ma non la metterei sul piano dell'Istat. E il sospetto che sia a caccia della notizia mi sembra forte».Al contrario, i commercianti ritengono che Venezia sia una città molto controllata dal punto di vista fiscale. «Impossibile che il 70\% non faccia la scontrino in una città dove i controlli si svolgono a piedi con semplicità secondo Roberto Magliocco di Confcommercio e poi, con gli studi di settore e le incongruità, lo scontrino è diventato inutile».

Affermazione che fa storcere il naso ai commercialisti. «Che lo scontrino sia inutile è una forzatura al pari delle affermazioni che sacralizzano gli studi di settore aggiunge Mian ma resta il fatto che questi dati diffusi da Consumatori.it suonano troppo come una campagna pubblicitaria a spese altrui».

Insomma, tutti fanno quadrato attorno ai bar e ai ristoranti veneziani. Almeno per questa volta.

Pierluigi Tamburrini

6 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Devo dire che su Genova, noto un cambiamento in peggio ultimamente circa lo scontrino fiscale. Io la butto lì....

Per il resto, i dati che hai riportato lasciano perplesso anche me. I dipendenti che sono evasori è davvero divertente....

Ciao
Daniele

stella ha detto...

I dipendenti evasori?

Come si può affermare una cosa del genere? E' pura ottusità...

Per quanto riguarda le classifiche per me non sono attendibili,mutano a seconda degli interessi delle varie categorie e di momenti particolari!

Ciao,caro Sergio.

Sergio ha detto...

@daniele e stella.
E' evidente, e questa ne è l'ennesima dimostrazione, che i sondaggi possono esere pilotati ed offrire svariate interpretazioni di lettura. Eppure c'è chi dà grande importanza ai sondaggi.

corobi ha detto...

La tendenza a non emettere lo scontrino è in aumento anche a Brescia. Tuttavia l'impressione che ho avuto è che il personale sia più consapevole, rispetto al passato, del "vizio", adducendolo spesso a problemi tecnici, ma ad esempio in un noto centro commerciale del centro, ho potuto notare che il trattamente è riservato anche a certi tipi di categorie come i bambini, o i genitori trafelati, o ai dipendenti dello stesso centro.

Franco ha detto...

Giovedì 4/12 u.s. mi dovevo recare all'Hotel Europa Regina per lavoro.
Ho preso un mototaxi dopo averlo prenotato presso il "Consorzio Motoscafi di Venezia" (http://www.paginegialle.it/consorziomotoscafivenezia) e aver concordato preventivamente la somma di 65€.
Ho avvisato il conduttore che mi serviva la ricevuta fiscale.
All'arrivo mi veniva consegnato un fac simile di ricevuta senza alcuna validità.
Ho chiesto spiegazioni al Consorzio che mi ha detto che mi sarebbe stata inviata dopo l'esibizione via fax di quella rilasciata.
senza esito, ho ritelefonato e l'impiegato dell'"ufficio fatturazione" così mi ha detto: "guardi che non siamo obbligati a rilasciare fattura se non su richiesta e che il Consorzio si avvale di privati come quello che mi aveva servito. Mi faccio dare nome cognome e n. cellulare. Costui mi dice che mi avrebbe inviato la ricevuta via email. Non so se e quando arriverà.
Che arrivi o meno rimane tuttavia evidente l'evasione fiscale, non solo verso sprovveduti turisti ma anche verso chi, veneziano come me, si reca a venezia Risulterebbe poi che taxi e gondole sarebbe esenti.
Per quale motivo, se non mafioso, può essere stato accordato questo privilegio?
Si dirà che la mafia e camorra regnano dovunque.
Si dirà che la criminilatà è troppo diffusa per combatterla?
Dobbiamo allora scendere a patti e conviverci come ha detto qualche imbecille che sta ancora al governo?
Allora ben vengano 10 100 1000 Di Pietro!

Sergio ha detto...

@Franco: hai tutta la mia comprensione. Non so se tornerai a leggere questo post ed i relativi commenti perché ti consiglierei di pubblicizzare la tua "avventura" sul Gazzettino.
Fanno sempre i martiri e poi sono proprio quelli (mettiamoci anche i gondolieri) le cui denunce dei redditi sono uno "scandalo"!!!!