giovedì 8 aprile 2010

Il DNA veneziano: ricerca impossibile, ma, soprattutto, inutile!


"La National Geographic Society (NGS), la cui sede si trova a Washington D.C. negli Stati Uniti,  è una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative senza profitto. I suoi interessi comprendono svariate discipline come la geografia, l’archeologia e le scienze naturali, ma anche la cura per la conservazione dell'ambiente e dei patrimoni storici, ed infine lo studio della cultura del mondo e della sua storia.”
Così è definita, su Wikipedia, questa famosa associazione culturale, nel più ampio senso del termine, che, però, nel caso che vi esporrò, ha preso una cantonata e, con essa anche il “Worcester Polytechnic Institute” del Massachusetts.
Infatti prima di iniziare delle ricerche in un determinato luogo, nel caso presente Venezia, non sarebbe male che, chi intende portarlo a compimento, conoscesse un po’ la storia. La ricerca in questione è, o era, il salvataggio della mappa cromosomica dei veneziani doc.
Già un po’ di tempo addietro ne avevo sentito parlare e, sinceramente, avevo creduto che fosse una notizia senza nessuna conseguenza, ma, invece, su “Il Gazzettino” del 6 aprile u.s. (vedi qui) arriva la conferma di questa ricerca, nonché la quasi “messa in ridicolo”, da parte di una studiosa (biologa) veneziana, del tipo di ricerca.
Ritrovare e salvare il DNA veneziano!!! Ma come può esistere un DNA del genere, quando, esaminando gli avvenimenti storici, bastano i principali, si capisce –senza essere esimi studiosi- che questo DNA, questa “mappa cromosomica”, non esistono.
Non esiste un “veneziano doc” dal punto di vista fisico: la città, come si sa,  è nata su isole che erano abitate da pescatori e da produttori e commercianti di sale; a questi primi e rari abitanti, di origini senz’altro remote, ma incerte, (prima c’erano gli Euganei, poi i Veneti, quindi i Romani) si aggiunsero, intorno al 3/400 d.C., gli abitanti della terraferma (veneti e latini) che sfuggivano, in questo modo, alle invasioni barbariche.
Nel territorio veneto si installarono popoli di varia provenienza, da est e da nord, e da qui, sempre per sfuggire ad invasioni successive, alcuni si portarono nelle isole, si aggiunsero e si mescolarono alla popolazione che, intanto, andava a formare i primi nuclei di quella che dopo diventò Venezia.
E andando avanti negli anni, pur non essendoci invasioni all’interno della laguna, tuttavia furono i veneziani a spostarsi e ad avere contatti con diverse popolazioni del Mediterraneo: bizantini, greci, in un primo tempo, ma poi anche albanesi, dalmati, turchi, ebrei ed altri. Ricordo ancora le comunità straniere che, per secoli, ebbero rappresentanze numerose in città: armeni e tedeschi, ad esempio, dei quali restano ancora i palazzi che furono sedi dei loro fondaci o chiese presso le quali si trovavano ad officiare nel loro rito.
Poi, ogni tanto, arrivava qualche pestilenza che riduceva in modo drastico il numero degli abitanti ed era allora che la Repubblica, anche con incentivi economici, invitava artigiani, di diverse regioni,  a trasferirsi a Venezia per rimpolpare di nuovo sangue e di nuovo lavoro la popolazione e l’economia veneziane.
Negli anni dopo l’unità d’Italia numerosi militari, soprattutto di marina, si stabilirono a Venezia.
Molti altri esempi si potrebbero fare, ma, penso, che sia sufficiente quanto esposto, anche in modo abbastanza generico, per capire l’inutilità di una mappatura genetica.
Tutti questi mescolamenti non furono solo culturali ma anche fisici; i diversi individui, anche se esistevano leggi che vietavano i matrimoni soprattutto fra cristiani ed ebrei, fecero in modo che i “geni”, le “razze” (sempre che esistano le razze) ed il Dna veneziano fossero un vero miscuglio, un “cocktail”, nel quale è impossibile, ma direi anche inutile, ritrovare un’origine comune.
E come è capitato a Venezia, la stessa cosa è successa anche nel Veneto ed in gran parte di tutta Italia e, quindi, è inutile parlare di “raixe venete”, “lumbard”, “razza Piave” e così via.
Se vogliamo concedere qualcosa, il DNA del veneziano è solo CULTURALE!


P.S. – A proposito di “razza Piave”, questa esiste, ma è una razza equina!             

7 commenti:

emilia ha detto...

esatto, il DNA veneziano è solo culturale, hai ragione in tutto, carissimo Sergio, potrebbe dare il nome di un cocktail anche, "Dna veneziano", non suona male, tutti gli innamorati di Venezia lo vorrano provare :)

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Grandioso il tuo PS. DNA veneziano... Il problema é che purtroppo molti veneti hanno una strana voglia di "verde"....

Un grosso ciao
Daniele

Aliza ha detto...

ti meriti un bel bacione in fronte...e per non ricorrere a volgarità (sono così brutte da leggere) chiudo qui senza commentare...ciao Sergio

Fausto ha detto...

Condivido in pieno il contenuto del tuo articolo. I veneziani dovrebbero avere nel loro DNA l'interesse per l'arte e la cultura. Senza dimenticare l'amore per la propria città. Altrimenti a cosa serve vivere a Venezia?

Toni ha detto...

Al mondo c'è sempre qualcuno che va
alla ricerca delle "razze". Me ne viene in mente uno, di origine austriaca, con certi buffi baffetti. . . Non è finito troppo bene, mi pare.Anche quello. come questi, non conosceva bene la Storia.Tu invece la Storia della nostra città la conosci benissimo!

Sergio ha detto...

@emilia: interessante quello del nome del cocktail!!!

@Daniele Verzetti: il "verde" del quale non vogliono saperne molti veneti e ... quello delle tasche!

@Aliza: le volgarità? a volte te le tirano fuori!

@Fausto: esatto! il DNA del veneziano (preciso "veneziano") è, e deve essere, solo culturale.

@Toni: non esagerare! conosco abbastanza la storia di Venezia (non benissimo)!

Michele ha detto...

roba da matti!
ciao Michele pianetatempolibero