giovedì 15 giugno 2006

Mezzi di trasporto pubblico lussemburghesi. Confronto con i nostri.

Dopo alcuni giorni di pausa, dovuta ad un soggiorno in Lussemburgo, dove è nato il mio primo nipotino, riprendo a scrivere sul "blog" e mi faccio forte di questo viaggio per trattare di un argomento che reputo interessante: i trasporti pubblici all’interno del comune.
Nota dolente, questa, in molte città italiane: o sono troppe poche corse, o vi sono corse inutili, ma anche gli autobus sono troppo pieni, si viaggia male e costano troppo per il servizio che viene dato; insomma qui da noi tutti si lamentano.
In Lussemburgo, invece, funziona tutto molto bene. Qualcuno potrà obiettare che il Comune del Lussemburgo, la capitale, non è una città così grande. Questo è vero. I residenti, infatti, non arrivano a novantamila unità però, c’è anche un elevato movimento di funzionari ed impiegati delle varie istituzioni europee. Saremo quindi a centomila individui che, durante il giorno, si spostano in città usando soprattutto i mezzi pubblici. Le linee urbane sono ventitré e tutte partono dai quartieri periferici per arrivare o passare, ventuno su ventitré, alla “Gare”, la stazione dei treni. Tutte ventitré passano, invece, per una piazza centrale (Piazza E. Hamilius), non troppo grande, dove si trovano le diverse coincidenze.
Io, non solo in quest’occasione, ho viaggiato giornalmente in ore diverse e non ho mai travato gli autobus affollati: mi sono sempre seduto.
Una caratteristica che mi è molto piaciuta e che mi ha portato a paragoni con le linee che conosco meglio, quelle di Mestre, è stata la velocità ed il tipo di corsa degli autobus, o meglio la guida senza alcuno scatto e senza nervosismi da parte degli autisti. Ma poi, udite, udite, non c’è mai alcuno davanti alle porte di discesa perché chi deve scendere si alza dal posto solo quando l’autobus è fermo e l’autista, solo in quel momento, apre la porta. Da noi, e parlo di Mestre, ma penso succeda anche in altre città, per scendere bisogna avvicinarsi alla porta almeno una fermata prima, con tutte le difficoltà a tenersi in piedi, magari stretti dagli altri passeggeri.
Parliamo poi di “stile di guida”. Qualcuno afferma che dipende dal cambio automatico dei nostri autobus! Io non me ne intendo però, anche stando seduti (figuratevi quelli in piedi), si viene sballottati ad ogni frenata (l’autobus viene bloccato sempre all’ultimo momento) ed alla ripartenza è come trovarsi all’autodromo di Monza! Per non parlare delle curve durante le quali, anche seduti, bisogna tenersi ancorati con le mani per non cadere o per non venire sbattuti addosso a qualche altro passeggero.
In Lussemburgo non accade niente di tutto questo: la velocità è ridotta, la guida è dolce e scorrevole e le curve vengono affrontate con delicatezza. E non mi vengano a dire che i nostri autisti sono stressati perché eseguono lo stesso lavoro dei colleghi lussemburghesi; anzi, questi ultimi emettono anche i biglietti con relativo maneggio di denaro e controllano gli abbonamenti.
Insomma, cosa ci vuole per avere un servizio migliore?
E’ questione, a mio parere, solo di una migliore organizzazione ed anche di maggiore educazione e rispetto dell’utente da parte degli autisti!

4 commenti:

Toni ha detto...

Bisognerebbe far rare ainostri autisti un po' di cassa integrazione! Invece lo signori sono sicuri del loroposto di lavoro e forti di protezionipolitiche della categoria, che, guarda caso, è formata da marinanti e chioggiotti.

sergio ha detto...

x TONI:
... allora ce l'hai con i "marinanti" ed i chioggiotti!!!

(per i non veneziani i "marinanti" sono gli abitanti di Sottomarina, frazione di Chioggia)

InOpera ha detto...

A Berlino dove vivo, é piú o meno la stessa cosa.
Corse frequenti e quasi mai piene.
Per frequenti intendo che la metro é ogni 2 minuti ora di punta, 5 il resto del giorno e 20-30 minuti la notte dopo l'1 fino alle 5 del mattino. Il fine settimana fa orario continuato dal venerdí alla domenica.
I tram stanno ogni 10 minuti e gli autobus ogni 20 di media !

il grosso peró si sposta in bicicletta.

che dire, traffico zero.
la funzionalitá, peró, non é solo dovuta a "buoni autobus-tram", corse rapide, frequenti ecc.

non esiste la doppia fila di parcheggio (quante volte vi si blocca l'auto cosí?).
le strade sono fatte per dare piú spazio a marciapiedi, corsie tram, bici e poi le macchine.

ti rendi conto che con la macchina in cittá perderesti tempo, stressandoti molto di piú che non con la bici o il trasporto pubblico.

bisognerebbe iniziarla a far pasare anche da noi !!!

Anonimo ha detto...

caro sergio, a proposito del tuo articolo sugli autisti ti sei dimenticato che una buona parte di essi è formata da "ciosotti"
e i "ciosotti" si sa
hanno un Dio per conto loro
ed è difficile pretendere da loro, educazione e rispetto dell' utente.
un abbraccio,
Francesco