martedì 6 giugno 2006

Per rendersi conto di cosa si andrà a votare con il referendum

Al fine di rendersi conto di cosa cambierà, o non cambierà, il risultato del prossimo referendum costituzionale, per il quale non è necessario raggiungere il "quorum", segnalo di seguito due link.

Sul primo troverete il testo della COSTITUZIONE in vigore mentre il secondo è relativo alle modifiche proposte dalla precedente maggioranza di governo.

Per un NO convinto, pur nella difficoltà che si può trovare nel linguaggio giuridico, è bene consultarli.

Notizia “veramente importante” su Il Gazzettino d’oggi.

Un articolo su Il Gazzettino d’oggi 6.6.2006, del quale vi risparmio il “link”, a firma F.R. (Federica Repetto) ci racconta che il nababbo russo Roman Abramovich è arrivato a Venezia con il suo “megayacht” “Le Grand Bleu”.
Poi veniamo informati che è anche stato a pranzo alla Locanda Cipriani, a Torcello, dove, con moglie e figli, ha consumato, in un tavolo riservato lontano dagli altri ospiti, tagliolini fatti in casa con cappesante, risotto alla “torcellana” con verdure, del pesce alla griglia, ossobuco di vitello con risotto allo zafferano; il tutto seguito dai dolci della pasticceria Cipriani. Dimenticanza! Non ci riferisce con quale vino ha pasteggiato! Poi, alla fine della cena ha fatto rientro allo “yacht” con una lancia privata.
Ma questa è informazione? O meglio, è buon’informazione? Ma quanto ce ne può fregare il conoscere cosa abbia mangiato questo novello VIP russo? Mi domando ancora perché non ci ha fatto conoscere se dopo è “andato di corpo” regolarmente!
Non sono queste le notizie che c’interessano. Sarebbe stato più interessante conoscere quanto paga, se paga, per sostare nel porto della nostra città con il suo “megayacht” e se la lancia che lo ha trasportato ha rispettato i limiti di velocità e le norme contro il moto ondoso che rovina barene, canali e fondamenta.
Ma tutto questo è di secondaria importanza per alcuni giornalisti, direttori ed anche editori che reputano i lettori dei cretini!

lunedì 5 giugno 2006

Lettera sul "tanko" inviata a quattro giornali

Qui sotto la lettera che, in data odierna, ho inviato a:
- IL GAZZETTINO - (pubblicata il 15.6.2006)
- LA NUOVA VENEZIA - (pubblicata il 6.6.2006)
- IL CORRIERE DEL VENETO
- ilVenezia - (pubblicata il 6.6.2006)


Egregio Direttore,
mi riferisco alle recenti prese di posizione, di politici e non, per quanto riguarda la fine che dovrà fare il cosiddetto “tanko” usato il 9 maggio del 1997 da alcuni personaggi che qualcuno chiama “patrioti”. Ma quali patrioti! Erano solo fanatici, con un distorto senso della storia, coloro che (quattro pavani-ruzzantini) hanno, innanzi tutto, offeso la Serenissima. E non chiamiamoli più “serenissimi”! Serenissima è solo la Città!
Hanno commesso reati penali, fra i quali anche un dirottamento di un mezzo navale dopo averlo sequestrato, e per questo sono stati giustamente condannati.
Ora, però, non cerchiamo di creare degli eroi perché proprio non lo sono.
Quindi lasciamo che quello che qualcuno chiama “tanko” finisca alla demolizione e magari fuso perché non ne resti alcun pezzo in modo che non venga voglia di creare delle “reliquie”.
Ma dove sono i “molti veneti” che li considerano eroi? E’ stato fatto un referendum?
E’ solo un parere, senza alcun dato oggettivo, ed un misero tentativo di qualche nostalgico.
Prima dei veneti bisogna ascoltare il parere dei veneziani, gli offesi.

domenica 4 giugno 2006

Un modo intelligente di fruire della gondola.

Questa mattina, uscendo dalla Chiesa di San Simeone Profeta (vulgo San Simeon Grando), sentii un suono pizzicato e melodioso che non proveniva da alcun diffusore.
Sul vicino “Ponte della Bergama” alcuni turisti guardavano (e fotografavano) lungo Rio Marin. Con mia gran sorpresa, attraversando il ponte, notai due gondole che si avvicinavano e sulle quali si trovavano alcune donne (si capiva che erano turiste, ormai noi veneziani abbiamo fatto l’occhio); alcune di queste, tre per gondola, suonavano delle arpe, non grandi come quelle usate nei concerti di musica classica, ma ugualmente molto armoniose. È la prima volta che mi capita di assistere ad una cosa del genere che, in ogni modo, ho molto apprezzato perché ritengo sia stato un modo intelligente di fruire della gondola.
Peccato che le due imbarcazioni siano scivolate via molto velocemente e, con loro, anche il “concerto”.
Però mi è venuto un dubbio, un pensiero cattivo: i gondolieri, che fanno parte di una potente “lobbie” veneziana, avranno fatto pagare un sovrapprezzo per l’ingombro di quegli armoniosi strumenti?

sabato 3 giugno 2006

Ora si punzecchiano fra “governatori” regionali. – Galan (Veneto) rimprovera Soru (Sardegna) per le imposte sulle seconde case e sugli “yachts”.

Ed anche questa volta il “governatore” del Veneto, a tempo perso pescatore di tonni, non ha agito come dice il saggio detto veneziano “Prima de parlar, … tasi”. (Vedi articolo).
Infatti, ha sparato le sue solite “galanate”, termine questo che può essere considerato un neologismo carnascialesco (lo facciamo derivare da “galano” il gustoso dolce friabile e croccante del carnevale). Mi permetto di usare questo termine perché lui per primo tenta di dileggiare il collega governatore della Sardegna, Soru (quello che ha creato Tiscali), perché lo stesso ha legiferato in materia d’ICI sulle seconde case dei non residenti e sulle tasse che sono applicate ai nababbi che arrivano nell’isola con panfili e con aerei privati. E Galan le chiama “sorurate”! Da che pulpito!
Quanto fatto da Soru mi sembra giusto perché se c’è gente che può permettersi di usare una casa solo uno o due mesi l’anno durante i quali, magari, vuole anche spadroneggiare in una terra non sua, può anche pagare una tassa maggiorata rispetto ai residenti che lì vi abitano dodici mesi l’anno.
E non venga a dire che in questo modo ne va di mezzo lo sviluppo turistico.
E poi il riferimento al periodo antico, “riporta la Sardegna al tempo dei principi-pastori, alla civiltà nuragica, al tempo cioè dei corsari fenici o cartaginesi sempre pronti a sgraffignare i beni di chiunque si avvicinasse alle coste sarde”, dove mi sembra proprio abbia “preso fischi per fiaschi”. Infatti, in antico la civiltà sarda si è sviluppata all’interno dell’isola e non sulle coste proprio perché potevano essere i paesi sulle coste ad essere depredati e non viceversa!
Lo sviluppo della costa si è avuto dalla seconda metà del ‘900 proprio per il turismo che, però, ha anche portato notevoli danni ambientali.
Se poi Bill Gates col suo panfilo/transatlantico vorrà recarsi altrove non sarà per qualche migliaio d’euro. Infatti, la tassa annuale che dovrebbe pagare equivale a quanto gli costa la nave per un solo giorno.
Quelli che in terra sarda si oppongono sono coloro che sfruttano il turismo e che, lavorando solo due mesi all’anno, vogliono vivere, e bene, anche gli altri dieci. Si tratta solo di “lobbies” e potentati che non mancano in nessun luogo e che vogliono dettar legge solo per i propri interessi, fregandosene del più importante “interesse della comunità”. E Galan rappresenta, in terra veneta, anche questi potentati che, ovviamente, lo votano!
Invece è giusto che i turisti paghino queste tasse, che poi andranno a beneficio dei residenti che, ripeto, vivono lì dodici mesi.
Galan spera che quest’operazione dirotti i turisti da noi, a Venezia e nel Veneto.
Io spero, invece, che anche il comune di Venezia, che ha già fatto qualcosa di simile (ticket sui pullman), si adoperi a tassare la seconde case dei non residenti e, perché no, anche un ticket sui panfili e sui “lancioni” che arrivano dagli altri comuni vicini (Jesolo, Cavallino-Treporti) e che scaricano frotte di turisti che, alla fine, lasciano solo immondizie.
Con questi “governatori campagnoli” bisogna iniziare a pensare Venezia come città a statuto speciale staccata dal Veneto.

venerdì 2 giugno 2006

"5 x 1000" - Lo sapevate che ...?

Lo sapevate che quest’anno, in occasione della denuncia dei redditi, si poteva designare un 5 per mille (oltre l’8 per mille che da anni è in vigore) delle proprie imposte ad associazioni varie iscritte in appositi elenchi? Io sì, e quindi, sul mod. 730, ho segnato il codice fiscale di un’associazione ONLUS alla quale ho desiderato assegnare il mio modesto apporto perché opera in favore dei bambini della “favelas” brasiliane.
Tutti noi, ovviamente liberi di scegliere chi volevamo, siamo stati edotti ed indirizzati da varie associazioni che, con tutti i mezzi informativi a loro disposizione (posta, internet, pubblicità varia), hanno cercato di influenzarci.
Percependo che i soggetti interessati non fossero pochi, ho voluto togliermi lo sfizio di appurare quanti fossero, ma, soprattutto, chi fossero.
Quanti non so, forse otto/novemila, certo che l’elenco reperito presso il sito dell’Agenzia delle Entrate è di ben 974 pagine.
Credevo che fossero tutte associazioni dedite al volontariato inteso come aiuto verso il prossimo, anziani, ammalati, bambini in difficoltà ed altro sia in Italia sia all’estero, tutte associazioni il cui fine è senz’altro benemerito e che necessitano di vari aiuti per operare. Invece, ho fatto delle scoperte!
Nell’elenco ho trovato di tutto: molte cooperative A.R.L. (a responsabilità limitata) che non si capisce bene cosa facciano, parrocchie, patronati e chiese varie, sia cattoliche sia evangeliche (ma non c’è già l’8 per mille?). Inoltre, questa è veramente “grossa”: molte Fondazioni di Casse di Risparmio di diverse province.
Ma non è finita qui, ed ecco spuntare parecchie sezioni del C.A.I. (Club Alpino Italiano), le federazioni sportive a livello nazionale (non mi sembra di aver trovato la F.I.G.C. – sarebbe stato il colmo), una Fondazione d’Assistenza fra Dottori Commercialisti (visto che si fanno pagare poco).
Altri tipi d’associazioni dove chi partecipa lo fa per proprio passatempo e divertimento e cioè club e associazioni sportive (Tennis club, Club del Volo – tutti sport da povera gente), associazioni corali e bandistiche, associazioni culturali e teatrali.
Insomma c’è chi vuole divertirsi (andare in montagna, cantare, suonare, fare sport, ecc. ecc.) ed anche farsi sovvenzionare, togliendo l’aiuto a chi ha veramente necessità! Per dirla con una sola parola, è un’indecenza!
E’ necessaria, senz’altro, una revisione, ma sono convinto che o escluderanno tutti, e quindi basta “5 per mille”, in quanto escluderne molte, per poi lasciare solo quelle che veramente si dedicano al prossimo, sarebbe un’operazione veramente titanica.
Se non credete a quanto vi ho detto, consultate l’elenco cliccando sulla pagina “ad hoc” dell’Agenzia delle Entrate!

giovedì 1 giugno 2006

Ancora sul "tanko"!

Sul "post" del 4 maggio u.s. avevo trattato sulla destinazione del “tanko”, corpo di reato a seguito della “monada” dell’8-9 maggio 1997, in quanto avevo trovato, nel sito del Comune di Venezia, un’interpellanza di un, anzi dell’unico consigliere leghista.

Oggi devo tornare sull’argomento per un articolo pubblicato su Il Gazzettino dell’1 giugno.

Ed ecco le str… (stranezze? No!) estrapolate dall’articolo.

Due consiglieri regionali del PNE dicono: «è riconducibile al patrimonio ideale, culturale e storico del popolo veneto e rappresenta una preziosa testimonianza della mai sopita aspirazione dei veneti alla libertà e all'autogoverno».
Ma quale patrimonio ideale, culturale e storico del popolo veneto! Scherziamo? Ma parlino solo per loro!

E continuano: «Il prossimo 7 giugno la Corte d'assise di Venezia deciderà la sorte del "mitico" MB007, il "tanko" che nella notte fra l'8 e il 9 maggio 1997 fece sognare centinaia di migliaia di veneti e di tutti coloro che lottano per la libertà e l'autodeterminazione dei popoli d'Europa e del mondo».
Ma chi ha sognato? Forse quelli che avevavo assunto qualche sostanza!!!

A loro rispondono dei personaggi che rappresentano il Veneto Serenissimo Governo. (Ma chi sono, cosa rappresentano?): «Premesso che il "tanko" Marcantonio Bragadin è di produzione e proprietà del Veneto Serenissimo Governo, diffidiamo qualsiasi associazione, comitato o privato a raccogliere anche un solo centesimo per partecipare all'eventuale asta indetta dallo Stato per acquisire il medesimo».
Signori, calmatevi, è solo un “corpo di reato”! L’unica soluzione è quella di PORTARLO ALLA DEMOLIZIONE!

mercoledì 31 maggio 2006

Bell'Italia (2) - Visita la mostra "I Sacri Legni"

Nel “post” sottostante del 28 maggio segnalavo la mostra denominata “I Sacri Legni” presso il Museo Sistino di Montalto fino al 17 settembre p.v.
Poiché ho avuta la fortuna ed il privilegio di poter fotografare le opere esposte vi invito a “visitare” la mostra dopo aver letto il testo, copia del pieghevole, sotto esposto

“La temporanea presenza a Montalto del celebre gruppo ligneo detto "dei Magi' di Fabriano, è occasione per presentare, nel Museo Sistino, una esposizione di sculture lignee (ma non solo). Si tratta di una raccolta di opere provenienti dal territorio piceno, restaurate in anni recenti, molte inedite e quasi tutte sconosciute al grande pubblico: una mostra di 'scoperte, insomma, che costituirà una 'ghiotta' occasione sia per coloro che abitano stabilmente questa parte del territorio, sia per i visitatori che, già da qualche tempo, hanno fatto delle nostre terre la meta dei loro viaggi e dei loro soggiorni.
È un' esposizione che rincorre il filo sottile della ricerca sul campo, a riscoprire le zone più oscure ed i materiali più complessi, le sculture, appunto, rappresentanti un aspetto della storia artistica che sollecita numerose curiosità ed è spunto per inedite riflessioni. Pertanto, una ricerca che si accompagna al lavoro giornaliero di tutela: tutte le sculture sono restaurate, spesso recuperate da drammatiche situazioni conservative che ne compromettevano, oltre alla leggibilità ed alla valenza estetica, illegittimo ed originario uso cultuale e devozionale.
Pur non seguendo un filo storico rigidamente cronologico, e presentando un percorso in sequenza con qualche interruzione, la mostra si propone di offrire alla visione ed allo studio opere di sicura qualità, le più belle ed emozionanti, splendenti nei materiali intagliati e colorati, affiancate da dipinti contemporanei ed oggetti di oreficeria, nell'intento di sollecitare 1 un intrigante gioco di rimandi e relazioni visive.
Accanto ai Magi - che Fabriano presta a Montalto in cambio del famoso Reliquiario sistino - viene esposta la Madonna col Bambino, oggi a New York, che si è ritenuto facesse parte del medesimo gruppo. Le sculture
sono accostate alla tavola di Francescuccio Ghissi, dipinta per Montegiorgio, con la raffigurazione della Madonna in umiltà, che condivide l'uso di decori e preziose rifiniture simili a quelle realizzate nella policromia del gruppo fabrianese. Segue un inedito San Pietro, proveniente da Castignano, che si ha ragione di ritenere appartenente ancora al Trecento, ed in qualche modo legato alla cultura figurativa gotica di cui si sono conservati scarsissimi esemplari.
Di assoluta rarità iconografìca, la Maddalena sollevata dagli angeli, proveniente da Ripatransone: integralmente ricoperta dai suoi capelli d'oro, la scultura costituisce uno dei casi paradigmatici della collaborazione tra scultore e pittore, probabilmente nell'ambito di una bottega dell'Italia nord-orientale, verso la seconda metà del Quattrocento, che rappresenta, inoltre, una delle rare opere d'importazione superstiti nel territorio piceno.
La scultura lignea marchigiana del Rinascimento è rappresentata dal bellissimo San Sebastiano di Casalicchio di Montemonaco, scolpito nell'atelier del cosiddetto Maestro di Macerata, oltre al cinquecentesco San Bartolomeo proveniente dalla fornita chiesa di Foce, alle pendici dei Sibillini, probabilmente uscito da una bottega locale suggestionata dalla vasta attività di Cola dell'Amatrice.”


Clicca su.
http://www.piovesan.net/SacriLegni/SL01.htm


Consiglio la visualizzazione a pagina intera.

domenica 28 maggio 2006

Bell'Italia - Merita visitarla

Il “blog” ha riposato un po’ troppo.
Come dicevo nel “minipost” precedente ero impegnato con il coro per una tournée nel Piceno, a Montalto Marche. Non tratterò, però, della tournée perché, come il solito, è andata bene, ma vorrei soffermarmi sulle bellezze della nostra terra italica. Conoscevo già le Marche ed in particolare la città e la provincia d’Ascoli avendovi passato alcuni mesi per il servizio militare (la prima parte del Corso AUC) qualche anno fa.
Ritornando a Montalto sono rimasto piacevolmente sorpreso dal paesaggio che, aprendo la finestra il mattino, ho scoperto sulla Val d’Aso, sui Monti Sibillini, sulle colline declinanti e dai molteplici colori; ed ancora più lontano altri monti. Veramente mi consideravo fortunato iniziare una giornata con quella visione. Scendendo poi sull’ampio terrazzo che girava attorno alla casa presso la quale eravamo ospitati, potei spaziare a 360 gradi essendo il punto più alto del paese.
Ed allora mi sono chiesto, anche confrontandomi con alcuni amici, perché tanti italiani vanno a fare le loro ferie all’estero. Ma hanno mai visto quello che c’è in Italia? E non mi riferisco solo alle solite città d’arte di Roma, Firenze e Venezia (magari non hanno visto neppure quelle), ma alle centinaia e centinaia di città più piccole, di paesi e borghi bellissimi dove ad ogni passo c’è una scoperta, dove è possibile visitare un piccolo museo con opere d’arte particolari (segnalo “I sacri legni” presso il Museo Sistino di Montalto fino al 17 settembre p.v.), dove i palazzi, le case e le chiese, pur nei diversi stili, riescono ad amalgamarsi ed a formare un “unicum” per il quale non c’è aggettivo.
Qualcuno potrà preferire “andare al mare”. Per carità! Non è che con questo si debba rinunciare al mare, abbronzatevi pure (non troppo perché, come risaputo, non fa bene), ma non rinunciate a quel tipo di ferie che fanno bene anche al cervello! Tutti n’abbiamo bisogno!
Insomma lasciate perdere qualche volta le mete esotiche e rimanete nella nostra bell’Italia; qualcuno, leggendomi, potrà dire: “La solita frase fatta”; è vero, però è soprattutto vero quello che affermo in quella frase “fatta”! Inoltre da noi si mangia bene, si beve meglio ed i soldi restano “in casa”, il che non fa male alla nostra economia nazionale.
Viaggiamo, quindi, dalla Vetta d’Italia a Capo Passero ed ovunque troveremo luoghi bellissimi e opere d’arte eccelse e che solo qui si trovano.

venerdì 19 maggio 2006

Anche il "blog" ha bisogno di riposo!

Per un po' di giorni non "posterò" in quanto fuori sede.
Un fine settimana di concerti con il Coro Marmolada di Venezia a Montalto Marche (AP)!

giovedì 18 maggio 2006

“In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuscinski - Un buon libro!

Proprio ieri ho portato a termine la lettura di “In viaggio con Erodoto” di Ryszard Kapuscinski, scrittore e giornalista polacco. Un libro che alcuni giorni fa presi in prestito presso la biblioteca di quartiere, non per l’autore a me sconosciuto, ma per il titolo che richiama il celebre storico greco e, non poco determinante, da quanto scritto sulle pagine di copertina che, di norma, uso leggere prima di scegliere un libro.
Dopo questa premessa posso affermare che il libro mi è piaciuto molto e ne consiglio la lettura.
“Solo in viaggio un reporter si sente se stesso, a casa sua. Più leggevo Erodoto, più scoprivo in lui un’anima gemella. Che cosa lo aveva indotto a muoversi, ad agire, a intraprendere lunghi viaggi e spedizioni pericolose? Probabilmente la curiosità del mondo, il desiderio di esserci, di vedere e sperimentare tutto di persona.”
Così spiega Kapuscinski la sua passione per l’autore greco tanto da farlo diventare il suo autore di riferimento, da leggere e da rileggere, il cui libro, “Storie”, si è sempre portato nella valigia durante i suoi viaggi, in qualità di inviato, in gran parte del mondo.
“In viaggio con Erodoto” non è un romanzo e neppure un saggio, ma un confronto, sempre presente, fra l’attualità ed il passato nel tentativo, a me sembra riuscito, di ritrovare nella storia quello da cui ci sembra essere fuggiti.
Mi ha fatto piacere poi scoprire, proprio nello stesso giorno in cui ho terminato la lettura, un servizio da Udine su Il Gazzettino in occasione della Laurea “honoris causa” concessa dalla locale Università a Ryszard Kapuscinski del quale, come ovvio, cercherò di leggere altre sue opere.

martedì 16 maggio 2006

Se tutto va male è sempre colpa dei giudici!

“Il più esaltato eroe di Tangentopoli, Di Pietro, è tornato alla ribalta con la vittoria delle sinistre.
Agli occhi di molti italiani, oltre che strumento di una improbabile giustizia, Di Pietro appare sempre più essere stato uno mezzo, forse inconsapevole, per eliminare politici, industriali ed interi partiti politici invisi ai reggitori occulti del vero potere in Italia, un superpotere così oscuro che si sarebbe persino tentati di credere che in realtà non esista affatto.
La politica in Italia sembra aver raggiunto vertici di assurdità e di travisamenti assolutamente ineguagliabili.
Ma si può affermare che questo modo di fare politica abbia realmente ostacolato la crescita culturale, economica ed il benessere degli italiani?
Crescita e benessere che indubbiamente si sono verificati, almeno sino al governo Craxi.
Si può dimostrare che l'Italia sarebbe oggi molto più ricca e felice se i suoi rappresentanti politici fossero stati onesti, coraggiosi, competenti e capaci di fare scelte giuste e preveggenti?”


Questo è l’incipit di un articolo di un certo Professor Raffaele Giovannelli (si firma “Professore”, ma non so di cosa) che appare sul giornale “on line” EFFEDIEFFE.COM

Tutto l’articolo per cercare di dimostrare che la corruzione, anche nei secoli trascorsi, ha fatto solo bene all’economia! Così fino a quando Craxi non ha concluso la sua carriera l’Italia era in auge ed è colpa dei giudici, il cui emblema è Di Pietro, se dopo ci siamo ridotti così male. Bella tesi “berlusconiana”, ma non solo. Ci sono anche molti imprenditori (dobbiamo chiamarli ancora così?) che la pensano e la pensavano in questo modo.
E così gli italiani devono assuefarsi agli scandali ed agli imbrogli … solo per il loro bene!
Per fortuna, lo stesso giorno, esce un altro articolo, di segno opposto (Massimo Fini – Il Gazzettino 16 maggio 2006 – “LADROPOLI PER SEMPRE”), articolo che, come ovvio, condivido in pieno.

giovedì 11 maggio 2006

"Megio i schei subito che perdar tempo a studiar" Questo è il pensiero dei giovani veneti

“Sette laureati su cento tra quelli che vivono in Veneto sono stranieri. Con gli ucraini a un passo dallo strappare ai padovani il titolo di “gran dottori”: almeno uno su tre arriva in Veneto già con una laurea in tasca.
Il diploma? Per il 36 per cento degli immigrati è un traguardo raggiunto. Più dei veneti che hanno un titolo di istruzione superiore solo nel 32 dei casi.
È questa una delle tante sorprese fra le pieghe del rapporto 2005 sull’immigrazione straniera in Veneto. L’indagine, promossa dalla Regione e curata dall’Osservatorio regionale sull’immigrazione, è stata presentata a Civitas e fotografa la condizione dei circa 290mila immigrati presenti in Veneto.”


È questa una notizia stampa di qualche giorno fa che non mi ha sconvolto.
Infatti, quella suesposta, è una situazione che m’immaginavo; non avevo dati certi, ma la sensazione era che i giovani veneti preferiscono gli “schei” subito ai sacrifici di una carriera scolastica.
Subito la moto, la macchina, le serate in discoteca, gli abiti firmati, l’ultimo tipo di telefonino! Questi ed altri simili sono i desideri dei giovani veneti. Altroché studiare: bisogna sacrificarsi troppo e non si ha disponibilità di soldi; solo quelli che passerebbero papà e mamma! Troppo pochi!
Politiche ed educazioni sbagliate, soprattutto in passato quando il “sistema veneto” provocava forum, incontri e discussioni ad alto livello in tutto il mondo. Ricordo che nel 1988 mi trovavo in una città argentina ed il direttore della locale Camera di Commercio mi chiese delucidazioni su questo “sistema”. E già allora i giovani veneti preferivano i soldi subito.
Poi, magari, si lamentano che gli immigrati portano via il lavoro. Ma quale lavoro? Quello che i “signorini” (i “sioreti”) non vogliono affaticarsi a fare e che, invece, a qualche laureato o diplomato extracomunitario fa molto comodo.
Una giustificazione però la vorrei trovare, una giustificazione che definirei “atavica”: può trattarsi di una reazione a tutti i sacrifici dei loro genitori, nonni e bisnonni, non per studiare, ma per lavorare, per sdoganarsi ed affrancarsi dalla miseria nella quale erano stati costretti a vivere nei decenni e secoli precedenti.
Non ne sarei, però, tanto sicuro. È, forse, sola questione d’indole.

Se questo è il rovescio della medaglia, c’è anche il dritto della stessa. Perché non vedere in questa “immigrazione istruita” un arrivo di cervelli che possano occupare i posti che meritano e che li vedrebbero dirigere i “nostri giovanottoni veneti” che hanno preferito i soldi allo studio! Apriti cielo! Chissà cosa direbbe il “vostro” (non è mio) Gentilini?
Servirebbe in effetti una strategia più mirata d’inserimento e di riqualificazione professionale, che smentisca nei fatti lo stereotipo che persona immigrata sia uguale a collaboratrice domestica o manovale.

giovedì 4 maggio 2006

“Sistemazione in un Museo Veneziano del “Tanko dei Serenissimi”. MA VOGLIAMO ESSERE RIDICOLI???

Mi ero ripromesso di non “postare” più “blogs” che parlassero di determinati argomenti; uno di questi è la "Lega ed i leghisti". Ma come si fa a stare zitti se ti provocano, se ti tirano a cimento, se vengono fuori con “sparate” che rasentano il ridicolo?

Ultima, in ordine di tempo, quella dell’unico consigliere comunale di Venezia della “Liga Veneta – Lega Nord Padania” Alberto Mazzonetto.
L’oggetto di una sua recente interpellanza è: “Sistemazione in un Museo Veneziano del “Tanko dei Serenissimi”.

Leggetela perché è interessante capire come ci sia gente che ha il coraggio di fare simili proposte e che, per questo, prende anche l’indennità di consigliere comunale.

Basta, siamo stufi di sentire sempre le solite sciocchezze (è un eufemismo); basta col chiamare quattro “campagnoli” con un titolo che spetta solo alla Città e, una volta, anche al suo doge! Ed in più ci mettono anche la “S” maiuscola.
Personaggi, quelli che hanno preparato ed eseguito l’assalto al campanile di San Marco, che hanno travisato la storia, costruendosela ad uso e consumo proprio.

E poi, perché chiamare “tanko” un fuoristrada con qualche lamiera in più?
Ma ci rendiamo conto che hanno compiuto degli illeciti penali, dei reati gravi? Sono stati processati e condannati giustamente ed ora qualcuno vuole farli passare alla storia come eroi addirittura pretendendo che quel “fuoristrada” venga messo in un museo del centro storico! Si, sarei anche d’accordo, ben se si trattasse di un “museo degli orrori”.
Quello è un corpo di reato e tale deve restare ed anche se viene rottamato non ci trovo nulla di strano!

“Come l’Amministrazione Comunale precedente ha deciso di collocare al Museo Correr la statua del tiranno Napoleone, protagonista, complice la nobiltà veneziana della caduta della Serenissima Repubblica” . Questo è un passaggio dell’interpellanza.
La Repubblica di Venezia è caduta perché doveva cadere! Napoleone è stato solo uno strumento e la nobiltà veneziana, che reggeva le sorti dello stato, ormai era anacronistica, fuori del tempo.

Non sono addentro all’iter burocratico che l’interpellanza deve percorrere, però spero che questa venga fermata prima di andare all’esame del consiglio comunale.

martedì 2 maggio 2006

Cattiva sanità e buona sanità - Confronto USA e ITALIA: forse è meglio la nostra

Si parla spesso di “malasanità” in Italia e questo soprattutto quando si riscontra qualche fatto clamoroso per il quale c’è anche chi muore. Ma la sanità in Italia è ancora in gran parte pubblica, ed allora si dà la causa proprio al fatto che c’è poco spazio per il privato.
Queste sono tutte affermazioni che vengono soprattutto da una certa parte politica e da certi poteri forti. Tutto da dimostrare.
Intanto e bene precisare che i casi della cosiddetta “buona sanità”, quella pubblica, anche da noi sono tanti.
Ma prima di proseguire oltre, leggete un po’ questa lettera, apparsa sulla rubrica “Italians” curata dal giornalista Beppe Severgnini su Corriere.it.

Questo è l’esempio di come, anche e soprattutto nel caso di sanità privata, si possano passare delle brutte esperienze. Ma ci rendiamo conto che lo sfortunato autore della lettera era anche in possesso di un’assicurazione, cosa questa che è raccomandata a tutti coloro che si recano negli Stati Uniti come se fosse il toccasana, la bacchetta magica (privata) panacea d’ogni malanno! E i tempi d’attesa e la burocrazia!
E continuiamo a parlar male della nostra Italia!
Lasciando il caso specifico in questione, mettiamoci ora nei panni di un “povero statunitense”! Si, anche lì ci sono i poveri e non sono pochi! Il povero può anche morire perché non ha l’assicurazione giacché non lavora (per questo è povero) e, soprattutto, non produce.
Veniamo alla nostra Sanità (si, va bene la esse maiuscola)! Anche da noi si fa sul serio, ma poi ci si mette di mezzo la politica ed allora …. Il caso di cardiochirurgia di Mestre, molto attuale, vi dice niente? Ora anche l’assessore regionale, un leghista, quello che vuole chiudere cardiochirurgia di Mestre per lasciare spazio a Treviso, è indagato in uno dei tanti scandali che, ripetutamente, colpiscono i nostri politici ed i nostri imprenditori (dobbiamo chiamarli ancora così?); e dopo qualcuno afferma che la colpa è della magistratura politicizzata e tutta tendente a sinistra! E c’è anche qualcuno che crede a quel “qualcuno”!
Ma continuiamo a parlare di “buona sanità” di casa nostra. Qualche settimana fa sono stati presentati i risultati di una ricerca epidemiologica, la prima in Italia, effettuata sul territorio dell’Ulss 12 Veneziana, ricerca alla quale mi onoro di aver partecipato in fase iniziale, anche se nella stessa non è mai menzionato neppure il Servizio Informatica del quale facevo parte prima del mio pensionamento; chi ha fornito la maggior parte dei dati necessari alla ricerca? Chi ha preparato i “data base” secondo i "desiderata" dei ricercatori? Chi ha spiegato loro il contenuto ed il significato dei campi? E con questo chiudo il mio piccolo sfogo, dopo essermi tolto un sassolino dalla scarpa, e continuo esaminando il risultato principale che nessuno prevedeva: quasi tutte le patologie sono presenti maggiormente nella Venezia insulare che non a Mestre e nella terraferma dove un pesante traffico automobilistico e un’industria chimica di Marghera altamente inquinante facevano prevedere.
Ed ora tutti si chiedono il perché di questa stranezza. Perché un determinato sestiere di Venezia, Castello, e due isole, Pellestrina e Giudecca, si trovano primi in questa graduatoria? Qualcuno potrà pensare che in queste zone vi può essere popolazione più anziana; ma non è così perché, come viene spiegato dai ricercatori, è stato tenuto conto di tutti i parametri per “equalizzare” la popolazione. Ed allora? Per chi non è pratico di Venezia spiego che Pellestrina è un’isola tra mare e laguna, lontana da ogni inquinamento; anche la Giudecca è un’isola, un po’ più vicina a Marghera, ma normalmente il vento predominante, lo scirocco, soffia dalla Giudecca verso Marghera; anche Castello si trova dalla parte opposta, più vicino al mare.
Qualcuno ha ventilato un maggior abuso di “ombre” a Venezia che non in terraferma. Le “ombre”, e lo spiego per i non veneziani, sono i bicchieri di vino. Non mi sembra che questo sia molto convincente anche perché l’abuso d’alcool agisce di più solo su alcune patologie e non su tutte. E poi chi può affermare che a Mestre si beve di meno?
Qualcun altro ha cercato di spiegare con la vicinanza dell’acqua e con una maggiore umidità. Anche questa mi sembra una teoria poco dimostrabile; infatti, la stessa umidità si trova sia a Venezia sia in terraferma e se c’è qualche differenza questa è minima. E poi anche l’umidità e magari le case malsane influiscono solo su alcune patologie.
C’è stato invece chi, un medico di base della zona di Castello, ha ipotizzato che la causa prima di tutto sia la povertà! Anche questo tutto da dimostrare. Non dovrebbe essere difficile verificare lo stato economico della popolazione per zona di residenza: basta incrociare l’anagrafe sanitaria con quella tributaria. Chissà se i ricercatori del Servizio d’Igiene Pubblica ci hanno pensato! Ma, a spanne, l’osservazione del medico di base non dovrebbe essere tanto strampalata; per carità, le ricerche non si fanno a spanne! Ma io non sono un ricercatore, sono solo un informatico “in quiescenza” e, soprattutto uno che ha sempre vissuto a Venezia. In effetti, il sestiere di Castello e le due isole sono sempre state zone cosiddette “popolari” dove il censo non è stato mai troppo elevato. Il medico in questione afferma, e non vedo perché non credergli, che c’è anche chi, dovendo essere sottoposto ad accertamenti e non essendo esente, chiede di fare il minimo necessario per non dover pagare il “ticket”! Se siamo a questi livelli allora si può parlare veramente di povertà. E la povertà comporta, oltre ai soli accertamenti minimi e quindi poco indicativi, residenze malsane, alimentazione scarsa e non delle migliori ed anche stati d’animo particolari e frustrazioni. Tutto questo può portare ad una maggiore incidenza di tutte le patologie? Difficile da dimostrare. Certo che se fosse vero cadrebbe a pennello il proverbio veneziano che dice: “A chi che nasse sfortunà ghe piove sul culo anche a star sentà”.
E qui torniamo ai poveri “made in USA” ai quale si addice il proverbio (se qualcuno lo vuole tradurre). Forse per questi poveracci oltre alla pioggia, in quel posto arriva anche la grandine della sanità privata.
E finché i nostri liberali, libertari e liberisti non la smetteranno di sentenziare sulle economie nella sanità e sul profitto che questa deve portare come qualsiasi altra attività, anche la “buona sanità italiana”, tutta pubblica, farà una brutta fine.
Un dato che non era molto preciso nei records del “data base” era, e penso lo sia ancora, la professione cosa che, invece, ritengo molto importante. Infatti, la tabella delle professioni in uso presso le procedure informatiche dell’Ulss è formata da poco più di un centinaio d’elementi mentre la tabella usata dall’Istat ne contiene oltre ottomila. Quest’ultima è una tabella “seria” perché specifica nei minimi dettagli le professioni. Per esempio c’è differenza tra le diverse tipologie d’operaio, ma anche tra un operaio chimico addetto ad una determinata lavorazione ed un altro, sempre chimico, addetto ad altre lavorazioni. E già qui una certa indicazione sulle patologie possibili si può trovare.
Quando ero in servizio ho tentato di far capire a chi di dovere (sanitari) la necessità di un cambiamento della tabella ma, purtroppo, ho sempre trovato chi, pur dandomi anche ragione, preferiva che l’addetto all’immissione dei dati dell’accettazione non perdesse troppo tempo in quanto, essendo un infermiere, aveva altri compiti da svolgere. Inoltre, in occasione di un ricovero, è chiesta solo la professione del momento, ad esempio pensionato, senza andare indietro nel tempo con la professione, o professioni, precedente. Ma anche questo è un dato recuperabile, almeno in parte ed anche più preciso di quello dell’Ulss, dall’anagrafe comunale. Forse i ricercatori non ci avevano pensato.
Un ultimo consiglio ai ricercatori: perchè non consultano un metereologo, magari esperto di venti locali?

sabato 22 aprile 2006

25 aprile - San Marco



San Marco
di Domenico Varagnolo

San Marco xe un Santo
(caveve el capelo)
che tien el so vanto
più in tera che in cielo…

In Ciesa el se prega,
ma in Piaza el se adora,
in trono o in carega,
su tuto el stà sora.

In mezo ogni campo,
in fondo ogni cale,
se vede el so stampo,
ghe xe le so ale…

El dona a le pute
(che xe pensierose)
el bòcolo, e tute
za sogna le rose…

I veci el consola,
el ride ai putei,
el slarga la tola,
el strenze i fradei.

El dise a la zente:
“El mondo xe bruto,
ma el mondo xe gnente,
San Marco xe tuto!”



Il 25 aprile è la festa di San Marco, patrono di Venezia

venerdì 21 aprile 2006

Non ci sono più i "ricchi" di una volta! - “I RICCHI DISTRUGGONO LA SOCIETÀ”

“No xe più il formaggio pincion de ‘na volta!”. Chi non conosce questo modo di dire prettamente veneziano? Ma tante sono le cose che “non sono più quelle di una volta”. Guarda un po’, anche i “ricchi” non lo sono più; sono diversi anche loro. Ho parlato di “ricchi” e non di “Signori” perché … “Signori si nasce e ricchi si diventa”.
A parte queste amene teorie non vorrei divagare troppo perché, invece, desidero indicarvi un articolo apparso proprio oggi in internet, a firma di Maurizio Blondet, sul giornale “on line” EFFEDIEFFE.COM.
S’intitola “I RICCHI DISTRUGGONO LA SOCIETÀ”.
E’ un po’ lungo, ma vale la pena leggerlo: prende in esame la situazione sia a livello mondiale sia italiano dei nuovi ricchi, quelli che in pochi anni, sono arrivati nei posti più alti delle classifiche senza essere capitani d’industria, ma solo dei “furbetti” (forse è meglio definirli furboni) che ricavano le loro ricchezze da attività come “investimenti in attività immobiliari”, in “moda e spettacolo”, nel software, in speculazioni varie; insomma si tratta, in effetti, solo di furbetti del quartierino su scala planetaria.
Si è creata così una società isolata ed autosufficiente di favolosamente ricchi, che si concedono lussi scandalosi (nell’articolo ne sono citati molti). Alcuni, a giustificazione di questo modo di agire, rispondono che l’11 settembre potevano esserci anche loro nelle Torri Gemelle! Bella risposta!
Ma anche con tutti questi lussi sfrenati resta sempre il fatto che … “una volta di là” anche loro diventeranno … “tera da far bocai”!
Viene esaminata anche la situazione italiana dove, afferma l’articolo, il fenomeno avviene in modi ancora più torbidi e collusivi che in USA!
Chi ci rimette sono i veri imprenditori e, soprattutto, il ceto medio al quale non resta che tentare, unendosi, una ricostruzione dignitosa della società.

martedì 18 aprile 2006

11 settembre - Girano strane teorie!!!

«... mi pare che la vera teoria della cospirazione sia credere che 19 dilettanti terroristi armati di taglierini abbiano dirottato quattro aerei e raggiunto il 75% dei loro obbiettivi. Questo solleva un sacco di domande».

Questo è ciò che pensano alcune persone negli Stati Uniti relativamente all'attentato dell'11 Settembre 2001 alle Torri Gemelle.
In rete ho trovato un articolo del giornalista Maurizio Blondet apparso sul GIORNALE on-line EFFEDIEFFE.

Il giornalista in questione si autodefinisce così: "Il direttore del giornale on-line è Maurizio Blondet, certamente tra i più grandi giornalisti/scrittori italiani, certamente l'unico - tra i grandi - veramente controcorrente e non asservito ai cosiddetti "poteri forti".

Veramente allucinante se fosse vera la teoria secondo la quale chi ha provocato quell’immane tragedia non sarebbe da collegare al mondo islamico!
Comunque negli USA ne parlano, anche se non sono molti.

Per saperne di più: http://www.xander.it/verit%E011settembre.htm

martedì 11 aprile 2006

I giovani dai 18 ai 25 anni hanno determinato la vittoria dell'Unione.

Sono molti, chi prima e chi dopo, coloro che, in queste ultime 24 ore, hanno voluto regalare il proprio pensiero sulle elezioni politiche del 9 e 10 aprile.
Anch’io, modestamente, desidero dare il mio “contributo”!
Inizierei dai dati degli “exit poll” che, come si è visto hanno “dato i numeri”; non sono fra coloro che condannano questo genere d’anticipazioni anche perché, come si sa, la statistica non è una scienza esatta, o meglio non è neppure una scienza ma è solo un metodo. La nuova legge elettorale ha complicato notevolmente gli studi per creare un modello che si avvicinasse alla realtà e poi, “diciamocelo pure”, è chiaro che fra coloro che erano interpellati, chi aveva votato la “Cdl”, subito si “vergognava con se stesso” e non duplicava il voto!
Seguire le varie trasmissioni in TV è stato senz’altro avvincente perché, a parte i commenti dei vari personaggi politici, ad ogni aggiornamento c’era sempre qualcosa di nuovo, c’era spesso la sorpresa di un sorpasso per terminare, poco fa, con il raggiungimento della maggioranza dei seggi, anche al Senato, da parte dell’Unione.
Non è che ora siano solo “rose e fiori”! Le rose avranno molte spine e gli altri fiori si appassiranno presto!
Lo so benissimo che i pochissimi voti di scarto in quest’assemblea non concederanno una vita tranquilla alla nuova maggioranza e, per questo, non giurerei per niente sulla durata della legislatura.
La prima cosa da fare, dopo gli adempimenti istituzionali, è cambiare radicalmente la legge elettorale assumendo i concetti di quella tedesca che prevede il sistema proporzionale con sbarramento. E se non ci pensano i “nostri dipendenti”, cioè coloro che noi abbiamo messo sugli scanni parlamentari, ci deve pensare il popolo con il referendum abrogativo.
Un dato interessante, che nessuno ha finora evidenziato, mi sembra questo: se controlliamo i voti ricevuti dai due schieramenti e presupponendo, cosa logica, che chi ha votato per un raggruppamento al Senato abbia espresso un voto analogo anche alla Camera, si scopre che il guadagno alla Camera da parte del centro-sinistra è dovuto al voto dei giovani, quelli fra i 18 e 25 anni che non hanno votato per il Senato.
Infatti, i 428.179 voti in meno al Senato per il centro-sinistra sono stati recuperati alla Camera ed a questi se n’aggiungono altri 25.224. Sommando i due dati si ottiene che 453.403 giovani hanno permesso la vittoria, anche se di stretta misura, dell’Unione sulla Cdl.
Di questi giovani, studenti e lavoratori precari, il nuovo governo deve tenere conto!

giovedì 6 aprile 2006

Il Ministro dell'Interno Pisanu svela attentati per i quali non sembra conclusa l'indagine!!!

L’articolo seguente, apparso il 6 aprile 2006 su Corriere.it, rivela di un attentato sventato in questi giorni. Io ci trovo qualcosa di strano in tutto l’accaduto!

Gli obiettivi erano la metro milanese e la basilica di San Petronio a Bologna
Pisanu: sventato attentato in Italia
«Vi era un progetto terroristico che avrebbe dovuto essere attuato prima delle elezioni. I servizi hanno consentito di evitarlo»

CAGLIARI - Il problema terrorismo entra nella campagna elettorale. «Ora posso dirlo: vi era un progetto terroristico che avrebbe dovuto essere attuato nel nostro Paese e l'azione di controllo e prevenzione dei nostri apparati ha consentito di sventarlo». Lo ha rivelato il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, a margine di una manifestazione di Forza Italia a Cagliari. Il Ministro ha aggiunto che gli obiettivi erano la Chiesa di San Petronio a Bologna e la Metropolitana milanese.
Il ministro dell'Interno ha spiegato che nel progetto erano coinvolte sette persone, di cui tre sono state espulse, due arrestate, una è sotto controllo mentre un'altra viene ricercata. Il gruppo avrebbe dovuto colpire prima delle elezioni, affermano gli
investigatori. «A Milano gli attentatori avrebbero voluto provocare morti e panico. Mentre a Bologna l'obiettivo era l'affresco contenuto all'interno di San Petronio raffigurante Maometto all'inferno. Una immagine considerata sacrilega dagli islamici».


A margine di una manifestazione di partito (F.I.) il Ministro dell’Interno rivela di un progetto terroristico sventato. Esaminando il resto dell’articolo si scopre che c’è ancora una persona sotto controllo ed un’altra ricercata. Evidentemente l’operazione non è ancora conclusa ed allora come si permette un ministro di rivelare un’operazione di polizia e/o dei servizi segreti non ancora portata a termine?
La propaganda elettorale non può arrivare a questo!
Se tutto ciò fosse vero, ma ci può essere qualche dubbio, gli organi di polizia e/o di “intelligence” avrebbero fatto il loro dovere e ciò indipendentemente da chi è ministro!
E veniamo ai dubbi.
Innanzitutto è troppo semplice trovare come obiettivo la Chiesa di San Petronio di Bologna: si sa benissimo dell’affresco che raffigura Maometto all’inferno e delle proteste di qualche islamico risalenti, però, ancora a parecchio tempo fa.
Ma siamo seri! Coma si fa a dire che erano coinvolte sette persone di cui tre sono state espulse! Ma era un attentato serio o solo una burla? Perché queste tre persone, allora, sono state espulse e non trattenute? Se erano coinvolte in qualcosa di serio dovevano finire arrestate e non espulse.
Insomma mi sa molto di propaganda elettorale, di semplice e “bassa” campagna elettorale.