S’intitola “L’isoleta de S.Elena” e l’autore del testo è un certo G.Bartolini.
Il tutto si trova in una pubblicazione giacente presso la biblioteca “Querini Stampalia” di Venezia.
Riporto il testo in questione nell’immagine qui accanto.

Evidentemente, come si evince dalla descrizione, l’isola, sulla quale oggi sorge l’abitato, era un vasto prato, meta “turistica” dei veneziani fino al 1928, e raggiungibile solo in barca.
Dedico questo post a tutti coloro che amano Venezia anche in questi piccoli particolari.
1 commento:
Grazie Sergio!
Da mezzo secolo abito in campagna, ma non ho mai perduto l'amore per "la me Venessia". Anzi ti dirò che da quando non ci abito più, ogni volta che ci torno, scopro e gusto angoli, che quando ci abitavo non vedevo. Per un certo periodo della mia vita ho fatto il collaboratore farmacutico e per questo motivo dovevo visitare tutti i medici della città. Il più faticoso, per me che venivo da mestre con una borsa di sciroppi e supposte, era l'itinerario di S.Elena. Ma ci andavo volentieri, perchè, finito il giro, mi facevo una passeggiata in quella che poteva essere considerata la "campagna di Venezia". Poi, dopo una sosta in pineta, mi concedevo un comodo ritorno in "bateo".
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