Di tutto un po'. In questo "blog" troverete "sfoghi" e pensieri, lettere inviate ai giornali e, forse, non pubblicate. Parlerò di Venezia, la mia Città, di quanto c'è di buono e di meno buono in essa, ma non mancheranno neppure argomenti di politica e di quello che capita nel mondo. Insomma ... un po' di tutto!!!
A seguito del decesso di due cani in un allevamento del Veneto, è stato scoperto che circola in Italia del mangime per cani che contiene una sostanza chiamata “melamina” che, evidentemente, risulta dannosa.
La ditta produttrice è la “Diusapet” di Pavia ed i prodotti che devono essere ritirati si chiamano
Premessa: non bevo Coca-Cola: in vita mia –che non è breve- avrò consumato meno di una decina di bottiglie.
A dar adito a questo argomento, o meglio, a questa bevanda, sono le voci, più o meno corrette, che in questi giorni girano per Venezia e, ovviamente, sulla stampa locale (vedi articolo su Il Gazzettino di oggi 27.2).
Il Comune di Venezia starebbe per accordarsi con la società italiana che commercializza la famosa bevanda per permettere il posizionamento, in tutta la città, di distributori automatici di bibite fredde e di “snack” caldi.
Il numero si aggirerebbe su 60 e “tutta la città” sarebbe, più che altro, l’assieme dei pontili dei vaporetti ed altri luoghi chiusi (garage comunale, stazione ferroviaria, ecc.); inoltre non apparirebbe il logo “Coca-Cola” sui distributori.
Come contropartita: circa 450.000 euro all’anno, per cinque anni.
Naturalmente c’è chi è contrario e, guarda caso, sono, oltre -ovviamente- alle parti politiche all’opposizione, i pubblici esercizi e i grossisti distributori di bevande gassate.
Ma le argomentazioni non sono quelle che uno si aspetterebbe da queste categorie come, ad esempio, “ci portano via il lavoro”. No, tirano fuori … il danno ambientale! (sempre su Il Gazzettino del 27.2) ed il deturpamento della città. Addirittura, da 60 distributori dicono che saranno 200!
Sorge spontanea una domanda: ”Perché bar, ristoranti, rivenditori vari e grossisti non tirano fuori loro l’importo di cui sopra a beneficio della città? Loro che dalla città ricevono tanto!”
Poi, che 450.000 euro all’anno siano tanti o pochi, io non sono in grado di stabilirlo.
Però, c’è sempre un però, c’è qualche altra cosa che i giornali non hanno detto e che neppure gli amministratori comunali hanno valutato.
I distributori hanno un certo peso, circa 4 quintali, e dimensioni che non sono minimali e che, all’interno dei pontili dei vaporetti, possono creare qualche problema, soprattutto quando l’afflusso di persone (cittadini e turisti) è notevole.
Per quanto riguarda il peso, lo stesso viene distribuito su quattro piedini e, quindi, un quintale per piedino. Dove poggiano i piedini? Ognuno su un’asse (i pontili sono oggetti galleggianti costruiti con tavole di legno). Sono necessarie, quindi, delle basi metalliche per distribuire su tutta la superficie il peso in maniera uniforme; inoltre ogni distributore avrà bisogno di essere alimentato dall’energia elettrica: c’è bisogno di un contatore.
La domanda finale è questa: chi paga le modifiche?
Riprendo questo blog, interrotto da alcuni giorni di assenza per il semplice motivo che non avevo voglia di scrivere.
Eppure in questo periodo ci sono stati avvenimenti “degni” di essere presi in considerazione, dal Festival di San Remo con tutte le sue polemiche, (ma sono solo canzonette) alle tante dichiarazioni con le conseguenti controdichiarazioni di “Tessera P2 n. 1816” (“non sono stato capito”, “le solite bugie della sinistra”, ed altre amenità che non fanno ridere, ma piangere).
Ma oggi leggo due notizie che mi fanno girare … i cosiddetti!!!
La consultazione referendaria per abolire la “legge porcata”, come è stata definita dallo stesso autore Calderoli, non sarà inserita nel “giorno delle elezioni” (“europee” e, per una parte di cittadini, anche il primo turno delle “amministrative”), 6 e 7 giugno, ma la settimana successiva, cioè in mezzo al doppio turno delle “amministrative”; insomma, ci sarà chi–coscienzioso- andrà ai seggi tre domeniche di fila, nel mese di giugno, magari con il bel tempo ed il caldo che, notoriamente, invitano ad andare al mare!
Anche questa trovata bisogna attribuirla alla Lega e, in particolare, al ministro per la … “semplificazione” Calderoli; insomma, una “porcata” più grande della “legge porcata”.
Il tutto senza tener conto della notevole spesa in più della quale, in un periodo come questo di crisi e di conseguenti “blateramenti” della maggioranza sulla necessità di risparmio nella spesa pubblica, … si sentiva la mancanza.
Infine –ciliegina sulla torta- c’è anche chi (Gasparri, altra eccelsa intelligenza) giustifica la scelta per non confondere gli elettori con troppe schede!
La seconda notizia è anche questa un’amenità: il governo sta preparando un “ddl” che istituisce lo SCIOPERO VIRTUALE! Lasciatemelo scrivere tutto in maiuscolo perché se la prima notizia è una “porcata”, questa è, per fare rima, una “cazzata”! Non penso siano necessari ulteriori commenti e vi chiedo invece di leggere l’articolo, compresi i commenti allo stesso da parte dei lettori:
ed i provvedimenti in preparazione ai giorni nostri
IERI
Regio decreto legge del 17 novembre 1938(provvedimenti per la difesa della razza italiana)
(art. 1 "il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito").
Nel luglio del 1938 fu istituita presso il Ministero dell'Interno la Direzione generale per la Demografia e la Razza (Demorazza), con il compito di provvedere al censimento della popolazione ebraica presente in Italia, e quindi di mantenere ed aggiornare un registro degli ebrei.
OGGI
Il disegno di legge sulla sicurezza votato dal Senato, prevede (art. 39, comma 1, lett. f) e art. 5) l'impossibilità giuridica per gli stranieri, che non siano titolari di un permesso di soggiorno in corso di validità, di contrarre matrimonio.
L'art. 44 del disegno di legge sulla sicurezza prevede l'istituzione presso il Ministero dell'Interno di un registro dei senza casa.
A commento di un mio post sulla bocciatura agli esami di maturità del figlio di Bossi e sui successivi ricorsi (fu poi bocciato definitivamente), un blogger scriveva “Ormai è tutto una burla …”.Ed ecco, ora, arriva veramente la burla!
A pochi mesi di distanza si avvera quello che prevedevo alla fine di quel post e cioè il rampollo, quello definito dal padre come una “trota” piuttosto che “delfino”, è entrato a far parte del Comitato di presidenza dell’«Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo ».
Bocciato alla maturità, ma abile a far parte di un organismo di controllo politico-amministrativo!
Io non ho mai creduto a quello che dicevano e proclamavano i leghisti, ad iniziare dal loro capo e continuando con tutti i sottoposti –più o meno folcloristici-, e questo fatto non fa che confermare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la mia netta avversione a questo movimento.
«è cosa giusta e conveniente provvedere a questi scutarini venuti qui, perché al cospetto del nostro Signore Iddio e agli occhi di tutto il mondo il nostro stato non possa essere a ragione criticato e perché loro poveretti si aspettano da noi le misure e le cure che sono opportune».
Questa non è una dichiarazione di qualche odierno “cattocomunista” in contrasto con la politica dell’immigrazione dell’attuale governo ed in particolare da parte di esponenti della lega.
Il “nostro stato” è la Repubblica di Venezia, gli“scutarini” sono gli abitanti di Scutari, città dell’Albania dalla quale molti erano fuggiti in seguito all’occupazione di quei territori da parte dei turchi.
Venezia è sempre stata accogliente ed allora furono previsti anche aiuti economici agli sfollati, soprattutto alle donne, aiuti che venivano aumentati se queste erano vedove con figli.
Ma anche venivano offerti posti di lavoro nel commercio, nell’esercito e nell’agricoltura con cessione di terre da coltivare.
Questa era la Venezia, la Repubblica Serenissima, quella che oggi viene tanto osannata da personaggi della Lega o vicini alla Lega, partito che, come si sa, sta operando proprio in maniera completamente contraria e basta, come ennesima prova, le dichiarazioni del ministro Maroni
Si riportano i diversi link di quotidiani "on line" odierni
Se ricevete una mail come quella sottostante, NON date seguito alle istruzioni!
E' una ... "BIDONATA" pericolosa. Basta leggerla per capire!
Divulgate questa notizia
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Ci scusiamo per gli eventuali disagi che questo ritorno potrebbe essere la causa per voi.
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Steve Lipner Direttore della Sicurezza affidabilitа Microsoft Corp.
Proprio oggi ho concluso la lettura de il “Bavaglio” di Peter Gomez – Marco Lillo e Marco Travaglio.
Non è un libro di facile lettura perché farcito di racconti molto dettagliati (stralci di interrogatori, proposte di legge, testi di intercettazioni e quant’altro di simile) circa l’attività di Berlusconi al fine di arrivare al blocco dei suoi processi ed al condizionamento dell’informazione.
Non mancano le critiche a quella che dovrebbe essere l’opposizione.
È un libro che, ovviamente, fa riflettere e che apre la conoscenza.
Pubblicato a giugno del 2008 non mi sembra abbia ricevuto querele e denunce e, quindi, si deduce che quanto riportato nelle 238 pagine sia tutto vero. Ma anche se lo fosse solo il 10% sarebbe già tanto, anzi troppo, per farci vergognare dei nostri governanti e di gran parte della classe politica e dirigenziale.
C’è anche una parte riservata alle intercettazioni ed ai testi delle stesse, soprattutto quelle fra Berlusconi e Saccà, nelle quali si parla di attricette e di come far passare senatori dalla propria parte per fare cadere il governo Prodi.
E proprio oggi il nostro “Tessera P2 n.1816” torna su questo argomento delle intercettazioni dicendo di tutto e di più.
C’è, secondo lui, un archivio tenuto da un certo Genchi nel quale ci sarebbero le intercettazioni di trecentocinquantamila cittadini.
Ma si sa, lui, come sempre, esagera. Allora sono andato a cercare in rete qualcosa su questo Genchi, un tecnico che ha lavorato per gran parte delle procure, e che, almeno per altri, non è in possesso di granché.
Dire quale sia l’interpretazione giusta non è cosa facile da appurare, almeno per la gente comune e, allora, è bene avere informazioni le più diverse.
Intercettazioni su politici e governanti dovrebbero essere continue: essi devono rispondere al popolo di tutte le parole che dicono, di tutte le azioni che fanno; devono essere trasparenti e per loro non deve esistere la riservatezza. Se non hanno nulla da nascondere non devono avere alcun timore.
giovedì 22 gennaio 2009
A sinistra Barack Obama, a destra Silvio Berlusconi ed al centro ... Renato Brunetta
e dei linguaggi artistici nella formazione liceale.
Il Consiglio d’Europa ha individuato tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente la «consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive» [18.12.2006 - 2006/962/CE punto 8°].
Recenti indagini dimostrano che la coltivazione della musica e delle arti performative, in Italia, è un’esigenza avvertita dalla maggior parte di studenti e famiglie delle scuole di ogni ordine e grado. All’enorme domanda di cultura ed espressione musicale e artistica, le scuole offrono risposte ricche e variegate, nonostante i vincoli normativi e le misere risorse a loro disposizione.
Da alcune bozze dei futuri quadri orari dei licei, si evince la scandalosa assenza della musica nella quasi totalità degli indirizzi di studio.
Si tratta di una censura contraria alla costruzione della società della conoscenza cui mira l’Europa e che lede uno dei principali diritti umani: la piena libertà di espressione, della quale le arti costituiscono indispensabile e insostituibile strumento.
Una scuola che pone tra i suoi «rifiuti» lo sviluppo delle arti, negando ai suoi cittadini uno dei requisiti strategici per la costruzione dell’Europa, è indegna di un paese quale l’Italia.
Chiediamo quindi a tutte le persone di cultura, ai musicisti, ai docenti tutti, alle forze sociali e politiche, alle formazioni musicali, corali, orchestrali di ogni tipo, alle fondazioni lirico-teatrali, a decisori politici, a tutti i cittadini di
SOTTOSCRIVERE
questo appello a favore di una diffusa, stabile ed organica presenza della musica e di tutte le arti performative nella scuola e, in particolare e nell’immediato, nei futuri licei. Il recente appello a favoredella "Musica nei licei si trova su
Questo post è una richiesta di collaborazione. Mi spiego. Nel post precedente trattavo degli errori, a volte anche "orrori", che appaiono sui giornali, sia che si tratti di pubblicazioni su carta stampata che di edizioni "on line". Ho intenzione di raccogliere, per un certo periodo di tempo, i dati relativi a questi errori per "studiare", un po' più rigorosamente, il fenomeno. Per questo motivo sarò grato ai miei lettori se mi segnaleranno gli errori che riscontreranno leggendo i quotidiani.
Le notizie che m'interessano sono:
- nome del quotidiano; - edizione (nazionale o cittadina, indicando la città); - data; - testo incriminato (la frase); - il link dell'articolo; - carta stampata o "on line"; - brevissima descrizione dell'errore.
Questi dati verranno inseriti in un foglio di calcolo e ... pubblicati sui vostri e sul mio blog. Per fornirmi i dati usate questa e-mail: ser.pio.ve@gmail.com
Anni fa –diciamo una trentina- c’era una categoria di lavoratori che oggi possiamo considerare scomparsa: i correttori di bozze.
E della loro scomparsa ce ne accorgiamo giornalmente nella lettura dei quotidiani; si può dire che ogni articolo, di qualsiasi giornale, nazionale e locale, famoso e no, sia infarcito di errori di ortografia ed anche di grammatica. Tutto ciò, fino appunto ad una trentina di anni fa, non succedeva: era veramente difficile trovare qualche errore che, allora, prendeva il nome di refuso tipografico. Si dirà che oggi andiamo tutti di fretta e che, proprio per questo, gli errori si accumulano. Anzi, al giorno d’oggi il lavoro del giornalista è facilitato da tutta una serie di strumenti, che dovrebbero impedire l’errore senza ricorrere all’intervento di terzi, come capitava in passato, quando l’articolo veniva redatto con la macchina da scrivere e poi trasferito al linotipista che lo trasformava, digitandolo su una macchina speciale, la linotype, in caratteri di piombo. A questo punto veniva stampata una bozza, che passava al controllo dei correttori di bozze; in caso di errori interveniva il tipografo aggiungendo e togliendo caratteri. Poi i singoli pezzi venivano impaginati, intitolati e le pagine venivano passate ancora alla revisione; anche il direttore controllava e dava il benestare finale. Allora, normalmente, non era necessario provvedere a correzioni grammaticali perché chi scriveva, dalla firma famosa al cronista di paese, conosceva … l’uso del congiuntivo ed altre “regolette”, che oggi sembrano scomparse.
Il risultato l’abbiamo ogni giorno sotto gli occhi e, purtroppo, nessuno si scandalizza.
Sul sito IL GAZZETTINO.it, con la data di oggi, appare una corrispondenza, ripresa dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, nella quale si afferma che un documento segreto, dimenticato in un ristorante romano, porta le idee di “Tessera P2 – N.1816”, relativamente agli intrattenimenti per gli ospiti del prossimo G8 che si terrà all’isola della Maddalena.
Questa la notizia:
BERLINO (5 gennaio) - Un retroscena su un piano "segreto" messo a punto da Silvio Berlusocni per intrattenere gli ospiti al prossimo G8 della Maddalena sotto la presidenza italiana è stato pubblicato oggi dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung. Il giornale teesco ha riferito i contenuti di un documento, definito "segreto", trovato in un ristorante romano da un giovane giornalista, che conterrebbe alcune idee del presidente del Consiglio sull'organizzazione del prossimo vertice del G8 che si svolgerà a luglio in Sardegna, alla Maddalena. Nel documento che è intitolato "Amore mio G8-Forza Europa" e che secondo il giornale è stato probabilmente dimenticato da alcuni rappresentanti del Pdl in un locale di Trastevere, lo stesso Berlusconi osserverebbe tra l'altro che "l'umorismo è la migliore medicina" e che è "importante" in occasioni del genere creare una giusta "atmosfera". Proprio per questo Berlusconi, sempre secondo l'apocrifo documento citato dalla Sueddeutsche Zeitung, ipotizzerebbe l'uso di danzatrici per intrattenere i suoi ospiti alla Maddalena, preannunciando inoltre una sua performance al canto, oltre alla realizzazione di un nuovo cd.
Il mio primo pensiero è stato: “Sarà proprio vero?”; infatti, inizialmente, non potevo crederci, ma, poi, mi è venuto qualche dubbio. Da quel personaggio possiamo aspettarci di tutto!
Vedremo se, nei prossimi giorni, ci saranno “precisazioni”, contrordini e tutte quelle “cose” alle quale siamo, purtroppo, abituati.
[Historia] Magistra vitae tradotta letteralmente, significa [la storia è] maestra di vita
e la troviamo in Cicerone (De Oratore), secondo il quale la Storia, con gli ammaestramenti del passato, insegna come regolarci per l’avvenire.
E poi vero? Se lo fosse, l’umanità avrebbe progredito in maniera ben diversa e non si sarebbero ripetuti molti errori.
Ma si sa, con i “se” non si fa la storia.
“La storia viene scritta dai vincitori” e questa è una verità. Prendiamo solo l’esempio dei romani e dei galli; Cesare con il suo “De bello gallico”, pieno di “magnis itineribus” ed addirittura di“magnis nocturnis diurnisque itineribus”, fa la cronaca delle sue vittorie e, quindi, scrive la storia delle legioni romane vincitrici. Cosa ci rimane dalla parte dei galli? I fumetti di Obelix?
Ed in America, chi ha scritto la storia? I siuox, gli apaches, i cheeroke e quant’altro delle nazioni indiane? No, la storia è stata scritta dai bianchi che hanno costretto i nativi nelle riserve indiane, lasciandoli alcolizzati e privi di dignità. Quanti sono i film che trattano di indiani buoni e coraggiosi? No, erano sempre cattivi, assetati di sangue e vigliacchi. Sappiamo che non fu così , ma vallo a raccontare agli americani ed a tutti coloro ai quali, con il cinema,è stato fatto il lavaggio del cervello.
Un altro esempio: andiamo nell’America del Sud, negli stati meridionali del Brasile. Qui, nell’ultimo quarto di secolo dell’800, arrivarono dei disperati, in gran parte veneti, letteralmente “morti di fame”, che emigravano dalle loro terre, o meglio dalle terre dei latifondisti, per poter avere una vita dignitosa. Ma dove venivano inviati (a loro i funzionari governativi brasiliani mostravano solo sulla carta il terreno affidato) trovavano foresta (“la mata” viene chiamata in “talian”) e gli abitanti originari di questa terra: gli indios. Questi, da sempre, avevano vissuto di caccia e dei prodotti che forniva la foresta. Quando arrivarono i coloni e iniziarono a deforestare ed a coltivare, gli indiosvidero sparire il loro ambiente e cercarono di nutrirsi con i prodotti che venivano coltivati; ma i coloni avevano le armi da fuoco, e non le cerbottane, e, trovando chi “rubava” nella “loro” proprietà, sparavano. Come se non bastasse, l’alcool e le nuove malattie importate dall’Europa fecero il resto.
Sono stato in quei postie di persone con le caratteristiche somatiche degli abitanti originari se ne vedono pochissime.
Ma la storia , quella raccontata dai bianchi (veneti e bavaresi), dice solo che lì il paese prosperò per merito del loro lavoro, del loro duro lavoro. Questa, a dirla brevemente, mi pare proprio una “guerra fra poveri”!
Inoltre, al giorno d’oggi, qui da noi, troviamo chi esalta questa “epopea” paragonando i nostri migranti con quelli che, invece, arrivano e “sono solo capaci di delinquere”. I veneti, invece, solo lavoro e lavoro!
Tutto questo “sproloquio” sulla storia per arrivare ad un’altra affermazione: “Non si torna indietro nella storia”. Come si può proporre modelli antichi di governo con i tempi, specialmente quelli nostri, che cambiano velocemente e quello che andava bene ieri, o l’altro ieri, non può andare bene adesso. E qui mi riferisco a quattro fanatici che pretendono di restaurare la “Serenissima”; hanno formato un ”veneto serenissimo governo” e considerano eroi quelli che nel 1997 “occuparono”, usando un trattore travestito da “tank”, il campanile di San Marco.
Non si tratta neppure di veneziani e neppure di nobili patrizi nostalgici, ma di uomini della terraferma, di quei territori che la Serenissima, per secoli, ha sfruttato a solo beneficio della città di Venezia, chiamata pomposamente la “Dominante”.
Il governo era in mano a poche persone, circa un migliaio –sulla carta- ma, praticamente, a comandare erano in pochi, i più ricchi, che usavano comprare i voti dei nobili decaduti (barnabotti), cosa permessa, per avere la maggioranza. Era un’oligarchia: il popolo e la borghesia non avevano alcun potere effettivo. È pur vero che questo Stato promulgò leggi uguali per tutti e così non ci potevano essere soprusi da parte dei potenti verso i più deboli, usava dei magistrati che venivano votati, anche con sistemi farraginosi che non permettevano imbrogli, e che non restavano per molto in quell’incarico (gratuito), c’erano gli avvocati difensori d’ufficio, ed erano attuate forme di previdenza e di mutualità, non pubbliche, ma incoraggiate e regolamentate dallo Stato. Insomma, era uno Stato che, per allora, era all’avanguardia e che, in giro per il mondo, non ce n’erano di uguali.
Ma fu uno Stato che non seppe leggere i nuovi eventi, che non seppe modernizzarsi e, fatalmente, dopo mille anni, concluse la sua storia.
Una richiesta di un lettore del blog e anche del mio sito, cioè quella di conoscere il perché di una specie di monumento sul ponte ferroviario che collega Venezia alla terraferma, mi induce ad aprire il 2009 con questo post, dopo un’assenza di venti giorni.
In effetti, più che di un monumento, si tratta di una colonna, di alcuni alberi e di due cannoni puntati, per la precisione, verso una piazzaforte chiamata Forte Marghera, costruita durante l’occupazione francese (1805-1814).
Il tutto vuole ricordare un particolare momento della storia di Venezia che iniziò quando, nel 1848 (17 marzo) la popolazione si ribellò agli austriaci, liberò Daniele Manin e Niccolò Tommaseo e nacque così la Repubblica di San Marco (22 marzo 1848).
Dopo un iniziale aiuto dal Piemonte, concluso dopo la sconfitta di Custoza (27 luglio 1848), i veneziani si trovarono soli a fronteggiare il ritorno degli austriaci che, alla fine dell’anno, si ripresero quasi tutta la terraferma veneta.
In aiuto di Venezia accorsero altri patrioti italiani fra i quali i napoletani Guglielmo Pepe e Giacomo Ulloa; doveva arrivare anche Giuseppe Garibaldi che, in fuga da Roma dopo la caduta della Repubblica Romana, fu fermato dagli austriaci nelle paludi di Comacchio, proprio pochi giorni prima della caduta anche di Venezia.
I volontari comandati da Pepe e Ulloa ed anche una compagnia di volontari friulani difesero il forte fino a quando fu deciso di abbandonarlo e di difendere solo la città insulare.
Gli austriaci si attestarono nel forte e da lì iniziarono a bombardare Venezia tentando di prenderla usando anche il ponte ferroviario che era stato inaugurato nel 1847.
I veneziani allora decisero di far saltare alcune arcate impedendo, così, l’avvicinarsi del nemico che, per la prima volta, usò un nuovo strumento, i palloni aerostatici, con i quali sganciò circa ventimila proiettili, portando morte e distruzione a Venezia che, prima di allora, non aveva conosciuto nulla di simile.
Furono colpiti case e monumenti, come la Chiesa di san Salvador, nei pressi di Rialto, dove, sul lato sinistro della facciata, alla base della prima colonna, si può notare incastrata nel muro una palla di cannone. La chiesa infatti fu colpita nell'assedio del 1849.
Dal punto di rottura del ponte ferroviario e dalla zona attualmente chiamata Piazzale Roma, i veneziani cercarono l’estrema difesa bombardando, con cannoni simili ai due che si trovano lì tuttora, le postazioni austriache sui bordi della laguna.
Vennero a mancare gli alimenti e, inoltre, in una città agli stremi scoppiò anche un’epidemia di colera. Una delle cause dell’infuriare del morbo fu anche la poca salubrità dell’acqua dei pozzi veneziani che non era acqua di falda, ma di cisterna di acqua piovana (vedi http://www.piovesan.net/Vere%20da%20pozzo/Vere%20da%20pozzo1.htm ).
Il 24 agosto 1849, nonostante tutti gli sforzi, i veneziani dovettero soccombere e gli austriaci rientrarono in città dove restarono fino al 1866.
A raccontare, poeticamente, il dramma di allora ci resta“Ode a Venezia” di Arnaldo Fusinatodella quale i versi più celebri e conosciuti sono:
Passa una gondola della città.
"Ehi, dalla gondola, qual novità ?"
"Il morbo infuria, il pan ci manca,
sul ponte sventola bandiera bianca!"
Questo è il grafico prodotto dal "Centro previsioni maree" del Comune di Venezia prodotto alle ore 18,00 di oggi. Come si evince, già questa sera ci sarà un massimo di cm.120 (sul livello medio del mare) il che vuol dire che non si potrà camminare per la città senza stivali perché molte zone saranno allagate. Domani mattina la previsione è di cm.140 e buona parte di Venezia sarà sotto acqua: anche gli stivali all'altezza del ginocchio non saranno più sufficienti e sarà necessario usare quelli più alti (alla coscia). Chi può restarsene a casa non ha alcun problema, sempre che abbia di che mangiare. Se invece bisogna andare a lavorare, è necessario attrezzarsi. I più colpiti sono coloro che praticano un'attività commerciale che, comunque, dovrebbero aver già posto la merce a quote più alte. Ma c'è anche chi vuole guadagnarci: l'altro giorno (1/12), quando l'acqua ha raggiunto 157 centimetri, c'era chi -per strada- vendeva stivali di gomma a prezzi iperbolici! Sono stati raggiunti anche 95 euro per un paio di stivali di gomma alla coscia! Ora anche gli alberghi cercano "l'affare" ed offrono pacchetti per turisti a prezzi speciali, proprio nei giorni di alta marea, compresi anche gli stivali!
Aggiornamento del 12/12 alle ore 0,20 Sono tornato a casa da mezz'ora ed ho dovuto usare gli stivali. Comunque quest'oggi è andata meglio di quanto previsto: invece dei 140 cm. previsti per la mattina dell'11 ce ne sono stati 108; alle 23,00 dell'11/12 erano previsti 130 cm. e, invece, siamo arrivati "solo " a 116. Il vento ha girato e, quindi, la situazione meteorologica è lievemente migliorata. Da domani, anche per la combinazione della marea astronomica, si dovrebbe andare verso un graduale miglioramento e, quindi, verso la normalità.
In questi giorni ho concluso la lettura de “Il grande treno” di Abrahm Lustgarten. Il sottotitolo è: “Come la Cina ha occupato il Tibet e cancellato una nazione”.
Tanti parlano di questa vicenda e, spesso, fuori luogo e senza conoscere il problema.
Attraverso le vicende per la costruzione della linea ferroviaria Pechino-Lahsa, conclusa nel 2006, l'autore -antropologo e giornalista- ci racconta di come il Tibet, fin dagli anni '50, sia diventato, di giorno in giorno sempre di più, una "colonia" cinese da sfruttare soprattutto per le ricchezze minerarie della regione.
Prima Mao e poi i suoi successori hanno sempre impostato delle politiche crudeli verso i tibetani, soprattutto per cancellare la loro cultura i cui fondamenti si poggiano sulla religiosità buddista. Hanno ucciso e torturato -per "educarli"- prima i monaci e poi chiunque fosse minimamente sospettato di "tramare" contro il "partito". La politica cinese ha sempre dichiarato di voler portare il benessere in quella regione e, per questo, era necessario il treno. Ma non è stato così: il "benessere" è stato ed è appannaggio dei soli cinesi e la globalizzazione ha rovinato le tradizioni e la cultura tibetane annientandole. Anche nel campo del lavoro i tibetani non hanno avuto alcun beneficio perché lo sviluppo è tutto a favore della gente di stirpe cinese che in Tibet ha trovato ampio spazio togliendolo ai locali; i tibetani per poter lavorare devono conoscere il mandarino e, quindi, anche la loro lingua, fra qualche generazione, sparirà.
Il treno verso il Tibet, che è stato per anni il sogno della politica cinese, appena entrato in funzione ha già dei problemi, che gli scienziati avevano previsto: la temperatura del globo sta aumentando e con una maggiore industrializzazione avrà sempre un maggior incremento e tutto ciò porta al disgelo del permafrost, il terreno ghiacciato in profondità dell'altopiano tibetano sul quale poggia la struttura della ferrovia.
L'autore, che fin da ragazzo si interessava al Tibet, a seguito di un incontro con il Dalai Lama, ha viaggiato più volte in Cina e nel Tibet ed ha incontrato scienziati e tecnici della ferrovia, di etnia cinese, ma anche monaci, pastori nomadi e gente semplice di etnia tibetana.
Oggi di molti monasteri non resta più pietra su pietra e tutti i manufatti tradizionali sono solo della paccottaglia ad uso turistico. Continuando con questa politica la Cina arriverà, ma già in parte ci è riuscita, a cancellare un popolo e tutta la sua cultura.
Questa non è una recensione, ma solo un invito a leggere questo libro per avere una maggiore conoscenza ed una documentazione sui fatti del mondo, anche se questi sono relativi a regioni che ci possono apparire lontane.
"Da che pulpito ... " viene subito da pensare a sentir parlare di "questione morale" dal ..."nostro"! Tante ne dice, che, alla fine, finisce per crederci, e con lui, purtroppo, anche qualche milione di italiani che l'hanno votato. Come può parlare di questione morale chi è stato iscritto alla Loggia P2 di LicioGelli con la Tessera n. 1816? Come può parlare di questione morale chi è arrivato ad imbrogliare una minorenne, l'erede del marchese Casati-Stampa, alla quale apparteneva la villa di Arcore? Chi l'avesse scordato può leggersi un mio post, ancora del 2006, che tratta questa vicenda. Vi assicuro, una lettura interessante per chi non la conoscesse. (Clicca qui). E mi fermo solo a questi due fatti, che non sono invenzioni della stampa di sinistra o azioni persecutorie di qualche giudice (toga rossa) che ce l'ha con lui; due fatti, con tanto di prove accertate! L'importante è non dimenticare.