mercoledì 10 settembre 2008

Sbalzi ... di contatore!

Come tutti i blogger, anch’io ho un contatore dei visitatori che si appoggia ad un sito esterno e che, oltre al numero dei visitatori e delle pagine viste, mi fornisce anche notizie di tipo statistico ed altro.

Fino all’altro ieri, ed escluso il periodo estivo, la media dei visitatori giornalieri si fermava a cinquanta dei quali un 10% conteggiati come “primi visitatori”; in certi periodi, soprattutto se trattavo determinati argomenti di qualche interesse generale, e per merito dei motori di ricerca, i numeri aumentavano. Il tutto restava, però, entro certi limiti.
In questi giorni, invece, per merito di un piccolo post, inserito sabato 6 settembre (andate più sotto per leggerlo), del quale non cito l’opzione di ricerca per non ricevere inutili visite casuali, ho avuto un incremento altissimo di visite: sono arrivato, ieri 9 settembre, a 688 visitatori dei quali 633 nuovi!
Con l’opzione di ricerca di parte del titolo sono arrivato a piazzarmi sulla prima pagina di Google!

Ed ecco il grafico.

Evidentemente sono molti che hanno paura della … fine del mondo!
Però ho dovuto provvedere, nel sito statistico, alla cancellazione delle ultime mille pagine viste per ben due volte. Già oggi, comunque, siamo a circa metà degli accessi di ieri: l’esperimento al Cern di Ginevra non ha avuto gli effetti disastrosi previsti da falsi profeti.

martedì 9 settembre 2008

Com’è difficile Venezia!

Riprendo, dalla rubrica “Italians” gestita da Beppe Severgnini sul sito del Corriere, una lettera dal titolo Venezia: introvabili i cestini dell'immondizia” e che riporto di seguito:

Caro Beppe,
durante le recenti vacanze estive trascorse con la mia famiglia sulla riviera veneta, io e mia moglie abbiamo deciso di recarci con il nostro bimbo di 20 mesi a visitare la splendida Venezia. La città è certamente unica, ma che delusione quanto abbiamo scoperto che su tutta la Riva degli Schiavoni (non un calle nascosto bensì il punto di approdo a piazza San Marco) esiste un solo ponte accessibile ai passeggini o a eventuali disabili in carrozzina. O ancora quando, dopo esserci riposati e imbattuti nel cambio di pannolino del nostro bimbo, abbiamo scoperto che in tutta la zona dell'Arsenale (segnalato come monumento di notevole importanza) non esiste un solo cestino per l'immondizia. E che dire quando girando per la scelta del ristorante abbiamo scoperto che nei locali interpellati non esisteva un solo seggiolone per bambino? Forse che Venezia è visitata ogni anno solo da persone adulte, fisicamente sane e che non producono alcun rifiuto?


Paolo Brischetto, pa.clo@alice.it

(La lettera e visibile al link http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-09-09/07.spm )

Da veneziano devo dare ragione su molte cose al sig. Brischetto però mi sento di dovere fare alcune precisazioni.

È vero! I cestini per i rifiuti sono rari e, quando ci sono, si trovano nascosti. D’altra parte nessuno li vuole vicino alla propria porta o vicino al proprio negozio perché è usanza, sia da parte di veneziani sia da parte dei turisti, appoggiare vicino agli stessi di tutto e di più!
La spesa per la raccolta dei rifiuti di dodici milioni di visitatori all’anno (questo è il carico sopportato da Venezia) grava sui cittadini veneziani e non solo su coloro che operano e guadagnano con il turismo! Quindi se qualcuno ha da lamentarsi sono i veneziani e non i turisti!

Per quanto riguarda i ponti non adatti ai disabili, si può essere anche d’accordo, ma la maggior parte dei ponti sono stati costruiti non qualche anno fa, ma secoli fa, quando non c’era alcuna legge al riguardo; il ponte della Costituzione (o di Calatrava), il quarto ponte sul Canal Grande, che verrà inaugurato a breve, è in attesa di un’ovovia per i disabili. Adattarli tutti sarebbe molto difficile e non sempre le attrezzature sarebbero sicure: vi sono ponti ripidi, ponti in legno, in ferro ed in pietra, ponti storti e magari con accessi molto stretti dove passa solo una persona; il problema non è semplice. Solo qualche ponte fra i più frequentati sono adattati per il trasporto dei disabili.

Ponti non adatti ai passeggini per bambini? A Venezia, mamme, papà ed anche nonni non si sono mai lamentati di portare i passeggini su e giù per i ponti (lo posso assicurare per esperienza) e non vedo perché debba lamentarsi un turista. Quindi non esageriamo!

I ristoratori veneziani non hanno seggioloni? Non so quanti ristoranti abbia interpellato l’autore della lettera, ma non stento a credergli; si sa che gli esercizi, soprattutto quelli attorno alla zona marciana, sono sempre pronti a ghermire il turista senza fornirgli un servizio corrispettivo al prezzo che lo stesso paga. Un seggiolone occupa posto, e se i bambini sono due in contemporanea, ancora di più! Maggiore occupazione di posto con minore introito perché ad un bambino non si può applicare lo stesso prezzo di un adulto. Cosa volete, quelli sono lì … per guadagnare tanto ed il più presto possibile!

Un ultimo appunto: “calle” è un sostantivo femminile e quindi non si può scrivere “un calle nascosto”.

Com’è difficile Venezia!

lunedì 8 settembre 2008

Attenzione al "male assoluto"

Una frase detta oggi, magari seguita da una precisazione, una frase detta domani, una parola in più o una parola in meno ed ecco che, giorno dopo giorno, ci abituiamo a sentir parlare di certe cose e, forse, non faremo più caso. Detto e fatto, ci ritroveremo nuovamente il fascismo, magari con nuove leggi razziali (non ci manca molto) .
D'altra parte novant'anni fa il tutto comincio con qualche manifestazione e con qualche marcia e poi ce li siamo sorbiti per oltre venti anni.
Attenzione che i "nipotini del duce" ci stanno riprovando, magari con meno tracotanza e senza camicia nera, ma in doppio petto.
Attenzione! Troppo facile e semplice dire che i morti sono tutti uguali, che i "ragazzi di Salò" avevano fatto una scelta in buona fede, che combattevano per la difesa della Patria.
Attenzione, attenzione ed attenzione!!! (Che poi è l'equivalente di ... "resistere, resistere e resistere!!!)

Aggiornamento del 10 settembre 2008:
Vi invito vivamente a leggere l'articolo indicato con questo link:
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7356

sabato 6 settembre 2008

Il buco nero!!!

Il buco nero parte dal Cern di Ginevra!

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Ma, per fortuna, c'è chi ci scherza, e sono proprio quelli del CERN

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venerdì 5 settembre 2008

Sulla “Regata Storica” a Venezia

A Venezia, la prima domenica di settembre, si svolge la Regata Storica, una manifestazione sia sportiva sia di rievocazione storica. La seconda, sempre uguale da quando, nel 1899 –in occasione della prima Biennale d’Arte-, il Sindaco Grimani istituzionalizzò il nome e le norme, rievoca l’accoglienza riservata nel 1489 a Caterina Cornaro, sposa del Re di Cipro, che rinunciò al trono a favore di Venezia. È una sfilata di decine e decine d’imbarcazioni tipiche cinquecentesche, multicolori e con gondolieri in costume, che trasportano il doge, la dogaressa, Caterina Cornaro, tutte le più alte cariche della Magistratura veneziana, in una fedele ricostruzione del passato glorioso di Venezia. Questa rievocazione è molto apprezzata dai turisti e, anche se ripetuta ormai da diversi anni, è sempre un bel colpo d’occhio anche per noi veneziani. Se poi la giornata e soleggiata, cosa che finora è quasi sempre capitata (personalmente mi ricordo una sola giornata di pioggia), i colori delle barche e dei costumi, ma anche dei palazzi che si riflettono nel Canal Grande, vengono esaltati: è veramente uno spettacolo che avvince!

Dopo la rievocazione storica, le acque del bacino di San Marco e del Canal Grande verranno solcate da veloci barche che, nelle diverse categorie di mezzi e di rematori, si daranno battaglia per la conquista del primato.

Il programma, sempre uguale da alcuni anni, è il seguente:

16.50 Regata dei giovanissimi su pupparini a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della Banca d’Italia - ritorno e arrivo a Ca’ Foscari

17.05 Regata delle donne su mascarete a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” tra Riva de Biasio e San Marcuola - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari

17.30 Regata delle caorline a sei remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della stazione ferroviaria di Santa Lucia - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari

17.55 Regata dei gondolini a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della stazione ferroviaria di Santa Lucia - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari.

Ovviamente la voga è quella veneta, in pratica in piedi. “Pupparini”, “mascarete”, “carline” e “gondolini” sono i nomi di tipiche barche della laguna veneziana e mentre le prime tre sono barche usate anche normalmente –per lavoro e per divertimento- i “gondolini” sono, invece, barche simili alle gondole, ma più piccoli ed usati solo per le regate.

Un altro termine, inusuale per i non veneziani, è “paleto” (rigorosamente con una “t”) che sta ad indicare il palo, infisso nel mezzo del canale, attorno al quale le barche devono girare per tornare indietro. È a questo punto che, quasi sempre, si determina l’ordine all’arrivo; infatti, chi gira per primo attorno al “paleto” è, di norma, il vincitore.

L’etimologia della parola regata è incerta, ma è probabile derivi dal termine latino “aurigare”, che significa gareggiare (l’auriga era il conduttore nelle corse delle bighe romane), usato e attestato nel secolo XVI come sinonimo di gara. Da Venezia il termine passò nelle principali lingue europee indicando sempre una competizione agonistica su barche.

Gareggiare su barche è sempre stata un’attività svolta nella laguna di Venezia, anche con l’incoraggiamento del governo veneziano, soprattutto per tenere preparati gli uomini alla navigazione che, allora, era in gran parte a remi. Ma i barcaioli si cimentavano ogni giorno nei tratti di laguna che separano la città dalle isole dove venivano e vengono coltivati i prodotti orticoli; chi giungeva primo al mercato aveva maggiori possibilità di vendere la merce e, in queste gare sui generis, partecipavano anche le donne. Una di loro divenne famosa nel ‘700 per le vittorie che accumulò, si tratta di Maria Boscolo (o Boscola) della quale esiste anche un quadro che la immortala con le bandiere vinte in regata. Fu una campionessa del remo e sulla sua vita un’autrice, Alda Monico, traendo lo spunto anche da vicende della storia veneziana, quella d’ogni giorno, costruisce un personaggio femminile molto forte, molto determinato, come lo erano, molto probabilmente, gran parte delle donne di allora e lo contorna anche di racconti di fantasia. Il titolo del libro è “Maria della laguna” e la lettura dello stesso è piacevole.

Anche le donne che partecipano alle regate moderne sembrano molto determinate e, nel vederle impegnate nella fatica della gara, soprattutto nelle riprese ravvicinate televisive, questo viene confermato.

Speriamo in una bella giornata autunnale e godiamoci, veneziani ed ospiti, in barca, sulle “fondamente” (strade veneziane che costeggiano un canale), nei campi che si affacciano sul Canal Grande e dalle finestre dei palazzi lo spettacolo della regata storica (c’è anche la trasmissione televisiva, parte in diretta e parte in differita).

martedì 2 settembre 2008

Il quarto ponte sul canal Grande

Il quarto ponte sul Canal Grande, ancora senza nome e chiamato perciò con quello del suo progettista, l’architetto spagnolo Santiago Calatrava, ormai è pronto, ma non ancora aperto al traffico pedonale; manca, infatti, solo l’ovovia per permettere anche ai diversamente abili di passare da una parte all’altra, da piazzale Roma alla Ferrovia e viceversa, senza difficoltà.

In questi ultimi due anni, anche perché abito nei pressi, l’ho visto crescere fin dalle fondazioni (cosa questa che per la città di Venezia non è mai semplice) e la successiva posa in opera dei vari elementi.

In questi anni ci sono state innumerevoli polemiche, a partire dall’opportunità e necessità di costruirlo, passando per i costi ampliatisi parecchio in corso di costruzione, concludendo con il nome da dare all’opera.

Spesso sono state polemiche in malafede come quella, sollevata da veri ignoranti, relativa al fatto che, in una città antica e particolare come Venezia, non sarebbe opportuno inserire opere architettoniche contemporanee. Rispondere a queste prese di posizioni basta il fatto che gli stili architettonici presenti nella città sono tantissimi e di svariati periodi; non è detto poi che le opere del passato siano tutte belle: ci sono certi orrori antichi davanti ai quali le costruzioni moderne fanno bellissima figura ed il ponte in questione, chiamiamolo “di Calatrava”, è una di queste.

«Oltre a rispondere a una funzione di collegamento e di miglioramento della mobilità a Venezia, il Ponte - ha detto l'assessore ai LL.PP Mara Rumiz, durante la conferenza stampa di presentazione del ponte in data 2.9. c.a. (vedi la relazione sulla conferenza stampa)- ha uno straordinario valore per la tutela (nel senso pieno del termine: conservazione sì, ma anche valorizzazione) della città: una città non solo con la testa rivolta allo splendido passato, ma che sa e vuole candidarsi a essere città del presente e del futuro». E ha concluso: «Proprio noi veneziani, che abbiamo la responsabilità di conservare lo straordinario patrimonio artistico, storico, architettonico, ambientale che abbiamo ereditato, abbiamo l'obbligo di consegnare a chi verrà dopo di noi il segno più alto dell'architettura contemporanea».

Dichiarazioni che mi trovano d’accordo anche perché a me il ponte piace: è bello, ha una linea armoniosa ed elegante; vederlo poi di notte, illuminato, appare come una sciabolata di luce. Bisogna ricordare che uno dei materiali usati maggiormente è il vetro.

Ci sono stati coloro che hanno parlato dell’inutilità del ponte partendo dal presupposto che chi arriva in macchina a Piazzale Roma non ha necessità di andare alla stazione ferroviaria e viceversa. Evidentemente costoro parlavano, e parlano, senza cognizione di causa; non sanno che tutta la zona è in fase di ristrutturazione: a Piazzale Roma sta sorgendo, nell’area dell’ex Manifattura Tabacchi, il nuovo Palazzo di Giustizia (anche questo “in fieri” da anni e non si sa quando sarà pronto); sempre in zona è in costruzione il “poeple mover”, una specie di treno su rotaia aerea che collegherà il terminal del tronchetto con Piazzale Roma. "Il People Mover - ha sottolineato il sindaco Cacciari in una conferenza stampa dello scroso anno - è un altro importante tassello della 'Venezia che cambia'. Con esso si dà ulteriore attuazione al progetto del Comune, sviluppato già una decina di anni fa, di riqualificare contemporaneamente sia la zona del Tronchetto, facendola davvero diventare la 'porta della città', che quella di piazzale Roma, liberandola dalla morsa del traffico e dotandola di nuove infrastrutture, come la 'Cittadella della Giustizia' e il ponte di Calatrava.".

Poi c’è il nuovo uso del palazzo dell’ex Direzione Compartimentale della Ferrovie che vedrà l’accorpamento di numerosi uffici regionali sparsi per la città che, perciò, verrebbero a trovarsi in una situazione territoriale e logistica veramente ottimale. Il tutto, poi, sarà di molto aiuto ad un “megastore” che verrà a trovarsi sempre nello stesso palazzo e che farà parte del Gruppo Grandi Stazioni; quindi … Benetton ringrazia!

Per quanto attiene al nome da dare al ponte, il Gazzettino, il quotidiano locale, ha fatto una specie di referendum fra i lettori: se ne son lette di “cotte e di crude” e quindi attendiamo le decisioni di chi deve prendere queste decisioni!

Segnalo la galleria fotografica nel sito del Comune di Venezia.

Di seguito, invece, tre fotografie scattate da me quest’oggi.





Aggiornamento del 3-9-2008: il ponte dovrebbe chiamarsi, come annunciato dal Sindaco massimo Cacciari, “Ponte della Costituzione” in occasopne del 60° anniversario della Costituzione Italiana.
Questo nome è stato votato all’unanimità dalla Giunta Comunale, ma l’atto deliberativo scritto non esiste ancora.

martedì 15 luglio 2008

Tessera P2 n.1816

Noi italiani, si sa, siamo di … memoria corta; ci dimentichiamo anche cose che, invece, non dovrebbero essere dimenticate. E perché no? Ci facciamo abbindolare facilmente da venditori di fumo, che non sono solamente i vari maghi e cartomanti, ma che possono essere anche i politici. Forse, direi meglio senz’altro, questi ultimi sono ancora peggio perché portano alla rovina non pochi individui, ma l’Italia intera.

Ed allora ricordiamo! Chi ci sta abbindolando attualmente ha fatto parte della, ora famosa e famigerata, loggia massonica Propaganda Due di Licio Gelli, la P2, ed il numero della tessera era il 1816.

Ed il n.1816 ha scopiazzato il suo programma proprio da quello della loggia massonica.

D’ora in avanti non indichiamolo più con i suoi cognome e nome, o con l’incarico che attualmente riveste, ma riconosciamolo con questo segno:

Tessera P2 n.1816

Chi volesse approfondire non fa altro che cercare su Google, indicando “P2” e “1816”, e troverà numerosissimi link che trattano questo argomento.

Qui ve ne indico solo alcuni e leggendoli troverete anche altri misfatti di colui che “vuole mettere ordine nel sistema giudiziario”:

http://www.berlusconisilvio.com/p2berlusco.htm

http://www.kaosedizioni.com/schtvaffari_fratellop2.htm

http://beppegrillo.meetup.com/633/boards/thread/5013273

http://sogliadiattenzione.blogspot.com/2008/04/berlusconi-silvio-tessera-p2-n-1816.html

http://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/massoni/p2.html

Appunti (molto personali) sul Lussemburgo

Fra qualche giorno lascerò il Lussemburgo e passerò in Carnia, transitando per Venezia per il necessario rinnovo dell’abbigliamento.
Ormai è qualche anno, da quando mia figlia vi si è trasferita per lavoro, che vengo in questo piccolo paese europeo.

Già negli anni scorsi ho scritto due post su qualcosa di particolare (vedi 1 e vedi 2) ed ora vorrei dare qualche notizia generale sul Granducato del Lussemburgo.
Granducato perché il capo dello stato è un Granduca, un monarca costituzionale, di quelli che non contano alcunché, ma che i suoi sudditi ammirano e rispettano.

L’economia del paese, una volta legata all’attività mineraria ed all’agricoltura, oggi fa conto sull’istituzione Europa e sugli uffici ed enti della comunità, che qui si sono installati.
Esiste un quartiere moderno chiamato appunto “europeo” dove si trovano lei sedi di uffici diversi; vi sono due enormi costruzioni che ospitano un migliaio di “addetti alle traduzioni” e, per questo vengono chiamati “palazzi dei traduttori”.
Il Lussemburgo è considerato un “paradiso fiscale” ed anche ciò porta dei vantaggi alla popolazione.
Ovviamente in questi ultimi anni la popolazione, soprattutto quella della “Ville de Luxembourg”, è aumentata notevolmente, soprattutto per l’apporto degli stranieri che qui risiedono e che operano nelle istituzioni europee.

Vi sono numerosi italiani, molti discendenti di emigrati di prima e di dopo l’ultima guerra mondiale, italiani, che come sappiamo, venivano a lavorare soprattutto nelle miniere. Ma la comunità più numerosa è quella portoghese, anche se più recente, i cui cittadini sono in gran parte dediti all’edilizia.

Il paesaggio è, in genere, collinoso e molto verde. Anche in città numerosi parchi rendono migliore, in tutte le stagioni, il modo di vita ovviamente improntato alla modernità.
Il centro della città vecchia è abbastanza ridotto e si può visitare il tutto in due tre giorni (compresa la visita guidata a parte del palazzo del Granduca). Interessanti sono i “grund”, i vecchi quartieri sulle rive di due piccoli fiumi al fondo di due “canyon” imponenti; anche qui, oltre alle costruzioni tipiche, ampio spazio è dedicato al verde.
Interessante anche il sistema di gallerie scavate nella roccia che servivano come difesa alla “cittadella”.

Istituzioni culturali sia antiche che moderne incrementano, soprattutto nel periodo estivo, importanti iniziative che spaziano ampiamente su tutti i fronti: concerti di tutti i tipi (anche per bambini), spettacoli e mostre d’arte rendono interessante la vita culturale lussemburghese.

Dei trasporti locali ho già trattato in un altro post indicato sopra.

Il clima: va bene per chi si adatta al freddo ed all’umido. Raramente capitano lunghi periodi (una due settimane!) di caldo e, spesso, anche nel giro di poche ore, la situazione meteorologica può cambiare notevolmente. In questi giorni, quando in Italia si soffocava per l’afa, qui si andava a 13° di notte e a 20°-25° di giorno. Si sono raggiunti anche i 28°, ma non è mancato mai il vento ed un grado di umidità relativa veramente basso. In parole povere: se in estate vi portate un “pail” non sbagliate.

La lingua, o più precisamente le lingue sono due: il francese ed il lussemburghese, una parlata tedesca. Comunque anche se parlate solo italiano vi troverete ugualmente bene.

Se poi volete fare un giro fuori dalla città di Lussemburgo, vi consiglio una gita sulle rive della Mosella, il fiume che segna, per una buona parte il confine con Germania e Francia; qui troverete buoni ristoranti e buon vino! Il prezzo, però, soprattutto del vino, non è … “buono”!

A proposito di costi, in generale la vita in Lussemburgo è più cara che in Italia.

domenica 13 luglio 2008

“Mestiere nonno, non baby sitter”

“Mestiere nonno, non baby sitter” è questo il titolo di un’inchiesta apparso su Gvonline, il sito del settimanale del Patriarcato di Venezia e, visto che l’argomento mi interessa, sono andato a leggere gli articoli relativi. Chi volesse fare altrettanto, clicchi qui.

Non è facile fare il nonno! Questo mi sembra assodato innanzitutto per un semplice motivo: i nipoti non sono i nostri figli, ma i figli dei nostri figli; è passata una generazione e, in questo periodo, molte cose sono cambiate. I bambini di oggi ricevono stimoli diversi da quelli che ricevevano i loro genitori, i genitori di oggi sono diversi dai loro genitori soprattutto perché nella nuova famiglia odierna, molto spesso, entrambi lavorano, cosa che nella generazione precedente capitava in misura minore.

I nonni, quindi, non devono sostituirsi ai genitori, anche perché l’età non glielo permette: è faticoso, ve lo assicuro, stare dietro a bambini, soprattutto se sono ancora piccoli; fisicamente non se la fa!

Poi, la visione educativa può essere diversa fra nonni e genitori e non devono entrare in contrasto; deve prevalere la linea impartita dai genitori ed i nonni non devono ostacolarla e neppure impostarne una diversa.

Tuttavia, se i nonni devono fare i nonni, è bene che a loro non venga delegato altro! Mi spiego: se un nonno deve “vigilare” sui nipoti per un numero di ore notevoli, in quanto i genitori sono impegnati nel lavoro, non si può pretendere, da parte dei genitori, che il ruolo dei nonni debba essere limitato a quello di “baby sitter” o a quello di posteggio!

E tutto nasce dal pacifico accordo fra genitori e nonni e dal rispetto dei primi verso i secondi che hanno già fatto la loro parte di genitori a suo tempo. La parte che tocca oggi ai nonni è importante anche perché, oltre a poter viziare i nipoti (cosa non “giusta” per i genitori), possono essere coloro che trasmettono la memoria della famiglia, ma non solo, ed i valori essenziali.

Quindi, azzeccato il titolo dell’inchiesta e … auguri di buon lavoro a tutti i colleghi nonni!

Dal Lussemburgo 13 luglio 2008

giovedì 10 luglio 2008

Sono stufo di pietismi e giustificazioni nei confronti dei terroristi

Fra un ciclo di poppate (plurale perché si tratta di due gemellini), tra un’annotazione ed un’altra (quantità di latte bevuto, cacca, pipì e le pesate giornaliere), fra una sterilizzazione e l’altra di biberon, tiralatte e contenitori vari, riesco anche a leggere ed a seguire le principali notizie in rete.

Proprio l’altro ieri, mentre finivo di leggere un libro, leggevo su Corriere.it che sta per essere estradata dalla Francia un’altra terrorista appartenente alle brigate rosse, condannata con sentenza passata in giudicato, e ciò dopo anni di latitanza.
Tuttavia il presidente francese si è fatto parte diligente, tramite il capo del governo italiano, di chiedere al Presidente Napoletano la grazia.
La terrorista si chiama Marina Putrella e per leggere l’articolo che racconta un po’ la sua storia, cliccate qui.
Il libro al quale accennavo sopra è “Spingendo la notte più in là – Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo”; l’autore è Mario Calabresi, il figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato dai terroristi rossi nel 1972, dopo una lunga campagna di denigrazione da parte di Lotta Continua.
Il libro è stato presentato di recente anche in una trasmissione televisiva (non ricordo quale) ed a parlare era proprio l’autore.

Perché questo accostamento fra una storia sul terrorismo vista dalla parte delle vittime e l’articolo in questione?
L’autore, e con lui moltissime altri familiari di vittime del terrorismo, in gran parte “servitori dello Stato”, chiedono GIUSTIZIA nel ricordo di chi è stato assassinato, chiedono GIUSTIZIA nello scontare le pene da parte degli assassini, chiedono GIUSTIZIA perché non ritengono degno di un paese democratico il fatto che gli assassini, dopo riduzioni di pene, affidamenti vari a servizi sociali ed altre concessioni, non assumano ruoli di “maîtres a penser”, non appaiano in TV a parlare di quegli anni terribili, quasi a giustificazione del loro comportamento.

“… Dovrebbero essere almeno condannati al silenzio sociale … “ dichiara una figlia che non conobbe mai suo padre, mentre un’altra donna, la vedova di un magistrato, dice: “ … In Italia si è fatta strada un’illusione, che corrisponde alla fantasia dei terroristi, che si possa superare quello che hanno fatto come se nulla fosse successo …”.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro!

Dal Lussemburgo, addì 10 luglio 2008

venerdì 4 luglio 2008

Come avevo precisato nel mio precedente post ...

... ogni tanto, nonostante sia fuori casa e quindi con disponibilità diverse per l'accesso a internet, una puntatina sul blog e accesso ai post degli altri blogger.

Questo mio post è limitato ad una sola frase, o meglio, ad un proverbio:


OGNI FRUTTO LA SUA STAGIONE.



Perché ho richiamato questo proverbio? Vediamo chi si avvicina di più alla verità.
Nessun premio! Buonanotte, perché, nonostante sia ancora chiaro alla latitudine in cui mi trovo, essendo stanco, vado a letto!

venerdì 20 giugno 2008

“Post” prima delle vacanze

Domani partirò e, per un po’ di tempo, salvo qualche rara puntatina, starò lontano dal “web”.

Qualcuna penserà: “Era ora!”. Va bene, forse avrà ragione, ma l’assicuro: ”Tornerò!”

Gli argomenti dei quali vorrei trattare sono molti e, per questo, mi limiterò solo a qualcuno ed anche su questi sarò molto breve.

ESAMI DI MATURITÀ

“Esperti” incompetenti: quest’anno, più che in precedenza.

Hanno sbagliato, finora, sul tema d’italiano, nella versione di latino, in quella di greco ed anche in quella d’inglese.

Una domanda viene logica: “Ma che razza di esperti sono?”. Secondo me sono “figli del ‘68”, di quel periodo in cui gli esami venivano superati, all’università, con il “18 politico”.

Sembra che, proprio per questi errori, i commissari d’esame siano stati invitati a essere di manica larga, onde evitare ricorsi presso il T.A.R.

Ed allora, tutti promossi! Così, fra 20-30 anni troveremo al ministero altri “ignoranti”!

INTERCETTAZIONI

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16864

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16865

Se v’interessa, potete rileggervi i post sottostanti, ma, comunque, vi consiglio di leggere gli articoli di Piercamillo Davigo relativi ai link soprastanti.

PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO

Molto brevemente: hanno abolito l’ICI sulla prima casa, che già ara stata ridotta dal precedente governo. Vogliono aumentare le tasse ai petrolieri ed ai banchieri per “l’assistenza agli anziani” (tra virgolette perché sono parole di Tremonti).

Tutto bene, però: si parla già di:

1) ripristinare i tickets per la sanità che, guarda un po’, avrà minori finanziamenti;

2) i petrolieri ed i banchieri hanno già fatto capire che non ci stanno e che, quindi, ci saranno aumenti nei servizi forniti da queste due categorie;

3) nonostante i gravi incidenti sul lavoro, non ne parlano e, anzi, sembra vogliano esaudire i “desiderata” della Marcegaglia;

4) i tassi medi per i mutui hanno raggiunto il massimo;

5) la disoccupazione torna a salire, però vogliono dar vita ai contratti individuali, limitando il potere dei contratti collettivi (roba da comunisti);

6) fra le grandi opere cito solo il petrolio dell’alto Adriatico: nessuno lo vuole, per la subsidenza di tutto il territorio che va da Trieste a Rovigo e Ferrara; era stato bocciato già in precedenza, ed ora ripresentano il progetto;

7) in ultimo le leggi “ad personam”.

Mi limito e chiudo.

SICUREZZA

Militarizziamo il paese, con 2500 uomini in piazza? Già il fatto, di per sé stesso, porterebbe ad una visione di pericolo nel paese, che non esiste: è solo fumo negli occhi.

L’unico pericolo viene dalla “democrazia limitata” che sembra entrare strisciante nella vita di tutti noi.

Buone vacanze a tutti e … attenzione!

mercoledì 18 giugno 2008

Citazioni

“ … / libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta.”

Così scriveva il Sommo Poeta nel primo canto del Purgatorio.

Se vivesse ai giorni nostri, mettendo all’inferno –e non in purgatorio- chi tenta di limitare la libertà d’informazione, scriverebbe, invece, sempre per bocca della sua guida:

“ … / libertà di stampa non troveranno / se tentan di stampar fosche novelle.”

***

“Ci batteremo sempre perché il nostro avversario possa liberamente esprimersi ed avere ogni strumento di lotta verbale e politica.”

È una massima che risale a Voltaire, ripresa da Sandro Pertini, e che ispira il comportamento etico-politico di ogni democratico sin dal 14 luglio 1789.

Ma, passati tutti questi anni, questa massima ha, evidentemente, … perso un po’ di smalto!

Anche la parola “democrazia” sta perdendo qualcosa!

martedì 17 giugno 2008

Blogger, un lavoro pericoloso

Riporto un post trovato su Mediablog di Marco Pratellesi sul sito di Corriere.it e l’unico commento che è stato inserito a tutt’ora (ore 19,47)

A quando toccherà anche a noi?

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17/06/2008

Blogger, un lavoro pericoloso

Scritto da: Marco Pratellesi alle 13:59

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Il blogger sta diventando un mestiere pericoloso. Secondo il rapporto del World Information Access (Wia) dell'università di Washington 64 blogger sono stati arrestati dal 2003 ad oggi e hanno scontato pene che variano da pochi mesi a 8 anni.

In testa alla classifica dei paesi più repressivi Cina, Egitto e Iran che da soli hanno totalizzato un terzo degli arresti. Ma nella black list finiscono anche Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia.

Bavaglio non solo per i giornalisti, dunque. Più i blogger diventano famosi e trattano temi scomodi, più si cerca di farli tacere. E c'è da prevedere che, più la blogosfera si rivelerà importante per la formazione dell'opinione pubblica, più la repressione, in certi paesi, si farà sentire.

Pubblicato il 17.06.08 13:59 | | Commenti(1) | Invia il post

Postato da zebra_zebra | 17/06/2008

Fare il blogger è molto pericoloso anche in Italia, come dimostra la vicenda di Antonino Monteleone, giornalista calabrese: il suo blog è stato posto sotto sequestro perchè diffamava (o criticava, dipende dai punti di vista) la classe politica calabrese (è possibile vedere su youtube: http://it.youtube.com/watch?v=3TfIQzJUg_Y. Fare il blogger è molto pericoloso anche in Italia, quando i mezzi di comunicazioni di massa non informano e l'ordine dei giornalisti serve solo a proteggere se stesso e non la libertà di informazione.

lunedì 16 giugno 2008

“Grandi firme” o “falsi”?

La lettera sotto riportata, che è anche una testimonianza, è pubblicata sulla rubrica “Italians” di Beppe Severgnini. (per controllare cliccare qui).

Prada e il Vietnam

Caro Severgnini,
nell'ambito dei miei studi in economia e commercio, ho avuto l'opportunita' di accompagnare degli addetti di una ditta di pelletterie in un viaggio di lavoro in Vietnam e Cina e, per quanto sapessi che vari marchi producono esplicitamente in Asia, ho avuto la sorpresa di scoprire che le calzature Prada che avevo appena comprato (ad oltre 200 euro) sono interamente fatte ad Hanoi, in Vietnam, in una fabbrica con personale pagato meno di 100 dollari al mese, condizioni molto dicutibili, pagate alla fabbrica circa 20 euro, e lo stesso addetto (italiano) di Prada al controllo qualita' mi ha spiegato che per esempio in Cina fanno confezionare le borse all'80 %, lasciando solo i tocchi e rifiniture finali e li mandano in Italia come 'semilavorati', marchiandoli poi come 'made in Italy'. Non le pare una presa per i fondelli per chi paga centinaia di euro per una oggetto, in base al prestigio anche del ' made in Italy'?

Gianni Busso, selann84@yahoo.com

Sono sicuro che Prada fornirà tutte le spiegazioni del caso. Vero?

Perché la riporto sul mio “blog”? Semplicemente perché, proprio oggi, a Venezia è scattata la “caccia”, come titolato da un giornale locale, ai borsoni dei “vù cumprà”. Il fatto consiste che questi personaggi non possono viaggiare per la città con i borsoni o con i sacchi riempiti di borse e cinture; se trovati in queste condizioni viene confiscata loro la merce.

Il tutto è stato determinato dalle pressioni dei commercianti veneziani ed anche dalle cosiddette “grandi firme” e da qualche fatto increscioso (persone scaraventate in terra) determinato dalle corse dei “vù cumprà”, con tanto di borsoni, per fuggire alla polizia.

A questo punto viene da chiedersi: se la merce venduta dai “vù cumprà” è “contraffatta” (questi oggetti vengono definiti dei falsi) come si considerano gli “originali” delle “grandi firme” alla luce della lettera/testimonianza di cui sopra?

Mi viene in mente anche un’altra domanda: se queste persone non possono contare sul commercio di borse, cinture e chincaglieria varia, come guadagneranno per potersi mantenere e per aiutare le famiglie rimaste a casa? Ovviamente andranno ad ingrossare l’esercito della manodopera malavitosa! Questo sarà il risultato.

Però Prada & C. non avranno “concorrenti” ed i leghisti saranno contenti.

Sui “vù cumprà” vi segnalo il post di un altro "blogger"

domenica 15 giugno 2008

Blogger, … attenzione!!!

Leggo su “Articolo 21” e, per quanto riguarda i giornali, solo su La Stampa, di una sentenza preoccupante del Tribunale di Modica che condanna uno storico, certo Carlo Ruta, siciliano, accusandolo di aver tenuto nel web, un periodico … “non regolare” (attualmente www.accadeinsicilia.net non è raggiungibile).

Il fatto mi sembra alquanto allarmante perché tutti i “blog” -questo era, e non un periodico- pubblicano di tutto e di più, non in forma regolare.

Già qualche mese fa i “blogger” si erano allarmati per l’interpretazione di una legge per la quale, secondo alcuni, sarebbe stata obbligatoria la registrazione presso il tribunale, nonché la presenza di un direttore responsabile, per le “testate telematiche”, ovvero per i “blog”.

Mi sembra corretto citare quanto riportato sul sito dell’Università di Bologna, anche per fugare novelle “paure”: “L'obbligo di registrazione di una pubblicazione periodica presso il tribunale sussiste esclusivamente per le pubblicazioni cartacee così come previsto dalla Legge 1948 n. 47. La registrazione in tribunale delle pubblicazioni periodiche che hanno una diffusione esclusivamente on-line è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori dei servizi intendano avvalersi delle provvidenze in favore dell’editoria previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 7 del D. L.vo n. 70/2003.”

Ma questa novità del Tribunale di Modica, che è pur sempre una sentenza che, come si dice in gergo, “fa giurisprudenza”, è cosa diversa.

Dagli articoli non si deduce se il Ruta fosse registrato ed avesse chiesto di “avvalersi delle previdenze” di cui alla legge 7 marzo 2001, n.62, e, per questo avrebbe dovuto attenersi alla periodicità.

Il mio dubbio è che con i suoi scritti, in particolare quelli sulle ricerche relative al giornalista Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972, abbia “dato fastidio a qualcuno” e, quindi denunciato. Questo lo evinco da quanto scritto da La Stampa.

Una cosa, però, mi preoccupa: la poca pubblicità data alla notizia da parte degli altri giornali italiani.

Comunque è bene premunirsi, e già alcuni “blogger” lo fanno, inserendo il sotto notato testo/dichiarazione nel blog stesso: “Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, il presente Blog, non rappresenta una testata giornalistica in quanto sarà aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini qui inserite sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo e saranno subito rimosse. Gli argomenti trattati dal blog sono frutto di riflessioni personali, qualora urtassero la suscettibilità di qualcuno siete pregati di segnalarlo.”

Scrive Giuseppe Giulietti, su “Articolo 21”: "Non siamo abituati a commentare le sentenze ma non vogliamo che questa resti avvolta nell'ombra perché riguarda l'articolo21 della Costituzione e la libertà della rete, in un momento tra l'altro particolarmente delicato per l'informazione, in cui si decreta il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni che non rientrano in quelle consentite"...

Mi raccomando: sempre vigili!

sabato 14 giugno 2008

Gli atomi al posto dei “bit”.

Cosa ci prospetta il futuro nel campo dei calcolatori?

Da anni si parla, sarebbe meglio dire si studia, per far sì che gli atomi prendano il posto dei “bit” accelerando, così, di molto, la potenza elaborativa. Ero a conoscenza di studi nei centri di ricerca della I.B.M., e questo già circa sette/otto anni fa, e, invece, proprio dall’Italia, da Firenze, ci giungono notizie che fanno ben sperare.

Si tratta ancora di esperimenti, ma sembra che al LENS (Laboratorio europeo di spettroscopie non lineari) abbiano compiuto un passo importante verso la realizzazione di un computer quantistico.

Si dice che possa calcolare i fattori primi di un numero di cinquanta cifre in 40 minuti (con la tecnologia attuale, servirebbero 10 miliardi di anni!) ed ancora si potrebbe inviare, via web, un libro di 200 pagine, con immagini, in un millesimo di secondo.

Questi esempi, che si potrebbero definire banali, servono, più che altro, ad esemplificare ai “non scienziati” la portata della scoperta.

Chissà, invece, quali e quante cose utili, in tutti i campi, potranno derivare da una simile scoperta.

Stranamente, vado col pensiero agli studi sulla fusione nucleare, quando Fermi ed i suoi collaboratori, in America, usavano calcolatori a valvole lunghi decine e decine di metri e, per avere i risultati “in tempo quasi reale”, usavano, per trasferirsi dal punto di input a quello di output, … i pattini a rotelle.

Ora non ci resta che attendere fiduciosi e, forse, ci vorranno ancora anni.

Per approfondire

La notizia da Corriere.it

Link ad altri siti:

http://www.webmasterpoint.org/news/computer-del-futuro-fatti-di-atomi-prospettive-e-ricerche_p32112.html

http://www.scienze.tv/node/4071

venerdì 13 giugno 2008

INTERCETTAZIONI: approfondiamo l’argomento

Sul DdL (prima, però, era stato impostato come un DL) ho già trattato su un post di alcuni giorni fa, soprattutto per evidenziare come “voci false e tendenziose”, ma autorevoli, avevano cercato di portare l’opinione pubblica in una direzione (favorevole) piuttosto che in un’altra. Era stato divulgata una percentuale di spesa per le intercettazioni del 33% che, fatti i debiti calcoli, risulta essere, invece, del 2,91%.

Io ha trattato in particolare sull’argomento suddetto, ma il “fatto” ha interessato parecchi “blogger” che, in un modo o in un altro, si sono dichiarati contrari alle nuove prese di posizione del governo.

Poiché trovo riduttivo riassumere quanto gli stessi hanno scritto vi rimando ai relativi “link” dei due che fanno parte dell’elenco qui a fianco; naturalmente, non sono gli unici, ma, per non disperdervi in mille rivoli, vi indico solo questi:

Giovanni Greco, che trovate al “link” http://www.giovannigreco.eu/dblog/articolo.asp?articolo=209

Romina, ha, invece, dedicato due post all’argomento: il primo al "link" http://intersezioni.awardspace.com/2008/06/12/il-ddl-sulle-intercettazioni-telefoniche/, ma anche un altro http://intersezioni.awardspace.com/2008/06/13/il-ddl-sulle-intercettazioni-le-critiche-di-di-pietro/ nel quale riprende il pensiero dell’on. Di Pietro che, come si sa, è in prima linea a combattere questa “riforma”!

Se poi volete saltare i “blog”, ma vi consiglio di non farlo, e volete accedere alle critiche del suddetto onorevole, andate a questo “link”: http://www.antoniodipietro.com/2008/06/giustizia_imbavagliata.html

A questo punto penso che sarete anche voi dell’opinione di firmare la petizione contro questa nuova norma che andrebbe ad imbavagliare la giustizia per l’interesse di pochi e conosciuti individui.

Ed allora per firmare andate a questo “link”:

http://firmiamo.it/sialleintercettazioni

Grazie!

giovedì 12 giugno 2008

Gli affreschi del Tiepolo, a Palazzo Labia, stanno andando in rovina!

Già da tempo è ormai deciso che la sede regionale della Rai si trasferirà dal centro storico di Venezia ad una nuova sede presso il polo tecnico-scientifico Vega di Porto Marghera.

Un’altra attività che lascia Venezia depauperandola e lasciandola sempre di più in mano agli sfruttatori turistici.

La sede che la Rai lascerà è a Palazzo Labia, a Cannaregio, non lontano dalla stazione ferroviaria, un palazzo barocco del XVII secolo il cui “Salone da ballo” è stato completamente affrescato da Giambattista Tiepolo.

Già da alcuni anni erano in corso restauri a questi affreschi che, come si sa, sono opere delicate. Da un po’ di tempo, però, la RAI ha deciso che, vendendo la proprietà, non “era conveniente” spendere soldi per continuare i restauri: ci dovrà pensare il futuro proprietario. E così questi affreschi, un ciclo dedicato alle “Storie di Antonio e Cleopatra”, sono, attualmente, solo in parte restaurati e sono, a detta dei tecnici, come un individuo in fase di un operazione chirurgica e lasciato “aperto”!

Ciò, ovviamente, risulta molto dannoso, soprattutto se i restauri, ora abbandonati, riprenderanno chissà fra quanto.

Il bello, o meglio il brutto, è che, mentre, per legge, il cedente deve mettere a norma, prima della vendita, tutti gli impianti idraulici ed elettrici, questa legge non vale per i restauri delle opere d’arte.

Non si conosce il nuovo proprietario, perché ancora non c’è, e non vorrei che Palazzo Labia diventasse uno dei tanti alberghi di lusso a “enne” stelle! (Ma di questo ho trattato in altri post e basta inserire la parola “turismo” nella casella di ricerca nel blog per consultare quanto ho scritto su questo argomento).

L’unica è sperare che non ci siano troppo facili cambiamenti di destinazione d’uso.

Abbiamo, a Venezia ed in Italia, la quasi totalità delle opere d’arte esistenti al mondo, però non ce ne occupiamo o ce ne occupiamo male. E con questo modo di operare rischiamo di perderle con un danno, non solo e non tanto economico, ma essenzialmente culturale, soprattutto per le generazioni future.

Ma oggi tutto viene monetizzato ed allora la Rai deve risparmiare, per propinarci solo programmi idioti!

Per approfondire:

Articolo de IL GAZZETTINO di oggi 12 giugno 2008

Articolo de LA NUOVA VENEZIA dell’11 aprile 2008-06-12

Link a Wikipedia per sapere di più su Palazzo Labia

mercoledì 11 giugno 2008

Altri sei morti sul lavoro

Altri sei morti sul lavoro quest'oggi!
Le chiamano "morti bianche", ma sono ... omicidi.
E poi la Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha chiesto più volte di rivedere la recente legge sulla sicurezza sul lavoro, varata dal precedente governo di centro-sinistra, perché le sanzioni per i datori di lavoro sarebbero troppo pesanti!
Vedi, a questo proposito, un mio precedente post sull'argomento dal titolo: "Lavoratori risvegliatevi".

Dall'inizio dell'anno ad ora, per lavoro, ci sono:
469 morti
469228 infortuni
11730 invalidi

In media 2,88 morti al giorno