Oggi, alle 8,45, l'acqua alta a Venezia ha raggiunto i 140 cm/sm; la previsione era di 135 cm/sm.
Le foto che seguono raccontano la mia uscita proprio nel momento di massima marea.
Il cortile interno allagato completamente
Ll'ingresso verso la calle
La calle che va verso il ponte degli Scalzi
In Fondamenta San Simeone
In zona Tolentini non bastano le passerelle
Anche Socrate va in acqua
Se non ci sono gli stivali un turista orientale si arrangia con i sacchetti delle immondizie
Anche "Mephisto" ... si bagna (non di acqua santa)
Socrate osserva la situazione ...
... e resta incerto!
Per altra documentazione fotografica sul sito de "Il Gazzettino" cliccare su
http://www.ilgazzettino.it/fotogallery.php?id_fg=5272&id_news=129173&nf=1
Di tutto un po'. In questo "blog" troverete "sfoghi" e pensieri, lettere inviate ai giornali e, forse, non pubblicate. Parlerò di Venezia, la mia Città, di quanto c'è di buono e di meno buono in essa, ma non mancheranno neppure argomenti di politica e di quello che capita nel mondo. Insomma ... un po' di tutto!!!
venerdì 3 dicembre 2010
martedì 30 novembre 2010
La ciarastela: un canto popolare natalizio
Si avvicina il Natale e tutti i cori si stanno preparando per i concerti di questo periodo. Anche il Coro Marmolada di Venezia non sarà da meno e si presenterà al suo pubblico, sia di Venezia che di Mestre, in tre date:
- 12 dicembre, alle ore 16,30, nella Chiesa di San Simeone Profeta (San Simeon Grando) a Venezia;
- 19 dicembre, alle ore 20,45, nella Chiesa dei Ss. Gervasio e Protasio a Carpenedo;
- 6 gennaio, alle ore 20,45, nella Chiesa di San Carlo, in Via Cappuccina a Mestre. (rassegna con il Coro "Amici in coro" di Campalto)
Ci sarà un nuovo canto nel repertorio del Coro Marmolada e precisamente un canto popolare del padovano, armonizzato da G. Malatesta, canto che vi presento raccontandovi tutto quello che conosco, assieme alle testimonianze di un amico, Giovanni Lucio, che da giovane ha vissuto, contrariamente a me, l'esperienza di cantare "la ciarastela".
Cliccate qui per leggere quanto io e Giovanni vi raccontiamo.
domenica 28 novembre 2010
Volete seguire il... "complotto"?
Aggiornamento del 3.12: il sito web di Wikileaks è stato oscurato.
Si può raggiungere ugualmente attraverso un altro sito svizzero.
Clicca qui
Per chi volesse seguire il ... "compl ... otto" (ma anche "compl ... nove", "compl ... dieci", ecc. ecc.), ecco il link:
Si può raggiungere ugualmente attraverso un altro sito svizzero.
Clicca qui
Per chi volesse seguire il ... "compl ... otto" (ma anche "compl ... nove", "compl ... dieci", ecc. ecc.), ecco il link:
Perché il colore del carattere è rosso?
Perché senz'altro si tratta di un ... complotto comunista!!!
Ne vedremo delle belle!!! ah! ah! ah!
sabato 27 novembre 2010
Acqua alta a Venezia - 26 novembre 2010
Sembra, guardando le previsioni, che l'acqua alta di questi giorni lasci il posto a maree più normali che comporteranno, senz'altro, l'assenza di quei piccoli disagi che, invece, si hanno con le maree che superano i cm.100/105 sm..
A questa misura il cortile interno del Palazzo Gradenigo va già sotto (vedi foto sopra), e già un'uscita di casa -quella verso Rio Marin- è obbligatoria con gli stivali; se poi si arriva a 115 cm./sm , allora anche per l'altra uscita, quella verso la calle, sono necessari gli stivali.
L'acqua sta crescendo e -come una sorgente- sgorga dai tombini.
E questo è l'androne allagato di Palazzo Gradenigo. L'acqua ha il suo ingresso naturale dalla "porta d'acqua" che si vede sullo sfondo.
Le foto si riferiscono all'acqua alta di ieri (115 cm./sm.) alle ore ore12,30 circa.
mercoledì 3 novembre 2010
San Martin xe 'nda in sofitta
San Martin xe 'nda in sofitta
a trovar la so novissa.
La novissa no ghe gera
San Martin xe 'nda par tera.
a trovar la so novissa.
La novissa no ghe gera
San Martin xe 'nda par tera.
E col nostro sachetin,
cari signori xé San Martin! (mi ve canto el San Martin)
E col nostro sachetin,
viva viva San Martin!
cari signori xé San Martin! (mi ve canto el San Martin)
E col nostro sachetin,
viva viva San Martin!
Questa è la filastrocca che, molti anni fa, da bambino, cantavo assieme ai coetanei la vigilia di San Martino. Ma non si trattava di solo canto, Infatti il coro dei bambini era completato da un accompagnamento di percussioni formato da pentole, coperchi ed altri attrezzi rumorosi. In genere ci si piazzava davanti ad un negozio e finché il negoziante non ci dava qualcosa, soldi o dolci, non ci si muoveva. Ovviamente gli esercizi che più ci attiravano erano quelli i cui proprietari si arrabbiavano e che uscivano dal negozio minacciandoci; ma erano pochi di questo genere.
La filastrocca, come tutti i canti di questo genere, è composta da versi che non hanno alcun senso e annovera anche delle variazioni.
Ai giorni nostri questa filastrocca si sente poco e, per lo più, viene eseguita da gruppi di bambini organizzati da adulti (oratori, asili, scout, ecc.) e questo per far sì che la tradizione non scompaia come in effetti sta accadendo con la sostituzione del "bater San Martin" con il "dolcetto o scherzetto" di importazione dal mondo anglosassone che, però, genera un indotto di parecchi euro!
martedì 2 novembre 2010
L'attualità del pensiero "politico" di Ippolito Nievo
Nel luglio scorso, quando sui giornali imperava il "Marchionne-pensiero" stavo leggendo "Novelle campagnuole" di Ippolito Nievo e, proprio nella prima novella "La famiglia di campagna", una pagina, che, ricordo, fu scritta nel 1855 quando l'autore aveva ventiquattro anni, mi ha impressionato per l'attualità del pensiero che definirei non solo "politico", ma anche morale.
Mentre l'AD della FIAT continua a proporre i suoi "pensieri", la sinistra blatera.
Perché questa sinistra non medita su testi come quello riportato?
"... Questo ragionamento sono sett'anni che lo ripeti prima di coricarti, o povero lettore, come una massima d'Epitteto o una giaculatoria favorita. In questi sette anni sei ingrassato come un tordo, e ti si sono rincolorite le guancie; in questi sette anni la tua casetta si è tutta ringiovanita all'aspetto, e i rabeschi dell'umile imbianchino furono coperti da carte tutto oro e velluto, le seggiole d'abete impagliato si ritrassero modeste alla cucina cacciate da una irruzione di poltroncine elastiche, o almeno di scranne di noce; i candelieri d'ottone si fecero di bronzo o d'argento ; all'inverno le finestre si vestono di doppie invetriate e le stufe ti sgelano le dita, all'estate il tuo giardinetto vede le camelie e i rododentri (sic) sostituirsi ai gerani e al rosmarino soli adornamenti d'una volta: t'è cresciuto un bel cavallo alla stalla e l'avito sediolo giace polveroso in fondo alla rimessa colle stanghe pietosamente al cielo, mentre tu batti il paese in un elegante calessino a doppie suste.
E dimmi un po'in coscienza, di quanti giorni allungasti la tua quaresima per ottenere simili prodigi? In verità se comparvero mai grassi capponi, e agnelli arrostiti e superbe spalle di majale sulla tua tavola, ciò avvenne per fermo in questi anni malaugurati. Né la tua campagna si smagrì di nulla per tenerti in carne: ché i rivali sono folti di pioppi, d'olmi e di gelsi, i solchi negri di concime, le carreggiate fondate di fresco, arieggiate e popolose stalle, copiose le vaccherie, morbidi d'erba i prati, ricise ornatamente le siepi, vagamente disposte le viti. Ora dove hai tu messo ad opera quel tuo consiglio di stringere, di stringere per difendere gli agi tuoi dallo spendio delle annate? Tu lo sai in fondo in fondo, o accorto lettore; e lo sanno tutti, e io pure lo so, se mi propongo dirtelo in quattro parole. Vendendo caramente le tue derrate, diminuendo il numero dei tuoi spesati e raddoppiando sovr'essi di stimolo, nutrendoli con grano semiguasto, né avvantaggiandoli in nulla, impedendoli anzi in quelle abitudini che in anni d'abbondanza senza tuo danno recavano loro assai frutto, angariandoli, spiluccandoli fino all'ultimo soldo di debito, con tali pratiche tu giungesti a buon porto; né secondo le leggi è delitto questa tua regola di condotta, sibbene prudenza e avvedutezza; anzi oltreché guadagno, ne hai lode. Ma Iddio, la tua coscienza, se è viva, ed io per quanto posso ci leveremo in coro contro di te, imprecando a una tal massima di risparmiare sul necessario degli altri per accrescere i comodi proprii. Codesta tua pratica abbominevole (sic), nata dal calcolo che il centesimo di tutti i giorni fa le lire a fine anno, è veramente una guerra sorda e inesorabile fatta a coloro de' quali per obbligo di giustizia, di morale, di religione devi educare l'anima e conservare il corpo; io soglio chiamarla, la guerra del quattrino, né stimo che quella di Crimea vada superba d'un maggior numero di vittime.
Vedi essere per me gran fortuna, o stizzito lettore, che il nostro colloquio succeda solo nell'immaginativa, giacché altrimenti nel capitolo passato m'avresti tempestato le spalle di pugni sonori. Ma non già perché tu creda d'aver ragione, sibbene anzi perché hai torto e ti dà noia questo spiattellarlo al pubblico. ....".
(da "Novelle campagnuole" - La famiglia di campagna - di Ippolito Nievo)
sabato 30 ottobre 2010
Inizia, a Venezia, la stagione delle "acque alte"
Siamo nella stagione giusta per quanto riguarda l'acqua alta a Venezia.
Il fenomeno è in aumento e questa tendenza è iniziata con i lavori (MO.SE) che dovrebbero "salvare" la città; infatti sono in aumento le frequenze, cioè il numero dei giorni nell'anno, e le misure.
Siamo sicuri poi che questo "salvataggio" sia proprio quello giusto?
Come sarà la nostra laguna quando resterà chiusa per lunghi periodi?
Il video che segue raccoglie una serie di immagini relative a due "acque alte" verificatesi negli ultimi anni e la musica che l'accompagna ... "è tutta un programma"!!!
Le foto sono di Guido Jaccarino, architetto veneziano, che, gentilmente, me le ha passate.
domenica 3 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
Esistono ancora le cosiddette "persone civili".
LA PERSONA CIVILE NON SPUTA IN TERRA
E NON BESTEMMIA
Questa scritta si trovava, anni addietro, in tutti i luighi pubblici.
Non sembra ci sia altro da aggiungere.
lunedì 20 settembre 2010
Finestra strana!
Chissà quante volte sono passato davanti a questa finestra senza osservarne la particolarità.
Ieri, per caso, me ne sono accorto.
Nel corso dei secoli solo una parte del muro ha ceduto ed il balcone ha seguito questo cedimento; in seguito, nella costruzione dell'inferriata, l'artigiano ha provveduto a mantenere la particolare caratteristica.
domenica 19 settembre 2010
Non esistono "hardware" e "software" ... intelligenti!
Fin dai miei primi contatti con quella che al giorno d’oggi si chiama “informatica” (qualche anno fa), ho sempre provato avversione verso le espressioni che definivano i computer “intelligenti”; ho sempre sostenuto che questi oggetti, alcuni li consideravano e li considerano tuttora dei “mostri sacri”, erano, e sono, solo delle macchine, ben fatte fin che si vuole, ma pur sempre macchine e, aggiungo, anche stupide. A renderle efficienti è sempre l’uomo con la “sua intelligenza”.
In questi giorni ho letto un articolo (clicca qui) che attribuisce anche al “software” l’appellativo di intelligente. Se il computer è una macchina costruita dall’uomo, anche i programmi (software) che le permettono di funzionare sono opera dell’uomo.
“Ma se negli ospedali venissero introdotti software intelligenti in grado di segnalare possibili interazioni e suggerire valide alternative le cose potrebbero andare meglio”, questa una delle frasi dell’articolo che più banale di così non si può! Il segnalare le interazioni fra farmaci non mi sembra sia un problema di estremamente difficile soluzione; già il medico dovrebbe conoscere quando un farmaco può presentare dei problemi nel caso in cui il paziente assuma altri farmaci. Tuttavia è impossibile che nella memoria del medico possano restare impresse tutte le possibilità di interazione esistenti fra tutti i farmaci ed allora la soluzione è il computer, a meno che ogni sanitario non si preoccupi di consultare volumi di “schede tecniche” cosa che richiederebbe un po’ di tempo e non sarebbe, forse, neppure totalmente precisa.
Realizzare un software che possa provvedere a quanto richiesto non è una cosa banale, ma neppure straordinaria: è solo in questo momento che l’uomo informatico, il programmatore si chiamava una volta, con la sua esperienza e, spesso, con la sua inventiva, costruisce quel qualcosa di immateriale che permette di mettere in relazione il singolo farmaco con tutti gli altri farmaci e trovarne, nel nostro esempio, le interazioni. L’importante è, soprattutto, avere a disposizione degli archivi, sempre aggiornati, che contengano queste informazioni e quindi, come base, le cosiddette “schede tecniche”, che noi profani ed assuntori di farmaci possiamo leggere, in parte, nel “bugiardino”, ma non solo. Saranno i sanitari (medici e farmacisti) a suggerire all’informatico quali devono essere i dati necessari affinché il risultato sia sempre più preciso senza procurare allarmismi.
Comunque, e concludo, non esistono “hardware” e “software” intelligenti.
venerdì 17 settembre 2010
Saluto
Cordiali saluti e ben ritrovati a tutti i miei cinque lettori!
Sono tornato da pochi giorni e non ho ancora preso il giusto ritmo; quindi non sarò a regime di attività, per quanto riguarda il blog, ancora per un po', anche perché ho qualche problema con il PC. Ne ho ordinato uno di nuovo e sono in attesa.
Passerò presto a leggere anche i vostri blog.
Assicuro, infine, Giovanni circa la variazione del suo link.
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