Di tutto un po'. In questo "blog" troverete "sfoghi" e pensieri, lettere inviate ai giornali e, forse, non pubblicate. Parlerò di Venezia, la mia Città, di quanto c'è di buono e di meno buono in essa, ma non mancheranno neppure argomenti di politica e di quello che capita nel mondo. Insomma ... un po' di tutto!!!
Nel "casotto" scoppiato nella Regione Lazio, per il quale la Presidente ha ventilato l'idea di dimettersi, il Berlusca ha detto: «Polverini deve resistere».
Ma come? La parola "resistere" è di "stampo comunista"!
Ieri sera, mia moglie, mentre chiudeva le imposte della finestra che sovrasta i tetti, si è vista piombare addosso un animale che, nel primo momento ha scambiato per una lucertola. Poco dopo ho appurato, vedendolo a suo agio su una parete liscia in "marmorino" e notando la configurazione delle dita, che si trattava di un geco.
Nella nottata abbiamo lasciato aperte le finestre ed è sparito, tornando evidentemente in ambienti più consoni al suo stile di vita, ambienti dove può trovare diversi insetti, soprattutto zanzare.
La comparsa dei gechi a Venezia risale ad una ventina di anni fa e, si dice (forse è una storia metropolitana) che iniziò dalla fuga di alcuni esemplari, dalle parti di Piazzale Roma, fuga avvenuta a causa di uno scatolone caduto ad uno spedizioniere; evidentemente lo scatolone era per qualcuno che desiderava allevarli.
Ripeto che questa storia potrebbe essere una "storia metropolitana", però mi sembra carina!
Ho concluso le vacanze nel paese di Raveo, in Carnia, e, nel riprendere il blog, saluto i miei lettori.
In questo periodo mi sono molto riposato, a parte i periodi con cinque nipotini, ed ho raccolto in un piccolo opuscolo i miei appunti su un argomento poco conosciuto della nostra recente storia.
Si tratta della venuta in Italia, più precisamente in Carnia, la parte montuosa del Friuli, dei Cosacchi durante gli ultimi mesi del secondo conflitto.
Tratto anche di alcune vicende della Resistenza in quei luoghi.
Per visualizzare il tutto, ma anche per la versione in PDF, potete collegarvi al seguente link:
Sembra che le liste civiche, oltre alle elezioni amministrative, verranno presentate anche alle elezioni politiche, almeno da qualche raggruppamento politico che, in questo modo, spera di raccogliere qualche voto in più. Non so se avranno successo, ma, per il momento, sono già spunto per storielle.
Siamo in vista delle elezioni ed è in vigore ancora il "porcellum" (cosa probabile nella realtà).
Due amici si ritrovano al bar, il classico Bar Sport, dove tutti diventano allenatori della nazionale e primi ministri, ed iniziano a parlare di politica e di elezioni.
"Chi voterai Toni?"
"Non lo so ancora Bepi, però, guardando in giro, non vedo alcuno che mi dia troppa fiducia. E tu, cosa farai?"
"Io ho studiato un po' le forze in campo e fra le varie liste penso che opterò per la Lista Ali Babà".
"Ali Babà? Cos'è una nuova lista di mussulmani?"
"No Toni! Lo sai che sono cattolico osservante, ma profondamente laico e, quindi, non voterei una lista impostata su un credo religioso."
"Ed allora perché vuoi votare questa lista Ali Babà?"
"Semplice Toni: se vincerà al parlamento avremo solo quaranta ladroni!"
La scossa delle 9 di questa mattina si è sentita molto forte anche a Venezia e qui ha procurato almeno un danno. Niente da equiparare a quanto capitato nelle zone dell'epicentro o vicino alla stesso.
E' crollata una statua nella zona che va da Piazzale Roma a quella dei Tolentini; è un posto dove passano parecchie persone tutto il giorno, lavoratori, studenti ed anche tanti turisti. Fortunatamente non c'è stato alcun danno alle persone e danni limitati al chiosco di "souvenir" gestito da extra comunitari.
alcuni mesi fa,
precisamente nel novembre del 2011, all'associazione della quale faccio parte
fu comminata una multa di 250 euro per aver "deturpato
un muro"!. Questa era la motivazione, ma desidero spiegarmi meglio; si
trattava, in effetti, dell'affissione di una locandina, bollata regolarmente e
fissata con nastro adesivo sulla colonna nel passaggio che dai Tolentini porta
ai giardini Pappadopoli e, quindi, a Piazzale Roma. Una zona di passaggio e di
visibilità che tutte le associazioni, ma non solo, ritengono strategica per
pubblicizzare le proprie iniziative. Fatto sta che, però, quel luogo si trova a
lato della sede dei Vigili Urbani.
L'associazione
conosce le regole che vietano questo tipo di affissioni che, nella fattispecie, è stato l'errore, o
lo zelo, di un nostro associato. E gli errori si pagano! E l'associazione ha
pagato subito la multa ottenendo così la diminuzione dell'importo di cui sopra.
Si sa che le
locandine che ogni associazione provvede ad affiggere in proprio devono essere
posizionate nei locali pubblici e non sui muri cittadini e, in genere, i
regolamenti vengono osservati, cosa che, invece, viene assolutamente ignorata
da moltissimi enti più o meno regolari e da privati.
L'associazione ha
ottemperato al regolamento, pagando la multa, anche nella speranza che qualcosa
cambiasse nella nostra città e cioè che, non solo quel luogo, ma
parecchi altri muri cittadini, risultassero finalmente puliti e non vi fosse
più alla visione di tutti, residenti e foresti, l'obbrobrio delle affissioni
selvagge.
Come anche Lei avrà
certamente notato, girando per la nostra città, in alcuni punti, ritenuti
evidentemente più appetibili, viene affisso di tutto e di più: manifesti e
locandine di varia misura, molti dei quali anche senza il regolare
"bollo" di avvenuto pagamento della tassa sulle affissioni. Quest'ultimo caso si verifica soprattutto
quando chi affigge sono i cosiddetti "centri
sociali" od i "comitati vari" che sorgono
molto spesso per dire "NO" a qualcosa, addirittura
per difendere la nostra città e, magari, si definiscono ... "ecologici". Ma anche privati
profittano di questo andazzo, che si può definire "malcostume" tollerato dalle autorità comunali,
affiggendo avvisi vari che informano sulla
disponibilità di qualcuno per effettuare lavori e, soprattutto, per informare su camere libere per studenti, cosa
quest'ultima che comporta, senz'altro, affari lucrosi senza che gli stessi
siano soggetti alle dovute e giuste imposte; in una parola si tratta di ... "nero"!
Ma la mia speranza,
a distanza di qualche mese, è stata vana; evidentemente la multa è stata
comminata per "errore" o,
perché, "una tantum",
qualcuno deve dimostrare che fa il suo dovere. Se chi ha deciso la sanzione all'associazione della quale
faccio parte avesse proseguito nel suo dovere, cioè nel multare anche molti
altri, forse oggi ci sarebbero meno affissioni selvagge e la nostra città
apparirebbe, senz'altro, ancora più bella.
Per quanto riguarda
le affissioni di coloro che affittano a studenti, sarebbe più opportuno, come accade
in altre città universitarie, che questo genere di informazioni fossero affisse su opportuni spazi nelle
diverse sedi degli atenei.
Vorrei concludere
questa "lettera aperta" segnalandoLe alcuni punti, solo come
esempio, che, tappezzati da una miriade
di manifesti, all'occhio del passante appaiono come delle vere e proprie "schifezze":
la porte che si trovano sul lato e sul retro della Scoléta dei Calegheri, un
ampio spazio nei pressi di Corte Canal (S.Croce, 659) e, ovviamente, lo spazio
a lato della sede dei VV.UU. Questi sono solo alcuni punti, ma Venezia è piena
di luoghi analoghi.
Nel ringraziarLa per
l'attenzione, La saluto cordialmente
«Viva la rivoluzione, avanti la
rivoluzione, questo è il momento buono». Con queste parole Alfredo Davanzo, consideratol'ideologo delle "Nuove BR", si è
espresso ieri nell'aula della Corte d'Assise di Milano, rispondendo ad un
giornalista che gli chiedeva cosa pensasse di quello che sta accadendo in
questi giorni, con riferimento anche alla gambizzazione di Roberto Adinolfi il
dirigente dell'Ansaldo.
Se
poi consideriamo i pugni chiusi e le manifestazioni di "solidarietà"
espresse nei confronti di questi imputati, mi sembra che si sia tornati
indietro di un bel po' di anni, quando, quasi ogni giorno, c'era una
dichiarazione delle BR, o di altre organizzazioni similari, ma anche ci si
trovava con qualche ferito o assassinato, in nome di un'ideologia completamente
"fuori di testa".
Oggi
i protagonisti di quegli anni sono anziani che, in gran parte, si sono
"riconvertiti" e proprio non vogliono nemmeno parlare dei fatti di
questi giorni, come si è espresso Curcio non più tardi di ieri.
Siamo
tornati, perciò, ai giorni che tutti abbiamo voluto dimenticare, giorni in cui
la paura di essere coinvolto in un attentato era palpabile.
Siamo
di nuovo -ed i fatti sembra che lo evidenzino- in pieno terrorismo.
Evidentemente la storia si ripete, e la speranza è che lo Stato non si faccia
prendere alla sprovvista e sappia reagire opportunamente. Forse proprio
l'esperienza del passato, che sembrava lontano, potrà servire ad estirpare sul
nascere questo fenomeno che trova nella crisi economica attuale un terreno
fertile.
Forse
qualcosa è cambiata presso certe forze politiche che, allora, sottovalutarono
il fenomeno terrorismo che, anzi, si può dire presero veramente sottogamba. Ai primi fatti di terrorismo parlavano di " ... compagni che sbagliavano "
lasciando così che le "cellule" fuori legge crescessero e si
organizzassero. Solo all'uccisione del primo sindacalista, Rossa, anche queste
forze politiche si ravvidero e condannarono fermamente gli attentati e le
vaneggianti "sentenze del popolo"!.
I
tempi, ripeto, mi sembrano proprio quelli di allora e, quindi, non resta che
augurarci un controllo tempestivo del territorio ed un'attività mirata dei
servizi segreti, nella speranza che non vi siano deviazioni degli stessi.
Sarebbe
veramente triste che la storia si ripetesse.