mercoledì 23 gennaio 2008

E c'è chi "straparla" sempre!!!


Cos'è questo se non un "saluto fascista"?

E' ancora valida la legge che condanna chi fa apologia del regime fascista?

E poi, cosa ha detto questo personaggio che prima le spara e poi gli altri lo difendono come se fosse ... "lo scemo del paese", che può dire quello che vuole, tanto nessuno lo ascolta oppure lo dice tanto per dire?

"Se non si va al voto facciamo la rivoluzione..." ed ancora: "Certo ci mancano un po' di armi, ma le troviamo ..."

Queste sono parole di un parlamentare, di uno che è stato anche ministro della Repubblica!

Quanto dobbiamo pazientare?

Clicca qui per leggere la notizia Ansa.


Aggiornamento del 24-1.2008 (9,55)

Ma di quale "libertà" sta parlando? Quella degli "imprenditori-evasori", quelli che non sanno cosa sia la "partita IVA"?
Ascolta le ... "ultime"!



martedì 22 gennaio 2008

Anche con internet affiorano i ricordi!

Cliccando sul contatore di questo blog accedo ad una serie di informazioni statistiche, fra le quali anche la provenienza geografica degli accessi. Portando il cursore sopra i vari puntini gialli, più o meno grandi in base al numero degli accessi da quella città, vieni a conoscerne anche il nome. (vedi immagine sottostante).

Questa è un'operazione che effettuo ogni tanto, ed anche oggi ho voluto curiosare.
Guardando fra i puntini dell'America latina mi ha incuriosito uno proprio al centro della "pampa" argentina; ci porto sopra il cursore è leggo il nome di Rio Cuarto.
Perbacco, conosco questo posto! Ci sono stato, o meglio l'aereo su cui volavo, un Fokker delle Lineas Aereas Argentinas, aveva dovuto fare uno "scalo tecnico", come si dice.

Ma veniamo al fatto.
Giusto vent'anni fa, mi sembra -giorno più, giorno meno- il 23 febbraio del 1988, assieme agli amici del Coro Marmolada iniziavo una tournée in quella terra, ai piedi dell'Aconcagua.
Eravamo già in viaggio da circa venti ore e, naturalmente, eravamo un po' stanchi: avevamo trasvolato l'Atlantico da Roma a Buenos Aires, con scalo a Rio de Janeiro, e dalla capitale argentina ci stavamo dirigendo a San Raphael, nella provincia di Mendoza.
L'aereo, il Fokker, aveva una capienza di circa sessanta posti e la nostra comitiva, che comprendeva anche una spedizione alpinistica nella Ande, era di circa quaranta persone. Appena decollati da Buenos Aires, dopo un canto di saluto da parte nostra, le hostess iniziarono il giro con il carrello delle bevande: acqua minerale, coca-cola, wyski, "cerveza", succhi di frutta ed altro. Qualcuno chiese del vino ed allora, gentilmente, l'hostess, dopo aver chiesto: "tinto o blanco?", andò a prendere una bottiglia in "cambusa". Dopo due file la bottiglia di "tinto" (mi sembra che fosse il "Trapiche") era già vuota! Arrivata alla fine delle diverse file, dopo aver preso altre bottiglie, tornò indietro ed ebbe altre richieste. Dopo un po' dichiarò che il "tinto" era finito e che dovevamo accontentarci del "blanco". Dopo 45 minuti di volo, anche il "blanco" era terminato!
Non dovevamo preoccuparci perché avrebbero provveduto ugualmente.
Poco dopo l'aereo iniziò la discesa ed atterrò in mezzo alla "pampa" in un aereoporto che scoprimmo chiamarsi Rio Cuarto.
Nessuno dei passeggeri scese e nessuno salì. Solo uno "steward" scese a terra con le cassette di bottiglie di vino vuote e risalì con altrettante piene.
"Scalo tecnico" fu spiegato anche agli altri passeggeri, pochi a dire il vero, che viaggiavano con noi.
Decollo ed arrivo a San Raphael, dopo un'altra ora di volo ... ben carburati!






lunedì 21 gennaio 2008

Morti sul lavoro: un'intervista a Gianfranco Bettin

Su "Articolo 21" ho letto un'interessante intervista a Gianfranco Bettin di Ugo Dinello.
Ve ne propongo la lettura (Clicca qui).

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Aggiornamento delle 19,05

In un commento che ho inserito nel post di ieri e relativo allo stesso argomento ho scritto:

"Perché questa tragedia non resti "una semplice constatazione dei fatti", come dice Daniele, propongo, in primo luogo a me, ma anche agli altri blogger, di tenerla sempre in evidenza per i lettori che ci seguono.

Forse è poca cosa, ma è il minimo che si possa fare per ricordare questi Uomini!"

Mi è sembrato opportuno riportarlo in questo post.

domenica 20 gennaio 2008

RIPRENDIAMO IL MARE - Le culture del Mediterraneo s'incontrano nel canto

RIPRENDIAMO IL MARE
Le culture del Mediterraneo s'incontrano nel canto.


Questo è il titolo dell'incontro-dibattito che si svolgerà sabato 26 gennaio p.v. alle ore 17,00 presso la sede dell'Associazione Coro Marmolada di Venezia - Santa Croce, 353/b.

A relazionare su questo argomento sarà Paolo Bon.

Ecco la locandina

Anche oggi, domenica, un altro morto sul lavoro.


Anche oggi un altro lavoratore è morto!

E' successo a Castelbolognese, in provincia di Ravenna, e la notizia l'ho trovata solo su due giornali "on line": Corriere.it e Repubblica.it

Per quanto riguarda la tragedia di Porto Marghera ecco due articoli/commenti su Articolo 21; clicca qui per il primo e per il secondo.



sabato 19 gennaio 2008

Prima de parlar, … tasi!

“Prima de parlar, … tasi!” È un proverbio veneziano e se è vero che i proverbi sono la “saggezza dei popoli”, al nostro tempo si trovano pochi saggi.
Prima di dire quello che ha detto, il segretario provinciale della Lega Nord di Venezia doveva fermarsi e pensare. E ciò, invece, non ha fatto.
“ … La Serenissima ha alle spalle una storia gloriosa, fatta di pace, democrazia e senso del dovere, nota al mondo intero per il suo sistema equilibrato di fare giustizia, applicando il buon senso ed il rispetto dei cittadini della Repubblica …”; questo ha detto fra l’altro (vedi sotto la notizia nella sua completezza, apparsa su Il Gazzettino del 18.1) per contestare l’accostamento fatto da Mastella alla Repubblica di Venezia, chiamata “serenissima”, con il suo stato d’animo. Non entro nel merito di questa vicenda, della quale resto in attesa di quanto stabilirà la magistratura, e contesto, invece, la richiesta di scuse da parte di questo segretario provinciale all’ex Guardasigilli, nonché la motivazione di questa richiesta. Non ne vedo il motivo tanto più che, nella frase citata sopra, vi sono due errori storici madornali.
Venezia, la Repubblica di Venezia chiamata anche Serenissima, ha sì alle spalle una storia gloriosa, ma non fatta di pace e di democrazia. Anche i bambini delle scuole elementari sanno che il governo di questa nostra (di noi veneziani) repubblica era un governo oligarchico e non democratico. Era uno stato nel quale comandavano in pochi, i patrizi; il resto del popolo, borghesia, plebe ed anche religiosi, nella vita pubblica non avevano alcuna voce in capitolo.
Anche dire che la storia (sempre gloriosa) di Venezia sia “fatta di pace” è un’affermazione fuori luogo. Basta leggere questa storia per accorgersi che, oltre alle imprese commerciali, buona parte parla di guerra, guerre di difesa anche, e pure di conquista. La stessa espansione nella vicina terraferma ed in tutto il Veneto non è stata incruenta.
Perciò,certi personaggi, prima di parlare e di affermare cose non vere, si leggano un po’ di storia!

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Il Gazzettino – 18.1.2008
La Lega contro Mastella: «Serenissimo sarà lui»
«Se quello di Mastella voleva essere uno scherzo di inizio Carnevale, è stato senz'altro di cattivo gusto». Così Corrado Callegari, segretario provinciale della Lega Nord di Venezia, che non ha apprezzato l'accostamento fatto dal ministro dimissionario ieri in conferenza stampa. Alla Lega Nord non è affatto piaciuta la battuta di Clemente Mastella che, rispetto alla vicenda giudiziaria che vede coinvolta la moglie, si è detto «serenissimo come la Repubblica di Venezia».«È un accostamento di cattivo gusto e davvero fuori luogo - ha commentato il segretario provinciale della Lega Nord - La Serenissima ha alle spalle una storia gloriosa, fatta di pace, democrazia e senso del dovere, nota al mondo intero per il suo sistema equilibrato di fare giustizia, applicando il buon senso ed il rispetto dei cittadini della Repubblica. Non per niente venne definita dal Petrarca "città ricca d'oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù". Non credo che Mastella possa permettersi di accostarsi a tanto. Chieda scusa alla città di Venezia ed ai suoi abitanti».«Prima di parlare - ha concluso Callegari - Mastella dovrebbe innanzitutto aspettare la soluzione della vicenda giudiziaria e se l'aver lasciato l'incarico di ministro lo fa stare tranquillo, allora non accetti l'invito di Prodi a riconsiderare le dimissioni».

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Cos'è il "waredriving"?

Riguarda la sicurezza del vostro PC e della vostra connessioni "wi-fi".

Per saperne di più, clicca qui.

Dal 1° gennaio già 51 morti sul lavoro!

Da ilVenezia del 19.1.2008

Dal 1° gennaio 51 vittime. - A Padova e Andria altri incidenti

La lista si allunga, dall'inizio dell'anno a oggi sono 51 i morti sul lavoro.
E oltre all'incidente di Marghera, ce ne sono stati altri due mortali: a Padova e Andria.
Giovedì sera, a Padova un autotrasportatore ha perso la vita schiacciato dal suo mezzo. Francesco Pizzo, 51 anni, è morto mentre stava scaricando un paio di tonnellate di ghiaia dal suo autocarro. Il secondo tragico incidente ad Andria. Agostino Lorusso, 31 anni,
è precipitato da un'altezza di sette metri mentre era al lavoro in un cantiere edile nella zona industriale della città. Era occupato in un cantiere per la realizzazione di un opificio.
I carabinieri stanno indagando se Agostino Lorusso fosse privo di casco e cinture, di
cui non v'è traccia nel cantiere.
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La stampa ed anche la Tv hanno dato spazio ieri all'incidente di Porto Marghera ed a quanto di nuovo si sta verificando alla Tyssen. Fino a quando?

Intanto, ecco quanto ho trovato in rete:

La Stampa - Articolo 21 - La Repubblica - Corriere

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AGGIORNAMENTO delle ore 16,20

Il Gazzettino di Venezia, giornale locale, dedica, ovviamente, più di qualche pagina ai due morti sul lavoro di Porto Marghera.
"Lavoro sulle navi, ecco cosa prevedono le norme" questo è il titolo di un breve articolo, di questo quotidiano, che vi propongo.

giovedì 17 gennaio 2008

Venezia: Non tanto una Disneyland per tutti, quanto un Club Med esclusivo

“Non tanto una Disneyland per tutti, quanto un Club Med esclusivo, dove chi potrà permetterselo si comprerà il suo pezzo di Venezia”.
Questa la previsione del prof. Gerardo Ortalli, storico dell’Università Ca’ Foscari e punto di riferimento di Italia Nostra, una previsione non a molto lungo termine.
Il centro storico di Venezia, probabilmente entro il 2008, vedrà il numero dei suoi abitanti scendere sotto la soglia dei 60.000.
Perché nel giro di non molti anni la nostra città ha avuto, e continua ad avere, questa emorragia di abitanti?
Dal 4 novembre 1966, il giorno della grande acqua alta, è iniziato, in modo particolarmente evidente, questo fenomeno; il motivo, allora, fu lo stato precario e insalubre delle abitazioni, soprattutto quelle a piano terra. Poi ci fu l’enorme sviluppo del turismo con la vendita delle case a non veneziani. Quindi i proprietari delle case preferivano che gli inquilini lasciassero liberi gli appartamenti per poter disporre dell’immobile da immettere sul mercato internazionale. Con tutte queste manovre il costo del mattone a Venezia sale alle stelle e, quindi, altri veneziani, non potendo sostenere i costi lasciano le case che entrano, di conseguenza, nel mercato, sempre internazionale.
Diminuiscono i cittadini e, quindi, anche i consumi quotidiani e questo fatto mette in crisi anche il commercio di tutti quei generi “non turistici”. La conseguenza è la chiusura dei negozi al servizio del cittadino e l’apertura di “negozi di maschere”. Cosa mangiano i veneziani? La cartapesta delle maschere? Anche per gli immobili ad uso commerciale crescono a dismisura gli affitti.
Negli ultimi anni poi c’è stato un considerevole cambio di destinazioni d’uso degli appartamenti da abitativo ad uso turistico (leggi appartamenti per turisti, pensioni e bed & breakfast, negozi di maschere).
Insomma è il classico caso del cane che si mangia la coda.
“La politica dei cerotti,“ - continua Ortalli - “con cui si è proceduto finora, non è più sufficiente. Il problema della residenza, in particolare, sta uccidendo Venezia. Non c'è un solo progetto che non corra dietro alla deriva turistica, e questa gestione della città a pezzetti, che segue tutta una serie di interessi particolari, sta portando alla paralisi di una politica di salvaguardia”.
E continua: “I muri anche resteranno, ma la città sarà morta. Purtroppo salti del genere la cultura amministrativa non li riesce a fare. Qui non hanno ancora capito che il turismo è una risorsa, ma come tutte le risorse non può essere sfruttata oltre il compatibile”. (Clicca qui per leggere l’intero articolo).

Purtroppo i politici, fino ad ora, non hanno fatto nulla! Usano i cerotti per curare un moribondo, come dice il professor Ortalli. Per fare qualcosa di veramente valido ci dovrebbero essere dei politici con “i cosiddetti”! Ma questi uomini non esistono a Venezia.
I politici, non solo a Venezia, sono troppo legati alle “lobbies”. Chi si vuole mettere contro i gondolieri? Ma non solo loro! Albergatori, pubblici esercenti, commercianti in genere, artigiani e tante altre! Tutte categorie che gestiscono, in campo locale, parecchi voti e che sono legate al movimento turistico. Però, cosa succederà anche a loro quando, come dice Ortalli, “I muri anche resteranno, ma la città sarà morta”?

Cosa serve, secondo me, per cambiare qualcosa? Pochi provvedimenti:
1) bloccare tutti i cambi di destinazione d’uso e quindi: basta nuovi alberghi, basta concedere che appartamenti vengano dati in affitto a settimana, basta “bed & breakfast”;
2) basta vendite di immobili a non residenti;
3) controlli strettissimi, anche fiscali, su chi non ottemperi a quanto sopra;
4) controlli strettissimi su tutte le attività legate al turismo.


Certo non sono cose facili da fare, anche perché, molto probabilmente, si scontrerebbero con la legislazione attuale. Allora qualcosa va cambiata. Perché, mi domando, in Alto Adige, esistono delle limitazioni simili? Forse perché è una provincia autonoma all’interno di una regione autonoma?
A suo tempo le regioni a statuto speciale furono costituite in virtù delle specifiche condizioni storiche, geografiche, linguistiche e culturali esistenti in queste regioni. Ed a Venezia non sono forse “specifiche” le sue condizioni geografiche, culturali ed anche ambientali. Allora, ma l’avevo già espresso in qualche altro post, Venezia dovrà diventare una città a statuto speciale con una particolare autonomia!

Siamo diversi rispetto a tutto il resto del mondo, diversi nell’ambiente e nel modo di vivere. Noi veneziani camminiamo molto, da giovani ed anche da vecchi: usiamo le gambe, anche se le stesse faticano a portarti avanti, anche se fare i ponti, magari portando pesi, è faticoso. Non usiamo né le quattro né le due ruote.
Ripeto, siamo diversi, siamo minoranza! Oggi si tutelano tutti i diversi e tutte le minoranze e non capisco perché non debba essere tutelata questa minoranza, che, lentamente (ma non tanto), sta scomparendo e che è formata dai veneziani.

mercoledì 16 gennaio 2008

Sono allibito (3)


L’ultima scorrettezza della Tyssen

Alla Thyssen depistaggio con gli estintori
Fatti sostituire di notte dopo la strage. Un tecnico confessa: me l’hanno ordinato.

Capisco che “altre notizie più importanti” occupano oggi le pagine dei giornali “on line”, però un po’ di posto per i sette morti della Tyssen potevano trovarlo.
Solo LaStampa.it di oggi (16.1)riporta questa nuova notizia

AGGIORNAMENTO delle ore 21,00


Sul rogo della Tyssen ora è chiamato a dire la sua anche l'Europarlamento.
Era ora! Leggi la notizia

Ed ecco le dichiarazioni di Epifani.

lunedì 14 gennaio 2008

Sono allibito (2)

Ieri pubblicavo un post dal titolo "Sono allibito".
Infatti avevo letto la notizia del ritrovamento di un documento interno della Tyssen di Torino, l'acciaieria nella quale il 6 dicembre scorso era scoppiato l'incendio che ha procurato sette morti.
La notizia era pubblicata solo su Corriere.it e non avevo trovato riscontro in altre testate.
Oggi non si trova più neppure sulla "home page" di Corriere.it, nemmeno fra le notizie in carattere "mignon", quelle dei giorni precedenti.
Comunque mi sembra molto strano che una notizia del genere non rimbalzi sui "media" nostrani, o, forse, c'è poco da stupirsi: contano senz'altro di più le notizie sugli amori dei "vip" e cose simili!
Ma non demordo e, allora, ho cercato su altre testate "on line" e ho trovato riscontro su LaStampa.it, il giornale di Torino, però molto in piccolo, ed anche su "Articolo 21".
Si leggono cose ancora più strabilianti di quelle pubblicate ieri su Corriere.it!
Ora, l'unico superstite, che ha il torto di essere sopravvissuto, secondo questo rapporto-documento dovrà essere "redarguito" (come?) per aver raccontato quello che aveva visto e quello che aveva provato.
Non so se altri blog ne parlino ed anche questo mi conferma che abbiamo la memoria corta. E, invece, è necessario continuare a ribadire che tutto ciò che è storto va raddrizzato! E cosa c'è di più storto dell'elevato numero di incidenti e di morti sul lavoro?

Leggete qui e qui le gli articoli dei quali accennavo sopra.

Spero che qualche altro blogger mi segua!

Ritrovata e recuperata la colonna di pietra d’Istria della riva privata di Palazzo Gradenigo a Venezia.


Questa mattina, uscendo di casa, ho trovato l’amministratore del condominio che attendeva i sommozzatori dei Vigili del Fuoco per recuperare la colonna di pietra d’Istria della riva privata, che, circa un mese fa, era sparita (vedi post) e che si credeva trafugata.
Una felice combinazione (un'eccezionale bassa marea ed acqua abbastanza limpida) ha permesso di scoprire dove si trovasse la colonna: era quasi al centro del canale (Rio Marin) e ciò a causa di qualche sciagurato “barcaro”, che, pur non potendo approdare alla riva privata, aveva ugualmente, ed abusivamente, legato la barca, senz’altro molto pesante, alla colonna (cosa “oscena”, perché ci sono gli anelli appositi) e, partendo senza slegarsi, aveva combinato il guaio.
Se fosse stato una persona con un minimo di coscienza avrebbe provveduto ad avvertire, magari in maniera anonima, ma, invece, ciò non è accaduto.
L’ipotesi del trafugamento era comunque da prendere in considerazione perché, purtroppo, qui a Venezia, da molti anni ormai, spariscono pezzi vari come le vere da pozzo, i capitelli e, perfino, le pietre che lastricano le calli.

Ho documentato il recupero che è visibile cliccando qui.

domenica 13 gennaio 2008

Sono allibito!

Su Corriere.it di oggi, fra l’altro, trovo quanto segue:

“Gli operai sopravvissuti al rogo e i compagni di lavoro delle vittime «passano di televisione in televisione » e vengono rappresentati «come degli eroi». Un fatto, quest'ultimo, particolarmente sgradevole, che impedisce ogni possibile misura di censura o di richiamo a questi testimoni, che sono ancora e a tutti gli effetti dipendenti della società, ma che in questo momento sarebbe inopportuno colpire sul piano disciplinare, anche se non si esclude di poter prendere in considerazione questa ipotesi per il futuro, dopo un'attenta analisi degli aspetti formali e delle rassegne stampa cartacee e televisive.”.

Il titolo dell’articolo è: “Le carte della Thyssen dopo il rogo: «Gli operai fanno gli eroi in tv»”.
(clicca qui per leggerlo nella sua completezza)

Dalla “relazione” destinata ai dirigenti dell’acciaieria nella quale vi sono stati sette morti sembra che la vita umana non conti nulla.
Sembra anche che le reazioni dei superstiti siano da considerare “ … possibili di censura o di richiamo … “.

C’è da restare veramente allibiti!

Tale è l’”incazzatura” che non so quale titolo dare al post!

Da “Il Gazzettino” di oggi, una notizia breve, ma significativa. Una notizia che mi ha fatto andare di traverso il pranzo. Una notizia che non è nuova: lo sappiamo tutti che chi evade le tasse sono sempre e soprattutto loro, i commercianti, che piangono sempre, ma che impongono i prezzi che vogliono e che hanno fatto dell’avvento dell’euro il loro “tesoretto”, portando letteralmente sul lastrico tutti coloro che vivono di stipendio fisso o di pensioni.
Più volte ho trattato questo argomento e, fra tutte, vi rimando solo ad una.

Ed ecco la notizia:
"Ogni 10 controlli sette negozi, nel 2007, sono risultati non in regola con l'emissione degli scontrini fiscali. Lo comunica l'Agenzia delle Entrate confermano che lo scorso anno sono stati 1.017 gli esercizi commerciali obbligati ad abbassare la saracinesca per non aver emesso lo scontrino. La Campania è la regione che registra la più alta percentuale di violazioni (84\% dei controlli), mentre l'Umbria risulta la regione «più ligia» (45\%). La Regione che ha visto più serrande abbassate è invece la Sicilia dove le Fiamme Gialle hanno eseguito 123 provvedimenti di sospensione delle attività. Misura che scatta per non aver emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale per almeno tre volte. Le attività che registrano più violazioni sono i negozi di abbigliamento, i bar, ristoranti e pizzerie, ed i panettieri.
In media nel 2007 sette esercizi su dieci visitati dal fisco sono stati sorpresi a non emettere scontrino: negozi d'abbigliamento, bar, caffé, ristoranti e pizzerie, con i panettieri, guadagnano le prime posizioni nella classifica dei più «distratti». Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza «dal novembre del 2006 alla fine del 2007, hanno effettuato più di 180mila controlli su tutto il territorio, riscontrando 125.379 violazioni alla normativa», pari al 69\% dei controlli."


E non mi si venga a raccontare che “non tutti sono evasori” e “di non sparare nel mucchio”.

Se su 10 controlli il risultato è che solo 3 sono in regola vuol dire che quei tre sono “l’eccezione che conferma la regola”!

Basta! È ora di fare qualcosa! Cosa? Non lo so, però una bella RIVOLUZIONE ci starebbe bene!

martedì 8 gennaio 2008

Una rondine non fa primavera

Domenica 23 dicembre, chiusi i portelloni dell’aereo della Ryanair, che doveva portarmi da Treviso a Frankfurt-Hahn, dopo le solite raccomandazioni sulla sicurezza in inglese, le stesse vennero ripetute anche in italiano. E così per tutti gli altri annunci: inglese, italiano e tedesco, lingue, quest'ultime, degli aeroporti di partenza e di arrivo.
Quasi perfetto!
“Che abbiano letto il mio post di poco più di un mese fa?” pensai, con una certa soddisfazione, e condivisi questo pensiero con mia moglie, che lo accolse con un sorriso.
All’arrivo, puntualissimo, non ci fu neppure lo squillo di tromba ed i battimani registrati.
Poi non ebbi più tempo di pensare a queste cose perché dovevo organizzarmi allo sbarco ed a montare, appena giù della scaletta - a meno 5° -, il carrozzino della nipotina di 13 mesi, che aveva viaggiato con noi.

2 gennaio: volo Frankfurt-Hahn - Treviso.
L’aereo iniziò a rullare con circa 10’ di ritardo e, subito, una breve tiritera in inglese, sempre con le solite raccomandazioni; poi, basta; neppure quando decisero di passare con il carrello delle bibite e con i pieghevoli che pubblicizzano i prodotti in vendita a bordo.
Solo quando passarono a vendere le schede “gratta e vinci” un breve annuncio in inglese e, questa volta, anche in italiano (cosa abituale su tutti voli).
Recupero di cinque minuti sull’orario e atterraggio morbido.
Sull’aereo c’era una comitiva di ragazzi italiani che iniziarono a battere le mani e, subito, furono seguiti dallo squillo di tromba e dai battimani registrati.

Due sono le conclusioni:
1) è proprio vero: una rondine non fa primavera;
2) evidentemente non avevano letto il mio post!

lunedì 7 gennaio 2008

La “casta” … si allarga!

Il giornale in lingua tedesca “Die neue Südtiroler Tageszeitung” ha pubblicato, alcuni giorni fa, un articolo nel quale venivano raffrontati gli emolumenti dei politici altoatesini con quelli delle massime cariche istituzionali tedesche.
La notizia, rimbalzata su altri quotidiani, pochi a dire il vero (Il Messaggero.it, Il Secolo XIX.it ed Il Gazzettino, il quotidiano del Nordest), ha fatto sì che i raffronti venissero fatti anche con i pari grado italiani e, visto che gli importi risultavano piuttosto elevati, anche con altre cariche importanti nel mondo.
Ne sono venuti fuori risultati strabilianti!
Il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, guadagna 25.600 euro al mese. Direi che non sta male! La sua vice, Luisa Gnecchi - prosegue l'inchiesta del Tageszeitung – ne prende 24.300! Anche lei, niente male!
Forse, leggendo le sole cifre, non ci si rende conto che i due guadagnano, niente popò di meno, di più di Bush (24.167 euro al mese) e di tutti gli altri politici italiani ed europei!
Galan, il “governatore” del Veneto, che, in questi giorni, ha qualche motivo di “risentimento” nei confronti di Durnwalder, chiede al giornalista Stella di rivedere ed aggiornare il libro “La casta”.
Per le particolarità cliccate su Il Gazzettino, Il Messaggero.it ed Il Secolo XIX.it.

Molto strano che i giornali a maggior tiratura nazionale non ne abbiano ancora parlato!

E poi, prima di lasciarvi alle letture indicate nei link e senza trarre alcuna conclusione, mi domando se il fatto fosse capitato in un’altra regione, magari del sud, quali sarebbero state le reazioni a livello nazionale.

venerdì 4 gennaio 2008

Thinking Blogger Awards



Sono stato “nominato” da Romina non per essere eliminato dal gioco, come si usa in alcuni programmi televisivi non di mio gusto, ma perché i miei “post” hanno il suo gradimento. Ringrazio Romina e, a mia volta, segnalo, in ordine alfabetico, altri cinque “bloggers” che rientrano fra i miei preferiti.

CoRobi
Daniele-Rockpoeta
Maestra Maria
Oltre in cancello
Pasquale, poliziotto scrittore

Chi lo vorrà, potrà continuare il gioco.
Queste sono le regole per partecipare:
1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al post originario inglese
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award
4. Indicare cinque blog che hanno la “capacità di farti pensare”

Messaggio agli italiani a blog unificati

Riporto, in quanto aderisco, il "post" sotto specificato.


L’anno che si sta concludendo è stato difficile ed aspro.
Certo, alcuni di noi hanno raggiunto traguardi importanti… ma si tratta di risultati personali, che, per quanto ci riempiano di gioia e di legittimo orgoglio, non incidono sulla vita di tutti.
Il 2007 ha visto troppe promesse non mantenute, troppi rinvii, troppe prese di posizione generate dalla volontà di conservare il proprio orticello felice piuttosto che dal desiderio di agire concretamente per pacificare e rifondare l’Italia.
In democrazia vince la maggioranza, ci insegnano. Ma chi può sostenere onestamente che la maggioranza degli Italiani non voglia una vita serena per sé, per i propri cari, ma anche per gli sconosciuti? Chi può cercare di convincerci a rinunciare alla nostra umanità, alla solidarietà, alla dignità nostra, dei nostri connazionali – ovunque si trovino – come pure di tutti gli esseri che abitano questa terra?
L’anno trascorso ha visto spesso la volontà popolare travisata, non considerata o strumentalizzata per fini propri – dalla richiesta di rinnovamento di un sistema che non funziona, né in economia, né nella sanità, o nell’istruzione o nella politica, al rifiuto del nucleare nuovamente messo in discussione, al procrastinare sine die l’emissione di una legge che regolamenti la gestione dell’informazione, all’approvazione affrettata di un indulto di cui hanno beneficiato i soliti noti – cercando di farla passare per “clemenza” nei confronti dei carcerati per reati minori.
Neppure nel campo del lavoro si è verificato quel cambiamento di rotta, quella stabilizzazione che in tanti auspicavamo, in cui in tanti abbiamo creduto. Abbiamo assistito invece ad un’impressionante sequela di morti sul lavoro, la più eclatante delle quali, sia per numero di vittime che per il luogo in cui è avvenuta, ha risvegliato – forse – le coscienze sopite, con promesse di leggi ad hoc.
Abbiamo assistito ad inchieste revocate, censure appioppate, esternazioni tollerate, richieste di grazia discutibili, prese di posizione indifendibili… all’arrogarsi il diritto di cercare accordi di modifica a leggi statali da parte di chi non ne è legittimato… perfino alla messa a punto di topi che non hanno paura dei gatti… ma se invece di inventare qualcosa di cui nessuno sentiva la mancanza gli scienziati si impegnassero a realizzare il siero della verità – e fosse ammesso come prova nei procedimenti giudiziari?
Indipendentemente dalle convinzioni politiche, pensiamo sia evidente a tutti che in quest’anno che si sta concludendo ha predominato ancora una volta la logica degli interessi personali, dei particolarismi, degli egoismi – a cui ha fatto da contraltare, peraltro solo in alcuni casi, l’elargizione condiscendente di quanto in un mondo civile sarebbe meno del giusto e un continuo fare a chi urla più forte.
Non vogliamo scadere nel qualunquismo – le differenze ci sono sempre, e dovunque.
Ma vogliamo fare una richiesta a tutti, siano essi italiani, politici, amministratori, cittadini comuni, associazioni, italiani all’estero o stranieri in Italia – una richiesta che per noi è un impegno costante.
Non abbiamo bisogno di altre leggi, di stravolgimenti o di beneficenza. Abbiamo una legge che contiene tutto quello che è necessario. E non è comunista, o democristiana o liberale. E’ super partes, ed è talmente bella e giusta che è costata sangue.
RISPETTIAMO E METTIAMO IN PRATICA LA COSTITUZIONE.
Questa è la proposta che noi facciamo a tutti gli italiani per il 2008.
Invitiamo tutti i bloggers che condividono la nostra proposta a postarla nei loro siti – citando cortesemente la fonte – per la massima diffusione possibile.

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La proposta è partita da "Solleviamoci"
al quale sono arrivato leggendo analogo post sul blog di Romina

mercoledì 2 gennaio 2008

Concerto dell’Epifania presso la Basilica di S.Maria Gloriosa dei Frari, in Venezia

Concerto dell’Epifania
6 gennaio 2008 – ore 16
Venezia
Basilica di S.Maria Gloriosa dei Frari


Coro “Marmolada” di Venezia diretto da Lucio Finco

Programma

Ave Maria sarda -- arm. B.Ruju
O felice o chiara notte -- arm. R.Dionisi
Natu natu Nazzaré -- arm. F.Gervasi
Alla grotta -- arm. F.Fantuzzi
I tre re de l’oriente -- arm. L.Pigarelli
Dormi ptzinnu -- di S.Soddu – G.Garau
Bianco Natale -- di Berlin – arm. G.Malatesta
Piccola canta di Natale -- di C.Geminiani – B. De marzi


Coro “Tre Pini” di Padova diretto da Gianni Malatesta

Programma

Tu scendi dalle stelle -- di Alfonso de’ Liguori
Puer natus -- dal gregoriano
Lieti pastori -- tradizionale natalizia
O Santa Notte -- di A. Adam
In dulci jubilo -- di J.S. Bach
Natale è amore -- di G.Malatesta
Adeste fideles -- tradizionale natalizia
Jingle bells -- tradizionale natalizia

(N.B. Tutti i canti eseguiti dal Coro “Tre Pini” sono elaborazioni e armonizzazioni di Gianni Malatesta).



Ingresso libero

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UN’AVE MARIA CANTATA AI PIEDI DELLA PALA DELL’ASSUNTA DI TIZIANO NELLA BASILICA DEI FRARI IN VENEZIA






“Santa Maria, Madre di Dio … “ ed ecco, in queste poche parole, che iniziano la seconda parte dell’AVE MARIA, la glorificazione e la santificazione della Vergine.
Una preghiera che moltissimi musicisti hanno voluto significare con le note e che può assumere aspetti diversi, vuoi per l’interpretazione del canto, vuoi per il luogo in cui questa preghiera viene cantata.
Ed uno dei luoghi che, senz’altro, avvicina al concetto di glorificazione e santificazione della Vergine, è l’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria Gloriosa dei Frari in Venezia, dove spicca la magnifica pala dell’ASSUNTA del Tiziano, un’opera che suscita, in chi la osserva, un’intensa commozione.
Trovarsi, poi, a cantare, ma anche solo ad ascoltare, un’AVE MARIA in quel luogo è, ovviamente, ancora più emozionante.
«Fratelli carissimi questo che noi vediamo dipinto dal nostro grande concittadino, il devoto Tiziano, è uno dei grandi miracoli del Signore. Con l’assunzione in cielo della sua santa madre noi miriamo qui gli apostoli, uomini grandi, semplici, potenti, scelti da Gesù fra i pescatori. Ed ecco, voi li vedete appena si è mosso il turbine meraviglioso, che sono tutti in piedi, con le braccia levate al cielo e par che gridino: “Oh, Maria, madre nostra, perché ci lasci?” E mentre la Vergine sale in cielo a incontrare il figlio martire, per la redenzione dei nostri peccati, gli apostoli orfani piangono e implorano… ».
Con queste parole Fra Germano da Casale, Padre Guardiano e committente, per conto dell’ordine dei Francescani, presentava al popolo veneziano, il 18 marzo 1518, la pala d’altare dell’ ASSUNTA, che Tiziano Vecellio, appena ventiseienne, dipinse in due anni; era la sua prima importante opera pubblica che, come raccontano le cronache di allora, sconvolse il pubblico veneziano, abituato ad una pittura più statica e fredda.
Questa pala ha indubbiamente decretato il successo di Tiziano a Venezia. Secondo fonti attendibili, alla scopertura della tela avrebbe assistito un emissario dell'imperatore Carlo V, il quale intimò ad un frate di volerlo acquistare nel caso essi non fossero stati soddisfatti dell'opera. Al contrario, l'acclamazione popolare, proprio il giorno dell’inaugurazione, costrinse anche i frati più scettici nei confronti del talento dell'artista, ad ammettere la sua bravura.
Nella sua struttura la pala appare divisa in tre fasce: in basso, come venne evidenziato dal padre Guardiano, il gruppo degli Apostoli meravigliati, tutti protesi verso l'alto in vari atteggiamenti.
San Pietro, colto dal fatto miracoloso, s’inginocchia, ma resta con le mani e la testa rivolti verso l’alto; alla sua destra San Giovanni, con la mano sinistra sul petto, è in contemplazione; Sant’Andrea, vestito di rosso, è proteso verso il cielo, mentre dietro a San Pietro, Paolo rassicura il sempre dubbioso Tommaso e gli addita Maria.
Gli altri, tutti in una contemplazione quasi di meraviglia e di stupore, sembra proprio che dicano “ … prega per noi peccatori”. Al centro la Vergine, con lo sguardo verso l'alto, sale lentamente al cielo e schiere di angeli le vengono incontro suonando e cantando la gloria di Dio.
C'é un grande movimento attorno a lei, che veste i colori dell'iconografia classica: rosso, per indicare la piena umanità e azzurro, per indicare la divinità, il colore dell'infinito, della spiritualità, di ciò che va oltre l'umano.
È il movimento la caratteristica, nuova per allora, che fece apparire l’ ASSUNTA, illuminata dalle torce, in tutto il suo splendore tanto che vi furono esclamazioni del tipo “Magnifico!”, “Gran fatto!”, “Par proprio vero!”.
Non fu un quadro semplice da dipingere, vuoi per le misure (cm.680 x 360), vuoi per l’illuminazione, che veniva, e viene, dal retro, alla quale sarebbe stato esposto.
Si conosce anche il “marangon”, il “barba Fighi”, che preparò la tavola con ben ventuno assi orizzontali, evidentemente di legno buono e ben stagionato, visto che a quasi cinquecento anni, pur con i vari restauri, si può ammirare la pala in tutta la sua magnificenza.
Domenica 6 gennaio 2008 saremo in concerto proprio ai piedi di questa pala, ed allora sono sicuro che, non solo noi coristi, ma anche il pubblico presente, si emozionerà nell’ascoltare l’AVE MARIA e nel godere contemporaneamente dei segni, delle figure e dei colori dell’ ASSUNTA.