domenica 5 ottobre 2008

Rassegna Corale per la Festa della Madonna del Don

Nell’ambito della 42° edizione della Festa della Madonna del Don, organizzata dal Gruppo di Mestre della Sezione di Venezia dell’Associazione Nazionale Alpini, sabato 11 ottobre, alle ore 20,30, nel Duomo di San Lorenzo, si svolgerà la rassegna corale con la partecipazione di:


Coro “Stella del Gran Sasso” della Sezione A.N.A. Abruzzi

Coro “A.N.A. di Codroipo” della Sezione A.N.A. di Udine

Coro “Marmolada“ di Venezia


Il Coro Marmolada, il cui maestro titolare Lucio Finco è anche direttore artistico della rassegna, ha partecipato, fin dall’inizio, a numerose edizioni.

Quest’anno sarà diretto da Claudio Favret e presenterà un programma di sette canti:

“Marmoléda”, la sigla del coro, ispirata alla leggenda dolomitica di Conturina, “Senti cara nineta”, un canto di partenza e d’amore, il friulano canto d’amore e di speranza “Ai preât”, il famoso “Dove sei stato mio bell’alpino”, “L’ultima notte” ispirato alle vicende belliche della campagna di Russia raccontate dagli scrittori Bedeschi e Rigoni Stern, “Sul Ponte di Perati”, sulla disgraziata campagna di Grecia ed infine “Dormi pitzinnu”, ninnananna in lingua sarda, che il coro Marmolada eseguirà per ricordare i bambini che, in tante parti del mondo, hanno bisogno di aiuto.


Segue il programma della domenica 12 ottobre 2008


Ore 29.45 - Ammassamento di tutti gli alpini e Associazioni d’Arma e Combattentistiche in Via Palazzo (altezza Cinema Palazzo).

Ore 10.00 - Deposizione di una Corona di alloro alle Lapidi dei Caduti, con Picchetto e Fanfara del Comando Truppe Alpine, e in corteo in Piazza Ferretto, per la cerimonia dell’Alzabandiera.

Ore 10.30 - “Alzabandiera”

Ore 10.40 - Presso il palco della S. Messa, presentazione alle Autorità Comunali e Cittadine del Direttivo delle Sezioni ANA ospiti per l’offerta dell’Olio alla Sacra Icona: Sezione ANA di Udine e Sezione ANA Abruzzi.

Ore 11.00 - S. Messa al Campo in Piazza Ferretto.

Ore 12.00 - In corteo, da Piazza Ferretto alla Chiesa dei Padri Cappuccini per la Solenne Cerimonia dell’Offerta dell’Olio alle lampade sull’Altare della Madonna del Don, da parte delle Sezioni ANA di Udine e Abruzzi.

Ore 12.15 - Solenne Cerimonia dell’Offerta dell’Olio alle lampade sull’Altare della Madonna del Don.

Ore 12.30 - Ristoro Alpino presso la Mensa RR.PP. Cappuccini di Mestre.

Ore 16.30 - In Piazza Ferretto, concerto di Fanfare Alpine.

Ore 17.00 - “Ammainabandiera in Piazza Ferretto”.

sabato 4 ottobre 2008

Sufficienza … politica.

Chi si ricorda, negli anni ’60, il “18 politico”?

Era il voto che veniva dato, e richiesto, per tanti che, all’università, bastava passare l’esame, magari fatto in gruppo. Era una prassi abbastanza comune all’Università veneziana di Architettura ed i risultati si vedono ancora oggi con la miriade di architetti laureati in quel periodo, ma non si sa con quali competenze.

Perché questi ricordi? Abbiamo letto, due o tre mesi fa, che il figlio di Bossi era stato bocciato, per la seconda volta, agli esami di maturità, con grande disappunto del padre, del quale sembra sia il “delfino”. Bella roba!!!

E pensare che aveva portato una tesina sul Cattaneo (probabilmente scopiazzata dai colleghi del padre in qualche biblioteca parlamentare).

Ma il “duro padano” non si dà per vinto ed allora ricorre al T.A.R. che, a tutt’oggi, deve ancora pronunciarsi.

Allora interviene il ministero che dice “ … la vicenda sarà riesaminata”. Insomma, alla fine, magari con la sufficienza soltanto -una sufficienza politica-, anche quest’asino otterrà un titolo di studio che, come ormai si evince, non gli servirà perché entrerà in politica.

Il guaio è che ce lo dovremo sorbire ed anche pagare!

Clicca qui per l’articolo su Corriere.it


venerdì 3 ottobre 2008

Una visita al nuovo Ospedale dell’Angelo di Mestre

“Un bel colpo d’occhio!” A questo mia frase un medico ha risposto:”Esatto, solo un colpo d’occhio!” Questo, in poche parole, uno dei pareri sul nuovo ospedale di Mestre denominato “Ospedale dell’Angelo”.

Era la prima volta, ieri 2 ottobre, che mi recavo nella nuova struttura, per una visita di controllo, e questo a pochi mesi dall’inizio attività della stessa.

Dal punto di vista architettonico è veramente un “colpo d’occhio”: una costruzione, tutta vetri, che si può definire maestosa e collocata in un ampio spazio libero; un ingresso tutto piante e fiori, negozi (per lo più sanitari) e tanti box per le informazioni. Niente da dire: bello, a parte le disfunzioni iniziali, proprio nell’enorme ingresso/sala d’aspetto ecc., ecc., dovute alle temperature troppo elevate che si raggiunsero, nel mese di maggio, nonostante l’aria condizionata al massimo.

In questa mia visita ho avuto modo di incontrare e salutare alcuni ex colleghi (amministrativi) che subito mi hanno espresso il loro parere sul nuovo ospedale e sulla sua organizzazione; e tutti non sono stati positivi. Chi per un motivo e chi per un altro avevano di che lamentarsi, a partire dall’aria condizionata e dal riscaldamento e continuando con il parcheggio e la dislocazione dei vari servizi come, ad esempio, le segreterie lontane dai reparti di degenza ed anche dai medici.

Mugugnare è sempre stata una prerogativa dei dipendenti!

Per la prima volta e per il poco che ho visto non me la sento di esprimere giudizi personali; non sarebbero né corretti né giusti. A mio parere potrebbe essere migliorata la segnaletica perché non è facile districarsi fra i vari accessi e, quindi, è necessario rivolgersi, più volte, al personale, sia quello addetto alle informazioni sia ad altro personale.

Uscendo dalla visita ho sentito un paziente che diceva “ … benedetto l’Umberto I” (il vecchio ospedale). Per carità, forse la vastità dell’ambiente ed una disposizione molto diversa possono produrre mugugni simili da parte di persone di una certa età.

Dicono che sia il miglior ospedale d’Europa; io direi: “forse!”.

Un ospedale deve essere valutato per la capacità del personale medico e sanitario che vi opera e per le strutture diagnostiche, e non per altro; l’Ospedale dell’Angelo è senz’altro ad un buon livello.

Per una serie di foto dell’Ospedale dell’Angelo, clicca qui.

mercoledì 1 ottobre 2008

Vie nuove da percorrere nel canto di ispirazione popolare?

In un suo articolo sulla rivista Choraliter (1) dal titolo “Quando la tradizione si rinnova“, Carlo Berlese, traendo spunto dall’assioma che “i cori popolari cantano sempre le stesse cose da vent’anni e più”, cerca di segnalare delle esperienze interessanti al fine di reinventare il modo di comunicare e di emozionare il pubblico con delle proposte nuove, non solo musico-corali.

L’autore non vuole, e non sa, dare soluzioni e, perciò, segnala due strade che gli sembrano “nuove”.

La prima è quella di proporre i canti popolari nel contesto dove venivano cantati, con l’aiuto anche di strumenti popolari di vario tipo, con minimi interventi di arrangiamento, il tutto per coinvolgere il pubblico con la semplicità. Insomma, quasi una forma teatrale.

La seconda proposta prende in considerazione l’elaborazione dotta e molto spinta e porta ad esempio i canti degli alpini eseguiti per coro e quartetto d’archi ad opera del maestro Mauro Zuccante. Così scrive di questa esperienza: “L’uso del quartetto d’archi e coro con un linguaggio che filtra esperienze post moderne e sensibilità tipiche della coralità amatoriale connota un lavoro veramente interessante e accattivante”.

Personalmente credo che le due proposte non abbiano alcun valore se gli esecutori si accontentano solo di presentare formule nuove senza che vi sia qualità, e questo credo sia la vera causa della crisi del canto corale di origine popolare, sempre che sia giusto usare il termine “popolare”.

Ritengo, comunque, che ci sia necessità di innovazione e che non si possa andare avanti sempre con gli stessi schemi; è necessario, quindi, trovare nuove forme sia musicali sia di spettacolo e di presentazione.

A questo riguardo vorrei proporvi una terza soluzione, strada o esperienza (chiamatela come vi pare), alla quale ho avuto modo di essere presente.

Si tratta di un evento di quest’estate nella Chiesa Parrocchiale di Raveo, nell’ambito di una manifestazione che prende il nome di “Carniarmonie” e che, già da diciassette anni, porta della buona musica nei luoghi, spesso incantati e poco conosciuti, della montagna friulana.

Nell’ambito di questa rassegna si è esibito a Raveo, nel giorno dell’Assunta, il Coro Panarie di Artegna (UD). Il coro, però, non si presentava da solo, ma assieme ed alternato a musiche d’organo, voce recitante e proiezioni di quadri.

Lo spettacolo/concerto prendeva ispirazione da una serie di acquarelli formali ed informali dal tema “Luce, Acqua, Vita nei Vangeli di Giovanni”; i colori predominanti erano il giallo e l’azzurro. Su queste raffigurazioni della pittrice Anna Sonvilla, il musicista Luciano Turato ha composto brani per solo organo e per solo coro, il tutto legato da una voce recitante. Devo ammettere che, all’inizio, sono rimasto un po’ shockato per questo nuovo modo di dare spettacolo, ma nel sentire il coro, che poi era la parte che più m’interessava, sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Il Coro Panarie nasce inizialmente come esecutore di villotte tanto che assume quale propria denominazione, il nome di “panarie” che significa madia, mobile caratteristico dell'antica cucina friulana; nel corso degli anni il complesso si evolve e si matura verso forme musicali “colte” non dimenticando, però, le origini. Si tratta di un coro misto, di un buon coro misto, dove -cosa rara- non hanno supremazia gli acuti delle voci femminili.

Tornando allo spettacolo, devo solo precisare alcune cose che mi sono piaciute di meno: in primo luogo uno schermo eccessivo che copriva tutto l’altare maggiore (la chiesa è di notevoli dimensioni) nascondendo il coro che, in questo modo, non si vedeva e, quindi, risultava sacrificato (lo schermo avrebbe potuto essere piazzato lateralmente); poi, in certi momenti, c’era uno sfasamento fra i finali dei brani d’organo e le proiezioni, che continuavano prima di passare alla voce recitante che introduceva un altro tema (si sono raggiunti anche 45 secondi di “tempi morti”, il che non è poco); infine devo rilevare che, essendo il direttore del coro, il maestro Paolo Paroni, anche l’organista, c’era un via vai eccessivo tra la postazione dell’organo e l’altare maggiore.

Ma, nonostante queste sfasature, nel suo complesso, lo spettacolo-concerto ha avuto modo di proporre musiche nuove, musiche piacevoli e bene eseguite, che hanno tenuto inchiodati ai banchi gli spettatori per oltre un’ora dopo la quale un lungo e caloroso applauso ha premiato gli artisti: pittrice, cantori, organista, voce recitante ed autore delle musiche.

Anche questo mi sembra, dunque, un modo di rinnovarsi, ma, come sempre, è importante una buona esecuzione.

Note

1) Rivista della Feniarco (Federazione Nazionale Italiana Associazioni Regionali Corali)

martedì 30 settembre 2008

Federalismo ... ferroviario!

Questa mattina, dovendo recarmi a Udine, una volta entrato nella stazione di Venezia ho trovato una coda un po' lunga agli sportelli e, anche se ero in anticipo, decisi di acquistare il biglietto chilometrico che viene venduto presso l'edicola ed altri negozi nell'atrio della stazione stessa.
L'avevo fatto già altre volte.
Il cartello esposto avvertiva che si trattava di biglietti per fasce chilometriche fino a 200 Km; Udine si trova a 136 Km da Venezia.
Chiesto il biglietto, l'edicolante m'informa che non è possibile perchè Udine si trova in un'altra regione!
Che siano i primi effetti del ... federalismo?

domenica 28 settembre 2008

Traduzioni "on line"

Sulla colonna di sinistra, cliccando sulle singole bandierine, otterrete la traduzione dei post nelle relative lingue.

Non sarà, senz’altro, una traduzione perfetta, però sarà più facile, per uno non italiano (e ce ne sono che entrano), poter capire qualcosa del mio blog.

Devo ringraziare l’autore del blog CREAREBLOG per avermi dato questa opportunità.

venerdì 26 settembre 2008

Nonostante tutto ...

... sorridiamo un po' !!!

Clicca qui

Quando i “blogger” s’incontrano

Alcuni giorni fa la “blogger” Stella pubblicava un “post” relativo ad un incontro non virtuale con un altro “blogger”, Daniele . Penso che questi incontri non siano tanto comuni, soprattutto perché i soggetti, molto spesso, sono lontani fisicamente. Se, invece, i due sono residenti nella stessa città, non sempre gli interessi, al di là di quello che si scrive, coincidono e, quindi, anche in questi casi, l’unico contatto resta la rete.

A volte, però, una serie di coincidenze permette che i due abbiano occasione di incontrarsi, come è stato per Stella e Daniele e come, proprio ieri, è stato per me e per Elena , una “blogger” veneziana, con la quale sono in contatto, sempre tramite la rete, dall’inizio dell’anno.

Uno dei primi “post” che lessi nel suo “blog” fu questo, nel quale l’autrice annunciava che avrebbe partecipato ad un evento “sportivo”, ma anche umano, politico e sociale, che l’avrebbe vista in sella ad una bicicletta, assieme ad altre 299 donne provenienti da quasi tutto il mondo, percorrere le strade del Libano, della Siria, della Giordania e dei Territori Palestinesi.

Il fatto mi rese curioso soprattutto per il suo entusiasmo nei “post” che seguirono, fino alla partenza.

Era ancora in viaggio che le proposi di raccontare la sua “avventura” a chi, invece, era rimasto a casa, cosa che Elena accettò subito. Detto fatto, riuscii ad organizzare, presso una sala della Biblioteca della Municipalità , una “conferenza”, aperta al pubblico veneziano, che ha avuto luogo ieri giovedì 25 settembre.

E lì ho conosciuto personalmente Elena, una ragazza solare e sorridente, appassionata del suo impegno sociale e politico, che, per un’ora e mezzo, ha intrattenuto il pubblico (circa quaranta persone) con un racconto preciso e documentato della sua esperienza umana, sportiva, sociale e politica.

In questo post di Elena potete vedere alcune delle foto scattate durante “Follow The Women”

Altra documentazione la trovate a questi link:

http://www.xena.it/ftw_2008/20080504_repubblica.pdf

http://www.xena.it/ftw_2008/20080507_repubblica.pdf

Spero, quanto prima, di poter pubblicare la presentazione di PwP che Elena ha preparato per l’occasione.

mercoledì 24 settembre 2008

Sculture in equilibrio

Su Corriere.it c’è un servizio dove ti raccontano che per vedere delle “sculture”, che non sono altro che pietre in equilibrio, bisogna andare sulla spiaggia di San Francisco – California – USA dove un artista mette una sull’altra delle pietre e, in questo modo, assumono delle vaghe forme antropomorfe. Qualcuno, sempre negli Usa, non ci crede che le pietre siano solamente appoggiate e credono, invece, che venga usato un potente collante. Per articolo e foto, clicca qui. Però, posso assicurarvi che, per vedere opere simili a queste, non è necessario scavalcare l’oceano e tutti gli “States”; basta recarsi nella zona di montagna del Friuli, in Carnia, dove, proprio quest’estate, alcune artiste hanno effettuato la stessa cosa sui greti di alcuni torrenti. Da quanto letto sui giornali locali questa forma di arte si chiama “Naturart” ed ha la caratteristica di non essere perenne, ma caduca. Infatti col passare dei giorni, ma può trattarsi anche di qualche settimana, tutto ritorna come prima per l’opera naturale del vento e delle piene. Ma non solo artiste donne hanno fatto questo. Vicino al paese di Raveo, sul torrente Chiarsò, un artista uomo ha messo pietra su pietra ed il risultato lo potete vedere nelle fotografie che seguono (scattate da me) e vi assicuro che non è stato usato alcun tipo di colla.

N.B. – Il cane che appare in una foto non è una …scultura!



martedì 23 settembre 2008

Ladrocinio

Sono sempre più convinto che l’evasione fiscale è un furto con l’aggravante che si compie a spese della collettività onesta.

Due giorni fa, non ricordo più come, sono capitato nel sito Contribuenti.it dove ho trovato i risultati di una ricerca effettuata da questa associazione, che si riassume nell’articolo sottostante:

20/09/2008 - Evasione, Contribuenti.it denuncia:record da 300 miliardi annui. Come imposte dirette sottratti all'erario 115 miliardi

ROMA, 20 SETTEMBRE (Apcom) - Il nuovo 'allarme evasione' arriva da Contribuenti.it: l'imponibile evaso in Italia è di circa 300 miliardi di euro l'anno, in termini di imposte dirette sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 115 miliardi di euro.

È questa la stima calcolata elaborando dati ministeriali e dell'Istat da 'Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, l'Associazione contribuenti italiani.

Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l'evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.

Secondo i risultati dell'indagine l'economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 105 miliardi di euro l'anno. L'esercito di lavoratori in nero è composto da circa 2 milioni. Di questi 800mila sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro: si stima un'evasione d'imposta pari a 25 miliardi di euro.

Il secondo capitolo dell'indagine riguarda l'economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno tre regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio: si stima che il giro di affari non "contabilizzati" si attesti sui 120 miliardi di euro l'anno con un'imposta evasa di 40 miliardi di euro.

La terza area analizzata è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese: secondo i dati del ministero dell'Economia e delle Finanze, il 78% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (52%) o meno di 10mila euro (26%).

In pratica - sottolinea Contribuetni.it - su un totale di circa 800mila società di capitali il 78% non versa quanto dovuto di imposte dirette, e si stima quindi un'evasione fiscale attorno ai 15 miliardi di euro l'anno.

La quarta area di analisi è quella composta dalle big company: una su tre – denuncia l'associazione - chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse, inoltre il 92% delle big company abusano del 'transfer pricing' per spostare costi e ricavi tra le societa' del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 27 miliardi di euro.

Infine c'è l'evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che - secondo l'indagine - sottrae all'erario circa 8 miliardi di euro l'anno.

"Di fronte ad un fenomeno così diffuso - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - bisogna riformare la macchina dell'amministrazione finanziaria, puntare su interventi congiunti di tax compliance, incentivare i controlli da parte della guardia di finanza ed estendere gli studi di settore a tutte le imprese".

FONTE: Apcom

Il link a questo articolo è il seguente http://www.contribuenti.it/news/view.asp?id=2674 e questa informazione solo per dimostrarvi che non è una mia invenzione.

Quando leggo queste notizie, e non è la prima volta, non vi dico quello che provo, tanto penso che ve lo immaginiate.

Comunque mi sento … umiliato!

Pensate, inoltre, che, proprio in questi giorni, ho iniziato la lettura del libro di G.A.Stella e S.Rizzo “La deriva” e, ad umiliazione si somma umiliazione. Sarei tentato di non andare avanti nella lettura, per non deprimermi, ma la curiosità è tanta: voglio sapere fino a quali abiezione, viltà, bassezza morale, meschinità e degradazione giungono certi italiani.

E pensare che l’esempio ci viene dall’alto!

Spero, domani, di trovare qualche notizia di tono diverso.

sabato 20 settembre 2008

Segnali di pericolo per la democrazia!

La libertà di stampa è uno dei pilastri della democrazia ed uno dei segnali di pericolo per la libertà di tutti è proprio l’intromissione dei pubblici poteri (governo, magistratura ed anche forze dell’ordine) presso le direzioni dei giornali e nelle abitazioni dei giornalisti.
Ci sono vari segnali, e li sentiamo sulla pelle, che ci avvisano come si stia scivolando verso una “democrazia … controllata”, per non parlare di vera e propria dittatura, al momento ancora “morbida”. Uno di questi segnali è proprio recentissimo e riguarda la perquisizione effettuata dalla GdF presso la direzione dell’Espresso (clicca qui per la notizia) in relazione ad un inchiesta sul traffico dei rifiuti (nocivi) in Campania negli ultimi venti anni. La motivazione ufficiale di queste indagini è la “fuga di notizie”, ma, leggendo l’inchiesta (clicca qui), si evince che, sotto sotto, c’è qualcos’altro e cioè le solite implicazioni di politici, anche ad alto livello.
Un pentito sta svuotando il sacco, non solo ai magistrati, ma anche ai giornalisti, e quest’ultima cosa dà molto fastidio a qualcuno. Ritorna in ballo ancora la famosa loggia P2, quella di Gelli, quella della quale importanti personaggi politici hanno fatto parte (vedi la famosa Tessera P2 n.1816)!
Attenzione quindi: vogliono fare la riforma della giustizia a modo loro, vogliono regolare l’autonomia dei giornalisti ed anche quella dei blogger, vogliono “rendere più efficiente” il Parlamento europeo (già lo hanno fatto con quello nazionale con il “porcellum”).
Insomma ce lo vogliono proprio mettere in quel posto con “savoir faire” e con “gentilezza” e, proprio per questo, ci vuole maggiore attenzione!!!

N.B. - Leggere l’inchiesta fa veramente venire i brividi.

AGGIORNAMENTO del 21 settembre

L'inchiesta continua (clicca qui), ma continuano anche le perquisizioni.

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A chi mi chiede (vedi commenti) cosa possiamo fare noi blogger, penso sia corretto rispondere: innanzitutto vigilare e, quindi, informare con i nostri mezzi in modo che queste notizie, che non trovano ampia risonanza presso gli altri organi di stampa -è una constatazione- vengano divulgate il più possibile. Perciò auspico che anche altri blogger riprendano questa notizia, anche solo "linkando" questo post, oppure, anco meglio, costruendone un altro.

venerdì 19 settembre 2008

Con ARGOS si monitora il Canal Grande

Già da alcuni mesi in funzione per gli addetti al traffico sul Canal Grande, ora è a disposizione di tutti gli internauti. Si tratta di Argos, innovativo sistema automatico di controllo e gestione della navigazione in Canal Grande composto da sensori automatici e telecamere che trasmetteranno i dati delle caratteristiche e della velocità delle imbarcazioni alla centrale operativa e ai palmari in dotazione agli operatori della Polizia municipale; il sistema permetterà di monitorare costantemente il traffico acqueo e, di conseguenza, consentirà modalità puntuali e rapide di intervento.

“Argos” è l’acronimo di “Automatic & Remote GrandCanal Observation System”

E sufficiente indirizzarsi su http://www.argos.venezia.it/ per vedere, in tempo reale, la situazione del traffico nella principale via acquea veneziana. Numerosi sensori, installati lungo questo percorso, permettono di monitorare se via siano imbarcazioni che superano i limiti di velocità e se sussista qualche congestione.

Tutto questo dovrebbe servire a contrastare il moto ondoso, che, per la mia città, è una delle cose negative che mettono in forse l’esistenza fisica di Venezia.

L’utente privato può vedere la situazione e, quindi, si tratta solo di una curiosità; per le forze di polizia, invece, è uno strumento utile per mezzo del quale può essere stroncata qualsiasi inosservanza dei regolamenti di navigazione nei canali lagunari. L’unico inconveniente è che questo sistema vale solo per il Canal Grande e lascia scoperto, invece, il controllo sugli altri canali sia interni che del resto della laguna dove i taxi, ma anche mezzi privati provenienti dalla terraferma, sfrecciano a velocità pazzesche. Il controllo sui natanti nel resto della laguna potrebbe essere effettuato con l’installazione obbligatoria di un GPS.

Sul sito Argos si trovano statistiche varie ed anche un forum; peccato che quest’ultimo serva, come tutti i forum, a sfoghi di ogni tipo e non tratti solo quello che è l’oggetto del sito e cioè traffico acqueo e moto ondoso.

mercoledì 17 settembre 2008

Sono stato sul Ponte della Costituzione (Calatrava).

Sono stato sul Ponte della Costituzione, forse più conosciuto con il nome del suo progettista, Calatrava, inaugurato la sera dell’11 settembre. Come già affermato nel precedente post su tale argomento, è un opera che mi piace; lo preferisco, però, visto da lontano, dalla riva sottostante o passandoci sopra con il vaporetto, che percorrerlo a piedi. C’è una nuova visione del Canal Grande, ma, in quel punto, la via acquea principale di Venezia non presenta la sua migliore “veste”.

Per quanto riguarda la salita, questa è meno faticosa che in altri ponti: i gradini, parte in pietra e parte in vetro, sono più bassi e la parte sommitale è in lieve salita senza gradini. I gradini in vetro sono opachi e non permettono, quindi, di vedere l’acqua sottostante; di positivo hanno che non si scivola neppure quando sono bagnati e ciò è importante.

Il ponte è controllato a vista per tutte le 24 ore, ma, nonostante questo, c’è chi è riuscito ad incidere sulla balaustra in bronzo il nome e la data!

Belli sono anche i piazzali di accesso in marmo e pietra d’Istria; peccato che, nonostante vi siano dei cartelli che pongono delle limitazioni, fra le quali anche il divieto di sputare gomme americane, a distanza di pochi giorni dall’apertura, le pietre dei piazzali ed i gradini, sono già macchiati a causa di questa schifosa abitudine. Un anno fa ho trattato questo argomento (clicca qui per il post) auspicando che vengano aboliti la vendita e l’uso del chewing gum all’interno di tutto il comune di Venezia. Oltre ad essere un brutto vedere, pulire il selciato dalle gomme è molto costoso.

Un altro divieto è quello che nega il passaggio ai carretti con le ruote di ferro ed ai trolley superiori ai venti chili. Anche questo mi sembra giusto, ma sarebbe meglio indicare ai turisti, anche quelli con valigie di peso inferiore, come vanno portate sui ponti, sia in salita che in discesa: in salita si tirano e in discesa si spingono in avanti trattenendole nel momento in cui le rotelle scendono dal gradino. Tirarle anche in discesa provoca un colpo su ogni gradino sottostante e, trolley dopo trolley, giorno dopo giorno, ci saranno senz’altro delle rotture!

Relativamente alle proteste, oltre a quelle già note dei contrari al ponte, ci sono adesso quelle dei commercianti e dei proprietari di bancarelle di souvenir che si trovano nel percorso cha va da Piazzale Roma al ponte della Ferrovia lungo la Fondamenta di San Simeone perché, con l’apertura del nuovo ponte, è diminuito il passaggio di turisti su questo lato del Canal Grande. Tutto ciò conferma che, a Venezia, ogni novità crea sempre problemi!

martedì 16 settembre 2008

Le bugie hanno le gambe corte.

Girando fra i vari blog, di cui all’elenco qui a parte, ho trovato un post di Daniele il rockpoeta ( http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/ ), che ricorda come a Napoli, nonostante la stampa non faccia più alcun accenno, i rifiuti urbani, la “monnezza”, ci sono ancora ed anche ben evidenti.

Il lavoro di “Tessera P2 n.1816” è stata solo un’operazione di facciata con la pulizia della sola zona centrale. I giornali, quasi tutti conniventi con la suddetta “tessera”, hanno blaterato a lungo prima per mettere in croce governo, regione e comune (di sinistra) e poi per mettere in risalto l’operato sempre della stessa “tessera”.

Ora salta fuori che è stata prima un’operazione elettorale, basata sul clamore delle proteste “popolari” (camorriste), e poi solo un’operazione di facciata. Solo il centro è pulito mentre tutt’attorno è rimasto come prima. E nessuno protesta più!

A documentazione di quanto affermato ecco due video girati pochi giorni fa:

http://www.cittadinoqualunque.com/2008/09/meno-male-che-silvio-c-emergenza.html

http://diegogarciablog.blogspot.com/2008/09/nulla-cambiato.html

La stampa ha la memoria corta, quella della rete no!

Ed allora, come suggerisce Daniele, incrementate questa memoria e duplicate la possibilità di vedere questi filmati.

sabato 13 settembre 2008

Figli e ... figliastri!

“Questo è il mio figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”.

No! Non fraintendetemi! Non ho alcuna intenzione di scrivere un post su questa frase tratta dal Vangelo: non ne sono all’altezza! Infatti ho scritto “figlio” e non “Figlio”.

E sì, tratterò di un figlio, molto probabilmente viziato e, senz’altro, molto sopravvalutato.

Esistono in molte famiglie figli privilegiati rispetto ai fratelli; chissà perché. Non so come facciano certi genitori a preferire un figlio rispetto ad un altro. A volte si tratta di situazioni venutesi a creare fin dalla prima infanzia: in genere si tratta di bambini nati con qualche problema e, quindi, bisognosi di cure particolari, ma si può trattare anche di alcuni con carattere difficile, casi in cui il bambino è prepotente con i coetanei o, al contrario, è molto timido.

Poi questi bambini crescono e continuano ad essere preferiti e, di conseguenza, viziati.

C’è anche il caso, forse più naturale e meno negativo, nel quale il padre “preferisce” la figlia e la madre il figlio maschio. Ma non si tratta di questo.

Non conosco cosa sia successo nella prima infanzia a questo figlio, ma si sa –è di dominio pubblico- che negli ultimi due anni è stato bocciato agli esami di maturità, nonostante la seconda volta si sia presentato presso un collegio del “profondo nord”! Eppure aveva presentato una “tesina” su Carlo Cattaneo, magari (e qui ci metto un po’ di cattiveria e voglio pensar male, come il divo Giulio) fatta da qualche amico del padre, scopiazzando nella biblioteca della Camera!

Adesso sembra sia il “delfino”! Ma nelle acque del Po non sono ancora arrivati questi mammiferi!

Addirittura “Tessera P2 – n. 1816” lo ha lodato!

Ha persino partecipato alla cerimonia dell’ampolla sul Monviso!

Insomma sta “correndo” parecchio e la mia paura è che, prima o poi, entri a far parte di quella “corte dei miracoli” (veline, avvocati con esami di stato sostenuti dove la promozione è più facile, “nani cattivi” e quant’altro) creata dalla “tessera” di cui sopra!

Ma cosa abbiamo fatto di male?

mercoledì 10 settembre 2008

Sbalzi ... di contatore!

Come tutti i blogger, anch’io ho un contatore dei visitatori che si appoggia ad un sito esterno e che, oltre al numero dei visitatori e delle pagine viste, mi fornisce anche notizie di tipo statistico ed altro.

Fino all’altro ieri, ed escluso il periodo estivo, la media dei visitatori giornalieri si fermava a cinquanta dei quali un 10% conteggiati come “primi visitatori”; in certi periodi, soprattutto se trattavo determinati argomenti di qualche interesse generale, e per merito dei motori di ricerca, i numeri aumentavano. Il tutto restava, però, entro certi limiti.
In questi giorni, invece, per merito di un piccolo post, inserito sabato 6 settembre (andate più sotto per leggerlo), del quale non cito l’opzione di ricerca per non ricevere inutili visite casuali, ho avuto un incremento altissimo di visite: sono arrivato, ieri 9 settembre, a 688 visitatori dei quali 633 nuovi!
Con l’opzione di ricerca di parte del titolo sono arrivato a piazzarmi sulla prima pagina di Google!

Ed ecco il grafico.

Evidentemente sono molti che hanno paura della … fine del mondo!
Però ho dovuto provvedere, nel sito statistico, alla cancellazione delle ultime mille pagine viste per ben due volte. Già oggi, comunque, siamo a circa metà degli accessi di ieri: l’esperimento al Cern di Ginevra non ha avuto gli effetti disastrosi previsti da falsi profeti.

martedì 9 settembre 2008

Com’è difficile Venezia!

Riprendo, dalla rubrica “Italians” gestita da Beppe Severgnini sul sito del Corriere, una lettera dal titolo “Venezia: introvabili i cestini dell'immondizia” e che riporto di seguito:

Caro Beppe,
durante le recenti vacanze estive trascorse con la mia famiglia sulla riviera veneta, io e mia moglie abbiamo deciso di recarci con il nostro bimbo di 20 mesi a visitare la splendida Venezia. La città è certamente unica, ma che delusione quanto abbiamo scoperto che su tutta la Riva degli Schiavoni (non un calle nascosto bensì il punto di approdo a piazza San Marco) esiste un solo ponte accessibile ai passeggini o a eventuali disabili in carrozzina. O ancora quando, dopo esserci riposati e imbattuti nel cambio di pannolino del nostro bimbo, abbiamo scoperto che in tutta la zona dell'Arsenale (segnalato come monumento di notevole importanza) non esiste un solo cestino per l'immondizia. E che dire quando girando per la scelta del ristorante abbiamo scoperto che nei locali interpellati non esisteva un solo seggiolone per bambino? Forse che Venezia è visitata ogni anno solo da persone adulte, fisicamente sane e che non producono alcun rifiuto?


Paolo Brischetto, pa.clo@alice.it

(La lettera e visibile al link http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-09-09/07.spm )

Da veneziano devo dare ragione su molte cose al sig. Brischetto però mi sento di dovere fare alcune precisazioni.

È vero! I cestini per i rifiuti sono rari e, quando ci sono, si trovano nascosti. D’altra parte nessuno li vuole vicino alla propria porta o vicino al proprio negozio perché è usanza, sia da parte di veneziani sia da parte dei turisti, appoggiare vicino agli stessi di tutto e di più!
La spesa per la raccolta dei rifiuti di dodici milioni di visitatori all’anno (questo è il carico sopportato da Venezia) grava sui cittadini veneziani e non solo su coloro che operano e guadagnano con il turismo! Quindi se qualcuno ha da lamentarsi sono i veneziani e non i turisti!

Per quanto riguarda i ponti non adatti ai disabili, si può essere anche d’accordo, ma la maggior parte dei ponti sono stati costruiti non qualche anno fa, ma secoli fa, quando non c’era alcuna legge al riguardo; il ponte della Costituzione (o di Calatrava), il quarto ponte sul Canal Grande, che verrà inaugurato a breve, è in attesa di un’ovovia per i disabili. Adattarli tutti sarebbe molto difficile e non sempre le attrezzature sarebbero sicure: vi sono ponti ripidi, ponti in legno, in ferro ed in pietra, ponti storti e magari con accessi molto stretti dove passa solo una persona; il problema non è semplice. Solo qualche ponte fra i più frequentati sono adattati per il trasporto dei disabili.

Ponti non adatti ai passeggini per bambini? A Venezia, mamme, papà ed anche nonni non si sono mai lamentati di portare i passeggini su e giù per i ponti (lo posso assicurare per esperienza) e non vedo perché debba lamentarsi un turista. Quindi non esageriamo!

I ristoratori veneziani non hanno seggioloni? Non so quanti ristoranti abbia interpellato l’autore della lettera, ma non stento a credergli; si sa che gli esercizi, soprattutto quelli attorno alla zona marciana, sono sempre pronti a ghermire il turista senza fornirgli un servizio corrispettivo al prezzo che lo stesso paga. Un seggiolone occupa posto, e se i bambini sono due in contemporanea, ancora di più! Maggiore occupazione di posto con minore introito perché ad un bambino non si può applicare lo stesso prezzo di un adulto. Cosa volete, quelli sono lì … per guadagnare tanto ed il più presto possibile!

Un ultimo appunto: “calle” è un sostantivo femminile e quindi non si può scrivere “un calle nascosto”.

Com’è difficile Venezia!

lunedì 8 settembre 2008

Attenzione al "male assoluto"

Una frase detta oggi, magari seguita da una precisazione, una frase detta domani, una parola in più o una parola in meno ed ecco che, giorno dopo giorno, ci abituiamo a sentir parlare di certe cose e, forse, non faremo più caso. Detto e fatto, ci ritroveremo nuovamente il fascismo, magari con nuove leggi razziali (non ci manca molto) .
D'altra parte novant'anni fa il tutto comincio con qualche manifestazione e con qualche marcia e poi ce li siamo sorbiti per oltre venti anni.
Attenzione che i "nipotini del duce" ci stanno riprovando, magari con meno tracotanza e senza camicia nera, ma in doppio petto.
Attenzione! Troppo facile e semplice dire che i morti sono tutti uguali, che i "ragazzi di Salò" avevano fatto una scelta in buona fede, che combattevano per la difesa della Patria.
Attenzione, attenzione ed attenzione!!! (Che poi è l'equivalente di ... "resistere, resistere e resistere!!!)

Aggiornamento del 10 settembre 2008:
Vi invito vivamente a leggere l'articolo indicato con questo link:
http://www.articolo21.info/notizia.php?id=7356

sabato 6 settembre 2008

Il buco nero!!!

Il buco nero parte dal Cern di Ginevra!

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Ma, per fortuna, c'è chi ci scherza, e sono proprio quelli del CERN

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venerdì 5 settembre 2008

Sulla “Regata Storica” a Venezia

A Venezia, la prima domenica di settembre, si svolge la Regata Storica, una manifestazione sia sportiva sia di rievocazione storica. La seconda, sempre uguale da quando, nel 1899 –in occasione della prima Biennale d’Arte-, il Sindaco Grimani istituzionalizzò il nome e le norme, rievoca l’accoglienza riservata nel 1489 a Caterina Cornaro, sposa del Re di Cipro, che rinunciò al trono a favore di Venezia. È una sfilata di decine e decine d’imbarcazioni tipiche cinquecentesche, multicolori e con gondolieri in costume, che trasportano il doge, la dogaressa, Caterina Cornaro, tutte le più alte cariche della Magistratura veneziana, in una fedele ricostruzione del passato glorioso di Venezia. Questa rievocazione è molto apprezzata dai turisti e, anche se ripetuta ormai da diversi anni, è sempre un bel colpo d’occhio anche per noi veneziani. Se poi la giornata e soleggiata, cosa che finora è quasi sempre capitata (personalmente mi ricordo una sola giornata di pioggia), i colori delle barche e dei costumi, ma anche dei palazzi che si riflettono nel Canal Grande, vengono esaltati: è veramente uno spettacolo che avvince!

Dopo la rievocazione storica, le acque del bacino di San Marco e del Canal Grande verranno solcate da veloci barche che, nelle diverse categorie di mezzi e di rematori, si daranno battaglia per la conquista del primato.

Il programma, sempre uguale da alcuni anni, è il seguente:

16.50 Regata dei giovanissimi su pupparini a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della Banca d’Italia - ritorno e arrivo a Ca’ Foscari

17.05 Regata delle donne su mascarete a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” tra Riva de Biasio e San Marcuola - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari

17.30 Regata delle caorline a sei remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della stazione ferroviaria di Santa Lucia - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari

17.55 Regata dei gondolini a due remi
Percorso: Giardini di Castello, Bacino di San Marco, Canal Grande, Rialto - giro del “paleto” all’altezza della stazione ferroviaria di Santa Lucia - ritorno lungo il Canal Grande e arrivo a Ca’ Foscari.

Ovviamente la voga è quella veneta, in pratica in piedi. “Pupparini”, “mascarete”, “carline” e “gondolini” sono i nomi di tipiche barche della laguna veneziana e mentre le prime tre sono barche usate anche normalmente –per lavoro e per divertimento- i “gondolini” sono, invece, barche simili alle gondole, ma più piccoli ed usati solo per le regate.

Un altro termine, inusuale per i non veneziani, è “paleto” (rigorosamente con una “t”) che sta ad indicare il palo, infisso nel mezzo del canale, attorno al quale le barche devono girare per tornare indietro. È a questo punto che, quasi sempre, si determina l’ordine all’arrivo; infatti, chi gira per primo attorno al “paleto” è, di norma, il vincitore.

L’etimologia della parola regata è incerta, ma è probabile derivi dal termine latino “aurigare”, che significa gareggiare (l’auriga era il conduttore nelle corse delle bighe romane), usato e attestato nel secolo XVI come sinonimo di gara. Da Venezia il termine passò nelle principali lingue europee indicando sempre una competizione agonistica su barche.

Gareggiare su barche è sempre stata un’attività svolta nella laguna di Venezia, anche con l’incoraggiamento del governo veneziano, soprattutto per tenere preparati gli uomini alla navigazione che, allora, era in gran parte a remi. Ma i barcaioli si cimentavano ogni giorno nei tratti di laguna che separano la città dalle isole dove venivano e vengono coltivati i prodotti orticoli; chi giungeva primo al mercato aveva maggiori possibilità di vendere la merce e, in queste gare sui generis, partecipavano anche le donne. Una di loro divenne famosa nel ‘700 per le vittorie che accumulò, si tratta di Maria Boscolo (o Boscola) della quale esiste anche un quadro che la immortala con le bandiere vinte in regata. Fu una campionessa del remo e sulla sua vita un’autrice, Alda Monico, traendo lo spunto anche da vicende della storia veneziana, quella d’ogni giorno, costruisce un personaggio femminile molto forte, molto determinato, come lo erano, molto probabilmente, gran parte delle donne di allora e lo contorna anche di racconti di fantasia. Il titolo del libro è “Maria della laguna” e la lettura dello stesso è piacevole.

Anche le donne che partecipano alle regate moderne sembrano molto determinate e, nel vederle impegnate nella fatica della gara, soprattutto nelle riprese ravvicinate televisive, questo viene confermato.

Speriamo in una bella giornata autunnale e godiamoci, veneziani ed ospiti, in barca, sulle “fondamente” (strade veneziane che costeggiano un canale), nei campi che si affacciano sul Canal Grande e dalle finestre dei palazzi lo spettacolo della regata storica (c’è anche la trasmissione televisiva, parte in diretta e parte in differita).