martedì 9 marzo 2010

Non tutti i mali vengono per nuocere.

Oggi leggevo sul sito del Corriere che, a Trieste, la bora, il freddo vento di NE,  raggiungerà la velocità di 150 KM/h! 
E' veramente un "ventaccio"! 
E se quella sarà la velocità delle raffiche a Trieste, la bora, non trovando impedimenti di alcun genere, raggiungerà -e già la sento in questo momento- Venezia. Certo è che, in 80/90 km. di mare aperto che separa le due città, l'intensità diminuisce di molto, direi che si dimezza e, quindi, le raffiche s'aggirano attorno ai 70 km/h; non è poco, ve l'assicuro. 
Il freddo vento penetra attraverso sciarpe e giacconi e non si vede l'ora di ripararci al caldo. 
Nelle case, poi, c'è sempre qualche spiffero che, se passi  vicino alle finestre, lo senti benissimo.
A casa, nel soggiorno, ho un caminetto e, nonostante lo sportello di chiusura, a stare vicini ... ci si raffredda subito. 
E' prevista anche una nevicata, questa notte e domani, che, anche a causa del vento, creerà una lastra di ghiaccio sui ponti e nelle calli: domani il pronto soccorso avrà un po' di lavoro!
C'è, però, la "fortuna" dell'acqua alta che, domani mattina alle 9,00, raggiungerà un metro e cinque centimetri sul "medio mare" e, così, un po' di viabilità (circa il 20%) sarà liberata dalla neve caduta fino a quell'ora: non tutti i mali vengono per nuocere!
Intanto, questa notte, prenderò sonno accompagnato dal rumore del vento.

Aggiornamento del 10.3.2010, ore 13,50
Il vento a Venezia ha soffiato a 80 Km/h.
La neve caduta non è stata molta e si stasciogliendo.
L'acqua alta non ha invaso il 20% della viabilità, ma solo il 2%.

 

domenica 7 marzo 2010

Vi "videoracconto" un canto: "Le prisonnier"

Con un po' di fotografie e con una bellissima musica, 
nell'interpretazione del Coro Marmolada di Venezia, 
vi presento un bellissimo canto, in patois francofono, 
intitolato "Le prisonnier".
Di seguito trovate il testo, con la traduzione, ed il video 

ITALIANISTAN - Ricevo e pubblico


Salve, sono un cittadino dell'Italianistan.

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. 
Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà  del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società  del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio.
Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società  del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società  del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con “provider” del Presidente del Consiglio.
Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà  del Presidente del Consiglio. 
Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna! 

Anche i vescovi ora sono ... komunisti!

«Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto».
«La democrazia è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci. Se invece dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive»
«Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci». 
«Le regole sono a garanzia e a tutela di tutti. A questo punto si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore, il valore della partecipazione oggi, e domani un altro valore. Ci sono state leggerezze, manchevolezze, approssimazioni  nell'affrontare il gioco democratico che non sono a favore di nessuno, forse siamo impreparati a una democrazia sostanziale».

Trattasi di dichiarazioni rese ai microfoni della Radio Vaticana da monsignor Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici.

Toh! Dopo i magistrati, anche i vescovi ... komunisti! 

sabato 6 marzo 2010

Avanti con l'evasione fiscale!


“La tabella è impietosa. Ciascuno dei 3205 ristoratori presenti nel Comune di Venezia ha dichiarato nel 2006, ultimo anno disponibile per un’elaborazione precisa, in media 23988 euro.”
Questo è l’inizio dell’articolo, apparso sul sito del Corriere del Veneto in data 6 marzo e del quale potete continuare la lettura cliccando qui.
Letto?
Avevo o non avevo ragione nei miei precedenti post (basta inserire la parola “evasione” sullo spazio di ricerca del “blog” in alto a sinistra per rileggerli) quando affermavo che gli unici a pagare le tasse sono i lavoratori a reddito fisso ed i pensionati?
Ma non solo la città di Venezia è in questi stati, ma tutta la provincia, eccetto alcuni rari casi.
D’altra parte, non c’è forse qualcuno –in alto- (non è Dio) che ha affermato che è giusto non pagare le tasse?
Ovviamente non sono solo i ristoratori ad evadere le tasse: ci mettiamo un po’ tutti gli “imprenditori” (possiamo chiamarli così?) e non si salvano neppure i liberi professionisti né i gondolieri (questi ci vanno sempre!).
Sono sicuro che, prima o poi, qualcuno commenterà questo "post" evidenziando che "non tutti sono evasori"! (è già successo). Che coraggio!  
Leggete anche questa lettera inviata al sito del Gazzettino di Venezia: anche chi viene assunto per lavorare ad allestire il carnevale lavora in nero e senza alcuna garanzia! Evasione e … “mafia”.

Ecco il decreto "salvaliste" (quelle del "capo")

Ecco il decreto legge definito "interpretazione autentica"!
Si tratta di un'"autoautenticazione"!!!
Tre soli articoli per salvare le loro liste. Siamo ancora in democrazia? 

ARTICOLO 1
Interpretazione autentica degli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968 n. 108
1.Il primo comma dell'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazioni delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste muniti della prescritta documentazione hanno fatto ingresso nei locali del Tribunale o della Corte d'appello. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale o della Corte d'appello dei delegati può essere provata con ogni mezzo idoneo.
2.Il terzo comma dell'articolo 9 della legge 17 febbraio 1968 n. 108 si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche se l'autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall'articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, purché tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarità dell'autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di un'irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro dell'autorità autenticante, del luogo di autenticazione nonché della qualità dell'autorità autenticante.
3.Il quinto comma dell'articolo 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell'ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso ufficio. Contro le decisioni di ammissione può essere proposto esclusivamente ricorso al giudice amministrativo solo da chi vi abbia interesse. Contro le decisioni di eliminazioni di liste di candidati oppure di singoli candidati è invece ammesso ricorso allo stesso ufficio centrale regionale, che può essere presentato, entro 24 ore dalla comunicazione, solo dai delegati della lista alla quale la decisione si riferisce.
4.Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle operazioni e ad ogni altra attività relative alle elezioni regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Ai fini dell'applicazione del comma 1 la presentazione delle liste può essere effettuata dalle ore 8 alle ore 16 del primo giorno non festivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.
ARTICOLO 2
Norma di coordinamento
del procedimento elettorale
1. Limitatamente alle consultazioni per il rinnovo degli organi delle regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010, l'affissione del manifesto recante le liste e le candidature ammesse deve avvenire a cura dei sindaci, non oltre il sesto giorno antecedente la data della votazione.
ARTICOLO 3
Entrata in vigore
Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale» della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.

giovedì 4 marzo 2010

Non ho parole!!!

Leggi l'articolo su Corriere.it cliccando qui.

Ne hanno combinate delle belle!!!

mercoledì 3 marzo 2010

"A " come Andromeda


Ci sarà, forse, fra i miei cinque lettori, qualcuno di una certa età che avrà visto uno sceneggiato (allora si chiamavano così, e non "fiction") dal titolo "A  come Andromeda".
Ricordo che fu un sceneggiato di successo, con interpreti bravissimi (Tino Carraro, Paola Pitagora, Luigi Vannucchi e Giampiero Albertini), e che, in più puntate settimanali, coinvolse milioni di spettatori, ben trentotto anni fa. La trama è fantascientifica, un bel racconto, di quelli che oggi, nonostante gli effetti scenici esistenti, nessuno sa più fare. Era ancora in bianco e nero ed il calcolatore (un altro importante "attore") era di quelli enormi di una volta, di quelli che davano le "risposte" su stampante, ma non in chiaro, bensì in binario (00100110010010100  ecc.).
Allora nelle scuole, sia inferiori che superiori, non si studiava il sistema binario ed io, che avevo fatto dei corsi per programmatore e che iniziavo, proprio allora, quella professione mi "pavoneggiavo" a spiegare ed a "tradurre" una minima parte, qualche lettera, di quello che si vedeva. 
Oggi non so se chi si avvia ad un lavoro "informatico" sappia cosa sia un sistema binario od anche esadecimale; allora, nel mio lavoro, mi fu molto utile.
 
Per la trama vi rinvio a a questo link. 
Nella foto la galassia di Andromeda ... da dove giungevano i misteriosi messaggi!

domenica 28 febbraio 2010

Questa volta devo essere d'accordo con Galan

" ... Della Lega mi danno fastidio gli accenti volgari, i toni di insulto, di fanatismo che taluni usano per conquistare una riga sui giornali... questo mi fa paura. Prendi la Manuela Dal Lago, di formazione liberale come me, oggi parla con livore, urla, insulta. Prendi Massimo Bitonci, è un fanatico mi fa paura. Piergiorgio Stiffoni è un maleducato e qualcun altro è un bifolco, come il senatore Gianpaolo Vallardi». ....

Le parole scritte qui sopra non sono mie, ma del Presidente della Regione del Veneto Galan, presidente uscente e non più ricandidato, ed appartengono ad una sua dichiarazione, facente parte di un'intervista apparsa su "Il Gazzettino" del 27 febbraio u.s.
Non condivido la politica di Galan e, ovviamente, del suo capo, però, questa volta, non posso dargli torto!
Anzi, io avrei aggiunto altri nomi fra i quali, in primo luogo, Gentilini e Borghezio e sottolineo "accenti volgari", "i toni d'insulto, di fanatismo".   

sabato 13 febbraio 2010

Coronarografia


Da un po’ di tempo non curavo il blog anche perché ho avuto problemi con il PC: tempi lunghi in apertura ed il programma di installazione stampante che partiva senza essere richiesto. Quest’ultimo problema è stato risolto, mentre quello dei tempi lunghi non ancora del tutto.

Detto questo, riprendo con un’esperienza personale: un mese fa ho fatto un accertamento alle mie coronarie e, nel contempo, mi sono stati applicati due “stent”.

Avevo già avuto questa esperienza dodici anni fa, senza, però, impianto di “stent” e, quindi, con conseguente operazione a cuore aperto per inserire tre “baypass”, che hanno risolto il mio problema. Dopo dodici anni si è resa necessaria una ripassatina.

Devo dire, sinceramente, che la coronarografia è un esame invasivo, ma non è assolutamente doloroso. Ed allora vi racconto, senza entrare nel tecnicismo, la mia esperienza.

Mi sono presentato in ospedale (All’Angelo di Mestre) dove, dopo essere stato sottoposto ad alcuni esami, sono stato ricoverato per essere sottoposto, nel tardo pomeriggio del giorno dopo, all’esame invasivo.

Il tutto, compresa la preparazione e piccole iniezioni di anestetico all’inguine,  è durato meno di un’ora. Una volta sistemato, mi è stato inserito un catetere nell’arteria femorale (in posizione inguinale) e da lì il medico ha iniziato ad inserire il sondino. Prima mi è stato iniettato un liquido di contrasto per permettere la visione, di tipo radiografico, su uno schermo che anch’io potevo vedere.

L’unica sensazione era quella di percepire qualcosa che si muoveva solo in zona inguinale.

Il medico dava ordini, con termini tecnici e sintetici, ai due infermieri che lo assistevano, ma aveva il tempo di parlare anche con me spiegandomi cosa stava facendo; in questo modo mi tranquillizzava. Mi avvertì quando stava per inserire il primo “stent”, ma io non percepii alcunché se non un forte calore che dalla testa mi attraversava tutto il corpo fino alle estremità; il tutto questione di due o tre secondi ed ero stato avvertito.

Altri movimenti e poi fui avvertito che ora avrebbero operato nel punto più delicato, cioè nel tronco centrale, e di avvertirli se sentivo dolore. Di nuovo il calore e quindi iniziai a sentire dolore al petto che aumentava; avvertii subito ed allora mi iniettarono una certa dose di eparina per fluidificare ancora di più il sangue e, quindi, il dolore diminuì fino a sparire; subito dopo m’informarono che avevano concluso e che la pressione era arrivata a 240. Non mi tolsero subito il catetere nell’arteria femorale perché, avendo il sangue molto fluido, avrei potuto avere un’emorragia; questa operazione mi sarebbe stata fatta dopo tre ore in reparto. Nel frattempo, anche in conseguenza di tutti i liquidi iniettati, ho fatto più di un litro di pipì!

Saluti, ringraziamenti ed un … arrivederci fra tre o quattro mesi per un’ulteriore immissione di altri tre “stent”! Vi assicuro che non vedo l’ora perché già con questi due sto meglio e, quindi, prevedo e spero di ritornare nelle condizioni di dodici anni fa dopo l’operazione.

L’unica scocciatura è stata quelle di restare disteso immobile, soprattutto con la gamba destra,  per ventiquattro ore. In quattro giorni sono tornato a casa.

sabato 30 gennaio 2010

Il mio primo ... "lavoro" su You Tube

Questo video è il mio primo "lavoro" (immagini di riflessi nei canali veneziani) accompagnato da un'antica canzone veneziana.



Cercherò di migliorare.

domenica 24 gennaio 2010

Le primarie del PD a Venezia


Votanti: 13.003 Schede valide 12.954 Schede nulle o bianche 52
Hanno ottenuto voti:

Orsoni             5.952
Bettin              4.582
Fincato            2.413

Questo è il risultato tratto dal sito ufficiale.

H a vinto, quindi, Orsoni che sarà il candidato sindaco per il PartitoDemocratico.
Per quanto riguarda l’affluenza, in percentuale è andata molto meglio a Venezia centro storico + isole che a Mestre e terraferma.
Nel centro storico (e isole) hanno votato in 5.537, mentre a Mestre 7.417; bisogna tenere presente che in terraferma ci sono il doppio di abitanti (ed anche più giovani) di quelli di Venezia + estuario.
Quindi se sono diminuiti i votanti rispetto alle primarie di ottobre (dove si sceglieva il segretario nazionale), questi sono mancati a Mestre ed in terraferma dove, nonostante la rigidità del clima, potevano andare a votare anche in automobile!

Io ho  votato per Bettin e, quindi, avrei “perso”.
Comunque dicono che Orsoni è una persona seria, al contrario del designato del PDL … Brunetta!

sabato 23 gennaio 2010

Animali ..... "comunisti".

Silvio Berlusconi porta in campagna due illustri ospiti, il primo ministro indiano ed il primo ministro turco. Dopo un po’ si accorgono di aver perso l'orientamento e, vista l'ora tarda, Silvio prende in mano la situazione.
“Consentitemi cari ministri, ho intravisto una fattoria dove troveremo un rifugio sicuro”.
(TOC TOC)!
“Chi e?” chiede il proprietario.
“Sono Silvio Berlusconi, e ci siamo persi ! Ci ospiterebbe per una notte?”
“Volentieri, ma ho solo 2 posti, uno dovrebbe andare a dormire nella stalla...”
“Nessun problema, andrò io” si offre il ministro indiano.
”Buonanotte... buonanotte”
(TOC TOC)!
“Chi e?”
“Sono il ministro indiano, nella stalla c'è una mucca ed io non sono degno di dormire nello stesso luogo dove dorme un animale considerato sacro dalla nostra religione”.
“Nessun problema, andrò io” dice il ministro turco.
“Buonanotte... buonanotte”
(TOC TOC)!
“Chi e?”
“Sono il ministro turco, nella stalla c'è un maiale e la nostra religione vieta di stare nello stesso luogo di un animale impuro”.
Si fa avanti allora Silvio Berlusconi:
“... e va bene, andrò io...”
“Buonanotte... buonanotte”
(TOC TOC)!
“Chi e?”
“ …siamo la mucca e il maiale....”

mercoledì 20 gennaio 2010

Ragionamenti semiseri sulla democrazia



C’è chi dice che, nel nostro paese, non c’è democrazia e chi, invece, afferma il contrario. Si sa, ognuno ha le sue idee e qualcuno, magari, le ha più strampalate dell’altro.
Il termine democrazia deriva dal greco “démos”, cioè “popolo”, e “cràtos” che significa “potere”; potere del popolo o, meglio, governo del popolo.

Ed allora, il popolo italiano ha il potere? È il popolo che governa? No, anche perché un governo di popolo, cioè dove tutto il popolo partecipa alla vita politica ed alle decisioni, nei tempi moderni e nelle dimensioni attuali di uno stato, è impossibile. Questo tipo di governo era possibile fra le piccole comunità e nei tempi andati come, appunto, viene descritto dal Carducci ne “ Il comune rustico”, poesia che   celebra la formazione spontanea di quei primi nuclei di vita civile che rappresentavano  esempi di democrazia diretta. Ma, anche allora, era vera democrazia? No, perché i partecipanti alle assemblee, che decidevano le sorti delle comunità, erano solo gli uomini (non le donne).

Erano,quindi, forme di democrazia diretta, oggi impossibili o possibili, in parte, solo con i quesiti referendari.

Comunque, anche nelle democrazie moderne, fino a non molto tempo fa, le donne erano escluse dalle votazioni; in Italia votarono per la prima volta nel 1946.

Qualche veneto o “venetista” osa chiamare democratico il governo della Serenissima, cioè quello che governò per oltre mille anni la città di Venezia; orrore!!! Quello non era assolutamente un governo democratico: il popolo non aveva il potere e neppure la borghesia; il potere era in mano solo agli uomini di quelle famiglie ”nobili” fin dall’antichità o diventate in seguito per altri “meriti”, soprattutto censuari. Era un’oligarchia, dal greco "oligoi" cioè “pochi” e "archè", “potere”, “comando”; era, quindi, un governo di pochi. Forse il governo di Venezia, più che un’oligarchia potrebbe essere definito un’aristocrazia, che, sempre scomodando la lingua greca, significa “potere dei migliori”.  Secondo il  pensiero filosofico greco l'oligarchia è una forma di governo "cattiva", non tanto perché antidemocratica, ma in quanto quei pochi che esercitano il potere non ne hanno il diritto o lo fanno violando le leggi o, anche e soprattutto, perché lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità.


Se, invece, i pochi che esercitano un potere lo fanno in maniera legittima e in vista dell'interesse generale, allora il loro governo è quello dei migliori, e cioè un’aristocrazia. Secondo il pensiero aristotelico l'oligarchia è dunque la degenerazione dell'aristocrazia.

Le democrazie moderne non sono democrazie dirette (abbiamo visto che ciò è possibile solo con i “referendum” e, quindi, solo in pochi casi), ma vengono chiamate democrazie rappresentative e questo perché i cittadini vengono rappresentati negli organi che prendono le decisioni di governo del paese solo da pochi (in proporzione) cittadini eletti.


Ed allora, dopo questo “ripasso” di concetti sulla democrazia, possiamo affermare che l’Italia è un paese democratico? Forse, o meglio, in parte. 

E qui subito ci sarà chi si inalbererà e definirà il sottoscritto … “il solito comunista”! Possono definirmi come vogliono … non me ne importa alcunché!!! (non ho scritto “non me ne frega” perché … non sono fascista!).


Ed allora, perché in parte? Semplice: la legge elettorale in vigore non  permette di poter scegliere fra un certo numeri di candidati, ma gli stessi vengono designati da pochi elementi che fanno parte di cerchie ristrette (i vertici dei partiti) e che, più che eletti, possono definirsi dei cooptati! 

La cooptazione rientra tra i metodi non democratici, in quanto i cooptati non sono eletti e perciò non sono rappresentativi e rappresentanti degli elettori. Per questo motivo la cooptazione fa parte di quei regimi che si chiamano aristocratici oppure oligarchici ed è uno strumento di perpetuazione del ristretto gruppo dominante. Non è quindi democrazia!

Allora se non è democrazia, oligarchia o aristocrazia, in Italia cosa abbiamo? Visto che non è democrazia, magari fosse aristocrazia, cioè governo dei migliori; no, secondo me, in Italia abbiamo la “nanocrazia oligarchica”, e “nano” non per le basse stature fisiche, ma per la piccolezza intesa nel senso di minimo, di poco, … di pessimo!

L’attributo “oligarchica” lo vedo bene perché chi detiene il potere lo esercita favorendo interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità.

Insomma, siamo governati da non democratici e siamo governati male!  

domenica 10 gennaio 2010

Lettori da Mountain View (USA)! Chi saranno?

Ogni tanto mi diletto curiosare quali siano, in base alle letture, gli argomenti di maggior interesse di questo mio blog e anche da dove provengano i lettori. Per questo mi servo di un servizio di statistica collegato al blog, che uso, come molti altri, da un po' di tempo. 
Richiedendo la cosiddetta "Geolocation" vengono fornite, anche grafiche, notizie circa la provenienza dei lettori, o quanto meno, di chi è approdato al blog per caso. 
Si può avere la "classifica" per stato e anche per città.
Con quest'ultima opzione ho notato che fra i primi posti, dopo cinque città italiane fra le quali -ovviamente- Venezia, si trova una città statunitense, di circa 70.000 abitanti, che è Mountain View. Gli accessi da questa località sono circa 300 e sono molti di più di quelli di ... New York (circa 100).
La cosa, ovviamente, mi ha incuriosito e sono andato alla ricerca di dove si trovi Mountain View e che cosa abbia di particolare. A parte il numero di abitanti che ho citato più su, ho rilevato che si trova in California, nella Contea di Santa Clara, che è la città più grande della cosiddetta "Silicon Valley" e che è sede delle più grandi ed importanti aziende informatiche ed elettroniche del mondo.
Ed allora mi sono chiesto, e mi chiedo, a chi possa interessare il mio blog per avere così tanti accessi, ovviamente in proporzione, da questa località;  e poi, sarà una sola persona o più persone? Saranno  italiani, che magari si trovano lì per lavoro e quindi "cervelli scappati dall'Italia", o di altra nazionalità? Ho controllato alcuni accessi ed ho notato che gli indirizzi IP sono diversi e quindi, penso, siano più persone.
Resterò con la mia curiosità o la stessa verrà appagata proprio da un lettore di Mountain View?
Nell'attesa, per informazione, vi lascio il link, in italiano, di questa città:
http://it.wikipedia.org/wiki/Mountain_View

sabato 9 gennaio 2010

Post di servizio e di comunicazione

Oggi, ormai è il 9 gennaio (ore piccole), ho aggiornato il mio sito nella parte della sezione "I campanili di Venezia" aggiungendo il quinto sestiere, quello di San Polo.
Ancora uno o due giorni e poi concluderò il lavoro "grosso"; resterà da fare qualche "lisciatina" e, se necessario, qualche aggiornamento e abbellimento.

Colgo l'occasione per ripetere quanto ho già scritto sulla "lavagnetta" accanto: prego tutti i lettori che desiderano inserire un commento ai post di restare attinenti al tema dello stesso; eventuali passaggi per soli saluti non verranno pubblicati. Non è che sia talmente scontroso da non accettare i saluti, anzi, sono sempre graditi, però lo spazio  dedicato a questo è la "lavagnetta" gialla a fianco, chiamata anche "cbox".
Ringrazio e ricordo che la prossima settimana sarò via per qualche giorno, poi spero di esserci giovedì 14 in quanto dovrò presentare un libro e di questo mio intervento lascerò un post.

Aggiornamento delle ore 18,00
Aggiornata la sezione de "I campanili di Venezia" con quelli del sestiere di Santa Croce; ora mancano solo le isole.


Aggiornamento del 10.1.2010, ore 0,08
Completata la sezione "I campanili di Venezia" con anche una panoramica, a volo d'uccello,  dal campanile di San Giorgio.




venerdì 1 gennaio 2010

I campanili di Venezia

Inizia un nuovo anno e, per tutti, è anche il giorno delle speranze; infatti tutti sperano in un anno migliore di quello passato, e, sperare è buona cosa.
Ma sperare soltanto, senza impegnarsi, è poca cosa. 
Ed io ho iniziato quest'anno senza tanti festeggiamenti, ma con tante speranze e mi sono preso anche i miei piccoli impegni. 
Ad esempio, per quanto riguarda il web, ho iniziato una nuova sezione del mio sito: si tratta de "I campanili di Venezia".
Era già un po' di tempo che avevo scattato una serie di fotografie e le avevo accantonate anche per altri impegni. Ora, però, mi sono impegnato -soprattutto con me stesso- a pubblicarle sul mio sito ed ho iniziato proprio oggi, il primo giorno di quest'anno che, a Venezia, non è iniziato -almeno per quanto riguarda il fenomeno dell'acqua alta- molto bene. 
Intanto mi sono limitato al primo sestiere, Cannaregio, con l'impegno di caricare a breve, -dando alcune informazioni storiche ed artistiche-  anche gli altri cinque sestieri, senza tralasciare alcune foto riguardanti i campanili delle isole della laguna veneziana.

I campanili fotografati, almeno per quanto riguarda il centro storico, sono tutti; le immagini sono riprese dalla pubblica via e, pertanto, essendo le calli di Venezia ambienti ristretti, non tutti i campanili sono ripresi nella loro completezza. 
Spero, comunque, di aver fatto un bel lavoro e invito tutti coloro che vorranno visitare questa sezione del mio sito ad inviarmi le loro critiche ed i loro suggerimenti. Grazie.
Il link del mio sito è: http://www.piovesan.net e la sezione si chiama "I campanili di Venezia".


Aggiornamento del 2 gennaio 2010:
Quest'oggi ho inserito anche il sestiere di Castello 

Aggiornamento del 5 gennaio 2010:
Come regalo della Befana ho aggiunto i campanili del sestiere di Dorsoduro.

Aggiornamento del 7 gennaio 2010:
Anche il sestiere di San Marco si trova in linea.

mercoledì 30 dicembre 2009

Una volta esisteva l’ “errata corrige”


Una volta esisteva l’ “errata corrige” e sui quotidiani si trovava, abbastanza spesso, la correzione di un qualcosa pubblicato nei giorni precedenti. Molto era dovuto a “refusi” sfuggiti ai correttori di bozze ed altre volte, invece, veniva corretta una frase che poteva dare adito ad interpretazioni erronee, magari a causa di una virgola.
Oggi i correttori di bozze non esistono più e gli errori, nonostante il correttore automatico dei “software” di scrittura, sono aumentati di molto e, nel contempo, è sparita quella forma di modestia da parte dei giornalisti e dei direttori, ma anche  di rispetto verso i lettori, nel riconoscere e correggere gli errori.
Oggi scrivono baggianate (è un eufemismo), sbagliano grammatica ed ortografia, ma scrivono anche cose non vere; non importa! Va bene così! Andiamo avanti, tanto quello che è stato scritto oggi domani sarà dimenticato. Così la pensano direttori e pennaioli  di vario genere e calibro.
Ma non è così: c’è chi legge e si inalbera (anche questo è un eufemismo) nel vedere scritte cose errate o non vere.
E veniamo al fatto concreto. Il 27 u.s. il Gazzettino dedicava due pagine al ricordo dello scrittore Carlo Sgorlon, appena scomparso, e, fra i diversi articoli, trovo, in quello di Rolando Damiani “La sua ‘penna d’oro’ critica e popolare insieme”, la sotto notata  frase: “ … L’ambientazione di regola coincide con il microcosmo del Friuli, descritto nelle vicissitudini contemporanee (come la calata dei cosacchi al seguito dei nazisti narrata in “La conchiglia di Anataj” del 1983 …”.
Un salto sulla seggiola è stata la mia prima reazione; come si può scrivere una ca…volata del genere? La storia dei cosacchi in Friuli è inserita nel romanzo “L’armata dei fiumi perduti” del 1985, mentre quello citato nell’articolo narra, in particolare, la storia di uno dei tanti emigrati friulani in terra russa ai tempi della costruzione della ferrovia transiberiana (fine ‘800 primi ‘900).
Questo è un errore madornale e non riesco a capacitarmi come sia potuto accadere: faciloneria e leggerezza dell’autore o un taglio mal fatto, magari per abbreviare l’articolo di qualche riga?
Non lo so e non lo saprò mai perché,  nonostante abbia subito inviato due e-mail, una alla redazione delle pagine culturali ed un’altra alla redazione web, ho ricevuto solo risposta da parte di quest’ultima che mi informava di aver girato la mia e-mail alla redazione cultura.
Ho atteso l’”errata corrige”, ma, a tutt’oggi … nulla!

    

lunedì 28 dicembre 2009

Immunità o impunità


«In questo momento la magistratura ha più potere della politica – spiega Brunetta -. Mentre la magistratura può condizionare la politica in maniera pesante con l’uso politico che si fa della giustizia, il potere politico, cioè quello eletto dal popolo, spesso è in balia della cattiva giustizia. Bisogna ripristinare questo equilibrio. I padri costituenti l’avevano previsto chiaramente: l’immunità parlamentare, non impunità ma immunità parlamentare, che consenta a tutti i parlamentari di essere liberi».
Il ministro Brunetta, facendo evidentemente da “controcanto” al suo “datore di lavoro” insiste sul ripristino dell’immunità parlamentare, che non è impunità.
È chiaro che i “padri costituenti” la pensavano in questo modo e, purtroppo, non erano stati lungimiranti in quanto non avevano preveduto che, in pratica, sarebbe diventata una vera e propria impunità, non solo su eventuali azioni nell’ambito dell’attività parlamentare, cosa abbastanza giustificabile, ma anche su reati comuni, soprattutto contro il patrimonio, e di corruzione, compiuti anche prima della elezione a rappresentanti del popolo. Un popolo tanto richiamato dall’odierna maggioranza, che, come previsto dalla costituzione, con referendum, provvide ad abolire l’immunità parlamentare. Ed il popolo è sovrano! ( o lo è solo quando e come comoda?).  
E poi chi dice che i parlamentari non sono liberi? Ma se hanno fatto sempre quello che volevano!
È  ora di finirla di parlare sempre di “uso politico della giustizia”. Se il potere politico è corrotto è giusto che venga incriminato e processato.
Basta! Non vogliamo, noi che facciamo parte del “popolo sovrano”, che ci sia una giustizia per il popolo ed una giustizia (più giusta!) per la “casta”.