venerdì 25 aprile 2008

Le otto ore – Canto di protesta e lotta

In uno dei post precedenti, “Lavoratori risvegliatevi!!! (2), avevo inserito, fra l’altro, l’ascolto del canto “Le otto ore”, un canto di protesta e di lotta delle mondine delle province di Vercelli e Novara.

Ve lo ripropongo con lo spartito (clicca qui), con le parole del testo e con le notizie storiche che seguono.

Fin dal 1869 esisteva un regolamento (regolamento Cantelli) che prevedeva le otto ore di lavoro giornaliere in risaia nella provincia di Novara. Era una conquista di notevole portata da parte delle mondine, sfruttate doppiamente perché lavoratrici e perché donne, e che sempre sono state in prima linea nella lotta dei diritti dei lavoratori.

Nel 1906 il deputato socialista vercellese Modesto Cugnolio rispolverò questo regolamento e ne chiese l’applicazione perché i padroni di allora, i grandi latifondisti agrari, evidentemente, volevano farne carta straccia. Il canto “Le otto ore” risale a quest’anno, come forma di propaganda e di lotta; prese piede e, da allora, venne cantata nelle risaie e nei campi per difendere i diritti dei lavoratori.

La seconda lotta dei lavoratori si ebbe negli anni 1921-22 quando questi diritti vennero posti in discussione dagli agrari che si facevano forti del nascente fascismo che appoggiarono in maniera preponderante.

Il canto fu poi adattata alle trasformazioni politiche verificatesi dopo la seconda guerra mondiale.

Come vedete la storia si ripete! I padroni di oggi, non più gli agrari, ma gli industriali, vogliono rivedere, e quindi ridurre a carta straccia, il recente decreto legislativo sulla sicurezza nel lavoro.

Dall'inizio dell'anno ad ora (25 aprile 2008 – ore 18,36), per lavoro, ci sono:
333 morti
333444 infortuni
8336 invalidi

(dal sito http://www.articolo21.info/ )

Per completezza dell’informazione storica cito quanto scritto da Irmo Sassone e pubblicato per conto dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.
http://www.storia900bivc.it/pagine/editoria/sassone182.html

“Il regolamento della provincia di Novara del 1869 si fondava su una legge in vigore ma mai applicata e affermava che "i lavori della risaia devono iniziarsi un'ora dopo il levare del sole e terminare un'ora prima del tramonto", proprio nelle ore in cui la zanzara è più attiva. Lavorando meno ore, avrebbero lavorato più persone.”

“Il regolamento Cantelli, così chiamato dal nome del firmatario, prevedeva che, iniziando il lavoro alle ore 5,30 o alle ore 6 del mattino, e terminando alle 15 del pomeriggio, con le pause per la colazione e il pranzo, non si poteva lavorare più di 8 ore, e le lotte si svilupparono su questa rivendicazione.”

3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' sempre la stessa Storia.... leggi non applicate, o non fatte ed i lavoratori ne sono le vittime innocenti.

Ma la Storia si può cambiare, va cambiata. Adesso.

Ciao Sergio
Daniele

Sergio ha detto...

@ Daniele: io, più che cambiare la Storia, ho paura che cambino ... le leggi!

Toni ha detto...

Dicono che per fare un ricco ci vogliono mille poveri. Ma se la proporzione è questa, quanti lavoratori devono prenderlo . . ."in saccoccia" per far contenti lor signori?