domenica 21 giugno 2009

Aggiorniamo i proverbi

La mia nipotina (2 anni e sette mesi) fa largo uso delle allocuzioni “voglio” e “non voglio”, secondo la circostanza, e, quindi, mi viene in mente quel detto, o proverbio, che dice: “L’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re”. Più che venire in mente, mi viene la voglia di dirglielo, ma come si fa a continuare a parlare di re se questo, almeno da noi, non esiste più?

“… ma tornerà, chi lo sa? “ dice il verso di una canzone contro la guerra. Ha tentato con le ultime elezioni, ma è stato trombato, anche se resta famoso per aver ballato … sotto le stelle. Ma non è questo l'argomento.

Ed allora, se il re non esiste, perché continuare a mantenere i vecchi proverbi? Perché non aggiornarli?

Iniziamo allora con quello dell’”erba voglio” che io cambierei cosi:

“L’erba voglio non esiste neppure nel parco (rubato) di Arcore”!

Perché rubato? Per questo vi rimando ad un mio vecchio post.

venerdì 12 giugno 2009

A rileggerci a settembre

Un cordiale saluto ai miei lettori con un arrivederci, o meglio "a rileggerci", ai primi di settembre.
Vado in vacanza e non mi connetterò con la rete.
Un po' di disintossicazione!

mercoledì 10 giugno 2009

Ci tolgono un pezzo di libertà.

Vedi articolo di Corriere.it

Dopo le leggi “ad personam” il governo ricorre ancora alla fiducia e lo fa per toglierci un pezzo di libertà, inficiando, in pratica, il ricorso alle intercettazioni e limitando la libertà di stampa.

La scusa sulla riservatezza e, appunto, una scusa!

L’importante è nascondere i misfatti della casta e, in particolare, di chi ci governa!

Speriamo che alla camera si ricorra al voto segreto così si vedrà se nella maggioranza sono tutti ossequienti al capo!

Proporre subito un referendum abrogativo è una soluzione, però il governo stabilirà di andare al voto referendario un 15 di agosto, giusto per non raggiungere il “quorum”!


Aggiornamento dell'11 giugno, ore 0,35

Vi "linko" un post molto autorevole in materia, soprattutto per quanto riguarda i blog ed i siti non catalogati ufficialmente come "stampa":

http://www.minotti.net/2009/06/10/nuovo-bavaglio-alla-rete/

martedì 9 giugno 2009

Un'analisi personale del voto

Si sa che il Veneto è in mano alla destra ed alla lega, ma Venezia no!

Anche nelle ultime elezioni provinciali, se la candidata della destra arriva al 48,38%, mentre il presidente uscente (sinistra) al 41,90%, nei collegi del comune capoluogo la sinistra non è mai andata sotto il 50%; se si guarda poi il centro storico, cioè la Venezia insulare, la percentuale più bassa raggiunta dalla sinistra è del 53,65% con una massima del 57,48%.

Ed allora mi domando, come già lo feci a suo tempo in questo post , che ci azzecca Venezia con la sua provincia e con il Veneto?

Siamo diversi in tutto, culturalmente, nel modo di vivere ed anche politicamente.

Sinceramente si starebbe meglio soli, come dice il noto proverbio: “Meglio soli che mal accompagnati!”

Comunque siamo al ballottaggio e vedremo. “Spes ultima dea”!

E restiamo sempre sul voto.

Aveva detto che avrebbe raggiunto il 40%; non è successo, ma, comunque, i voti del PDL sono sempre tanti. A chi dare la causa? Anni fa aveva detto che chi votava la sinistra era un coglione. Ora ribalterei l’attributo a coloro che lo hanno votato. Ma non si accorgono che sta prendendo tutti per i fondelli? Si gongola degli oltre due milioni di preferenze, su tutte le circoscrizioni. Però nel Friuli Venezia Giulia, dove il PDL ha vinto, è stato superato nelle preferenze da una quasi sconosciuta del PD.

Purtroppo gli italiani non si ricordano di quello che successe circa novant’anni fa nel dare fiducia ad un solo uomo. C’è una differenza: quello di novant’anni fa si prese la fiducia anche con la forza, questo di oggi lo fa, invece, con l’arte di ammaliare ed abbindolare. Stiamo scivolando verso una “dittatura dolce”! E gli italiani ci credono perché non vogliono pensare con la propria testa: troppa fatica! L’unica consolazione è che non può durare un ventennio! (nonostante il viagra).

Però ci sono sempre quelli della lega, ancora peggio! Vogliono essere i “difensori della fede”, quella cristiana/cattolica, senza ricordarsi che aiutare i più deboli è uno dei principi basilari di quella fede che vogliono difendere. Ed i più deboli non si aiutano volendo chiudere gli ambulatori medici volontari che curano i clandestini (questo capita a Udine), e neppure obbligando i sanitari ed i presidi alla denuncia di coloro che non sono in regola con le leggi sull’emigrazione.

lunedì 25 maggio 2009

"Canto senza età"

Sabato 30 maggio alle 20.45, presso la sala capitolare della Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia, il Coro Marmolada di Venezia, nell’ambito delle celebrazioni per il “sessantesimo di fondazione”, ospiterà in concerto il Coro Pueri Cantores del Veneto ed il Coro Vozes de Esperança di Criciuma (Santa Catarina – Brasile).
“Canto senza età” è il titolo della manifestazione e questo perché con i “nonni” ed i “papà” del “Marmolada” canteranno i piccoli ed i giovani degli altri due complessi.
Il Coro “Pueri Cantores” del Veneto è composto da bambini di Mestre, Venezia e Vicenza guidati dal M° Roberto Fioretto che durante l’anno tiene lezioni di canto presso le Parrocchie di Santa Rita a Mestre, di San Gervasio e Protasio a Carpendo e in alcune sedi della provincia di Vicenza; la preparazione musicale avviene tramite l’applicazione di metodologie studiate dal M° Fioretto per i giovani, che mirano al coinvolgimento di tutto il corpo all’azione del suono tramite la tecnica vocale. Tale obiettivo si consegue con il controllo dell’intonazione, delle linee melodiche, dei colori e delle intensità della voce.
Abituandosi a riconoscere e a riprodurre la gamma dei molteplici suoni pronunciati e cantati, l’allievo sarà più agevolato nello studio e nella dizione delle strutture sonore anche di altri codici linguistici grazie appunto all’esercizio dell’articolazione e dell’espressività fonematica. L’attività artistica unisce due combinazioni nella crescita dell’individuo: l’impegno, il rigore e una fresca inventiva che sembra sgorgare dal nulla come quella che ha sorretto i grandi compositori nella scrittura di molte opere musicali: e la musica è un grande potenziale educativo e sociale soprattutto per i bambini. Plasma in loro le sensibilità umane e insegna loro la strada che conduce alla consapevolezza, alla conoscenza e alla felicità. Percorrerla significa imparare, comprendere, sorridere ad ogni incontro aprirsi ogni giorno ad un nuovo ringraziamento. Unire l’esperienza di un singolo coro formato da bambini e ragazzi che provengono da città diverse della nostra Regione significa unire l’esperienza storica delle nostre radici umane secondo il principio spirituale che ognuno di noi proviene da un unico suono e in questo contesto si inserisce lo sviluppo del progetto della “Scuola Musicale Internazionale Superiore Coro di Voci Bianche Regione Veneto”. Il coro in questo concerto canterà il tema della pace dal riferimento biblico “Alla fine dei giorni, (…). Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra” (Isaia 2, 2-5).
Ecco quindi l’importanza del confronto e dell’unità grazie alla musica con altri gruppi che si dedicano alla stessa disciplina artistica come il Coro Voci di Speranza, diretto da Geanine De Bem Pasquali, formato da 35 bambini che, dal Brasile, rappresentano i bimbi “meniños e meniñas de rua” della missione Bairro da Juventude della Comunità religiosa rogazionista di Criciuma (Santa Catarina). Questi bambini sono la voce di chi non ha voce. Il loro canto è un canto alla vita: raccontano attraverso le note musicali e la bellezza di un’infanzia vissuta con gioia tutte le realtà che purtroppo tanti bambini non hanno a causa dell’egoismo degli adulti e di una società ingiusta e disumana. La voglia di questi bambini di crescere, giocare, studiare e lavorare viene trasmessa con il canto, il ballo, il ritmo musicale caratterizzato dal samba e dal pagode, tutto insaporito dall’allegria e dal sorriso di una innocenza salvata e avviata verso un cammino più dignitoso. La tournée italiana di questi bambini intende rafforzare l’amicizia e la solidarietà con le tante famiglie che sostengono i progetti educativi della Missione dei Padri Rogazionisti e collaborano al progetto di “sostegno a distanza”, come hanno fatto le classi III B e III C dalla Scuola primaria Querini di Mestre.
La serata sarà aperta dal Coro Marmolada di Venezia, condotto da ben cinquantacinque anni da Lucio Finco, anche in questa occasione sarà diretto da Claudio Favret, con un breve programma di canti, fra i quali una novità, adatti ai giovani ospiti.
Si invitano tutti a partecipare a questo importante concerto che vedrà cantare insieme tanti bambini che credono alla possibilità di un mondo più umano e giusto e cantano alla vita.
Ingresso libero.

giovedì 7 maggio 2009

inCanto a San Servolo

Per la rassegna corale “inCanto a San Servolo”, sabato 9 maggio, alle ore 18,00, presso l’isola di San Servolo (laguna di Venezia), il CORO MARMOLADA di Venezia, diretto da Claudio Favret, canterà sul tema “La montagna: leggende, fiabe e realtà”.

Verranno eseguite musiche di U.Pomarici, T.Usuelli, M.Crestani, M.de Bernart, B.De Marzi, A.Berruti, M.Pedrotti, A.B.Michelangeli, P.Bon e B.Ruju.

L’isola di San Servolo si raggiunge con il vaporetto ACTV linea 20, in partenza da San Zaccaria (Monumento V.Emanuele) e si consiglia la corsa delle ore 17,50.

Info: San Servolo Servizi 041-2765001 info@sanservolo.provincia.venezia.it
Coro Marmolada 349-6798571 coro@coromarmolada.it

martedì 28 aprile 2009

Influenza suina o ... "porcata"?

La vignetta di Giannelli, sul Corriere di ieri 27 aprile, (clicca qui) è indicativa di quanto sta succedendo nel mondo. A nulla sono valsi i precedenti dell’influenza aviaria che, solo poco tempo fa, sembrava dovesse essere una temuta peste, come quella che, nei secoli scorsi, decimava ed anche dimezzava intere popolazioni.

Nonostante l’”aviaria” si sia dimostrata meno pericolosa di una comune influenza, in questi giorni la “storia” si ripete con quella “suina”.

Si potrebbe chiamarla …“porcata”, come la tanto detestata legge elettorale che, senz’altro, ha fatto e farà più danni, anche perché non riusciremo a cancellarla, visto che il referendum lo hanno inserito alla fine delle tornate elettorali e quando il popolo italiano sarà pronto per …andare al mare.

Negli USA un’associazione privata, che gestisce una specie do organizzazione delle “ronde”, ha aumentato il controllo al confine con il Messico per impedire l’ingresso di clandestini.

E qui da noi, sempre quelli delle ronde, vogliono che i medici denuncino i clandestini che si fanno visitare! Così, con meno controlli sanitari, sarà più facile che si diffondano malattie.

Con l’”aviaria” gli allevamenti di polli sono andati in crisi perché nessuno voleva acquistare più carni avicole, nonostante le autorità sanitarie continuassero ad affermare che non sussisteva alcun pericolo. La stessa cosa succederà con le braciole, l’arista, il salame, la coppa, l’ossocollo ed i prosciutti! Già ci sono gli appelli da parte dei servizi veterinari e di quelli del ministero dell’agricoltura, ma, si sa, gli italiani si fanno persuadere da pseudoscienziati ed allora … solo carni bovine, ovine ed avicunicole!!!

Un buona dose di colpa ce l’hanno i giornali e la televisione; i titoloni ad effetto fanno più “effetto” delle vere notizie. L’altro ieri una donna, di ritorno da San Diego (California), è stata ricoverata all’ospedale di Venezia e subito il fatto è stato definito come il “primo caso di influenza suina” in Italia, ovviamente a grandi titoli. Poche ore dopo già si parlava di primi esami negativi e dopo ventiquattro ore, anche esami più approfonditi, confermavano la negatività; però quello che ha fatto più effetto è stato il titolo del “primo caso in Italia”.

In un titolo viene paragonata alla “spagnola”; può anche essere vero, però solo alla fine dell’articolo viene precisato che l’epidemia che si scatenò dopo la prima guerra mondiale trovò non solo la popolazione, ma anche gli eserciti, composti nella maggior parte da giovani, debilitati dalla guerra, dalla miseria e dalla fame.

Poi, perché ne debbano risentire negativamente anche le borse, questa proprio non la capisco, ma forse me lo posso spiegare con …“tutto fa speculazione”!

Ancora un po’ di giorni, poi le notizie sull’influenza passeranno in seconda pagina e, quindi, si ridurranno sempre di più. Tutto diventerà solo notizia scientifica, che è l’unica cosa giusta.

Fra qualche mese saranno pronti i vaccini ed allora, quando sarà la stagione giusta, vaccinatevi!

domenica 26 aprile 2009

Il “teatrino” del 25 aprile.

Dopo quattordici anni partecipa per la prima volta ad una manifestazione che ricorda il 25 aprile “Festa della Liberazione” che, però, vorrebbe chiamare “Festa della Libertà” e, chissà perché!

Ho letto il discorso che Berlusconi ha fatto ad Onna e devo dire che, finalmente, sembra che qualcosa stia cambiando; ho detto sembra! E poi ci sono voluti, come detto prima, molti anni perché arrivi a queste conclusioni. Ma sarà proprio di sua mano questo discorso, oppure ha dovuto digerirlo “obtorto collo” per pura e semplice convenienza? Siamo in procinto di andare alle urne e, quindi, sapendo che l’uomo è bravo nel presentare la sua immagine (anche con il fazzoletto della Brigata Maiella), ho qualche dubbio che queste parole siano sincere.

Ha fatto … “resistenza” per quattordici anni (vedi la vignetta di Giannelli su Il Corriere), fino a pochi giorni fa, ed ora, tutto d’un tratto, cambia idea! Sarà trita e ritrita, ma quella del “lupo che perde il pelo, ma non il vizio” è proprio adeguata in questa occasione.

Posso pensare che sia tutta una “messa in scena”, un “teatrino”?

E poi ci sono i suoi “sodali” che giocano con le virgole e che fanno precisazioni e dichiarazioni che non convincono. Proprio ieri Gasparri, in una dichiarazione al TG1, è tornato a parlare di “Festa della Libertà”: una “libertà” oggi ed una “libertà” domani, finisce per diventare qualcos’altro!

Anche il ministro della difesa, forse (e dico “forse”), per il suo incarico istituzionale, ha impostato il suo messaggio solo sul ruolo avuto delle forze armate; importantissimo questo, non lo nego, ma una parola sui partigiani poteva dirla! O si pretende troppo di chi ha un’ascendenza politica ben determinata.

Il 25 aprile, a Venezia è anche la festa del santo patrono, san Marco, ed è tradizione, da parte degli uomini regalare un bocciolo di rosa (“bocolo”) all’amata, tradizione che nasce da una bellissima leggenda che viene riportata anche su questo articolo de Il Gazzettino.

Ma sullo stesso articolo si assiste all’annuale lamentela dei fioristi contro gli abusivi perché ogni anno vendono sempre meno “bocoli” e di questo danno la causa appunto, in primo luogo, agli abusivi e poi ai veneziani che sono sempre di meno. Quest’ultima causa è anche vera, però non ammettono che, invece, dipende principalmente dalla loro esosità: sull’articolo dichiarano che il prezzo variava dai due ai cinque euro l’uno. Nulla di più falso: io, da un fiorista, ho speso sette euro per un “bocolo”, ed era il più economico!

domenica 19 aprile 2009

Decoro cittadino: maggior controllo

Il Sindaco di Venezia, probabilmente irritato (gli capita spesso) dei commenti dei cittadini ed anche di qualche turista, circa il degrado ed a volte anche la sporcizia della nostra città, ha dichiarato che Venezia non è più malandata di altre e vuole documentare questa sua dichiarazione pubblicando foto scattate da lui stesso a Roma ed a Firenze.
Vedi l'articolo su Il Gazzettino (clicca qui)
Per carità, in questo caso (ma non solo) non è vero che mal comune faccia mezzo gaudio!
Però, non vedo il perché Alemanno, sindaco di Rama, ed anche l'assessore al decoro di Firenze abbiano avuto da ridire.
Se anche queste città non sono ben messe dal punto di vista del decoro la causa è, in parte, delle amministrazioni comunali e delle aziende preposte alla nettezza urbana, ma è colpa soprattutto della ineducazione dei cittadini (privati ed esercenti attività varie) e della mole di turisti che, giornalmente, invadono quelle che si chiamano anche "città d'arte".
Prendiamo ad esempio le cacche dei cani. Di chi è la colpa? Dei cani? No!!! Dei padroni dei cani? SI!!! Del comune? In parte, perché potrebbe disporre maggiori controlli su come gli umani gestiscono la popolazione canina. Ci sono delle regole, ma pochi le osservano ed allora andrebbero puniti, e puniti severamente.
A Venezia, ma non solo, c'è chi abbandona i rifiuti dove non dovrebbe farlo ed allora anche in questo caso la responsabilità maggiore è di chi abbandona i rifiuti.
Il problema è che a Venezia, girando a piedi, tutte queste magagne sono molto più visibili (e "pestabili") che in altre città dove, circolando in automobile, è più difficile osservarle. Ma non è che sia molto diverso, anche all'estero! Un anno fa ero a Bruxelles e, signori miei, le cacche dei cani sui marciapiedi non erano inferiori a quelle di Venezia. Ed in Lussemburgo, del quale ho sempre scritto "cose buone", (vedi anche l'ultimo post "Un ringraziamento" di pochi giorni fa), nonostante vi siano, da anni, dei "Bravo" (cassette dalle quali prelevare sacchetti di plastica neri), i prati dei parchi dove vanno a giocare i bambini e dove i padroni portano a passeggiare i loro "amici", sono pieni di cacche non raccolte, nonostante gli avvisi, anche illustrati, di divieti.
Ripeto che "mal comune non fa mezzo gaudio" e, quindi, ribadisco che la miglior cosa e l'educazione dei cittadini e, se questa non c'è, allora è necessaria la repressione!
Precisazione: ho un cane di grossa taglia, uno spinone italiano, ma la sua cacca non tocca neppure terra perché, appena si dispone, subito un foglio di giornale viene posto da me a protezione del "sacro suolo cittadino"!

lunedì 13 aprile 2009

Ricordando un amico


Sabato 18 aprile, alle ore 20,45, presso la Basilica dei Frari in Venezia, il Coro Marmolada di Venezia ed il Coro Castel di Conegliano in un concerto dal titolo “Ricordando un amico” , ad un anno dalla scomparsa di Ugo Pomarici, eseguiranno il seguente programma:

CORO MARMOLADA
diretto da Lucio Finco e da Claudio Favret

MARMOLÉDA di U. Pomarici – arm. M. De Bernart
AVE MARIA di B. De Marzi
FIORE DI MANUELA di B. De Marzi
LA PREGHIERA DEGLI ZINGARI di G.B. Reggiori e V. Aru
ENTORNO AL FOCH arm. di A. Benedetti Michelangeli
E À SUNÂT arm. G. Malatesta
LA STRANIERA di U. Pomarici - arm. M. De Bernart
E CANTERÀ di B. De Marzi

CORO CASTEL

diretto da Giorgio Susana

IN CIL E JE UNE STELE Elab. Mascagni
SCAPA OSELETO! di B. De Marzi
SHENANDOAH Elab. J. Erb(canto popolare americano)
LES ROI RENAUD Elab. P. Bon(canto processionale francese)
OHI ZATER! Elab. P. Bon
AVE MARIA (Angelus Domini) di F. Biebl
ANIMA DI CRISTO di W. Dalla Vecchia
KUMBA-YA Elab. F. Gervasi (Spiritual)

Ingresso libero
Info: www.coromarmolada.it
e-mail. coro@coromarmolada.it
tel. 349-6798571

Un ringraziamento

Riprendo, dopo un periodo di stasi, la mia attività di “blogger” con un ringraziamento alla polizia lussemburghese (Police Grand-Ducale) e ad una persona sconosciuta.

Venerdì 10 aprile (venerdì santo), dopo aver passato alcune ore pomeridiane portando a passeggio i nipotini Marco e Pietro (9 mesi e mezzo) e sostando lungamente nel piccolo parco dell’ Allée Leopold Goebel, alle 18,00 circa mi accorsi di non avere più il portafoglio in tasca.

La mia preoccupazione non fu per i pochi euro, ma per la carta d’identità in quanto oggi (lunedì di pasquetta) avrei dovuto rientrare in Italia con l’aereo da Hahn (Germania).

Subito ritornai nel parco dove avevo sostato, ma senza alcun risultato e, quindi, cercai di telefonare al consolato italiano: al centralino nessuno rispondeva perché, ormai, erano tutti in vacanza.

Con mio genero mi recai al Commissariato più vicino (Merl - Bel Air), ma anche questo (ore 19,00) era chiuso; c’era però un campanello per le emergenze ed al citofono, evidentemente collegato con qualche ufficio sempre in servizio, rispose qualcuno che m’indirizzò al commissariato “de la gare”. Attraversata la città e accolto con molta gentilezza da un poliziotto, provvidi a denunciare la perdita del portafoglio. Mi venne confermato che questa denuncia non sostituiva la carta d’identità che, se non trovata, doveva essere sostituita da un documento rilasciato dal consolato italiano i cui uffici, però, si sarebbero aperti solo il martedì mattina, cioè il giorno dopo quello previsto per la mia partenza (con tutte le prenotazioni già effettuate).

Un po’ sconsolato lasciai, sperando in buone notizie, il numero telefonico lussemburghese di mio genero. Non arrivai neppure ad aprire la porta di casa che squillò il telefono; era il poliziotto che aveva accolto la denuncia e che m’informava che il portafoglio era stato ritrovato e che sarei stato contattato dall’ufficio interessato.

Visibilmente soddisfatto iniziai la cena durante la quale squillò nuovamente il telefono: questa volta era una poliziotta, mademoiselle Mayr, che m’informava che il portafoglio era stato ritrovato, proprio nel parco, da una signora che, in un primo momento mi aveva anche cercato (dopo dieci giorni di passeggiate ero conosciuto nelle vicinanze per via dei gemelli), ma poi aveva provveduto a consegnare il tutto alla polizia. Avrei potuto provvedere al ritiro l’indomani (sabato) dalle 13,00 alle 14,00. E così fu.

Chiesi di poter contattare la signora per ringraziarla e, invece di darmi il suo numero di telefono, mi fece chiamare direttamente da lei.

Efficienza, senso civico elevato, gentilezza? Direi che è stato tutto questo, oltre ad una buona dose di fortuna!

Ed allora: GRAZIE alla Police Grand-Ducale ed alla signora sconosciuta anche dalle righe di questo “post”!


sabato 28 marzo 2009

Vi racconto un canto: “M’hanno fatto burattino”

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Si sa, siamo in un periodo in cui c’è chi contesta anche l’evidenza o chi vuole fare del revisionismo storico. Ed allora portiamoci anche noi su questo binario, o meglio su un binario simile, dove la materia trattata è, senz’altro, più leggera, e più consona al nostro modo di vedere e di sentire.

Entriamo nel modo delle favole che, fin da piccoli, ci hanno affascinato. Ma visto che, volenti o nolenti, siamo passati, crescendo, anche attraverso il periodo della contestazione “sessantottesca” proviamo a riscoprire, o a rivedere, una delle più famose fiabe, non solo italiane, ma mondiale.

La revisione, se così vogliamo chiamarla, forse farà rivoltare nella tomba quel Carlo Lorenzini, il Collodi, che, nel lontano 1881, iniziò a pubblicare, sul “Giornale per bambini”, la “Storia di un burattino” che, due anni dopo, raccolto in un volume, divenne “Le avventure di Pinocchio”.

Il riferimento al ’68 di cui sopra non è fuori luogo perché l’autore del testo e della musica, Alessandro Baggiani(1) , anche se nel 1968 era nato da poco, ha girato di 180° quella che possiamo definire la “morale” del burattino che, dopo le avventure che tutti conosciamo, diventa un bravo bambino.

È nato così un canto, dal testo molto ironico e contestatore, nel quale il protagonista è un burattino che non vuole assolutamente diventare “un bambino in carne e ossa”; e per farlo, contrariamente al vero Pinocchio, dice la verità. “Non ho voglia di studiare… ” afferma all’inizio e non prova neppure ad andare a scuola perché “ … il cervello mio è di legno“. Nasce tutto dal fatto che il suo “ …. babbo, poverino, non voleva restar solo. … “ e lui, anche con un cervello di legno, comprende le esigenze paterne, ma, evidentemente, non può e non vuole assecondarlo.

Sincero al massimo questo burattino ed anche determinato tanto che ce ne ha anche per la fata alla quale dice chiaro e tondo: “Io non voglio diventare -fata la faresti grossa- un bambino in carne e ossa.”. Non è un burattino al quale crescerà il naso! Veramente un bel carattere “tosto”!

Questo canto, che noi del Coro Marmolada abbiamo sentito per la prima volta, pochi mesi fa, a Firenze, ci è piaciuto ed è stato deciso di apprenderlo; fra breve lo presenteremo al pubblico e siamo sicuri che sarà gradito, oltre che per il testo (2) anche per la musica.

NOTE

1 Alessandro Buggiani (1965) è nel Coro Monte sagro di Carrara come baritono dal 1983 e lo dirige dal 1993. Autodidatta negli studi musicali ha studiato composizione privatamente con Andrea Nicoli. Compone musiche di scena per spettacoli teatrali e lavora come attore.

2 M'hanno fatto burattino!

Non ho voglia di studiare, / ma la colpa non è mia: / io c'avrei di molto ingegno, / ma il cervello mio è di legno.

M'hanno fatto burattino, / ma non sono mai contenti: / dopo tanto gran lavoro, / ora vogliono un bambino!

Non ci sto, io me la batto. / Esco fuori, vado in giro. / Io non voglio diventare / -fata la faresti grossa - / un bambino in carne e ossa!

Io non so che c'è di male / se vi grido il mio sdegno; / ad ognuno il proprio corpo / ed il il mio resta di legno.

M'hanno fatto burattino, / li ringrazio e son contento. / Se volevan qualcos'altro, / hanno perso il loro tempo.

Il mio babbo, poverino, / non voleva restar solo. / Lo capisco, ma non posso / diventare un bel bambino: / sono nato burattino.

M'hanno fatto burattino, / me ne scappo lesto, lesto. / M'hanno fatto burattino, / ora burattino resto! / Ora burattino resto! / Ora burattino resto!
M'hanno fatto burattino? / Ora burattino resto!

mercoledì 11 marzo 2009

VERGOGNA ! ! !

Veneto. Per la Regione la crisi non c'è, maxi-premio da 15mila euro ai dirigenti

Treviso. Sanità, redditi da vip, ma esentati dal ticket perchè "poveri"

Indagine nell'Usl di Pieve di Soligo: 157 denunciati Professionisti con redditi da 500mila euro finti indigenti

Venezia. Gondolieri, scatta l'indagine sui beni: una decina di "pope" nel mirino

La Finanza: «Impossibile agire in modo diretto perché la categoria non è tenuta ad emettere documenti fiscali»

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Questi alcuni titoli su “Il Gazzettino” di oggi

Cosa dobbiamo fare perché ci sia giustizia???

Dai dirigenti regionali che, in momento di crisi e quando si cerca di risparmiare su tutto, ottengono dalla giunta regionale del Veneto un superpremio, alle false dichiarazioni che permettono ai ricchi di esentarsi dal pagamento di un “misero” (per loro) ticket sulle prestazioni sanitarie ed infine ai gondolieri che, esentati anni fa -per grazia di Dio e volontà della nazione- dall’obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale, fanno delle denunce dei redditi che, ad essere buoni, si possono definire “scandalose”.

Ed i politici stanno a guardare e, magari, approvano!

VERGOGNA!

E chiudo qui perché non vorrei eccedere!
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Aggiornamento del 12 marzo, ore 11,30

Veneto. Maxi-premi, la Regione insiste: «Atto dovuto». Il Pd: «Ci pensi Brunetta»

Monta la polemica per le super- gratifiche ai manager
Lega e Fi: «Un errore». Giorgetti (An): «Premi giustificati»


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Aggiornamento 12 marzo, ore 16,30

Maxi-premi, i manager al Gazzettino:
«Quel bonus è un nostro diritto»

I dirigenti della Regione: «È il frutto della valutazione
della qualità del nostro lavoro nell'ultimo anno»

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La risposta del direttore/ Meritocrazia?
Non c'entra, questo è un bonus politico

sabato 28 febbraio 2009

Chi ha animali, presti attenzione

A seguito del decesso di due cani in un allevamento del Veneto, è stato scoperto che circola in Italia del mangime per cani che contiene una sostanza chiamata “melamina” che, evidentemente, risulta dannosa.

La ditta produttrice è la “Diusapet” di Pavia ed i prodotti che devono essere ritirati si chiamano

"Cuccioli" e "Mantenimento Duck & Barley".

Per maggiori informazioni vi rimando all’articolo su Corriere.it

venerdì 27 febbraio 2009

Coca-Cola: si o no?

Premessa: non bevo Coca-Cola: in vita mia –che non è breve- avrò consumato meno di una decina di bottiglie.

A dar adito a questo argomento, o meglio, a questa bevanda, sono le voci, più o meno corrette, che in questi giorni girano per Venezia e, ovviamente, sulla stampa locale (vedi articolo su Il Gazzettino di oggi 27.2).

Il Comune di Venezia starebbe per accordarsi con la società italiana che commercializza la famosa bevanda per permettere il posizionamento, in tutta la città, di distributori automatici di bibite fredde e di “snack” caldi.

Il numero si aggirerebbe su 60 e “tutta la città” sarebbe, più che altro, l’assieme dei pontili dei vaporetti ed altri luoghi chiusi (garage comunale, stazione ferroviaria, ecc.); inoltre non apparirebbe il logo “Coca-Cola” sui distributori.

Come contropartita: circa 450.000 euro all’anno, per cinque anni.

Naturalmente c’è chi è contrario e, guarda caso, sono, oltre -ovviamente- alle parti politiche all’opposizione, i pubblici esercizi e i grossisti distributori di bevande gassate.

Ma le argomentazioni non sono quelle che uno si aspetterebbe da queste categorie come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”. No, tirano fuori … il danno ambientale! (sempre su Il Gazzettino del 27.2) ed il deturpamento della città. Addirittura, da 60 distributori dicono che saranno 200!

Sorge spontanea una domanda: ”Perché bar, ristoranti, rivenditori vari e grossisti non tirano fuori loro l’importo di cui sopra a beneficio della città? Loro che dalla città ricevono tanto!”

Poi, che 450.000 euro all’anno siano tanti o pochi, io non sono in grado di stabilirlo.

Le associazioni dei consumatori sono favorevoli (vede sempre Il Gazzettino)

Però, c’è sempre un però, c’è qualche altra cosa che i giornali non hanno detto e che neppure gli amministratori comunali hanno valutato.

I distributori hanno un certo peso, circa 4 quintali, e dimensioni che non sono minimali e che, all’interno dei pontili dei vaporetti, possono creare qualche problema, soprattutto quando l’afflusso di persone (cittadini e turisti) è notevole.

Per quanto riguarda il peso, lo stesso viene distribuito su quattro piedini e, quindi, un quintale per piedino. Dove poggiano i piedini? Ognuno su un’asse (i pontili sono oggetti galleggianti costruiti con tavole di legno). Sono necessarie, quindi, delle basi metalliche per distribuire su tutta la superficie il peso in maniera uniforme; inoltre ogni distributore avrà bisogno di essere alimentato dall’energia elettrica: c’è bisogno di un contatore.

La domanda finale è questa: chi paga le modifiche?

mercoledì 25 febbraio 2009

Una “porcata” più grande della “legge porcata” ed altre “amenità”.

Riprendo questo blog, interrotto da alcuni giorni di assenza per il semplice motivo che non avevo voglia di scrivere.

Eppure in questo periodo ci sono stati avvenimenti “degni” di essere presi in considerazione, dal Festival di San Remo con tutte le sue polemiche, (ma sono solo canzonette) alle tante dichiarazioni con le conseguenti controdichiarazioni di “Tessera P2 n. 1816” (“non sono stato capito”, “le solite bugie della sinistra”, ed altre amenità che non fanno ridere, ma piangere).

Ma oggi leggo due notizie che mi fanno girare … i cosiddetti!!!

La consultazione referendaria per abolire la “legge porcata”, come è stata definita dallo stesso autore Calderoli, non sarà inserita nel “giorno delle elezioni” (“europee” e, per una parte di cittadini, anche il primo turno delle “amministrative”), 6 e 7 giugno, ma la settimana successiva, cioè in mezzo al doppio turno delle “amministrative”; insomma, ci sarà chi–coscienzioso- andrà ai seggi tre domeniche di fila, nel mese di giugno, magari con il bel tempo ed il caldo che, notoriamente, invitano ad andare al mare!

Anche questa trovata bisogna attribuirla alla Lega e, in particolare, al ministro per la … “semplificazione” Calderoli; insomma, una “porcata” più grande della “legge porcata”.

Il tutto senza tener conto della notevole spesa in più della quale, in un periodo come questo di crisi e di conseguenti “blateramenti” della maggioranza sulla necessità di risparmio nella spesa pubblica, … si sentiva la mancanza.

Infine –ciliegina sulla torta- c’è anche chi (Gasparri, altra eccelsa intelligenza) giustifica la scelta per non confondere gli elettori con troppe schede!

Vedi articolo di G.A. Stella su Corriere.it: http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_25/referendum_stella_12716f0a-0307-11de-a752-00144f02aabc.shtml

La seconda notizia è anche questa un’amenità: il governo sta preparando un “ddl” che istituisce lo SCIOPERO VIRTUALE! Lasciatemelo scrivere tutto in maiuscolo perché se la prima notizia è una “porcata”, questa è, per fare rima, una “cazzata”! Non penso siano necessari ulteriori commenti e vi chiedo invece di leggere l’articolo, compresi i commenti allo stesso da parte dei lettori:

http://www.corriere.it/economia/09_febbraio_25/scioperi_nuovo_ddl_aa8a19d0-0353-11de-a752-00144f02aabc.shtml

Basta! Ma perché continuano a votarli?

domenica 8 febbraio 2009

Leggi razziali di ieri e provvedimenti dei giorni nostri

Confronto fra le leggi razziali del 1938

ed i provvedimenti in preparazione ai giorni nostri


IERI

Regio decreto legge del 17 novembre 1938(provvedimenti per la difesa della razza italiana)

(art. 1 "il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito").

Nel luglio del 1938 fu istituita presso il Ministero dell'Interno la Direzione generale per la Demografia e la Razza (Demorazza), con il compito di provvedere al censimento della popolazione ebraica presente in Italia, e quindi di mantenere ed aggiornare un registro degli ebrei.


OGGI

Il disegno di legge sulla sicurezza votato dal Senato, prevede (art. 39, comma 1, lett. f) e art. 5) l'impossibilità giuridica per gli stranieri, che non siano titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità, di contrarre matrimonio.

L'art. 44 del disegno di legge sulla sicurezza prevede l'istituzione presso il Ministero dell'Interno di un registro dei senza casa.

Appello per la democrazia

Rompiamo il silenzio. La democrazia è in bilico: salviamola!


Questo è l’appello dall’Associazione “Libertà e giustizia”.


Per leggere il testo dell’appello e per sottoscriverlo andate al link



http://www.libertaegiustizia.itappellidettaglio_appello.php?id_appello=11

mercoledì 4 febbraio 2009

Fate quello che dico e … non quello che faccio.

A commento di un mio post sulla bocciatura agli esami di maturità del figlio di Bossi e sui successivi ricorsi (fu poi bocciato definitivamente), un blogger scriveva “Ormai è tutto una burla …”. Ed ecco, ora, arriva veramente la burla!

A pochi mesi di distanza si avvera quello che prevedevo alla fine di quel post e cioè il rampollo, quello definito dal padre come una “trota” piuttosto che “delfino”, è entrato a far parte del Comitato di presidenza dell’«Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo ».

Bocciato alla maturità, ma abile a far parte di un organismo di controllo politico-amministrativo!

Ma non era il “Senatùr” quello che, come scrive Gian Antonio Stella su Corriere.it di oggi (vi consiglio di leggerlo), giurava che la Lega «assicura assoluta trasparenza contro ogni forma di clientelismo».

Io non ho mai creduto a quello che dicevano e proclamavano i leghisti, ad iniziare dal loro capo e continuando con tutti i sottoposti –più o meno folcloristici-, e questo fatto non fa che confermare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la mia netta avversione a questo movimento.