mercoledì 6 dicembre 2006

Riflessioni sul Brasile (1): Iguazù


Cataratas do Iguaçu o Cascate di Iguazù … bellissime! Difficili da descrivere, però. Qualunque cosa si dica o si scriva non riesce ad esprimere la bellezza, la grandezza e la maestosità del luogo! Neppure le fotografie rendono bene l'idea.
È inutile, per goderle appieno bisogna andare sul posto, ed anche presto, prima che vengano rovinate dal “business” turistico, prima che diventino “Iguaçuland”.
Credetemi, non ci manca molto. Già ora ci sono chilometri di passerelle in cemento e ferro che ti portano fin sul limite dei salti; ai lati dei sentieri, quasi sempre di cemento, cartelli che indicano la presenza di serpenti, ma io non ne ho visti: solo un’iguana spaventata ed un caimano che prendeva il sole su un sasso in mezzo al fiume.
Elicotteri, che non fanno parte del paesaggio naturale, ti girano in continuazione sopra la testa per soddisfare le manie fotografiche di chi può spendere 70 dollari per dieci minuto di volo. Non basta: anche i gommoni che ti portano dentro le cascate, dove non puoi fotografare alcunché, dove, ovviamente, t’inzuppi d’acqua, però puoi dire agli amici, sempre invidiosi, :”Io sono stato dentro le cascate di Iguazù!” Ovviamente altri 40 dollari.
Per non parlare del video operatore che ti segue da quando scendi dal pullman (riprende uno per uno), sul trenino (anche questo da Iguazùland), soprattutto quando fa la curva, e sulle passerelle. Alla fine, quando stai pranzando, ti vedi in TV e poi se vuoi acquistare il DVD, almeno 5 per una comitiva, altri 25 euro l’uno (si euro questa volta).
Mi sa tanto che gli organizzatori turistici di questa località abbiano inviato qualcuno a Venezia per apprendere come si fa a fregare il turista!
Albergo di lusso, tutto nuovo e recintato con filo spinato e corrente elettrica per non fare entrare estranei. Si sa, in Brasile chi ha un po’ di soldi, bastano pochi, ha paura, tanta paura, di chi ne ha di meno! Ma questo è un altro argomento del quale tratterò nei miei prossimi “posts”.
Comunque vale la pena andarci: sono veramente belle!

Aggiornamento del 7.12 - Clicca qui per vedere un po' di foto

10 commenti:

Toni ha detto...

Perchè mi hai tolto la poesia?Dovevi lasciarmi sognare quelle meraviglie della natura, come le avevo viste solo sui documentari.
Pazienza. Mi consolero con la cascate Vittoria.

InOpera ha detto...

ben tornato...ma qualche foto ce la posti ???

sergio ha detto...

x Toni: mi dispiace di averti tolto la poesia, ma mi dispiace ancora di più che tu non sia stato dei nostri: sai che ... sudate!!!!

x Inopera: vedrò di inserire qualche foto, ma, con tutto quello che ho da fare, sarà un lavoro un po' lungo.

Gigliana ha detto...

Ben tornato, caro Sergio! Approvo il discorso sugli "eccessi" che accompagnano il turismo. Addirittura il video operatore sempre alle calcagna...non ho parole.
Ciao

Alessandro L. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sergio ha detto...

Ed ora ci sono anche le foto !!!

InOpera ha detto...

beh...bellissime foto. senza fiato, senza tempo ma soprattutto senza limiti e barriere alla vista.
immagino solamente un po' come la mente sia volata via...così...

maria ha detto...

Caro Sergio,
bentornato! Grazie del contatto prezioso...;-)
a presto!

Anonimo ha detto...

Caro Sergio,
mi pare superfluo ricordati quanto anch’io, come te, sia affascinato e rispettoso della natura in ogni sua manifestazione e quanto visceralmente sia contrario a qualsiasi sua mercificazione. Credo di averne già data testimonianza, almeno verbale, a te e anche ad Antonio Dittura. Mi sento così autorizzato a dirti che non condivido affatto le tue seriose critiche alle passerelle, alle scorazzate in gommone e al volo in elicottero sulle cascate di Iguazù, critiche con le quali si è dichiarato in totale sintonia l’amico Antonio.
Le passerelle. Se non le avessero costruite, e in ferro e cemento ché se di legno ogni piena del fiume se le porta via, ben pochi avventurosi avrebbero potuto ammirare l’imponenza delle cascate così da vicino e udire il loro ininterrotto, pauroso e maestoso fragore che annulla prepotentemente voci e suoni e ti dà, unito agli spruzzi d’acqua che quasi ti levano il respiro, la giusta dimensione del tuo essere uomo.
L’andare col gommone fin quasi sotto alle cascate, le scorazzate/evoluzioni col medesimo sul corso del fiume. D’accordo, non hanno reso migliore o diverso nessuno di quanti vi abbiamo partecipato. Ma ti assicuro che ne è valsa la pena. Per le scariche di adrenalina che ci hanno procurato, per le allegre, sonore, irrefrenabili risate che ci siamo fatte.
Il volo in elicottero. Sì, non è durato tanto, dodici o tredici minuti e, sai, non siamo andati proprio sopra alle cascate. Però le abbiamo viste bene dall’alto, tutte insieme, lato brasiliano e lato argentino in un unico sguardo, abbiamo visto un grande e placido corso d’acqua spaccarsi all’improvviso e precipitare giù, giù in tante scie grandi, spumeggianti, che poi si incontrano, si uniscono, si abbracciano a riformare ancora un fiume. E si stava sopra il margine di una fitta foresta brasiliana tanto simile a quella dove gli immigrati di fine ottocento avevano “formato paesi e città”.
Dici che tali soggettive emozioni, gommone ed elicottero, non valevano il costo sostenuto? E’ una rispettabile opinione ma, concedimi, altrettanto soggettiva e, nel caso, priva di riscontro. Non sei salito né in gommone, né in elicottero.
Ecco, Sergio, tu non volermene se “mi è scappato” di scriverti le mie considerazioni sui tuoi commenti circa alcune cose e situazioni osservate durante la tournée brasiliana del coro ed io ti saluto comunque cordialmente

Lucio G.

Sergio ha detto...

x Lucio G. : opinioni soggettive e legittime le tue, come le mie.
D'altra parte, a me dell'adrenalina non importa proprio nulla!
Quello che volevo portare in evidenza nel mio post è la negatività dello sfruttamento turistico delle cascate di Iguazù. Capisco anche, però, che le mie idee vanno controcorrente e, purtroppo, il "businness" avrà la meglio!