venerdì 21 dicembre 2007

AUGURI

Buon Natale e Felice 2008!

Il mio augurio a tutti i lettori di questo blog è accompagnato da un’immagine “importante” e da un canto adeguato all’immagine. ... clicca qui

A rivederci, risentirci e rileggerci al prossimo anno!

mercoledì 19 dicembre 2007

Concerto di Natale 22 dicembre 2007 - (2)

A completamento del post precedente del 17 u.s., eccovi i programmi dei due cori.

“Cliccando” sui titoli in evidenza, fra i canti del “Marmolada”, si accede ad una "presentazione" degli stessi.

Programma del Coro Marmolada

Les plaisirs sont doux --- arm. Gianni Malatesta
Ci jè belle ‘u primm’ammore --- arm. Flaminio Gervasi
Canto dei battipali --- arm. Giorgio Vacchi
Puer natus --- arm. Gianni Malatesta
Adeste fideles --- arm. Renato Dionisi
Lieti pastori --- arm. Gianni Malatesta
O Santa Notte --- di A.Adam – arm. Gianni Malatesta
Vamos Construir --- arm. Michele Paguri


Programma del Coro Plinius

Mani di luna --- di Marco Maiero
Ave Maria --- di Marco Maiero
White Christmas --- canto tradizionale
Pastori --- di Bepi de Marzi
L'acqua xe morta --- di Bepi de Marzi
Scapa oseleto --- di Bepi de Marzi
La capinera --- di Bepi de Marzi
La pavana --- di Bepi de Marzi
Benia Calastoria --- di Bepi de Marzi

martedì 18 dicembre 2007

E la strage continua!

Anche oggi 5 morti sul lavoro!
Quando finirà questa strage?


Leggi articolo su Corriere.it e su Repubblica.it


Aggiornamento del 19.12.2007

E' tutta colpa degli appalti? Leggi quello che ne pensa il sindaco di Venezia Massimo Cacciari.

lunedì 17 dicembre 2007

22 dicembre - Concerto di Natale per il "Progetto meniños - frei Giorgio"




Sabato 22 dicembre p.v., alle ore 20,45, presso la Sala Capitolare della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, saranno in concerto il Coro Femminile Plinius di Adria, diretto da Antonella Pavan ed il Coro Marmolada di Venezia, diretto da Lucio Finco.
L’evento è organizzato da un gruppo di associazioni veneziane che sostengono il “Progetto meniños - Frei Giorgio”, un impegno per far conoscere e combattere la povertà, l’ingiustizia e l’emarginazione delle “favelas” brasiliane, in particolare nei confronti dei bambini e dei ragazzi accolti nelle strutture dal C.E.P.E, il centro fondato a San Paolo del Brasile dal domenicano veneziano “frei” Giorgio Callegari.
Il Coro Marmolada è “testimonial” del “Progetto meniños – Frei Giorgio” e le Associazioni veneziane che sostengono questo impegno sono l’“Associazione Arco Acuto” e l’”Associazione Amici della Colonia Venezia di Peruibe”
L’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Venezia aderiscono all’evento.
Fra i canti in repertorio, il Coro Marmolada proporrà anche “Vamos Construir”, il canto dei bambini della Colonia Venezia di Peruibe che, nella tournée brasiliana dell’anno scorso, il coro ha eseguito assieme a loro e per loro.
Al concerto sarà presente frei Mariano Foralosso, domenicano originario di Scaltenigo, continuatore dell’opera di frei Giorgio Callegari.
L’ingresso è libero.

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Ma il post continua con la presentazione del canto simbolo di questa iniziativa, "Vamos Construir".


Durante uno dei primi incontri, a casa dei signori Annamaria e Giovanni Gabrieli (lei è presidente dell’Associazione Amici della Colonia Venezia di Peruibe), organizzati allo scopo di concordare l’attività del coro al fine di organizzare alcuni concerti nei quali raccogliere fondi per il finanziamento dell’opera iniziata da Padre Giorgio Callegari, ci fu presentata una video-cassetta, registrata con Padre Giorgio a San Paolo ed a Peruibe.
Vi si vedeva come operava l’organizzazione che, anche con enormi difficoltà, era riuscita, e riusciva quotidianamente, ad intervenire nell’istruzione dei bambini e dei giovani e ad assicurare il vitto giornaliero a numerose famiglie povere delle “favelas”.
C’erano sempre molti bambini che attorniavano Padre Giorgio e che, nonostante tutto, sorridevano.
Ad un certo punto della registrazione si sentiva un bambino che, accompagnato da una chitarra, iniziava un canto; al primo ritornello si univa un’altra voce. Il canto era molto dolce e melodico. Nel proseguire delle strofe si univano altre voci, sempre di bambini, finché alla fine era veramente un coro che cantava: “Vamos Construir Uma Ponte Em Nos / Vamos Construir, Pra Ligar Seu Coraçao Ao Meu / Com O Amor Que Existe Em Nos!”
Restai subito affascinato da questo canto e, quando, terminata la riunione, uscii, ne ebbi conferma dall’amico Rolando perché anche lui aveva vissuto le stesse mie emozioni.
Tutti e due pensammo subito che sarebbe stato bello che anche il Coro Marmolada potesse cantare “Vamos Construir”.
Esistevano, però, delle difficoltà tecniche. I nostri ospiti di quella sera non erano in possesso dello spartito e, neppure interpellando la Colonia Venezia di Peruibe, furono in grado di procurarcelo. Esistevano solo il testo con gli accordi per l’accompagnamento della chitarra e la colonna sonora della video-cassetta.
Colonna sonora, testo ed accordi furono affidati ad una musicista, la M.a Stefania Caggiula, che, con perizia, ricostruì la linea melodica su spartito. Eravamo a buon punto! Era necessaria, ovviamente, un’armonizzazione che si adattasse alle nostre voci.
Fornimmo la linea melodica ad alcuni musicisti perché procedessero all’armonizzazione, precisando che il coro n’avrebbe scelta una: ci sono pervenute solo due armonizzazioni, una della stessa M.a Caggiula ed un’altra del M.o Michele Peguri, e la scelta del coro cadde su quest’ultima.
Ovviamente, dovendo eseguire il canto pubblicamente, il coro è tenuto ad indicare gli autori. Un’altra ricerca! Per fortuna c’è venuto in soccorso José de Rezende Ribeiro, presidente del Centro Ecumênico de Publicações e Estudos “Frei Tito” di Alencar Lima (CEPE), un’Ong fondata da frei Giorgio Callegari, che ci ha fornito queste informazioni: il canto “Vamos Construir” è la versione brasiliana di "Love can build a bridge" (L'amore può costruire un ponte) di John Barlow, Paul Overstreet e Naomi Judd, canzone creata, sembra, per conto dell’UNICEF. Nel 1992 fu eseguita e registrata la versione brasiliana intitolata “Vamos Construir” ed il relativo testo è opera di due ragazzi del Centro della Gioventù, Fejo e Dena.
Il canto è ora diventato quasi un inno della Colonia Venezia di Peruibe e noi del “Marmolada” siamo stati felici di averlo potuto cantare con loro, nell’incontro che ebbimo a Peruibe il 28 e 29 novembre del 2006, e per loro durante i nostri concerti, soprattutto in quelli dedicati al “Progetto Meniños – frei Giorgio” del quale il Coro Marmolada è “testimonial”.

Ecco il testo di “Vamos Construir” in portoghese

Sei Que Ainda Sou Criança
Tenho Muito Que Aprender
Mas Quero Ser Criança
Quando Eu Crescer
Nosso Mundo É Um Brinquedo
Com Pecinhas Para Unir
Ele Sera Todo Seu,
Se Voce Pensar Assim.

Vamos Construir
Uma Ponte Em Nos
Vamos Construir,
Pra Ligar Seu Coraçao Ao Meu
Com,O Amor Que Existe Em Nos!

E Voce Que É Gente Grande
Também Pode Aprender
Que Amar É Importante
Pro Meu Mundo E Para O Seu
Mas Eu Tenho A Esperança
De Voce Ser Meu Amigo
De Voltar A Ser Criança,
Pra Poder Brincar Comigo

Vamos Construir
Uma Ponte Em Nos
Vamos Construir,
Pra Ligar Seu Coraçao Ao Meu
Com,O Amor Que Existe Em Nos!

Tudo O Que Se Sonha
Com Amor Se Pode Conseguir
Por Que Tudo È Assim, É Assim
E A Gente Vive Muito Mais Feliz!

E la traduzione in italiano.

So che finché sono ancora bambino / Ho molto da imparare / Ma voglio restare bambino quando crescerò. / Il nostro mondo è un giocattolo. / Con piccole cose per unire. / Sarà tutto tuo, se tu penserai così
Andiamo a costruire un ponte tra noi. / Andiamo a costruire, per legare il tuo cuore al mio, / Con l'amore che esiste in noi!
E tu che sei persona adulta / Puoi anche imparare / Che amare è importante per il mio mondo e per il tuo. / Ma io ho la speranza / In te che sei mio amico / Che torni a esser bambino, per poter giocare con me.
Andiamo a costruire …
Tutto quello che si sogna / Con l'amore si può ottenere. / Perché tutto è così, è così / E la gente vive molto più felice.
Andiamo a costruire …


Cliccate qui per ascoltare "Vamos Construir" cantato dai bambini della Colonia Venezia di Peruibe (SP) Brasile

sabato 15 dicembre 2007

Era ora! Basta con troppe dimissioni volontarie dal lavoro.

Si sapeva, ma era difficile, se non impossibile, dimostrarlo.
Parlo di “dimissioni volontarie” di lavoratori, ma soprattutto di lavoratrici.
Era un’usanza che molti “imprenditori” usavano mettere in atto al momento dell’assunzione e, cioè, facevano firmare un foglio in bianco che, all’occorrenza e per le esigenze dell’azienda, diventava una domanda di dimissioni volontarie.
Si sapeva anche che questo metodo veniva usato soprattutto nei confronti delle donne che, una volta in maternità … “davano le dimissioni”.
Ripeto: si sapeva ma era difficile dimostrarlo.
Oggi, o per lo meno fra un po’ di tempo, giusto quello necessario per l’entrata in vigore della LEGGE 17 Ottobre 2007 , n. 188 dal titolo “Disposizioni in materia di modalita' per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonche' del prestatore d'opera e della prestatrice d'opera.”, sarà più difficile questo malcostume che certi datori di lavoro usavano con molta facilità. Clicca qui per il testo della legge.
In effetti si tratta di una norma di una estrema banalità che, non si capisce perché non sia stata trovata prima. Con la nuova legge quel modulo costruito con una firma in bianco, estorta al lavoratore, non avrà più alcun valore in quanto i moduli dovranno essere di un ben determinato tipo e resi disponibili gratuitamente presso gli uffici pubblici stabiliti dalla legge stessa e, inoltre, avranno una numerazione progressiva e la loro validità sarà di soli quindici giorni.
Era ora!
“Poveri imprenditori”, grideranno i soliti “garantisti”.
Un’altra pastoia burocratica che graverà come un balzello su coloro che sono artefici dell’economia italiana. Ed avanti con le solite "manfrine".
Peccato che questi “artefici” considerino zero il lavoratore, l’Uomo e la sua dignità. L’unico dio è il profitto, ovviamente a spese di qualcun altro.

venerdì 14 dicembre 2007

Questa mi è piaciuta!

Veramente una bella notizia o, ancor meglio, … un bell’esempio!
Per i troppi insulti e parolacce dagli spalti, i “pulcini” di un’Unione Sportiva faranno a meno di giocare. (Clicca qui per leggere la notizia)

Che bello sarebbe se anche i giocatori (strapagati) delle squadre dei campionati superiori li imitassero. Vana speranza.

lunedì 10 dicembre 2007

La “pietra” rapita



Quella che vedete qui sopra è la riva privata del condominio dove risiedo.
Come noterete senz’altro, manca qualcosa e cioè una delle due “colonne” in pietra d’Istria e la “palla” dello stesso materiale.





In questa fotografia si vede il danno da un’altra visuale.

Oltre ai delinquenti di cui al post sottostante, nella mia città ci sono anche coloro che trafugano pietre lavorate che stavano lì da qualche secolo! Nel caso specifico il palazzo è del ‘600 ed il progetto era di Baldassare Longhena.
Al primo momento si è pensato ad un danno causato da qualche “barcaro” dalla guida spericolata e si sperava di trovare il materiale in acqua, ma così non è. Si tratta, invece, di furto, ovviamente su commissione, perpetrato nella notte fra il 6 ed il 7 dicembre e la nostra paura è che possa sparire anche l’altra “colonna”, in quanto chi ha ordinato il furto con un solo pezzo non se ne fa alcunché. Invece quando avrà tutti due i pezzi potrà inserirli come “ingresso” per un giardino, non a Venezia, ma fuori, forse all’estero.





Particolare

Chi dovesse vederle da qualche parte ... mi avverta! GRAZIE!

domenica 9 dicembre 2007

Delinquenti in laguna

La laguna di Venezia, oltre ad essere agitata, a seguito del moto ondoso prodotto da natanti di vario tipo (vedi post precedente), è percorsa anche da natanti condotti da delinquenti! E non si possono chiamare altrimenti i “pescatori” (tra virgolette per rispetto dei veri pescatori) che dragano i fondali lagunari, di nascosto e di notte, con macchinari turbo-soffianti per razziare le vongole che, sul mercato, vengono vendute anche a 10 € al chilo. Queste “pompe”, oltre a rovinare i fondali in quanto aspirano tutto, flora e fauna varie, molto spesso si trovano in acque altamente inquinate, nei pressi degli stabilimenti di Porto Marghera, dove si trova di tutto, dai metalli pesanti alle diossine e ad altri elementi che, come minimo, sono cancerogeni.
Le vongole hanno la capacità di filtrare parecchi litri di acqua e trattenere tutte le “impurità”.
I pericoli, per chi mangia questi molluschi, sono ovviamente immaginabili! Eppure c’è chi se ne strafrega e, solo per facili e colossali guadagni, rastrella quantità enormi di vongole e trova altri delinquenti che, falsificando i documenti sanitari, smerciano il prodotto in tutta Italia, anche presso le industrie conserviere.
Le forze dell’ordine cercano di contrastare questi fenomeni delinquenziali, ma, finora, con grande difficoltà; devono pattugliare, di notte, vaste zone lagunari e intervenire rischiando spesso lo speronamento da parte di questi “pirati” che possiedono barche molto più potenti (motori anche di 250 CV) e che, quindi, riescono spesso a fuggire.
Ora, però, sembra che, con le nuove tecnologie (infrarossi, radar e satelliti artificiali posizionati a 200 Km di altezza), qualcosa possa migliorare (Clicca qui per leggere la notizia)
Speriamo, quindi, sia giunta l’ora di porre fine a questi atti delinquenziali nocivi all’ambiente ed alla salute dei cittadini.

sabato 8 dicembre 2007

Schiavitù

Con i continui litigi che caratterizzano le varie, e troppe, forze rappresentate nel governo nazionale si arriverà alla caduta del governo stesso.
Purtroppo si andrà a votare con la legge elettorale vigente, anche perché su questo tema le stesse forze non sono d’accordo, e, come presumibile, vincerà, sempre purtroppo, l’attuale opposizione.
In questo caso vedrei già un Ministero occupato ed è quello delle “Pari opportunità” al quale dovrebbe andare la senatrice di Forza Italia, Elisabetta Alberti Casellati.
Chi meglio di lei?
Tutto questo perché con una sua proposta di legge, che presenterà proprio in questi giorni al Senato, si propone di dare l’“opportunità” alle prostitute di poter vendere il loro corpo non più in strada, ma in luoghi riparati! Ma c’è di più! Vuole creare un registro con i dati di chi esercita la prostituzione, con trasmissione di questi anche all'azienda sanitaria locale e all'amministrazione tributaria; quasi un “Albo Professionale” come se si trattasse di “lavoro autonomo” e, proprio per questo, suscettibile di oneri previdenziali ed erariali. Insomma, anche le “schiave del sesso” pagheranno le tasse!
C’è chi si rivolterà nella tomba, ad iniziare dalla senatrice Lina Merlin, colei che, con la sua legge, pose fine alle case di tolleranza gestite dallo stato, finendo con Don Benzi che considerava queste donne come schiave e, quindi, costrette con la violenza a prostituirsi. E non si venga a dire che non è vero e che la loro è una “libera scelta”!
Ma quello che mi meraviglia è che questa proposta di legge venga da una donna!
Clicca qui per leggere la notizia.

venerdì 7 dicembre 2007

“Buone notizie”

Girando per la rete ho trovato, per caso, un sito di un giornale “on line”.
A questo punto qualcuno dirà che non c’è nulla di strano. E vero, ce ne sono tanti, ma questo è “particolare” perché si chiama “Buone Notizie.it”!
Non vi troverete “morti ammazzati” e omicidi vari che gli altri “media” ci sciorinano abbondantemente, anche perché, probabilmente, il lettore vuole, invece, proprio quello; come prova, proprio oggi, su “Corriere.it” la classifica degli articoli più letti vede al primo posto “Rudy: «Se fossi stato uomo Meredith sarebbe viva»”.
Non ho parole!
Ogni tanto leggere qualche “buona notizia” ti fa sperare in un mondo migliore e, perché no?, ti fa anche sorridere.

Eccovi il link: http://www.buonenotizie.it/asp/

martedì 4 dicembre 2007

A Raveo, "Sapori di Carnia"

Chi volesse assaggiare le specialità culinarie della Carnia potrà recarsi, domenica 9 dicembre, nel paese di Raveo, del quale ho già trattato in questo blog e del quale esiste una sezione sul mio sito, dove si svolgerà la manifestazione “Sapori di Carnia”.
Per le strade del piccolo paese e nei cortili delle case antiche troverete il meglio di quello che la cucina “povera” e familiare può offrire.
Il paese può essere raggiunto lasciando l’autostrada Udine-Tarvisio all’uscita di “Carnia”. Da qui si prosegue per Villa Santina e, percorrendo la strada statale che va verso Sappada, subito dopo l’abitato di Villa Santina, sulla sinistra si attraversa il ponte sul torrente Degano (vi sono le indicazioni); dopo circa due chilometri vi troverete a Raveo. Comunque in internet troverete tutte le mappe che volete.
Buon appetito e buon divertimento.

Per ulteriori notizie, cliccare su:

http://www.piovesan.net/xxx/20071204Gazzettino.htm

http://www.cjargne.it/antichisapori.htm

http://www.parks.it/eventi/dettaglio.php?id=14371

Il gip Forleo forse verrà trasferita ... per incompatibilità ambientale! Un dubbio mi assale ...

... forse aveva toccato qualche "nervo" scoperto!

Leggi la notizia

venerdì 30 novembre 2007

Venezia, i suoi canali, la sua laguna e le conseguenze del traffico acqueo.

Concludo il mese di novembre con questo post dedicato a due notizie, apparse oggi sul quotidiano locale, Il Gazzettino di Venezia, relative alla mia città.
Sono due notizie ben distinte, che, però, si integrano benissimo.

La prima è una bella notizia, almeno per me e per tutti coloro che vedono nel moto ondoso una delle cause principali del degrado fisico cittadino.
“I ne vede proprio tuto, anca de note” (traduzione per i non veneziani: “Vedono proprio tutto di noi, anche di notte”). Questo è il commento di motoscafisti, tassisti e gondolieri, intervenuti alla presentazione, presso il comando dei vigili urbani, del sistema di rilevazione e di controllo del Canal Grande, che permette di vedere e d’individuare, in diretta, tutte le infrazioni al traffico acqueo, arrivando, con lo zoom, a leggere la targa. Ovviamente per i gondolieri non c’entra la velocità che provoca moto ondoso, ma, ad esempio, il "navigare in formazione allargata” anche di cinque gondole, cosa che intralcia il traffico.
Un piccolo passo, perché Venezia non è solo il Canal Grande, comunque un buon inizio.
Il bello è che poi andrà anche in internet!
Per arrivare alla multa sarà necessario che i vigili accertino sul luogo l’infrazione, però, già così potranno arrivare a colpo sicuro. Comunque un buon deterrente! (Clicca qui per leggere la notizia)

Anche la seconda notizia riguarda le acque della laguna e dei canali percorsi dalle navi, dalle grandi navi da crociera.
Queste provocano non solo moto ondoso, ma anche, con le emissioni del fumo prodotto da combustibili non raffinati, grandi danni alle costruzioni, soprattutto quelle in pietra, ed ai monumenti, per inquinamento dovuto a zolfo e nitrati. (clicca qui per maggiori delucidazioni sull’argomento)
La notizia è data dalle dichiarazioni del sottosegretario di Stato ai Beni culturali intervenuto all'apertura dell'undicesimo “Salone dei Beni e delle Attività Culturali”: «Queste mostruose navi da crociera che entrano a Venezia offendono la città e vanno fermate». È una dichiarazione che, senz’altro, susciterà reazioni da parte dei rappresentanti del Porto di Venezia, delle compagnie di navigazione e delle agenzie turistiche, che, in altre occasioni hanno affermato che l’entrata in Venezia ed il passaggio nel Bacino di San Marco è quanto desiderano i croceristi ed è, quindi, un di più nel valore economico della crociera!
Insomma, per i soldi bisogna accettare tutto!
«Venezia - ha detto ancora il sottosegretario - non è stata fatta per essere vista dall'alto dei ponti delle navi da crociera, ma per camminarvi dentro e immaginare come è vista dall'alto; lo immaginino come facciamo tutti noi».Questa dichiarazione, per me giustissima, mi ha fatto molto piacere.
(Clicca qui per leggere la notizia)
La lotta fra coloro che vogliono eliminare questo traffico dalla laguna e quelli che, invece, vogliono pure incrementarlo, anche con navi sempre più grandi, sarà dura!

Intanto guardatevi queste immagini, che vi avevo già proposto oltre un anno fa, relative al passaggio di una grande nave nel bacino di San Marco (è una presentazione in PowerPoint -.pps).

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AGGIORNAMENTO del 1° dicembre 2007

Ovviamente, in risposta alle dichiarazioni, senza citarle, del sottosegretario di Stato ai Beni culturali riportate sopra, sulla stampa odierna sono apparse interviste e dichiarazioni di coloro che, invece, vogliono continuare a mantenere il traffico delle grandi navi da crociera in laguna.
Clicca qui per leggere quanto apparso oggi su Il Gazzettino

giovedì 29 novembre 2007

“Telepredicatori”

L’altro giorno, per il post dal titolo “… la situazione internazionale non è buona …”, ho preso l’occasione da un verso di una canzone, che avevo sentito nella trasmissione di Adriano Celentano, per trattare di un argomento serio, e non avevo preso in considerazione alcuna la trasmissione.
Veniamo, quindi, a questo “evento”, come alcuni lo hanno considerato, che era “atteso” dal pubblico televisivo. Altre trasmissioni ne hanno parlato bene, ma io, invece, questa volta sono proprio un “Bastian contrario”. A me non è piaciuta!
Innanzitutto ha cantato poco, cosa che invece è l’unica che sa fare, ed anche bene; per il resto una serie di banalità, di luoghi comuni, di “stupidaggini”, di “sentenze” e di quant’altro che con la canzone non hanno nulla a che fare.
Il critico Aldo Grasso non è stato tenero con lui (clicca qui) e lo invita ad abbandonare il ruolo del “guru” o del predicatore, cosa che mi trova completamente d’accordo.
Aggiungo che non vedo la ragione perché a settant’anni debbano andare in pensione professori universitari, medici ed altri, ed invece un uomo di spettacolo debba continuare a propinarci cose delle quali non è, comunque, all’altezza.

mercoledì 28 novembre 2007

“Dimmi come scrivi …”

Vi propongo la lettura dell’editoriale di Andrea Maselli apparso sul n.201 del 28.11.2007 di Computer Idea, dal titolo : “Dimmi come scrivi …”.
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Nel mondo del giornalismo esiste una categoria di notizie che viene definita "university buzz" ossia "chiacchiericcio universitario". Si tratta delle "clamorose" scoperte, delle ricerche e dei sondaggi che provengono dai più disparati istituti universitari disseminati per il mondo e che, al di là della loro attendibilità, hanno lo scopo specifico di scatenare dibattiti e discussioni su tematiche controverse, ottenere copertura mediatica e fornire agli stessi media materiale con cui compilare i propri traballanti palinsesti. C'è chi scopre che il fumo delle sigarette fa ricrescere i capelli, chi ha trovato la prova definitiva che i ee1lulari provocano tumori, chi è giunto che alla conclusione che l'orgasmo femminile è legato alle fasi lunari, e via di questo passo... Tanto per dare un'idea, proprio ora, mentre scrivo, leggo su Corriere.it che studiosi delle Università di Pittsburgb e Santa Barbara sono giunti alla conclusione che - lo giuro - le donne con vita stretta e fianchi larghi sarebbero più intelligenti delle altre.
Tra queste straordinarie news ne voglio segnalare una proveniente dall'Università Vanderbilt di NashvilIe nel Tennessee, rimo balzata direttamente sul prestigioso settimanale Newsweek e poi sulla nostra La Repubblica. Il professor Steve Graham avrebbe dimostrato che scrivere "a penna" aiuta gli studenti più giovani a sviluppare le proprie facoltà mentali. A supporto della propria teoria Graham porta le dichiarazioni di un pool di insegnanti delle scuole elementari, convinti che i loro studenti dotati di una grafia più fluida e curata siano anche quelli che ottengono i voti più alti e producono contenuti quantitativamente migliori.
Ora, come dimostrazione non è delle più solide, ma, sebbene il fatto sia oggetto di un vivace dibattito, è certamente plausibile che il bambino che riesce a convertire il proprio pensiero in grafia con maggior facilità possa esprimersi più pienamente per iscritto. Riportando questa notizia (che non è però propriamente una novità o una scoperta rivoluzionaria) il quotidiano la Repubblica non ha.resistito alla tentazione di scatenare la "guerra di religione", sottotitolando il pezzo come "Bimbi più bravi senza mouse". Insomma, i bambini che scrivono a penna diventano più bravi, quelli che usano il computer rimbecilliscono. Si scatena così un'infilata di terrificanti luoghi comuni, in cui il diffondersi della videoscrittura costituirebbe "uno dei segnali della perdita di corporeità dei nostri regazzi". Mentre l'affermarsi dell'uso dei computer nelle scuole comporterebbe "vita sedentaria [perché, invece, notoriamente, quando si scrive a penna si corre a perdifiato], isolamento [e i brufoli no?], perdita della manualità [sulla tastiera infatti si batte con la forza deI pensiero) e udite udite - riduzione della capacità di introspezione e riflessione [no comment]". Sono, ahimè, parole di Franco Frabboni, docente di Scienze della formazione all'Università di Bologna, che partecipa in qualità di intervistato al fuorviante articolo de La Repubblica. Dico "ahimè" perché è triste sentir dire proprio da un noto e stimato specialista della didattica che "un testo scritto a mano contiene una riflessione" mentre "un testo scritto al computer o al telefonino il più delle volte assolve alla funzione di trasmettere un messaggio". Si tratta di un'impostazione pedagogica "nostalgica" purtroppo ancora molto diffusa. Qualcosa che assomiglia al recupero dei "bei tempi andati", del "si stava meglio quando si stava peggio", a un'idea romanzata e stereotipata della scrittura, quella secondo cui i sentimenti e i pensieri più profondi si prestano alla calda stilografica di radica, ma non al freddo computer di plastica. Identificare la scrittura elettronica con gli SMS e le e-mai!, fingendo di dimenticarsi di una tesi di laurea, di un articolo, di un tema, di un diario, di un blog redatto al computer, dimostra la pretestuosità di una presa di posizione che vuole presentare il computer come un'entità aliena, innaturale, vagamente dannosa, al massimo tollerabile se presa a piccole dosi e miscelata con pratiche antiche e salutari. Frabboni, non contento, aggiunge che "la tastiera {...} inconsapevolmente trascina la nostra scrittura verso una forma più sciolta e banale di espressione". Ma perché? Ma in base a che casa? Questo genere di messaggi non è semplicemente sbagliato, è proprio dannoso. Perché nonostante si tratti di una polemica imbastita sul nulla, rischia comunque di spaventare genitori e insegnanti, già spesso restii - vuoi per ignoranza, vuoi per senso di inadeguatezza - a far avvicinare i propri figli o studenti al computer.
In realtà, senza disturbare i professori universitari (italiani o di NashvilIe), basta l'esperienza comune diretta per accorgersi, un modo incontrovertibile, di come proprio la scrittura elettronica enfatizzi a dismisura le possibilità creative di chi scrive, bambino o adulto che sia. permettendo, peraltro, anche a chi, per drammatiche cause di forza maggiore, non può avere proprio nessuna grafia, di materializzare comunque il proprio pensiero. Spesso eccelso.
Il digitale rompe la rigidità del testo, vince l'immutabilità degli inchiostri, fa sparire i limiti del foglio e permette di pensare e ripensare ciò che si sta scrivendo, in tempo reale: ora scrivo, ora cancello, ora riscrivo. ora mi lascio uno spazio, ora tolgo, ora aggiungo... Perché allora queste pretestuose ipocrisie ogni qualvolta si parla di scuola e di bambni? Di casa si ha paura?

Andrea Maselli
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Evidentemente, anche nel mondo accademico, e questo è proprio il guaio, esistono personaggi troppo pieni di sé che, in base a ricerche, molto spesso strampalate, espongono teorie assurde passandole come “VERITÀ” assoluta.

lunedì 26 novembre 2007

“…la situazione internazionale non è buona … “

“… la situazione internazionale non è buona …. Questo un verso della canzone che Adriano Celentano ha cantato, questa sera, pochi minuti fa.
Durante l’esecuzione, proprio in questo momento, venivano visualizzati dei “flash” delle proteste dei monaci nella ex Birmania e le conseguenti repressioni.
È proprio vero, anche in relazione a quanto succede in quella terra, e che ho già trattato in due post precedenti (vedi qui ed anche qui ), la situazione lì non è per niente buona.
Ma se ci guardiamo attorno, in molte altre parti del pianeta, anche lì … la situazione non è buona.
Non volendo dimenticare qualche luogo, anche perché sarebbero troppi, appositamente ne citerò solo due, con fatti proprio di questi giorni, dove la situazione direi che è quasi analoga.
Che ne dite di quello che sta succedendo in Russia, dove Putin, l’”amico di S.B.”, fa arrestare i suoi oppositori? (Clicca qui).
Ma anche in Tibet, invaso ed incorporato dai cinesi nel 1950, i tibetani rimasti non possono più neppure esprimere le proprie idee di libertà. È proprio di questi giorni la notizia di un pastore di quel paese condannato ad otto anni di carcere per aver gridato “Lunga vita al Dalai Lama” (clicca qui per la notizia) (per altre notizie sul Tibet, clicca qui).
È vero, … la situazione internazionale non è buona!

Discussioni sulla “sanità veneziana”

L’ennesimo incontro sul tema “sanità”, svoltosi a Venezia la scorsa settimana, ha rispolverato le critiche che, da ogni parte, piovono sul riconfermato direttore generale della Ulss 12 Veneziana, dott. Antonio Padoan.
Detto incontro era organizzato dalla Confartigianato veneziana, anche in vista dei prossimi cambiamenti che dovrebbero avvenire a breve e che, comunque, pongono diversi interrogativi.
Da questo incontro, come da altri precedenti, il direttore dell’Ulss si dimostra più come “manager” di un’impresa con scopo di lucro invece di amministratore di un’azienda pubblica il cui scopo è fornire servizi sanitari adeguati a tutti i cittadini e, soprattutto, a quelli più deboli. O no?
Clicca qui per leggere quanto riportato dalla stampa locale (Il Gazzettino) in questi giorni.
Il fatto di essere riuscito a costruire il nuovo ospedale di Mestre (clicca qui per vedere il progetto) con il sistema del “project financing”, dopo che la terraferma veneziana lo aspettava da circa cinquant’anni, lo rende all’occhio dei privati e della giunta regionale di destra, quasi un “salvatore della patria”.
Non dimenticherei, però, che questa nuova costruzione (forse un po’ faraonica), che inizierà ad essere operativa nei primi mesi del 2008, porterà il privato dentro la sanità pubblica; questo, almeno a quanto dichiarato, solo per i servizi non sanitari. Non si sa, però, se qualche servizio diagnostico, tipo radiologia, risonanza magnetica e PET, verranno o meno gestiti dall’ospedale stesso o da privati.
Si sa già che, fra l’altro, il parcheggio sarà in mano ai privati, che hanno già stabilito che anche i dipendenti dovranno pagarlo, 35 euro al mese (cioè un incasso di circa 35.000,00 euro al mese, 420.000,00 all’anno)! Ovviamente sono già iniziate le proteste. Forse i dipendenti della più grande industria italiana, la Fiat, pagano il posteggio per andare a lavorare?
Tornando alle dichiarazioni di quest’ultimo incontro, il direttore generale, che non è mai stato tenero con i medici di base, non si sa perché, se li è inimicati ulteriormente. «É irritante e sconfortante - dice il presidente dell’Ordine dei Medici - che un direttore generale screditi così la categoria medica. Non vogliamo più essere trattati come un problema, ma come una risorsa. É arrivato il momento che questa azienda ci dica, una volta per tutti, se considera i medici, tutti i medici, come dei professionisti competenti con cui collaborare, o solo come dei dipendenti a cui imporre delle scelte anche discutibili».
Poi c’è il problema delle “Utap” le unità territoriali di assistenza primarie che dovrebbero riunire medici di base e guardia medica in strutture più grandi. Anche qui i medici di base, soprattutto della realtà di Venezia-Centro storico, sono dubbiosi sulla loro necessità e “pensano male”, andreottianamente parlando! «Il mio timore – sostiene un medico - è che il direttore generale Antonio Padoan abbia obiettivi diversi dalla salute della popolazione. Il suo problema è soltanto il bilancio. Nella vicenda delle Utap, in particolare, la Regione ha vincolato il premio di produzione dei direttori generali all'attivazioni di due di queste strutture. Insomma tutto questo interesse è perché ne va dello stipendio di Padoan. Ma un'Utap, in una città come Venezia, non è così importante. Molto meglio sarebbe investire sulla medicina di gruppo o sul personale che è drammaticamente poco».
Qualche dubbio, effettivamente, c’è!

mercoledì 21 novembre 2007

Aung San Suu Kyi - “Lettere dalla mia Birmania”: un bel libro!

Questo “blog”, come avrete notato sulla colonna a destra, sostiene “Bloggers for Burma”, un “blog”, che, fra l’altro, tratta “ … delle tragiche vicende che si stanno svolgendo nella ex Birmania nonché di promuovere e divulgare iniziative inerenti e le manifestazioni di solidarietà del popolo degli internauti.”.
Devo ammettere che della ex Birmania, ora Myanmar, conoscevo, a grandi linee, quello che leggevo sui giornali, notizie che apparivano solo quando in questo paese, per me molto lontano in tutti i sensi, avveniva qualcosa di tragico, soprattutto quando la giunta militare al potere da troppi anni trovava un espediente qualsiasi per reprimere nel sangue, nella prigionia e nelle torture le poche libertà che, forse, esistono.
Avevo sentito nominare anche Aung San Suu Kyi, la donna, premio Nobel per la pace nel 1991, che, a capo di un partito che tenta di portare la democrazia in Birmania, vive o agli arresti domiciliari o dispone di una parvenza di libertà.
Ovviamente gli ultimi avvenimenti, che hanno visto la protesta pacifica dei monaci buddisti birmani a difesa dei più deboli, hanno fatto sì che l’interesse, non solo mio, per questa parte del mondo crescesse.
A parte l’aggiornamento degli avvenimenti che ricevo dal “blog” citato sopra, nella biblioteca civica che frequento, ho trovato un libro di Aung San Suu Kyi dal titolo “Lettere dalla mia Birmania”, libro che, ovviamente, ho preso in prestito e che, proprio in questi giorni ho letto.
Si tratta di una raccolta di “lettere”, indirizzate a nessuno, scritte, tra il novembre 1995 ed il dicembre 1996, nei pochi momenti liberi di una intensissima vita pubblica, anche se vissuta, in gran parte nella sua “casa-prigione”.
Si tratta di "lettere" su vari argomenti, alcuni politici, ovviamente; data la situazione dell’autrice e del paese stretto nella morsa di un regime totalitario, con migliaia di persone in carcere, anche senza processo, costrette a lavori forzati, non poteva essere diversamente.
Ma la scoperta viene dalle molte “lettere” nelle quali la sensibilità della persona, in particolare la sensibilità della donna, affiora fino a far sembrare poesia la prosa.
Le pagine di Aung San Suu Kyi sono ricche di umanità e di adesione alle esperienze dirette della vita e della gente più umile, e vi troverete anche scenari, sapori, profumi e melodie della sua Birmania. Ma vi traspare anche la spiritualità di questa persona, buddista devota, che nelle sue giornate, pur se intense e quasi frenetiche, riesce a ritagliarsi momenti di preghiera e di meditazione. Il giornalista Fergal Keane, che ha curato l’introduzione di questo libro, definisce questa donna, leader politica nel senso più bello di questo termine, come “ … una mente lucida unita ad un cuore generoso”.
Va evidenziato che, di proposito, senz’altro con intento polemico, l’autrice chiama il suo paese sempre con l’antico nome di Birmania e non usa l’attuale versione “Myanmar” in quanto imposto dopo la presa di potere da parte dei militari.
C’è una parte del capitolo 22 dove accenna agli imprenditori di altri paesi (fra i quali, senz’altro, non mancheranno quelli nostrani) che, pur di arricchirsi, non guardano alle condizioni in cui vive il paese dove manca la legalità, anche nelle operazioni economiche, dove il numero dei prigionieri politici è enorme e dove i livelli sanitari e di vita sono al minimo. Di loro scrive questa similitudine: “Osservare gli imprenditori che vengono in Birmania con l’intento di arricchirsi è un po’ come guardare qualcuno che, entrato in un frutteto, si metta a strappare rozzamente i fiori, attratto dalla loro fragile bellezza ma cieco alla bruttezza dei rami spogli e indifferente al fatto che, così facendo, sta pregiudicando il futuro raccolto e commettendo un’ingiustizia ai danni dei legittimi proprietari del frutteto”.

Un libro interessante e di piacevole lettura: insomma, un bel libro!

Aung San Suu Kyi - “Lettere dalla mia Birmania” Sperling & Kupfer Editori – Marzo 2007

martedì 20 novembre 2007

“Media” e salute

Avete mai letto qualche articolo, sia su carta stampata sia su internet, od avete seguito qualche trasmissione TV su argomenti sanitari? Penso di si. Più o meno tutti quanti qualcosa di questo genere l’hanno fatta.
Come siete stati dopo un’attenta lettura su qualche patologia, soprattutto dopo aver letto i vari sintomi?
Senz’altro vi sarete subito preoccupati perché qualche sintomo, qualche “doloretto”, l’avrete pur avuto. Però quella patologia, così ben descritta, proprio non fa, o meglio non ha fatto, il caso vostro.
Avere un torcicollo ed un dolore al braccio “sinistro” non vuol dire, per forza, di essere in presenza di un infarto.
Prendo lo spunto per questo post da un servizio che potete trovare su Corriere.it cliccando qui che, nello specifico, tratta delle patologie del cuore. Poiché sono interessato e qualcosa la so per esperienza, ho provato a darci un’occhiata. Meglio smettere e non andare più avanti, soprattutto quando si arriva ai sintomi!
Se uno ci pensa e fa riferimento a quello che qualche volta può aver provato, si trova subito ad un pronto soccorso!
Per carità, non voglio dire che questi articoli e/o servizi non dicano la verità, ma da questo a pensare che si debba vivere sotto l’incubo che il minimo dolore posizionato nei “posti giusti” sia sintomo di qualche malattia fa sì che i più suggestionabili si “ammalino” veramente subito!
Ed allora qual è la cosa giusta? Senz’altro parlare con il proprio medico
Mi dimenticavo! Nel servizio citato sopra, c’è anche un forum. Bene, in una risposta ad una domanda evidentemente non ben dettagliata, viene scritto, fra l’altro, quanto segue: “… Credo che i suoi curanti, che avevano a disposizione questi dati, le abbiano dato le risposte più corrette… “.
Non bisogna dimenticare che anche i medici sbagliano e, visto che domani 21 novembre, a Venezia c’è la festa della “Madonna della Salute” (vedi “post” più sotto), una preghierina non guasta mai!

domenica 18 novembre 2007

Berlusconi: nasce il partito del popolo !!!!

Un altro???
Ma solo alcuni mesi fa non doveva nascere un nuovo partito dei "Circoli della libertà" della Brambilla, con la benedizione di Berlusconi?
Oggi ne nasce un altro! (Leggi articolo di corriere.it)
"La mossa di Berlusconi: nasce il partito del popolo"

Chissà se fra un po' tirerà fuori dal cilindro qualcos'altro!